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martedì 2 aprile 2013

La palestra #4 (ormai lo sapete)

Sono ingrassata.
Non tanto, ma ho messo su giusto quei due o tre chili, quel tanto che basta affinchè le mutande mi lascino il segno ma apparentemente non abbastanza per il resto del mondo perchè, a questa mia affermazione, attiro sguardi di odio.
Ok, non sto dicendo che sono obesa, ma oggettivamente sono ingrassata.
Lo dice la bilancia, non solo le mie mutande.

Sarà il fatto che, ultimamente, sono più allettata dall'idea di andare a fare aperitivi piuttosto che agitare il mio grasso culone in una saletta calda e impregnata di sudore.
Chissà poi perchè.

Ieri ho deciso di spezzare le catene di questa mia inerzia e di andare in palestra a fare la solita lezione di pilates di lunedì.
Attenzione, novità: c'è zumba subito dopo!
Zumba nel mio dizionario ha questa definizione: modo faticoso per rendersi ridicoli dimostrando a tutti di non essere assolutamente in grado di ballare, e pure un po' scoordinata.
Però mi sono anche detta "Senti, sei una cicciona, se non resti a scuotere un po' le chiappone finirà che Coshuk ti lascerà per una che invece zumba lo fa... magari a letto".

No, non è vero.
In realtà mi sono cantata mentalmente questa canzone:
"Shake-shake-shake, shake-shake-shake, shake your booty, shake your booty"~

E a colpi di sculettate e passi di danza completamente a casaccio, ho passato una sorprendentemente divertente ora di zumba.
E' stato quasi facile.

Sabato si replica.

martedì 22 gennaio 2013

Manic Monday

E' lunedì, e già girano le palle per quello.
In più ho in testa il weekend appena passato e no, non si leva dalla testa.
Poi mi arriva il ciclo, ormai totalmente a caso, quando se la sente. Boh. E girano ancora di più le palle.
Cazzo, devo andare a casa a cambiarmi.
Volevo andare in palestra, però. Che palle!

E niente.
Sono lì che maledico le mie sfighe quando all'improvviso il lampo di genio: ho bisogno di bere.
Manco un assetato nel deserto. Eh.

Chiamo la mia amica A e la metto a parte del mio malvagio piano.
Ovviamente sento l'eccitazione nella sua voce.

Stasera allo 039. Che sembra un nome in codice da alcolisti anonimi, e invece è il locale dove andremo a confessare i nostri peccati annegandoli in una Tennent's Super.

Cheers.

martedì 8 gennaio 2013

La palestra #3 (ancora la morte mia)

Ieri, come tutti sapete, era lunedì-pilates.

Stavo per dare forfait appena uscita dallo studio perchè ho seriamente corso il rischio di addormentarmi in metropolitana appoggiata all'energumeno seduto accanto a me, sintomo che sto davvero andando in carenza di sonno ultimamente.
Invece, complice un "regolamento di conti" con la mia amica A, mi sono costretta a recarmi in palestra; così ora posso raccontarvi questo simpaticissimo aneddoto.
Non siete contenti?
No?
Vabè.

Comunque, dopo aver passato la mattinata e la serata precedente a dare della "stronza, vaffanculo!" alla mia amica, una volta ritrovateci faccia a faccia nello spogliatoio siamo scoppiate a ridere.
Per la cronaca, devo dirvi che ci siamo tirate i capelli con molta goliardia. Perchè sì.
Ci stiamo attrezzando per la lotta nel fango, in quel caso metteremo i biglietti in prevendita e sarete avvisati.

Siamo lì che ridiamo come due idiote quando si avvicina questa signora, che entrambe conosciamo perchè frequenta dei corsi con noi, salutandoci ed interrompendo la nostra costruttiva discussione.
"Ciao! Guardate", dice mentre si toglie il reggiseno.
"Sono nuove", e ci indica la sua quarta abbondante nonchè super-soda.
La nostra, infatti, parla dall'alto della sua mastoplastica fresca di chirurgo e non ha nessun problema ad ammetterlo, visto che è praticamente la prima cosa che ti dice ancor prima di salutare.

E niente, tutto questo per dire che mentre mi cambiavo in spogliatoio ho passato 10 minuti a fissare le tette rifatte di una semi-sconosciuta.
Ah, la palestra!

lunedì 17 dicembre 2012

La palestra #2 (sempre la morte mia)

E' lunedì e il che significa una sola cosa: lezione di pilates.
Ormai la mia vità è scandita dai corsi in palestra, i giorni della settimana hanno nuovi appellativi per me; tipo che al posto di dire "Ah, domani è lunedì" mi trovo a dire "Domani pilates eh", e conseguentemente martedì è "steppish", mercoledì è "il maniac" aka GAG, giovedì è il "giorno in cui potrei spararmi un'altra lezione di pilates ma-anche-no-sto-a-casa-e-riposo", venerdì è stato ribattezzato "TGIF" oppure "serata videoludica", sabato è il "maniac bis" e domenica significa Coshuk da un po' di tempo a questa parte.

C'è che il giorno di steppish dovevo uscire con Coshuk dopo cena. Nei giorni di palestra il concetto di dopo cena assume un'accezione diversa in quanto io notoriamente non ceno. Non ne ho il tempo.
Così arrivo precisa per la lezione e sgombro il campo giusto prima che inizi la parte braccia e addominali, mannaggia a me. Però devo andare o faccio tardi.
Siccome la mia amica A l'ho vista solo venerdì, sabato, domenica e lunedì, mi sembra giusto intrattenermi cinque minuti a scambiarci convenevoli prima di correre a farmi una doccia e rendermi presentabile per la serata. Dopo aver disturbato la lezione con il nostro fastidioso chiacchiericcio di sottofondo, la mia amica decide che "Oh, ma chissene, vengo a fare la doccia anche io".

Sono lì che la guardo sfilarsi la chiave dell'armadietto dalla tasca quando, come nei film di serie B, vedo al rallentatore la scena in cui la chiave cade per terra e scivola sotto gli armadietti.
"Oh, shit!", esclamo.
Lei ride.
"No, no, non hai capito: oh, shit!", insisto.
Ci guardiamo per un lungo, lunghissimo istante e poi scoppiamo a ridere.
Due secondi dopo siamo entrambe inginocchiate per terra che infiliamo una gruccia sotto gli armadietti per cercare di recuperare la chiave.

Dieci minuti e sette calendari in fiamme dopo risorgiamo trionfanti e apriamo l'armadietto.
Giusto perchè non avevo fretta, eh.

mercoledì 5 dicembre 2012

La palestra #1 (aka la morte mia)

Io sono una fissata.
Fissata e anche un po' masochista, a dire il vero.
Sì perchè "la palestra" è il luogo in cui mi sento più a disagio in assoluto. C'è di buono che grazie all'assidua frequentazione, non ci sono situazioni sociali in cui mi sento più fuori luogo.
Semplicemente perchè nulla mi fa sentire più inappropriata della palestra.

Quando ho iniziato ad andarci due anni fa, prima che divenisse un'ossessione, ero di quelle che con la tuta ancora sudata ed appiccicaticcia si infilava il cappottino e tornava a casa a farsi la doccia nell'intimità del proprio bagno.
E insomma niente crea aggregazione come fare la doccia in palestra accanto a donne sconosciute. Nude. A cui viene spontaneo guardare tette e culi e confrontarli mentalmente con i propri cosciotti e misurarsi vicendevolmente il livello di cellulite.

Ieri sera rientravo in spogliatoio dopo una sessione particolarmente rilassante di pilates e mi è caduto l'occhio su un libro appoggiato sulla panca: "La verità è che non gli piaci abbastanza". Mollato lì in bella vista da una sciaquetta che non prova nessuna vergogna a farsi vedere in pubblico con un libricino del genere. E vabè.
Naturalmente la mia ipocrisia è tale che nella mia testa guardavo con disapprovazione ma la mia parte senziente ha intrattenuto una conversazione di 10 minuti con la suddetta a colpi di "Ah, bello, è da leggere allora!".

Boh, sono strana.
E poi, a dire il vero, io ODIO socializzare in palestra!
Eccheccazzo.