E' come andare in apnea: trattenere il fiato a lungo, finchè si ha resistenza, finchè non si risale in superficie.
Io sto ancora trattenendo il fiato in attesa di riemergere.
Sono viva, eh.
Aggiorno poco perchè sono oberata di cose da fare sia in ufficio che a casa e non riesco più a mettere i post in programmazione (è già tanto se riesco a scrivere qualche aggiornamento); ne avrei diversi in bozza ma non mi decido mai a sistemarli e pubblicarli.
Il lavoro ultimamente è un disastro e non so se è la mia soglia di sopportazione ad essere scesa inesorabilmente o se l'idiozia della gente che cresce esponenzialmente ogni giorno. Forse entrambe.
Ed io vorrei dare tante, ma tante rispste acide ed invece mi mordo la lingua perchè alla fine penso sempre che non sia giusto sfogare la propria frustrazione sugli altri, anche se lo meriterebbero.
Insomma, non si spara sulla croce rossa.
Hanno voluto comprare un regalo alla stagista che a fine mese ritornerà in Spagna a finire il suo master: le hanno preso un foulard (DA VECCHIA) di Michael Kors a 90€. Comprato su internet su uno di quei sitacci di campagne di vendita scontata che, per carità, frequento anche io ma volevano farselo arrivare già confezionato nella carta brandizzata di quel sito... cioè, allora scriviamoci in fronte che siamo dei pezzenti, dai. Questo merdoso foulard alla fine è arrivato ieri, fa cagare, e lo scherzetto in questione ci è costato 15€ a testa - senza contare che le abbiamo pure offerto il pranzo in un locale vista Duomo e pagato 21€ a testa per un primo ed un bicchiere di vino.
Massì, sicuramente è l'invidia che parla perchè a me non hanno mai regalato un cazzo di niente e a questa qui che tra l'altro ritornerà a settembre (quindi non è che non la vedremo mai più per tutta la nostra vita, sia chiaro) regalano Michael Kors addirittura?
Se penso che una delle altre idee era un braccialetto di Tiffany mi verrebbe voglia di prendere a sassate queste debosciate che non hanno niente da fare nelle loro giornate e quindi rompono le palle a noi con 2647568 email al giorno con proposte per il regalo.
Meno male che il calvario è finito, va.
Ma la notiziona bomba, quella che proprio mi ha fatto ribollire il sangue nelle vene e venire i lacrimoni di nervoso è stata che Cicì ha dato via il suo gatto (sì, si chiama Brera perchè l'aveva preso quando abitava in zona Brera... originale, nevvero?).
L'ha dato via perchè è più incinta e cagacazzi che mai, dice che le dava fastidio l'odore e che poi ommioddio come avrebbe fatto a salvare suo figlio dalle grinfie del malefico gatto? E poi, un gatto è come un altro figlio piccolo, quindi cioè-figa-cioè vuoi mettere il doppio sbattimento?
Quindi fammi capire: se tuo figlio ti rompe le palle, dai via pure lui? Spero che da grande sarà lui a smollarti come un sacco di patate.
Questa cosa veramente non riesco a comprenderla, scusate. Brera ha condiviso sette anni di vita con lei, l'aveva preso per farle compagnia i primi tempi che si era trasferita a Milano ed era una povera terronaccia senza amici, ed ora che non le serve più lo getta via come un fazzoletto usato?
Stamattina mi dice, a mo' di giustifica, che i nuovi padroni le mandano le foto del gatto tutti i giorni.
Mi mostra la foto di questa bestiolina tutta rannicchiata nel bidet con una faccia talmente mogia che avrei voluto fare a pezzi Cicì e sbattere lei in quel bidet.
E sapete cosa mi dice?
No, dico, sapete cosa ha avuto il coraggio di dirmi?
"Visto com'è tranquillo?".
Procuratemi un alibi, VI PREGO!

