Qualche giorno fa parlavo dei miei stivali di gomma, dicendo di averli comprati a Venezia. True story.
Anni fa, all'incirca a cavallo tra il 2007 ed il 2008, lavoravo a Venezia in un albergo vicino a Piazza San Marco. Vi risparmio la storia di come ci sono finita laggiù, magari vi racconterò.
Comunque, una mattina mi alzo per andare al lavoro e leggo sul bollettino che prevedevano un'alta marea. C'è da dire che i cicli di alta e bassa marea a Venezia ci sono sempre, è scontato ma non tutti lo sanno. Il punto più basso di Venezia è Piazza San Marco, che è la prima ad allagarsi in caso di alta marea; tutto nella norma, comunque, dato che bastano pochi centimetri oltre il livello limite per vedere la piazza allagata. Il problema si pone quando l'acqua continua a salire, e questo capita (raramente, per fortuna) per diverse ragioni.
Zelante, corro a comprarmi degli stivali alla prima bancarella che trovo a Rialto. Semplici ma carinissimi stivali di gomma, neri, senza fronzoli. Hanno un certo fascino, comunque, mi stanno bene.
Il giorno dopo: l'apocalisse. Riesco ad arrivare al lavoro senza problemi ma nel corso della mattinata l'acqua sale ad un livello spaventoso, 1.50 metri oltre il livello mi pare. In sostanza significa che mi ritrovo la reception inondata ed il bancone sommerso per metà. Ho passato la mattinata a spostare il pc e tutto quello che stava nei ripiani bassi del bancone, e per il resto della giornata sono rimasta a mollo nelle schifosissime acque dei canali veneziani (che, si sa, non sono proprio pulitissimi, vidi anche galleggiare escrementi quel giorno).
I turisti ovviamente sono estasiati da queste condizioni meteo. Per loro è buffissimo che i veneziani girino in vaporetto invece che in autobus e si riesca a condurre una vita normale "sull'acqua". Vanno in giro sguazzando tra i rifiuti portati a galla dalla piena ridendo e schizzandosi acqua come fossero al mare. E' divertente quasi come dar da mangiare ai piccioni in Piazza San Marco.
Io avrei voluto impiccarmi. Sono stata tutto il giorno appollaiata sulla scala che dalla reception portava al primo piano perché l'acqua arrivava fino al quinto gradino; mi immergevo nei liquami solo per registrare dei check-in e per tutto il giorno ho assistito impotente a turisti con i sorrisoni enormi che si professavano invidiosi del fatto che io abitassi a Venezia. Eh, che culo, vero?
Che schifo :S
RispondiEliminaSono uno di quelli che vota per l'affondamento di Venezia.
Ci sono stato, l'ho trovata sporca + vecchia + decrepita + impraticabile + trappola per turisti.
Cosa ci trovi la gente di romantico, mi sfugge.
Grazie! Ci ho vissuto per due anni e tutti quelli a cui lo dico mi rispondono "aaah beata te". Ma beata cosa? E' una città vecchia, brutta, sporca, puzzosa e tenuta malissimo; i veneziani sono scorbutici ed i turisti fastidiosi. Vivere e lavorare a Venezia è peggio che fare il pendolare a Milano.
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