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giovedì 22 maggio 2014

Hashtag di supporto, a me ed ai gatti #PrayForBrera #StayStrongMika

E' come andare in apnea: trattenere il fiato a lungo, finchè si ha resistenza, finchè non si risale in superficie.
Io sto ancora trattenendo il fiato in attesa di riemergere.

Sono viva, eh.
Aggiorno poco perchè sono oberata di cose da fare sia in ufficio che a casa e non riesco più a mettere i post in programmazione (è già tanto se riesco a scrivere qualche aggiornamento); ne avrei diversi in bozza ma non mi decido mai a sistemarli e pubblicarli.

Il lavoro ultimamente è un disastro e non so se è la mia soglia di sopportazione ad essere scesa inesorabilmente o se l'idiozia della gente che cresce esponenzialmente ogni giorno. Forse entrambe.
Ed io vorrei dare tante, ma tante rispste acide ed invece mi mordo la lingua perchè alla fine penso sempre che non sia giusto sfogare la propria frustrazione sugli altri, anche se lo meriterebbero.
Insomma, non si spara sulla croce rossa.

Hanno voluto comprare un regalo alla stagista che a fine mese ritornerà in Spagna a finire il suo master: le hanno preso un foulard (DA VECCHIA) di Michael Kors a 90€. Comprato su internet su uno di quei sitacci di campagne di vendita scontata che, per carità, frequento anche io ma volevano farselo arrivare già confezionato nella carta brandizzata di quel sito... cioè, allora scriviamoci in fronte che siamo dei pezzenti, dai. Questo merdoso foulard alla fine è arrivato ieri, fa cagare, e lo scherzetto in questione ci è costato 15€ a testa - senza contare che le abbiamo pure offerto il pranzo in un locale vista Duomo e pagato 21€ a testa per un primo ed un bicchiere di vino.
Massì, sicuramente è l'invidia che parla perchè a me non hanno mai regalato un cazzo di niente e a questa qui che tra l'altro ritornerà a settembre (quindi non è che non la vedremo mai più per tutta la nostra vita, sia chiaro) regalano Michael Kors addirittura?
Se penso che una delle altre idee era un braccialetto di Tiffany mi verrebbe voglia di prendere a sassate queste debosciate che non hanno niente da fare nelle loro giornate e quindi rompono le palle a noi con 2647568 email al giorno con proposte per il regalo.
Meno male che il calvario è finito, va.

Ma la notiziona bomba, quella che proprio mi ha fatto ribollire il sangue nelle vene e venire i lacrimoni di nervoso è stata che Cicì ha dato via il suo gatto (sì, si chiama Brera perchè l'aveva preso quando abitava in zona Brera... originale, nevvero?).
L'ha dato via perchè è più incinta e cagacazzi che mai, dice che le dava fastidio l'odore e che poi ommioddio come avrebbe fatto a salvare suo figlio dalle grinfie del malefico gatto? E poi, un gatto è come un altro figlio piccolo, quindi cioè-figa-cioè vuoi mettere il doppio sbattimento?
Quindi fammi capire: se tuo figlio ti rompe le palle, dai via pure lui? Spero che da grande sarà lui a smollarti come un sacco di patate.
Questa cosa veramente non riesco a comprenderla, scusate. Brera ha condiviso sette anni di vita con lei, l'aveva preso per farle compagnia i primi tempi che si era trasferita a Milano ed era una povera terronaccia senza amici, ed ora che non le serve più lo getta via come un fazzoletto usato?

Stamattina mi dice, a mo' di giustifica, che i nuovi padroni le mandano le foto del gatto tutti i giorni.
Mi mostra la foto di questa bestiolina tutta rannicchiata nel bidet con una faccia talmente mogia che avrei voluto fare a pezzi Cicì e sbattere lei in quel bidet.
E sapete cosa mi dice?
No, dico, sapete cosa ha avuto il coraggio di dirmi?
"Visto com'è tranquillo?".

Procuratemi un alibi, VI PREGO!

giovedì 8 maggio 2014

Cedere al lato nonsense della vita

Durante i vari ponti di fine aprile, il mio capo si è sparato due settimane a Cancun, con breve tappa a Miami.
Temperatura media: 27°. E noi qui con la pioggia ed il freddo.

In quelle due settimane potreste pensare che, senza il capo, ce ne siamo rimaste tranquille e invece qui funziona che bisogna lavorare il doppio anche per lui perchè in vacanza passa le mattinate (probabilmente in attesa che la moglie si incartapecorisca per uscire in pubblico) a girarci email da evadere o altro vario lavoro - tendenzialmente inutile - da svolgere.
In tutto questo, con disarmante calma, è riuscito a farsi arrivare una bolletta di 4200€ (sì, quattromiladuecento) a causa delle connessioni in roaming dall'estero. La sua candida risposta è stata "Strano, ho sempre avuto il wifi acceso ma evidentemente mi ero scordato di disattivare il roaming. Oh, bè, se la bolletta sarà confermata provvederò al pagamento. Saluti".
Neanche Buddha sarebbe stato così calmo. Poi però lui è quello impazzisce delle minchiate assurde, eh.

Ritorna dal Messico (luogo in cui si suppone sia andato per rilassarsi) ed è più agitato che mai perchè c'è tanto lavoro da fare e ommioddioommioddio. Sì. Vabè. Magari non te ne stavi due settimane affanculo, no?
Prima udienza post-viaggio: udienza alla quale aveva detto che non avrebbe partecipato perchè doveva portare la macchina a far cambiare le gomme (ah, le priorità!), invece alla fine si è liberato per tempo e si sono presentati in tre per un'udienza.
Il giudice, un vecchio pazzo che hanno appena trasferito nella nostra sezione perchè evidentemente non sapevano più dove piazzarlo, ha passato tutto il tempo ad urlargli addosso e siccome è pazzo bisognava semplicemente dargli ragione. Facile, no?
No, invece no! Cosa deve fare il mio capo? Mettercisi a litigare, ovvio. Così, uscito dalla stanza del giudice ha iniziato ad urlare in mezzo al corridoio "Io non mi faccio insultare da questa testa di cazzo!".
Alè, posso già dirvi che abbiamo perso la causa :D

Infine ti torna in studio con briosche per tutti e passa la serata a disquisire con me sul fatto che non esistano più gruppi musicali in grado di scrivere la storia della musica... e come puoi non volergli bene? A lui ed al nonsense che lo circonda!

PS: al momento è in viaggio per Hong Kong, ho dovuto fargli un piano di viaggio a prova di imbecille, con tutti i posti dove deve andare già segnati sulla cartina e con tanti fascicoletti riepilogativi dei suoi impegni divisi giorno per giorno + una copia di tutto da dare alla Minni che almeno sa dove si trova il suo tessssssoro! xD

venerdì 18 aprile 2014

Il mio capo chiama la gente con il fischio

Che non è vero, ma a volte certa gente è portata a pensarlo quando sente certi miei racconti.

Un paio di mesi fa, era una giornata freddissima e piovosa, MFR chiama il mio interno
"Sì?"
"Mika, può venire un secondo?" [la cosa buffa è che sì, mi chiama con il mio soprannome ma mi da del lei]

Lo raggiungo nel suo ufficio e mi dice "Ora lei prende un taxi e va in via tal dei tali". In sostanza, che aveva combinato il genio del male? A pranzo aveva accompagnato la Minni a fare una visita oculistica e, disgraziatamente, nello studio di questo dottore si era scordato la sua posta che si era portato da casa (erano un paio di bollette e della pubblicità). Ora io ero la fortunata vincitrice di un viaggio premio allo studio dell'oculista di sua moglie per recuperare la posta perduta.
Sigh.
Quindi con la pioggia ed un freddo becco mi reco dall'oculista, le cui segretarie mi hanno guardata con un misto tra pietà e divertimento prima di riconsegnarmi la posta del mio capo.

Tornata in ufficio gli consegno il maltolto e mi sento rispondere "Eh, chissà cosa avranno pensato: ecco la povera segretaria dell'avvocato coglione!". E ride.
Mi sono trattenuta dal dirgli che, dalla loro faccia, probabilmente erano davveri quelli i loro pensieri.

Oggi è successo di nuovo.
Stesso copione, mi telefona e mi convoca nel suo ufficio.
Lo raggiungo per scoprire che stavolta vuole che mi rechi in un tale negozio di casalinghi dove lui e la Minni hanno acquistato il regalo di nozze per una loro amica ma, malauguratamente, si sono scordati di consegnare il biglietto da accompagnare al regalo.
Salgo sul taxi e raggiungo questo cavolo di negozio dove la commessa mi informa che, per la lista nozze di quella signora, l'unico biglietto mancante è per il regalo di "Minni & Sara".
Al mio sguardo perplesso la commessa aggiunge "Sono venuti a comprarlo un signore ed una signora, marito e moglie, lei era Minni".
Ok, sono loro. Sara è effettivamente un'altra loro amica di cui parlano spesso.
Lascio la busta e ritorno in ufficio.

La cosa buffa, in tutto ciò, è che lui sborsa i soldi e la firma la mettono Minni e la sua amica :D

giovedì 31 ottobre 2013

Like a rolling stone


Sono le 18:58 di questo giovedì sera che sembra già un venerdì.
Perchè domani si starà a casa.
E sono sola.
Chi fa il part-time è già a casa da un pezzo, mentre la Strega... bè, lei è stata licenziata.

La "scusa ufficiale" è la crisi ed il calo di lavoro, ma se fosse vero non mi spiegherei come mai, per sopperire alla sua mancanza, mi sono fatta due ore di straordinario tutti i giorni questa prima settimana senza di lei.
E spero che dalla prossima riuscirò a trovare un equilibrio.

Mi sembra di vivere intrappolata nel giorno della marmotta: ogni volta è sempre la stessa storia, tutto da capo.
L'anno scorso di questi tempi mi sobbarcavo nuove responsabilità a causa del licenziamento della Lemure; quest'anno sono ancora qui a raccogliere altri pesi sulle mie spalle.

Ma la cosa che mi lascia dentro questa sensazione di malinconia è il dover passare tutti i giorni davanti alla scrivania della Strega e vederla vuota, con la consapevolezza che non c'è più quella persona da cui correvo appena mi succedeva qualcosa di cui avevo bisogno di sfogarmi.
Sì perchè ormai lei era la mia confidente, qui dentro, la persona che capiva i miei fastidi e le mie incazzature meglio di tutti. Forse eravamo entrambe brutte persone ed io me ne sono accorta troppo tardi, dopo che già l'avevo battezzata "Strega".

In realtà, appunto, tanto diverse non eravamo. Solo che io quantomeno ho conservato quel minimo di decenza che mi faceva apparire sempre carina e precisa agli occhi dei miei superiori.
Lei si mostrava per quello che era, qualsiasi fosse la situazione.
Ed a volte mi chiedo chi, tra noi due, fosse quella più genuina.
Più giusta.

Non ho mai amato coloro che, raggiunto il tanto agognato posto fisso, si adagiavano convinti che avrebbero dovuto strapparlo dalle loro fredde mani cadaveriche; però non credevo nemmeno che fosse così semplice lasciare a casa qualcuno, dall'oggi al domani.
Una persona che lavorava qui dentro da quasi 13 anni.
Senza nemmeno un "grazie, è stato bello finchè è durato".

E ci sono sicuramente un sacco di motivazioni sensata per questo gesto, ma ci sono molti modi per licenziare la gente e sicuramente questo è stato un modo che la Strega proprio non meritava.

venerdì 11 ottobre 2013

Indiani d'America e tatuaggi cinesi pt.1

Io non ce la posso fare.
Sono appena tornata dalle ferie e già non sopporto più nessuno. I miei teneri idiotonti (che è, naturalmente, la fusione tra "idioti" e "tonti" perchè è chiaro che una sola definizione non bastava a contenere la casistica umana con cui mi rapporto ogni giorno) sono sempre gli stessi, non è che nel frattempo abbiano deciso di farmi un regalo e smetterla di essere cretini, no.

Sono le 17.48 e questa è l'ora in cui MFR accende la musica a tutto volume nel suo ufficio.
La maggior parte delle volte ascolta cose che sono affini ai miei gusti, e quindi tutto sommato è persino gradevole, ma oggi no. Oggi no perchè sto cercando da più di un'ora di stilare una nota spese da depositare tra due giorni e vengo prima disturbata da idiotonte che hanno deciso di fare la pausa caffè nel mio ufficio, successivamente dagli strimpellamenti assurdi del capo.

Per esempio l'altra sera, come di consueto, mi sono affacciata alla sua stanza per congedarmi ma non ho fatto in tempo a fuggire che sento la sua voce inseguirmi con un "Scommetto che non sa di chi è questa canzone".
Ecco.
E' arrivato il momento sarabanda.
Ho sbagliato una volta, un solo errore da quando sono qui dentro (cioè da quasi tre anni, e tutti gli anni a Natale MFR mi chiede "Allora questa è la prima volta che partecipa al nostro pranzo natalizio?", ma vabè è bello essere apprezzati) e adesso mi perseguiterà finchè non me ne andrò.
Una sera che ascoltava Joan Baez mi chiese, per ridere, se sapevo chi fosse. Caso vuole che lo sapessi - anche perchè, oggettivamente, difficile non conoscere quel portento di voce se ti piace il genere e ancor più difficile è non riuscire a riconoscere quella voce così particolare.
Quel giorno ho visto una luce nuova nei suoi occhi, si è esaltato un sacco.

Quindi, dicevo, momento sarabanda.
La canzone mi ricordava qualcosa di Ravi Shankar quindi ho provato a buttarla lì.
Il dialogo che ne è derivato è stato quasi surreale.

"Massì, Ravi Shankar l'indiano"
"Ma indiano di dove?"
"Eh, indiano dell'India"
"Aaaah. Stavolta ha sbagliato perchè questo è un indiano d'America"
"Allora non saprei proprio"
"Sì, dai, uno di quelli con i nomi strani...ma aspetti che prendo il cd e le mostro!"
*ohppercaritàdivinano*
"Ah, ha addirittura il cd?"
"Ceeeeerto! L'ho comprato in un viaggio che ho fatto in America, ero pure stato a visitare questa riserva e tra l'altro ho dormito in un albergo indiano. Sì ma... una tristezza! Guardi, non davano nemmeno gli alcolici! Il soggiorno peggiore che io abbia mai fatto. Cioè, neanche gli alcolici, si rende conto?"
*con questa frase ti sei guadagnato punti stima, siamo spiriti affini evidentemente*
"Eh, posso solo immaginare. Ma era uno di quei posti con i casinò gestiti da indiani?"
"Nono, era un albergo in mezzo ad una riserva. Bè comunque si chiama John Whitehorse e fa tutte canzoni così, solo strumentali che sembrano dei canti di guerra pellerossa"
"Affascinante"
"Aspetti, aspetti! Che forse quest'altra traccia ha le parole"
*e seleziona una traccia che fa tipo "auauauau eiaeiaeh uuuuh eeeshakashakaeeeh", immaginatevi me che mi guardo attorno imbarazzata pur di non guardarlo negli occhi*
"Sì bè che poi chiamarle parole è tutto dire. Chissà cosa diranno, magari cose tipo 'Aaaah questi stronzi bianchi che ci rubano la terra! ahahah"
*giuro, ha detto così!*
"Già, un po' come quelli che si fanno tatuare ideogrammi giapponesi o cinesi e magari c'è scritto 'scemo chi legge' ahahah"
*ok, l'ho già detto che siamo spiriti affini, vero? mi sono sentita di dargli corda*

Da questo punto il discorso è - ulteriormente - degenerato, arrivando al culmine con un aneddoto del periodo cinese di MFR.
Ma questa è un'altra storia ;)

venerdì 30 agosto 2013

Tu avvocato. Io CED.

Sono le 9:46 di un giovedì che si presagiva sarebbe stato pessimo già dal mercoledì sera.
Manca una collega, mi hanno già passato tre telefonate di gente rompicazzo (per cui mi tocca pure telefonare alla stronza della contabilità a Torino) e, non ultimo, io e Cicì oggi indossiamo lo stesso vestito.
Macazzo, direte voi.
Ed è quello che dico anche io.

Insomma, sono qui seduta che medito sulle mie sfighe lavorative, e sento una voce dal corridoio
MFR: "Miscusi! Ma noi non abbiamo comprato un pc nuovo?".
Faccio appello a tutta la mia pazienza perchè so che questa domanda, specialmente se fatta da un technologically impaired come MFR, non porterà a nulla di buono
Io: "Uhm. Se intende un portatile sì, è quello con Windows 8"
MFR: "Ah, bene bene! Può venire un secondo a farmi vedere?"
"Noooooo ti prego risparmiami questa agonia!"
Mi alzo, tiro fuori il portatile dall'armadio, e lo seguo nell'ufficio di AvvocatoFashionista dove si parlava di quale pc darle da portarsi in vacanza per poter lavorare in caso di necessità.
Vabbè, ma dillo che vuoi solo fare la figa al mare con il pc dello studio per far vedere che tu, oltre ad essere una classy-mamma-modello, sei anche una stakanovista e che il futuro dello studio dipende da te e da te soltanto.
Minchia, oh, ma tirarsela di meno?
Caso vuole che io abbia preso la borsa con il portatile sbagliato, e appena lo tiro fuori cominciano a lamentarsi delle dimensioni (because dimensions matter!)
MFR: "Eeeeh accidenti! Così grosso? Certo che abbiamo dei potenti mezzi tecnologici..."
AF: "Ah nononono. Se è così ingombrante non me lo porto!"
"Sarebbe un normale portatile Lenovo da 15"... si aspettavano un MacBookAir? Come se le prestazioni di un pc si misurassero da quanto pesa"

Vado a prendere l'altro portatile e, quando lo tiro fuori dalla borsa, le loro bocche si aprono in lodi e cori angelici alla vista dello snello. Un Vaio del cazzo, marca famosa solo perchè la usava James Bond (quello brutto però) in uno dei film.
Tristezza.

MFR: "Eh, il Vaio è una bella bestia!"
Ma tu che cazzo ne sai? Che ancora un po' non sai nemmeno aprire una mail dalle draft e ora ti atteggi ad esperto dei computer. Ma ti prego.

Comunque lo accendiamo e AvvocatoFashionista prova a loggare con il suo profilo. Ovviamente "there are no login servers available" poichè non è connesso alla rete aziendale. Un messaggio di errore del genere l'avrebbe capito anche mia nonna, se solo sapesse l'inglese.
MFR: "Ah! Certo, certo! Ci penso io, lo attacco al cavo di rete di là nella mia stanza e faccio una prova con il mio account, così si aggiorna e dopo può entrare"
Io: "Mi scusi, ma è sicuro che basta attaccarlo solo una volta e poi scollegarlo? Secondo me deve rimanere connesso per far fare login anche ad AF"
MFR: "Ma va, ma va! Adesso lo attacco, loggo io così si aggiorna, poi lo stacco e lo porto di là. Funziona così. Lo so io, lo so"
Io: "Ah. Sìsì certo"
"Ma cosa cazzo significa 'così si aggiorna'? Aggiorna cosa? Cosaaaaaa?"

Come volevasi dimostrare.
Stacca il cavo di rete, spegne il pc e lo riporta ad AvvocatoFashionista.
Costei lo riaccende e prova a riloggare con il suo account.
OVVIAMENTE non funziona.
MFR: "E come mai??"

Forse perchè il tuo mestiere è fare l'avvocato, non il CED.
Ma dico forse, eh.

venerdì 9 agosto 2013

Pessime segretarie crescono

Oggi MFR è in riunione con un nuovo cliente.
Passo accanto al suo ufficio e sento suonare il telefono. Siccome la Strega non risponde nemmeno se le si punta una pistola alla tempia, prendo io la telefonata.
Era il direttore di AziendaAutomobilisticaTedesca, un rompicoglioni che più rompicoglioni non si può.

"Ufficio di MFR, buongiorno"
"Buongiorno, cercavo l'avvocato"
"Mi spiace ma in questo momento è in riunione"
"E quando si libera?"
"Penso in un'oretta al massimo"
"Ah, no, troppo tardi. Anche io ho una riunione tra poco. E domattina?"
"Sì, domattina lo trova in ufficio"
"Può controllare la sua agenda?"
Ecco. Ero lì, in un ufficio che non è il mio e senza computer davanti. A questa domanda ho risposto "Sì, certo. Un momento solo" ed ho fissato il muro davanti a me per un minuto intero prima di riprendere la cornetta e dirgli "Certo, domattina non ha udienze, lo troverà sicuramente".

Quello ha ringraziato soddisfatto ed io ho messo giù.
Sto diventando proprio una segretaria modello. Sìsì.

venerdì 2 agosto 2013

Toglietemi tutto, ma non la mia toga

Martedì mattina, sapendo che MFR era a Roma tutto il giorno per presenziare ad un'udienza in Corte di Cassazione*, apro la sua casella email per tenerla sotto controllo. E fin qui tutto normale.
Le prime email che vedo sono quelle della polizia ferroviaria e mi domando "Ma cosa cazz...?".
Alzo il telefono, compongo il numero, sento gli squilli ed infine la risposta
"Oh, buongiorno!"
"Avvocato, ma cosa ha combinato? Ho visto le mail"
"Ah... eeeh, le cancelli subito, eliminiamo le prove!"

In sostanza, questo genio del male che è il mio capo, ha dimenticato la toga sul treno scendendo alla stazione di Roma. Per "fortuna" se n'è accorto appena sceso ed ha fatto in tempo a risalire ma, una volta tornato al suo posto, si è accorto che la toga era già scomparsa.
In quel frangente, le porte del treno si chiudono e lui, furbamente, per non finire a Napoli decide di tirare il freno d'emergenza facendo così riaprire le porte... ma naturalmente sopraggiunge anche la polizia.
Senza scomporsi, MFR spiega loro l'accaduto, questi redigono un verbale, raccolgono i suoi dati e lo mandano via.
La sera stessa gli telefona il comandante del nucleo della polizia ferroviaria, informandolo che qualcuno aveva riportato la sua toga nel loro ufficio alla stazione.
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.

Io e le mie colleghe ci siamo fatte delle grasse risate!
A volte mi domando come abbia fatto quest'uomo a sopravvivere fino ad oggi.


[* in Corte di Cassazione gli avvocati sono obbligati ad indossare la toga]

venerdì 12 luglio 2013

Nerditudine #1

Stamattina, ad ormai un mese dal fatidico "sì" di Cicì, quest'ultima ci stava raccontando che faranno due settimane qui in Italia al mare con il SUP (che no, nemmeno io sapevo cosa fosse).

Quello che la aspetta.


E niente, si lamentava che il suo marito-wannabe le ha detto che se sarà brava le regalerà la "pagaia in carbonio". Che detto così pare una stronzata ma voi non avete idea di quanto costino quegli arnesi infernali.

Adesso.
Non vorrei dire.
Ma Coshuk l'altro giorno mi ha regalato World of Warcraft - Mists of Pandaria, invece.
Poi ditemelo voi chi si deve lamentare, tra le due!

Quello che MI aspetta. Sigh.



PS: ed io sono abbastanza imbecille da farmi un personaggio ed iniziare pure a giocarci, ma vabè.

martedì 2 luglio 2013

No news, good news

Ero in albergo, a New York, in attesa che arrivasse il taxi per portarci in aeroporto.
Ho dieci minuti liberi, apro le mail per scrivere ai miei che sono in partenza.
Mi arriva una mail sull'account dell'ufficio. Della Stracciapalle.
"Ma non è a casa in maternità?"
Spinta dalla curiosità, apro subito la mail e rido leggendo il suo contenuto.

Prima che stesse a casa in maternità, si era sparsa la voce che FAJ le avesse detto di non ritornare più a lavorare da noi. La voce era stata confermata da MFR, al quale l'aveva detto FAJ in persona (essendo soci, queste cose se le dovranno ben dire).
La Stracciapalle, con grandissimo aplombe, ha continuato a far finta di nulla per un paio di mesi fino al suo congedo. Sapevamo tutti che non sarebbe più tornata, ma abbiamo fatto finta di nulla.
Nella mail ci scriveva che lei e suo marito hanno ricevuto un'offerta di lavoro in Lussemburgo e che quindi si sarebbero presto trasferiti, ragion per cui le doleva comunicarci che non sarebbe più rientrata in studio.

Due pensieri mi hanno attraversato subito la testa:
1) certa gente cade sempre in piedi
2) incredibile come sia riuscita a tenere tutto sotto silenzio fino alla fine

Naturalmente le ho risposto, chiudendo la mail con l'invito a passare in studio prima della partenza per prenderci un caffè insieme.
Non mi ha mai risposto.

venerdì 14 giugno 2013

Party-party-hard

Ore 15:30 di un tranquillo lunedì in studio.
MFR è all'università per il suo corso, Fashionista è già uscita ed è rimasta solo Cicì nella sua stanza.
Chiama FAJ.

"Vorrei che Cicì venisse in riunione con me ed il ClienteAmericanoSuperfigo"
"Ah, e mi raccomando, tirate su tutte le tapparelle e mettete un po' a posto."
"Vediamo di non farlo sembrare il solito studio di morti, un po' di vita, su!"
"Ripensandoci... preferirei che in riunione mi seguisse MFR o Fashionista, me li passa?"
"Ah, capisco. Come al solito il deserto dei tartari, eh? Bè, allora dica a Cicì di prendere appunti"
"E animo, animo!"

Ovviamente non c'è nessuno, quando serve.
Ed ovviamente Cicì, che non ha mai seguito questa causa, è già nel panico.
Io ho fatto il giro dello studio, ho tirato su tutte le tapparelle e sistemato le tende, ho preparato la sala riunioni, temperato le matite, mi sono cambiata le scarpe, ho avvisato la Strega e acceso un po' di luci in uffici a caso per far sembrare che ci sia più gente.
Che dite, comincio ad appendere i festoni e girare con la trombetta?

Ma io non lo so, saranno telefonate da fare?

venerdì 7 giugno 2013

Nemici della tecnologia

Stavolta la cazzata l'ho fatta io.
Perchè sono imbecille, veramente imbecille.
Ma questo si sapeva già.

MFR è tornato l'altro giorno da Dallas dove si è svolta l'annuale conferenza mondiale del mondo legale, che altro non è che una scusa per organizzare party e cocktail tutte le sere e bere a spese di qualcun altro (ma loro ci tengono a sottolineare che si chiama "fare networking", vabè).
Come di consueto, mi chiama nella sua stanza per mostrarmi le foto del suo viaggio.
Perchè sono l'unica che gli dà retta, le altre non lo sopportano.

Poi mi segue nel mio ufficio per controllare alcuni documenti e mi dice "Ma lei non ce le ha delle foto del suo viaggio? Si possono vedere?".
Ed io, che sono furba, gli piazzo in mano il mio iPhone dicendogli "Ma certo! E' tutto qui, sono poche ma le guardi pure".

Ovviamente, sciocca ingenua, non mi ricordo di avere questa foto:


Volevo sotterrarmi.
Sono proprio imbecille.

martedì 14 maggio 2013

I muri sono più intelligenti di certe persone (amo il mio lavoro #6)

E, come mi ha ricordato Gama, a volte sono anche più competenti e produttivi.

Due fatti degni di nota successi in questi ultimi giorni.

1)
E' successo che una ditta di traduzioni a cui ci siamo appoggiati nel 2011 ci ha mandato in data 9 gennaio 2013 la fattura relativa a quel lavoro. Ah, il tempismo (su questo ci sarebbe da fare un post a parte, ma lasciamo perdere).
Addebitiamo il costo al cliente, anche se la causa ormai è chiusa dal 2011, appunto. Come era ovvio, il cliente scrive a MFR per chiedere delucidazioni sulla fattura che ha da noi ricevuto.
MFR, impanicato, chiede a noi "ommioddio ommioddio cos'èèèè? che vuoleee?? cosa abbiamo fatto?? halp halp". Giuro, i toni erano questi.
Tralasciando che gliel'avevamo già spiegato prima di far partire la fattura, scrivo una mail di risposta al cliente e la salvo tra le sue draft; dopodichè la stampo e gliela porto per la solita correzione manuale.
Nel lasso di tempo di 5 minuti - abbondo, perchè nel mentre mi ero fermata ad avvisare la collega di un'altra faccenda - impiegati per attraversare il corridoio ed arrivare al suo ufficio, quell'uomo ha cancellato la draft senza nemmeno chiedersi "oh, ma cosa sarà mai questa cosa buffa?".
Puf.
Cancellata.
Così.
Glielo faccio notare e ride.
Ride, lui.
Io gli taglierei le mani, cazzo.
Per fortuna almeno l'avevo stampata così ho "solo" dovuto ribatterla.

2)
Mi danno da aprire una pratica che è la domicilazione di una questione torinese, quindi la apro sul nostro gestionale, e apro la relativa cartella sul nostro server.
Cicì decide che, per completezza, preferisce salvare i documenti sia sulla relativa pratica milanese che su quella torinese. E fin qui va benissimo.
Il problema sorge nel momento in cui mi accorgo che, da stamattina, nessuno ha ancora aperto sul server la cartella relativa alla pratica torinese quindi le risulta ovviamente impossibile salvare i documenti.
Ora.
A Torino c'è una segretaria che si occupa di fare solo quello tutto il giorno. Solo quello. Cazzo, una cosa devi fare e te la sei scordata? Vabè.
Chiamo la segretaria di FAJ, non sapendo chi se ne occupa ed essendo sua la pratica, e quella mi rimbalza alla tizia delle questioni; quest'ultima mi rimbalza nuovamente alla segretaria di FAJ perchè "mah, forse non ha capito che questa è una roba sua invece".
Oh, mettetevi d'accordo!

martedì 7 maggio 2013

La droga fa male (amo il mio lavoro #5)

MFR ultimamente ha qualcosa che non va.
Cioè, più del solito intendo.

Sarà l'ormai imminente matrimonio con la sua adorata Minnie.
Sì, perchè ha deciso che non c'è limite al peggio e purtroppo tra qualche giorno diventeranno "una cosa sola".
Vomito.

Quindi boh. Sarà l'emozione, sarà l'ansia, sarà la rottura di maroni l'apprensione di Minnie.
Io non lo so.
Fatto sta che è agitato.
E rompe, rompe, rompe le scatole!

Stamattina è venuto nel mio ufficio a chiedermi di scannerizzargli la sua tessera elettorale.
Non so perchè e non lo voglio nemmeno sapere.
Scannerizzo, gliela riporto, e abbiamo avuto la seguente delirante conversazione
"Le ho riportato la tessera, avvocato"
"Ecco, così adesso ha visto anche dove vado a votare"
"Erm... maaaaa, veramente io..."
"Massì, in Via della Spiga, ovvio"
"Già, certo, un posto chic insomma"
"Sìsì, chic. Via della Sfiga. Ahahahah. Via della Sfiga. Ha capito? Ahahah"
"Aaah.. ahah, sìsì, come no"
E sono scappata via.

Quest'uomo a volte mi incute timore.
Ha solo 55 anni, che la demenza senile stia colpendo precocemente?

venerdì 15 marzo 2013

Gente che lavora... male!

Non male.
DIMMERDA.
C'è una sostanziale differenza.

Arriva da Torino una comparsa di costituzione e risposta. Ciò significa che qualcuno ci ha citato in giudizio e abbiamo ricevuto un termine (solitamente abbondante, di circa un paio di mesi) per costituirci in tale procedimento con un'apposita memoria (la costituzione, appunto).
Ci viene inviata dallo studio torinese il giovedì, con scadenza del termine il venerdì.
Quel che si chiama tempismo.
Siccome "erano di fretta", ci chiedono di verificare che l'atto sia in ordine e pronto effettivamente per il deposito.
Operazione totalmente inutile, considerato che mi hai inviato l'atto già timbrato e firmato quindi, qualora ci fossero degli errori, come li correggo?

Leggo la prima pagina, quella con la narrativa (ovvero la presentazione delle parti in causa e degli avvocati che le rappresentano).
1- codice fiscale di FAJ sbagliato
2- nome di Cicì sbagliato
3- indirizzo di posta certificata di MFR sbagliato
...
Cazzo, cominciamo bene!

Sul cd da produrre unitamente all'atto mancano dei documenti perchè "erano troppo grossi da scannerizzare". Ah bè.
Hanno sbagliato l'importo del contributo unificato da versare per la causa perchè non sanno fottutamente leggere due stupide tabelle con gli importi.

Come al solito, i lavori fatti DEMMERDA e senza neanche la scusante della fretta.
Perchè in due mesi, un team di tre avvocati riesce a scriverne DUE di comparse di costituzione di una ventina di pagine malcagate.
Due.
Non una.
Ed ha tempo anche per la check-list.

Imbecilli.

martedì 12 marzo 2013

Amo il mio lavoro (e le sue assurdità) #4

Non ricordo se l'avevo già scritto in qualche altra occasione, ma MFR è un uomo pluridivorziato.
Prima della sua "adorata Minnie" ha avuto altre due mogli.
La prima, di cui era innamorato perso, l'ha lasciato di punto in bianco.
La seconda è quella da cui sta attualmente divorziando e pare l'abbia lasciata proprio per la Minnie.
Questa signora è un giudice, una donna molto bella di famiglia benestante, che però pare si curasse proprio molto poco di MFR: a Natale lo mollò da solo a casa perchè il suo più grande sogno era andare a pattinare al Rockfeller Center con suo padre; o cenava da sola la sera senza mai fargli trovare un piatto pronto.
Cose così.

Minnie invece è più... come dire?
Cagacazzi.
Apprensiva.
Cagacazzi.
Attenta ai suoi bisogni.
Cagacazzi.
Sì vabè, avete capito.
E lui aveva bisogno di una cagacazzi che lo facesse sentire amato. Solo che ora si esagera!

Adesso è arrivato ad un passo dall'apporre la firma sull'atto di divorzio, dopo un contenzioso che è durato anni. Quest'estate la sua ex moglie è passata in studio a restituirgli alcune cose, come da accordo transattivo firmato tra i due.
Dopo una furiosa litigata tra MFR e Minnie, con quest'ultima che gli ha urlato di correre a riprendersi le sue cose, altrimenti "le spaccava la faccia, a quella stronza".
Detto da una che si è baciata il marito di un'altra nella di lei cucina. 'Nzomma.
Fatto sta che, tra le cose che sono state riportate, ci sono due biscottiere in argento.
Brutte. Ma di un brutto. Brutte come la morte.
Ad onor del vero c'è da dire che non sono di MFR, la ex moglie si è sbagliata (o l'ha fatto apposta, non so).

In tutto questo, lui a Minnie non ha detto nulla per evitare scenate.
E' andato a ricomprare due biscottiere in argento, spendendo la modica cifra di 600€. Tanto a lui che gli frega?
Adesso la mia collega è di là nel suo ufficio a passare la gomma sulle biscottiere per dargli l'aspetto usato.
La gomma.
Da cancellare.
Prima avevano provato con lo strofinaccio sporco ma non funzionava.
Così usano le gomme da cancellare.
Già.

martedì 19 febbraio 2013

Quali insulti si leggono tra le righe?

Due giorni fa scrissi alla dottoressa in questione per avere aggiornamenti circa una pratica seguita da Cicì insieme a FAJ.
Dato che ho inseguito questa tizia via email e via telefono e ancora non ho ottenuto una risposta, inoltro la mail anche alla segretaria di FAJ, mettendo in copia sia Cicì che la dottoressa.

Dite che sono stata acida?
Nah.

Da: Mika.Ela@studiolegale.com
A: segretariadiFAJ@studiolegale.com
CC: Cicì@studiolegale.com, dott.ssaB@studiolegale.com 
Carissima,
Ti giro una mail che ho mandato lunedì alla dott.ssa B per avere notizie sullo scioglimento della riserva del procedimento in oggetto.
Dato che non ho avuto riscontro (nè via mail nè quando ho provato a contattarla telefonicamente), per caso puoi aiutarmi tu? Chi si occupa dei turni per le commissioni in Tribunale?
Si tratterebbe semplicemente di controllare (direttamente in Cancelleria o a Polisweb se potete) se per caso è stato emesso un provvedimento.
Ti ringrazio! ;)
M

martedì 12 febbraio 2013

Ma che sei scemo? #2

La nostra centralinista russa non la smette mai di stupirmi.
Questa è la mail che ha scritto stamattina a MFR.
Sottolineato mio.

Gentile Avvocato,
scusi se La disturbo. Stamattina mi ha telefonato un conoscente da Ucraina. Lui sapeva che io lavoro in una società che è collegata con uno studio legale. Mi ha chiesto una consulenza. Si tratta di questo: la moglie di un suo parrochiano ha lasciato la famiglia ed è scappata in Italia. E' possibile deportarla? Al momento non sanno dove si trova questa persona. 
Grazie ancora e scusi per il disturbo.

Non so.
Voi conoscete qualcuno nelle SS disponibile per la deportazione?

Che poi MFR ce l'ha fatta leggere e ci siamo fatti tutti una risata ma devo dire che mi ha lasciato un retrogusto molto amaro. Eviterò di commentare sulla società retrograda in cui vivono queste persone nell'anno 2013.

La Stracciapalle ha commentato "Povero parrocchiano".
Ma sticazzi.

venerdì 11 gennaio 2013

Drammi da cambio del provider di posta aziendale #1

C'è che Jmail non ha il comando di stampa sulle draft.

Che poi quello che si chiedono, giustamente, a Mountain View è: che minghia te ne fai di stampare una bozza?
E rispecchia perfettamente la mia linea di pensiero, anche se il mio intercalare tipico è "cazzo" come direbbero i francesi.

Comunque boh. A MFR serve di stamparsi le bozze perchè correggerle direttamente da browser con il classico "resume draft" sembra essere troppo complesso.
Lui deve correggerle a penna e siglarle per approvazione, come alle elementari.

La foresta dell'Amazzonia ringrazia sentitamente.

venerdì 4 gennaio 2013

Refresssshhh

Da ormai un mese a questa parte i nostri account e-mail aziendali sono passati sotto la grande G.
Dello studio di Milano, al momento, siamo stati designati come key-user (che poi is the new "cavie") io, MFR e la Stracciapalle. Vi lascio immaginare la mia giuoia, contando che mi tocca dare assistenza a tutti.
Tremo al pensiero di quando migreranno tutti gli altri account.

Io sono stata la prima a cui hanno migrato l'account, ed anche l'unica che durante il "corso" ha fatto delle domande realmente pertinenti (tipo come avremmo dovuto regolarci per l'esportazione della legal agenda).
Il resto era gente che pretendeva venisse mostrato come fare per inviare una mail.
Inviare. Una. Mail.
Che mi chiedo finora la gente cosa facesse. Mah.

La settimana successiva hanno migrato l'account a MFR.
Ha passato la sera a smadonnare perchè quando inviava le mail dall'iPad non gli risultavano tra i sent quando accedeva da pc. Stesso problema che aveva un altro associate dello studio, credo fosse un semplice problema di sincronizzazione, le mail venivano comunque gestite e spedite dal sistema (lo so perchè dall'iPad aveva inviato una mail a me e l'avevo correttamente ricevuta).
Ma tanto quel che dico io è aria fritta.
Però poi gli fa comodo chiamarmi per qualsiasi scemata.

Difatti il giorno dopo gli capitò un problema con un custom gadget che usiamo per salvare le mail nelle pratiche: non visualizzava alcuni pulsanti.
Dal nostro ufficio IT gli scrissero "Provi a fare un refresh".
Refresh.
Refresh.
Mmmmh.
E sento invocare il mio nome, tanto ormai qui è come stare al mercato del pesce.
Corro nel suo ufficio ed è già in fibrillazione perchè non ha idea di cosa voglia dire "fare un refresh" e che, insomma, queste persone che usano i tecnicismi lui proprio non le sopporta. Che poi, come diavolo si farà un refresh?
Calmo, sereno. Respira.
"Avvocato, deve premere F5"

Credo di avergli aperto un mondo.
"E non poteva scrivermi di premere F5? Eh?"
Che ve lo dico a fare? E' una battaglia persa in partenza.