martedì 29 gennaio 2013

London calling

Londra è, senza dubbio, la mia capitale europea preferita.
Sin dalla prima volta che l'ho visitata esercita su di me un fascino intrinseco, che faccio fatica a spiegare razionalmente.

Ci vado ogni anno, e la vivo sempre in un modo molto personale e particolare; la condivido con amiche, fidanzati, suocere. Perchè voglio che la vedano con i miei occhi, un po' anche per capire meglio che tipo di persona sono io.
Londra è per me come Milano, ma all'ennesima potenza. E' un po' quel che sono io: la mia maschera di schiettezza, la mia voglia di fare, la pigra tranquillità della periferia, i quartieri colorati, le persone indaffarate, uomini d'affari e gente che fa shopping, i musei, l'arte, i locali, la musica. Le esperienze.
La freddezza delle persone a primo impatto ma la loro ferma gentilezza quando ti fermi un secondo ad ascoltare; il clima rigido, ed i giardini segreti di cui è disseminata Londra e che diventano ancor più belli sotto il primo, raro, raggio di sole.
Ecco cos'è Londra: una città che nasconde un'altra città. Una maschera dietro a cui c'è un volto.

Stavolta parto e porto Coshuk con me.
Voglio mostrargli la Londra che amo, voglio vedere il mondo insieme a lui.
E lui, che per la prima volta viaggia con una fidanzata, è felice.
Lo vedo felice ed impaziente.

Siamo due imbecilli che vanno a Londra.

venerdì 25 gennaio 2013

Chasing Pavements

I've made up my mind
don't need to think it over

Un venerdì prima di natale è stato il compleanno di Coshuk.
Lui odia dicembre, il compleanno ed il Natale.
Insomma, il Grinch è più amichevole ma vabè anche io detesto il mio compleanno e una volta odiavo il Natale. Ad un certo punto nella vita trovi qualcosa che ti fa cambiare idea, tutto qui.
Quest'anno ho deciso che dovevo essere questo per lui.

If I'm wrong I am right
don't need to look no further

Sicchè, carica delle migliori intenzioni, quel venerdì sera ho sfidato la tormenta di neve ed il freddo polare per accamparmi sotto casa sua ed aspettarlo al rientro dal lavoro. Purtroppo questo orario, il venerdì, spazia tra mezzanotte e un'ora X, perciò sono partita da casa munita di giacca pesante, libri, coperta e maglione extra per affrontare l'attesa.
Comunque non è andata proprio così.

This ain't lust
I know this is love

La sua carissima amica - quella che sta a lui come la mia amica A sta a me - si è offerta di tenermi compagnia per un po', e l'ho accompagnata in un locale con alcuni suoi amici. E' stata una serata piacevolissima, lei è un tesoro ed il tempo è veramente volato. Tanto che verso le 00:50 mi chiama Coshuk per dirmi che era appena uscito dal lavoro... ed in sottofondo sentiva il vociare tipico da pub del venerdì sera.

But if I tell the world
I'll never say enough 'cause this was not said to you

Metto giù il telefono e comincio ad urlare, impanicata, "Ommioddio sta già tornando a casa!". Tracanno alla goccia l'ultimo sorso della mia birra e mi faccio riaccompagnare sotto casa sua, ringraziando infinitamente per la compagnia.

And that's exactly what I need to do
if I end up with you

Ha appena smesso di nevicare, è tutto bianco e grigio, sembra una cartolina.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.

Should I give up
or should I just keep chasing pavements

"Pronto? Ma dove sei?"
"Eh... a casa"
"Ah, ma quando sei arrivato?"
"Boh, da 5 minuti"
"Senti, scendi? Sono sotto casa tua"
"..."
"..."
"Ma davvero?"
"Sì"
"Tu sei matta. Arrivo"

even if it leads nowhere
would it be a waste even if I knew my place?

Gli ho dato il mio regalo, che era... non fate i pervertiti, era una maglietta dell'Hard Rock Cafè di Amsterdam. Ed un biglietto molto nerd fatto con le mie manine sante.
Vi dico solo che davanti ci avevo disegnato Link con un fumetto "it's dangerous to go alone, take this".
E dentro c'era un cuore pixeloso in rilievo, per ovvie ragioni.

martedì 22 gennaio 2013

Manic Monday

E' lunedì, e già girano le palle per quello.
In più ho in testa il weekend appena passato e no, non si leva dalla testa.
Poi mi arriva il ciclo, ormai totalmente a caso, quando se la sente. Boh. E girano ancora di più le palle.
Cazzo, devo andare a casa a cambiarmi.
Volevo andare in palestra, però. Che palle!

E niente.
Sono lì che maledico le mie sfighe quando all'improvviso il lampo di genio: ho bisogno di bere.
Manco un assetato nel deserto. Eh.

Chiamo la mia amica A e la metto a parte del mio malvagio piano.
Ovviamente sento l'eccitazione nella sua voce.

Stasera allo 039. Che sembra un nome in codice da alcolisti anonimi, e invece è il locale dove andremo a confessare i nostri peccati annegandoli in una Tennent's Super.

Cheers.

venerdì 18 gennaio 2013

Quando si dice che una giornata è iniziata bene

Io sono una di quelle persone che la mattina, appena sveglie, sono intrattabili. Devo essere necessariamente lasciata in pace a decantare la mia incazzatura.
Essendo sempre per conto mio, ho le mie consolidate routine: apro la finestra, mi verso da bere e sorseggio lentamente il succo mentre mi preparo il pranzo da portare in studio.
Da un paio di settimane a questa parte c'è mia madre a casa la mattina che, oltre a passare il tempo a lavare il bagno ad orari improbabili e sempre inevitabilmente quando mi serve, ha la brutta abitudine di rimuginare su ogni cosa le abbiamo detto/fatto il giorno precedente.
Trova i doppi o tripli sensi in cose che non ne hanno minimamente, si scazza e pretende che io interagisca con la sua incazzatura del momento.

Ormai ho sviluppato una strategia quasi infallibile.

Mentre lei urla, in cerca della lite a tutti i costi, io mi verso da bere.
Mentre lei mi ripete quanto sono nullafacente, io penso che in effetti il succo agli agrumi comprato al Carrefour mi fa proprio schifo.
Mentre lei mi sventola davanti agli occhi la prima cosa che le è capitata sotto mano per attaccare l'ennesima questione, io decido di arraffare anche un pacchetto di crackers da portarmi in ufficio nel caso mi venisse fame prima.

E' l'unico modo per sopravvivere in casa al mattino.
E' un po' quel che dicono delle api: se le ignori se ne vanno senza farti nulla.
Dicono.

martedì 15 gennaio 2013

Per tutte le volte che mi avete sentita dire "Basta ubriacarsi!"

Sì, ecco, forse voi non me l'avete effettivamente mai sentito dire.
Almeno non di persona.
Però, al tempo in cui mi ubriacavo tanto da soffrire come una prostituta in chiesa [cit.] almeno una volta al mese, ripetevo spesso "Giuro che questa è l'ultima!".
E poi tempo due settimane ero di nuovo da capo.

Se prima era un modo per scappare dalle ansie della mia triste vita da adolescente problematica, adesso è semplicemente che mi piace bere. Nel senso che adoro il rituale di trovarsi attorno ad un tavolo con persone care; adoro la sensazione di essere più sciolta con persone che conosco poco; adoro le risate; adoro il sapore.
Sono una cazzo di alcolizzata.

Comunque, nonostante siano mesi che bevo regolarmente quasi ogni giorno, era dal mio scorso compleanno che non mi ubriacavo. Come è noto a chi mi conosce, io solitamente organizzo la festa di compleanno solo per far divertire gli invitati, mica per me stessa. Io quel giorno bevo fino a rimettere l'anima.
Cosa che mi riesce sempre con discreto successo. E non che quest'anno fosse da meno.

Senza cena, ho bevuto tanto di mio; poi mi hanno offerto parecchi shot di un alcolico non meglio identificato (whisky, maybe? io lo detesto); poi l'idea geniale "Beviamoci un negroni", conscia del fatto che quel singolo cocktail si sarebbe magicamente moltiplicato per volere divino. Eh vabè.
Per fortuna ho amici che si sono prodigati per raccogliere la mia borsa, il mio cappotto ed i miei regali e mi hanno consegnata nelle mani di Coshuk per farmi riaccompagnare a casa.

Che poi non sono mica andata a casa, i miei genitori si rifiutano di avermi a casa per la notte quando sanno che mi riduco in stati semi-catatonici, quindi ho dormito fuori. Certo, nel tragitto locale-letto abbiamo dovuto fare diverse soste per farmi socializzare con i marciapiedi, ma alla fine sono giunta a destinazione.
Mi sono chiusa in bagno 10 minuti, semplicemente seduta per terra, indecisa se addormentarmi lì e fregarmene o se raccogliere l'ultimo briciolo di lucidità per togliermi le scarpe e buttarmi a letto; tutto questo con Coshuk fuori dalla porta che bussava ad intervalli regolari e mi intimava di uscire o sarebbe entrato lui.
Che minaccia, signori!
Però sono uscita, eh. Mi sono sfilata le scarpe - di quelle che normalmente faccio fatica anche da sobria, quindi come io ci sia riuscita è tuttora un mistero - e le calze e mi sono buttata a letto senza dire una parola. Coshuk non l'ho cagato di striscio, come direbbero i francesi.

La mattina dopo ho aperto gli occhi verso le 11, relativamente presto. Sono rimasta ferma quei cinque minuti giusto per capire se potevo alzarmi senza pericolo o se ancora stavo male, ma alla fine mi sono alzata per andare in bagno a controllare il mio stato di devastazione post-sbronza.
Essendo andata a letto vestita e truccata, non ero certo uno splendore (che già normalmente... ma vabè); ho approfittato del fatto che Coshuk fosse ancora addormentato per darmi una ripulita ed una sistemata, dopodichè sono tornata a letto fingendo di essermi appena svegliata.
Ah-ah.

Finita qui? Vi piacerebbe (eh, anche a me)!
Vi svelo un segreto: mi sono macchiata le scarpe! Le mie bellissime, meravigliose e costose scarpe!
Macchiate, vi dico. Di cosa ve lo lascio immaginare.
E Coshuk rideva, rideva, rideva.
Vorrei dirvi che è uno stronzo ma a questo punto se non è ancora scappato devo solo dire GRAZIE.

venerdì 11 gennaio 2013

Drammi da cambio del provider di posta aziendale #1

C'è che Jmail non ha il comando di stampa sulle draft.

Che poi quello che si chiedono, giustamente, a Mountain View è: che minghia te ne fai di stampare una bozza?
E rispecchia perfettamente la mia linea di pensiero, anche se il mio intercalare tipico è "cazzo" come direbbero i francesi.

Comunque boh. A MFR serve di stamparsi le bozze perchè correggerle direttamente da browser con il classico "resume draft" sembra essere troppo complesso.
Lui deve correggerle a penna e siglarle per approvazione, come alle elementari.

La foresta dell'Amazzonia ringrazia sentitamente.

martedì 8 gennaio 2013

La palestra #3 (ancora la morte mia)

Ieri, come tutti sapete, era lunedì-pilates.

Stavo per dare forfait appena uscita dallo studio perchè ho seriamente corso il rischio di addormentarmi in metropolitana appoggiata all'energumeno seduto accanto a me, sintomo che sto davvero andando in carenza di sonno ultimamente.
Invece, complice un "regolamento di conti" con la mia amica A, mi sono costretta a recarmi in palestra; così ora posso raccontarvi questo simpaticissimo aneddoto.
Non siete contenti?
No?
Vabè.

Comunque, dopo aver passato la mattinata e la serata precedente a dare della "stronza, vaffanculo!" alla mia amica, una volta ritrovateci faccia a faccia nello spogliatoio siamo scoppiate a ridere.
Per la cronaca, devo dirvi che ci siamo tirate i capelli con molta goliardia. Perchè sì.
Ci stiamo attrezzando per la lotta nel fango, in quel caso metteremo i biglietti in prevendita e sarete avvisati.

Siamo lì che ridiamo come due idiote quando si avvicina questa signora, che entrambe conosciamo perchè frequenta dei corsi con noi, salutandoci ed interrompendo la nostra costruttiva discussione.
"Ciao! Guardate", dice mentre si toglie il reggiseno.
"Sono nuove", e ci indica la sua quarta abbondante nonchè super-soda.
La nostra, infatti, parla dall'alto della sua mastoplastica fresca di chirurgo e non ha nessun problema ad ammetterlo, visto che è praticamente la prima cosa che ti dice ancor prima di salutare.

E niente, tutto questo per dire che mentre mi cambiavo in spogliatoio ho passato 10 minuti a fissare le tette rifatte di una semi-sconosciuta.
Ah, la palestra!

venerdì 4 gennaio 2013

Refresssshhh

Da ormai un mese a questa parte i nostri account e-mail aziendali sono passati sotto la grande G.
Dello studio di Milano, al momento, siamo stati designati come key-user (che poi is the new "cavie") io, MFR e la Stracciapalle. Vi lascio immaginare la mia giuoia, contando che mi tocca dare assistenza a tutti.
Tremo al pensiero di quando migreranno tutti gli altri account.

Io sono stata la prima a cui hanno migrato l'account, ed anche l'unica che durante il "corso" ha fatto delle domande realmente pertinenti (tipo come avremmo dovuto regolarci per l'esportazione della legal agenda).
Il resto era gente che pretendeva venisse mostrato come fare per inviare una mail.
Inviare. Una. Mail.
Che mi chiedo finora la gente cosa facesse. Mah.

La settimana successiva hanno migrato l'account a MFR.
Ha passato la sera a smadonnare perchè quando inviava le mail dall'iPad non gli risultavano tra i sent quando accedeva da pc. Stesso problema che aveva un altro associate dello studio, credo fosse un semplice problema di sincronizzazione, le mail venivano comunque gestite e spedite dal sistema (lo so perchè dall'iPad aveva inviato una mail a me e l'avevo correttamente ricevuta).
Ma tanto quel che dico io è aria fritta.
Però poi gli fa comodo chiamarmi per qualsiasi scemata.

Difatti il giorno dopo gli capitò un problema con un custom gadget che usiamo per salvare le mail nelle pratiche: non visualizzava alcuni pulsanti.
Dal nostro ufficio IT gli scrissero "Provi a fare un refresh".
Refresh.
Refresh.
Mmmmh.
E sento invocare il mio nome, tanto ormai qui è come stare al mercato del pesce.
Corro nel suo ufficio ed è già in fibrillazione perchè non ha idea di cosa voglia dire "fare un refresh" e che, insomma, queste persone che usano i tecnicismi lui proprio non le sopporta. Che poi, come diavolo si farà un refresh?
Calmo, sereno. Respira.
"Avvocato, deve premere F5"

Credo di avergli aperto un mondo.
"E non poteva scrivermi di premere F5? Eh?"
Che ve lo dico a fare? E' una battaglia persa in partenza.

mercoledì 2 gennaio 2013

Buon Duemila-e-Credici!

Ok. Tempo di bilanci.
Or so to say.

Il 2012 è stato un anno meraviglioso. Che lo so, uso spesso il termine "meraviglioso" ultimamente, ma è che tutto è diventato una meraviglia. Quindi va detto.
L'inizio dell'anno è stato un po' scarsino e diciamo che fino ad aprile mi sono trovata un po' in un limbo, prima di avere il coraggio di prendere la fatidica decisione che ha poi cambiato di netto il corso dell'anno.
E della mia vita, diciamocelo francamente.

Da lì in poi è stato un continuo tra feste, uscite, risate, amici.
E l'anno nuovo è iniziato, per la prima volta, con amici che sono i MIEI amici; risate che sono le MIE risate; propositi che sono i MIEI propositi. Non sono gli amici del fidanzato, nè le risate degli altri perchè tu sei troppo annoiata per sorridere, e neanche i propositi fatti per compiacere qualcun altro.
Questa è tutta roba mia.
Finalmente!

Come vorrei che fosse il 2013?
Bè, se anche solo continuasse su questo trend positivo a me andrebbe più che bene.
Però ci sono questioni da definire e risolvere. C'è la storia della casa di Coshuk (ve la racconterò), la faccenda dell'America, trasferimenti da pianificare (a prescindere che siano da questa o da quell'altra parte dell'oceano), e poi temo arriverà il "famoso discorsetto".

Insomma, i progetti ci sono, la buona volontà non manca... speriamo che duri per tutto l'anno!

PS: a voi come sono andate le feste? :)