martedì 31 gennaio 2012

Oggi ci scappa il morto


Una mattina di ordinaria follia.
Riceviamo una telefonata da MFR che, abitando a due passi dallo Studio (ovvero dall'altra parte della strada), viene a piedi e in risposta alla domanda "Come mai telefona se è qui sotto?" ci sentiamo dire "Oddioooooo correte subito, mandate qualcuno! Incidente, motorino! Aiutoooooo!". Click. Perplessa e un po' sconvolta, la sua fedele assistente scende in suo soccorso e, dopo aver constatato che era ancora vivo e vegeto, se n'è ritornata in ufficio. In sostanza è successo che, attraversando al semaforo, un tizio in scooter lo stava per mettere sotto. Non so bene quale sia la dinamica ma, stando a MFR, lui ha fatto un balzo indietro evitando il motorino e il tizio - evidentemente terrorizzato dall'idea di mettere sotto qualcuno - ha tentato un'inchiodata con il risultato che è ruzzato a terra.
Morale: l'illustre sconosciuto ha iniziato a dare la colpa a MFR accusandolo di essere passato con il rosso e che lui era caduto perchè l'aveva preso dentro. Sì, certo, se l'avesse davvero preso dentro probabilmente il mio capo sarebbe quantomeno al pronto soccorso ora. Invece neanche un graffio.
Ancora non capiamo il collegamento per cui, quando gli succede qualcosa, invece di chiamare sua moglie chiama le sue segretarie cercando assistenza.

Nel frattempo chiama anche FAJ, sul treno che porta a Firenze. Fortuna, per lui, che il treno debba far sosta anche a Milano e chiede dunque alla segretaria di andare a comprargli immediatamente un medicinale con il cortisone e correre a portarglielo al treno perchè stava avendo una reazione allergica e stava troppo male. Avendo dato precise indicazioni su farmaco e dosi, deduciamo che sia una cosa a lui nota, allora io dico: partire con tutte le tue medicine del caso era difficile, vero? Quindi corri in farmacia a supplicare il farmacista per avere il farmaco, dato che normalmente viene venduto su ricetta, e poi corri in stazione in attesa del capo (tra l'altro neanche lui sapeva se fermava in Garibaldi o Centrale e abbiamo perso 10 minuti a fare da detective sul sito di Trenitalia per capire quale fosse il treno).

Stiamo cambiando insegna. Ci faremo scrivere "Humanitas" sulla porta ora.

La fortuna di essere il "meno peggio" #1

Per l'ultimo convegno organizzato da AIPPI, di cui il nostro Studio è socio (come penso circa tutti gli studi che lavorano nel settore), avevano richiesto disponibilità per qualche "risorsa" (ora le chiamano così, è un modo carino di riferirsi alle inutili segretarie) per assistere alle operazioni di registrazione e accreditamento dei partecipanti al convegno. Dalla sede di Torino si sono subito messi a disposizione, mandando NOI di Milano a fare il lavoraccio. Nella fattispecie IO, naturalmente.
La selezione è avvenuta con severissimi criteri di valutazione, e la riassumo di seguito:
- Lemure: lavora solo 3 ore al giorno, non potevano mandarla;
- C.: lavora part-time solo la mattina, non potevano mandarla;
- S.: è incinta di 6 mesi, non potevano mandarla;
- la Strega: è la persona più scazzata e meno professionale che conosca, la tengono rinchiusa in uno sgabuzzino qui in Studio per timore di mostrarla al mondo.
Era ovvio, dunque, che la fortunata vincitrice fossi io. Ma va?

Sia chiaro, a me in realtà non dispiace fare queste cose. Quando organizziamo i convegni in Studio sono sempre ben contenta di fare assistenza e aiutare nell'organizzazione, ma quando le cose sono organizzate con il culo mi girano le palle!

lunedì 30 gennaio 2012

Trema tutto!

La prima volta che c'è stato il terremoto erano le 9.05 ed io ero in metropolitana, quasi alla fermata di Loreto, che viaggiavo felice e spensierata come solo una persona che sta andando al lavoro può esserlo. Inutile dire che non ho sentito niente e, a dire il vero, mi pare pure strano che le metro non si siano bloccate visto che per ogni sciocchezza sono ferme.
In ufficio, invece, dopo aver visto i Codici Civili ammutinarsi e buttarsi giù dalle scrivanie, le mie colleghe si sono alzate, hanno preso i cappotti e si stavano avviando per le scale quando dall'ascensore spunta FAJ che, alquanto sorpreso, le apostrofa così "Mi sembrate un po' troppo agitate per il cappuccino al bar". No, dico, avvocato ma non ha sentito niente? In ascensore. Che di solito ti dicono di non prendere mai l'ascensore durante i terremoti/incendi/maremoti/fughe di gas, etc etc. Boh, avremo l'ascensore blindato, che vi devo dire?

La seconda volta era venerdì pomeriggio, ore 16.00 circa. Io ero seduta esattamente dove sono ora, controllavo la scadenza di una pratica e dietro di me la mia collega faceva la scansione di un documento. Ad un certo punto, serafica, dice "Toh, il terremoto", ed io "Ah sì?". Giuro, non ho sentito nulla, ed è pure andato avanti un po'! A lei si è mosso lo scanner, all'altra collega le è ballonzolata la sedia, io niente. Niente di niente. Ecco, credo che questo denoti la mia grande sensibilità, già.

sabato 28 gennaio 2012

Ecco come ti supero la crisi

Come fa lo Studio ad essere ancora fervente e pieno di lavoro (ma soprattutto di soldi)? Semplice: sfruttamento coatto dei dipendenti.
Ieri sera sono uscita alle 19.15. Ero arrivata alle 9.20, ho fatto qualcosa come circa un'ora di straordinario ovviamente non retribuito. Perchè la politica aziendale è che gli straordinari devono essere autorizzati e fatti solo se c'è una vera necessità (lavori improvvisi ed urgenti da preparare), se io rimango indietro con il mio lavoro sono assolutamente cazzi miei. Non importa se mentre fai una cosa ti chiamano 27485905 volte anche per cazzate (tipo MFR che mi chiama per chiedermi se quella tale e-mail mi sembrava spam o no) -_-

All'alba delle 19.10 spengo finalmente il pc, prendo la borsa e passo davanti all'ufficio della Nemesi per riprendermi il cappotto dall'appendiabiti e lei mi bracca inesorabile, come sempre. Lei è quella del "mi serve subito, è urgente!" e poi una settimana dopo ti trovi il tuo lavoro ancora sulla sua scrivania perchè "sì in effetti poteva aspettare". Se fosse cliente dell'Orologiaio sarebbe di quelli che "mi-cambi-la-pila-SUBITO!".
Mi chiede una scansione al volo perchè deve assolutamente mandarla subito al cliente americano perchè deve chiedere il visto e gli serve la dichiarazione che attesti che ha appuntamento con tizio e caio per fare sarcazzocosa. Insomma, una faccenda che poteva anche rimandare a stamattina visto che tanto gliel'ha inviato adesso perchè aspettava l'ok di FAJ. Ma no, lei doveva farmi togliere il cappotto, accendere il computer, attendere 5 min che mi portasse il maledetto foglio e poi farmi correre da lei a prenderlo quando ho capito che non avrebbe mai alzato il culo per portarmelo e poi farmi scansionare questa minchiata e ho pure dovuto mandargliela via e-mail perchè era troppo difficile andarsela a pigliare nella pratica in cui l'ho salvato.

In tutto questo lei si trova il lavoro fatto con il suo terrorismo psicologico, ma a me l'ora di vita che ho regalato allo Studio chi me la dà indietro? Se poi aggiungiamo che la Lemure ha cazzeggiato tutto il giorno, direi che mi girano parecchio le palle!

Flash post #1


Come qualcuno ha letto su twitter, ieri pomeriggio e stamattina ho fatto la hostess per un convegno di IP organizzato da un'ente di cui lo Studio è socio.

Una. vera. rottura. di. maroni.
Mai più. Mai. Mai. Mai. Mai.

Adesso scappo perchè devo cercare di prendere una delle ultime metro, dato che oggi c'è sciopero dei mezzi. Sarà un viaggio della speranza. Poi vi racconterò del convegno merdoso (e di ciò che ho trovato in ufficio quando sono rientrata).

venerdì 27 gennaio 2012

Nuovo sport olimpico: salto della pausa pranzo

Prima di raccontarvi il fattaccio, una premessa è doverosa.
Dunque, venerdì per pranzo mi ero portata una fettina di pesce e delle verdure di contorno ma all'ultimo una mia amica è passata da queste parti e sono stata a pranzo fuori con lei, ed ho pure scordato il pesce in ufficio invece che riportarlo a casa per la sera. Sicchè, lunedì ho direttamente buttato tutto nel cestino (immaginatevi la puzza, una cosa terrificante...).
Tant'è che non avevo il mio lunch box, così mi munisco di ticket e decido di concedermi un piatto di pasta alla rosticceria. Mangiando solo insalate e pesce per pranzo, ero emozionata al pensiero della pasta!

*** fine premessa ***

Esco alle 13.30 spaccate per correre in rosticceria a vedere cos'è rimasto di appetibile, sperando che un ticket da € 5,20 sia sufficiente (ok che siamo in centro ma non esageriamo!). Una porzione di un primo piatto costa € 4,30 che pare ragionevole, salvo poi constatare che una porzione corrisponde ad una vaschettina minuscola in cui ci sta una misera mestolata di tortellini che guardo scoraggiata mentre ritorno in ufficio. Sigh.
Sto quindi consumando il mio lauto pasto quando dal centralino mi chiamano per dirmi che stanno salendo i clienti di FAJ (leggi: Capo Supremo), quindi mollo la forchetta e mi paro davanti all'ascensore in attesa. Gli Austriaci Felici erano i miei clienti preferiti fino a ieri quando, dopo averli fatti accomodare in sala riunioni, mi chiedono dei caffè senza che nemmeno glieli abbia offerti (eh vabè insomma andate a prenderlo al bar, erano passati anche la mattina e si erano già presi il caffè a scrocco ><). Quindi: corri su a prendere il latte perchè una lo vuole macchiato, tira fuori vassoi e tazzine che teniamo sotto chiave perchè abbiamo dei cleptomani tra noi, corri a fare i caffè alla macchinetta, versa il latte, prendi lo zucchero e infine porta tutto. In tutto questo sono successe due cose: i miei tortellini sono diventati freddi; la Strega era seduta a fare una beata fava di niente mentre io correvo a destra e sinistra e ancora dovevo pranzare. Sarà stata in pausa anche lei ma almeno aveva già mangiato, una mano poteva anche darla.
Tra l'altro mentre servivo i caffè mi è caduto un cucchiaino, ed essendo l'unico che era rimasto ho dovuto lavarlo e riportarlo.

Sai una cosa? Ma vaff...!

giovedì 26 gennaio 2012

Il cervello è davvero affascinante (per chi ce l'ha)

Io lo trovo fantastico. Ma io sono una di quelle persone che si esalta davanti al proprio ecocolordoppler cardiaco, quindi figuriamoci.

Però, fissate per un po' i puntini sul naso della ragazza nell'immagine:
Clicca per ingrandire
poi, guardando un punto bianco dello schermo (o il muro, se preferite) vedrete un'immagine a colori di questa ragazza.

Per me è semplicemente stupendo. Rimango sempre colpita dai meccanismi del corpo umano.

Questo ufficio non è un albergo!

Credo che i tizi delle pulizie abbiano dimenticato lo straccio sulla scrivania del Lemure (e già mi stupisce che usino gli stracci). Lei è arrivata e, inorridita, ha preso lo straccio e l'ha gettato sopra - sì, sopra - al condizionatore che spara aria calda tutto il giorno.

No, dico, lo straccio (presumibilmente pulito dato che a giudicare dallo stato delle scrivanie dubito lo usino se non per presenza scenica) le fa schifo ma le bottigliette di succo vuote che ha sulla scrivania da due settimane no? E la tazza usata, sporca ed ormai semi-calcificata che ha lì da quella volta che ci siamo fatte una tisana il mese scorso? Per non parlare delle carte di caramelle che non ha voglia di buttare e che aleggiano sulla sua scrivania implorando una morte veloce ed indolore. E che dire dell'entropia che regna alla sua postazione esattamente da quando è rientrata dalla maternità? Ogni mattina quando arrivo mi viene voglia di scappare al solo posare lo sguardo su quel caos.

mercoledì 25 gennaio 2012

Ma come ti vesti?

Ecco, questo è dedicato a me perchè a volte mi rendo conto che esco di casa conciata in modi allucinanti.
Non è che sono vestita male, ma semplicemente sembro... strana, boh.

Una mattina dello scorso aprile sono uscita di casa indossando pantaloni blu super-skinny (roba che a malapena entrava il piede), camicia bianca con fiocco al collo e sopra una giacca blu un po' corta e modello Chanel. Vi giuro che se la giacca fosse stata gialla sarei stata identica a Freddie Mercury!

Stamattina indosso dei fuseaux grigi a vita alta ed un maglioncino nero che copre giusto la fine del pantalone, sembra che indosso una tutina. Assomiglio ad una delle sorelle di Occhi di Gatto, sembra che sto andando a rubare in un palazzo.

Davvero. Mi sa che devo smetterla di immaginarmi i miei outfit e iniziare a guardarmi allo specchio invece che uscire di casa con la convinzione di avere un'infallibile immaginazione...

martedì 24 gennaio 2012

Gente che lavora... avoja!

Se oggi mi trovo davanti il fattorino/archivista giuro che me lo fagocito.
Ho passato la mattinata a togliere pratiche vecchie, sporche e pesanti da un armadio, sostituirgli il pipistrello, segnare il numero della pratica sul nuovo pipistrello e appoggiarle rigorosamente in ordine cronologico su un carrello che andrà poi portato in cantina. Quello che si dice un lavoro di concetto, eh.
E tutto questo perchè l'archivista, il cui compito per antonomasia sarebbe di svolgere lavoro d'archivio, si limita a trasportare il carrello in cantina e adagiare le pratiche negli armadi. E dire che abbiamo pure dovuto convincerlo ad appendere i pipistrelli perchè inizialmente voleva sbatterle sui ripiani degli armadi in cantina un po' così come capitava. Sì, così poi mi dicono che quando le cerchiamo le troviamo subito. Già.
Comunque, ero talmente incazzata con questa gente che non ha voglia di lavorare, che anche io ho fatto un lavoro un po' approssimativo. Insomma, non è che le pratiche siano esattamente in ordine cronologico al momento... Ma direi che sono proprio fatti suoi. E spero che venga a riprenderselo in fretta questo carrello perchè mi sale un nervoso solo a vederlo!

Che poi, anche qui, non è che questo ufficio sia gigantesco. Quel cretino voleva portarmi qui il carrello più grosso e 2647596 scatoloni con i nuovi pipistrelli. Sìsì ma tranquillo, se vuoi poi esco io dall'ufficio per fargli posto, non c'è nessun problema.
Io dico, non per sembrare quella che fa la superiore, ma se fai il fattorino vuol dire che non brilli di intelligenza, no? Quel che sai fare meglio sono i lavori di fatica e le commissioni in posta. Allora inutile che ti scazzi e ti rifiuti di ordinare le pratiche negli armadi o portare le risme di carta da fotocopia in cantina quando la consegnano perchè "ti fa male la schiena". Anche a me fa male la schiena, ed anche un ginocchio a dire il vero, ma finora la stronza che si è smazzata questo lavoro di merda sono io eh...

Eccheccazzo! A volte girano le palle anche a me!

domenica 22 gennaio 2012

Win Your Life

L'altro giorno alla fermata di Loreto troneggiava una pubblicità gigante che diceva "Win Your Life", e subito ho pensato ad un'altra lotteria vaccata. Invece, leggendo bene, è la nuova campagna della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT).

Mi è arrivato anche a casa il volantino con il bollettino per la donazione (ma sto così poco a casa che è ancora là sulla mia scrivania in attesa di essere aperto - non l'ho cestinato eh!), e siccome è arrivato anche in Studio ho pensato di spendere 10 minuti della mia pausa pranzo per vedere un po' che dicevano.

Ok, il mio interessamento per questa cosa non è casuale, di solito non sono molto interessata a queste associazioni no-profit, e non c'è nemmeno un vero motivo, sono semplicemente diffidente e le vedo come delle realtà distaccate. Senza dubbio sono in torto, ma se dovessi dare soldi a tutte le associazioni non avrei più di che vivere nemmeno io, eh...
Comunque, la ragione del mio interessamento è che in famiglia ho avuto un lutto per colpa di un tumore. Ormai è successo nel 2009 ma per qualche strana ragione nella mia testa è come se fosse ieri, da sempre. Mio nonno materno è sempre stato un po' come un papà per me, perchè mio padre non è mai stato tanto presente nella mia vita e diciamo che mi hanno cresciuta i miei nonni che vivono da sempre al piano di sotto.

Non vi starò a raccontare quanto è doloroso vedere un familiare consumato dalla malattia, la premessa era necessaria per arrivare ad un concetto. Il fatto è che questi volontari portavano le iniezioni di morfina a mio nonno, lo visitavano, ed hanno fornito assistenza a mia madre e mia nonna quando non sapevano dove sbattere la testa. Ci hanno dato tantissimi validi consigli su come affrontare la situazione e, anche se non si è mai preparati abbastanza, almeno ne abbiamo ricavato un po' di conforto.
Da qui il motivo del mio interessamento: ci sono persone che tutti i giorni rendono possibile l'assistenza a questi malati e alle loro famiglie, noi ne abbiamo beneficiato e trovo giusto dare una mano adesso. Così ho fatto la mia - molto modesta - donazione. La verità è che mi piacerebbe anche fare la volontaria, ma ci sono ancora troppi "ma". Forse in futuro.

Già che ci sono, segnalo il blog di un medico che spesso parla di ciarlatani truffatori che costruiscono la propria fortuna alle spalle delle famiglie distrutte da queste malattie: MedBunker. Giusto per fare buona informazione.

sabato 21 gennaio 2012

Telefonate Allucinanti #1

Vi ho già parlato del lemure con cui condivido l'ufficio? Si chiama S ed è tornata a novembre dalla seconda maternità, sarà ricordata dai posteri per le sue maratone di telefonate: orecchio bionico, la chiameranno.
Io la trovo insopportabile. Lavora 3 ore al giorno (ha il part-time a 4 ore pomeridiane ma al momento ha un'ora di allattamento ancora) di cui 30 min li passa in pausa con una sua amica (ehssì, la madama si concede pure la pausa), un'altra ora abbondante la passa al telefono con marito/nonna/genitori/amici e chi più ne ha più ne metta, altri 30 minuti li passa in giro a cianciare con chiunque gli capiti a tiro (di solito il suo amato PDS che tra due settimana non sarà più un associato dello studio e mi domando come farà lei a vivere senza più poter parlare con lui tutti i giorni). In sostanza lavora un'ora scarsa, quando va bene.

Sono le 16:00 spaccate e lei, come uno schnautzer che fiuta la sua preda, molla la penna e scatta sull'attenti. Io tiro un sospiro e mi concedo la mia mezz'ora di libertà e naturalmente squilla il telefono: numero esterno che non conosco. Rispondo, e questa che segue è stata la nostra conversazione, cito testualmente.
IO: "Sì pronto?"
Povero Idiota (PI): "Sì prontooo?"
IO: "Pronto? Sono M."
PI: "Eh... mi sa che hai sbagliato numero"
IO: "Sì peccato che abbia chiamato tu, quindi non so che dirti"
PI: "Ah! Erm... Sì, allora... Io veramente cercavo S, ma il numero è simile a quello dei nostri uffici, sai..."
IO: (lasciando perdere la surreale spiegazione senza senso) "Guarda al momento è in pausa, se mi dici chi sei ti faccio richiamare quando torna"
PI: "Ah vabè fa niente richiamo io dopo allora, ciao"
IO: "Cia..." tu-tu-tu

Adesso. Io posso anche crederci che i numeri si assomigliano e ti sei confuso. Ma puoi non sapere se hai composto tu il numero o risposto ad una chiamata?
Stiamo messi male.

venerdì 20 gennaio 2012

Ma cuciti la bocca!

Ieri sera corso di cucito.
Sì, io faccio un corso di cucito, problemi? Che non è quello che pensate voi, non stiamo a sferruzzare sciarpone di lana o orrendi maglioni della nonna, facciamo proprio vestiti.
Nel gruppo che frequentavamo lo scorso anno l'età media era 60 anni credo, e quando osavamo fare delle gonne sopra al ginocchio ci guardavano tutte scandalizzate.
Roba tipo "Ma, Lina, veramente io la vorrei un po' più corta la gonna", dicevo guardando questo gonnellone stile signorina Rottermeier, e la reazione era sempre "Iiiiiiiihhh più cortaaa? Sei pazza??". E vi giuro che non volevo delle minigonne formato cintura...

Il nuovo gruppo invece è di tutt'altra pasta. Gente giovane. Essendo tutte accompagnate da qualche amica, siamo sempre divise in gruppetti e mentre lavoriamo di mani ci lasciamo andare ad uno spettegolezzo selvaggio. Che insomma, vorrei vedere voi a lavorare muti in silenzio per due ore, non siamo mica in un campo di concentramento.

Comunque, c'è questa "simpatica" signora, all'incirca sui 40 anni, che ieri sera si rivolge a me e la mia amica A e ci dice "Certo che voi più che universitarie sembrate da asilo".
*balla di fieno che rotola*
Basite, io e lei ci guardiamo. Io, freddata, riesco solo a dire "Veramente io non sono un'universitaria. Io lavoro, sa com'è...". La mia amica, più intraprendente, prova a buttarla sullo scherzo "Eh sa, faccio la seria tutto il giorno, almeno quando vengo qui mi concedo un po' di relax". E questa sciùra*, imperterrita, ribatte "Sì insomma fai la seria tutto il giorno e la sera vieni qui a far diventare matte noi".
Letteralmente a bocca aperta, la fisso pensando "Oh-ma-che-cazzo-vuoi?". Giuro, non sapevo nemmeno cosa rispondere. Abbiamo preferito non ribattere o avremmo iniziato a litigare e volevamo risparmiarcelo.

Io mi chiedo: ma che problema hai? Che fastidio danno due ragazze che spettegolano dei fatti loro? Certo non bisbigliavamo, ma non eravamo due pescivendoli al mercato del pesce di Napoli! E tantomeno eravamo le uniche che parlavano. Che cosa vuol dire rispondere in quel modo? Non ho capito se alcune sciùre* come quella credono di potersi permettere di trattare così la gente solo perchè "tanto siamo giovani e ci possono rivoltare come calzini". Ripeto: MA-CHE-PENE-VUOI? [siamo fini, eh!]

Ce n'era già un'altra tempo fa che pretendeva assoluto silenzio, stile biblioteca, e l'abbiamo fatta scappare via a furia di risponderle a tono. Tipo che questa se ne usciva dal nulla urlando "OOOOOH!". Ma "Oh" cosa? Eh? "Oh" lo vai a dire a tua figlia, brutta buzzurra, hai capito? Pure perchè va bene il rispetto ma non mi sta bene che una scema qualunque si permetta di parlarmi come parlerebbe a sua figlia. Io non le parlo certo come fosse mia madre (e Dio me ne scampi!).

Sicchè, se qualcuno ha consigli su come rispondere subdolamente a gente del genere, si faccia avanti!
[E' abbastanza chiaro che mi riferisco in particolare a Valeren e Trantor, vero? Sarò la vostra discepola del male, insegnatemi! *_*]


* termine dialettale milanese, letteralmente "signora", usato spesso in termini poco gentili per indicare una vecchia rincoglionita (ma anche non necessariamente vecchia, anche solo rincoglionita xD)

giovedì 19 gennaio 2012

Referrers List #1

Ahahahahahahahahahah ma chi è che arriva al mio blog cercando "l'orzo macchia i denti?" ??

Ahahahahahah... [ad libitum]

martedì 17 gennaio 2012

La Classifica

Clicca sull'immagine per ingrandirla
[fonte: Corriere del 17 gennaio - Non leggere questo blog]

Gli Studi Legali si piazzano al 6° posto nella classifica delle attività che guadagnano di più.
Adesso vado a chiedere un aumento.






Credici.

Eh brutta bestia l'invidia!

Definizione di "invidia": [in-vì-dia] s.f. quello che molti di voi proveranno quando leggeranno qui sotto.

Venerdì parto per la montagna. Mi aspetta un weekend di snowboard a Sestriere! Evvai! \o/

lunedì 16 gennaio 2012

Quando la gente non sa cucinare

Va bene, va bene. IO non so cucinare. Non l'ho mai negato, non sono di quelle donnine tutte casa/figli/lavoro. A parte che il mio istinto materno non è pari a 0 ma addirittura sta sotto, io sono completamente inabile per quanto riguarda tutte le faccende domestiche. Sto giusto imparando ora a fare qualche lavatrice e sotto lo sguardo vigile di mia madre perchè ho sempre paura di sbagliare qualcosa e rovinare tutti i capi. Cucinare per me vuol dire due cose: infilare in forno o in padella qualcosa di già precotto (alias la cena che mi lasciano pronta la sera quando torno a casa) o preparare un'insalata. Semplice, rapido e abbastanza indolore.

Una volta provai a fare una pasta ai formaggi. Era così salata che ho dovuto buttarla perchè era immangiabile.
Un'altra volta con un'amica abbiamo fatto il risotto al vino. Domanda che ci è stata posta: ok al vino con cosa? Boh, per noi il vino era già il condimento del risotto, contando che ce ne abbiamo buttata dentro mezza bottiglia. Peccato che era un dolcetto ed il risotto è venuto dolcissimo, l'abbiamo corretto con il sale e siamo riuscite a farlo diventare contemporaneamente dolce e salato. Una vera schifezza, che ve lo dico a fare?

Tutta questa premessa per farvi capire con che stato d'animo sono andata alla lezione di cucina venerdì sera, con l'intima consapevolezza di essere un'incapace ai fornelli e sapendo già che mi sarei fatta riconoscere.
A dire il vero ho scoperto che non servono necessariamente grandi doti culinarie per preparare il sushi, tranne che forse è necessario avere un po' di manualità (inutile dire che anche quella mi manca).
Come prima cosa abbiamo preparato il riso e la salsina per condirlo (fatta con aceto di riso, sale, zucchero e alga); dopodichè siamo passati alla preparazione delle fette di pesce per preparare i vari nigiri, uramaki, hosomaki, etc...
Allora, la tizia prende un cartoccio da cui tira fuori un pesce stecchito che ci guardava con quell'occhietto mortifero. A parte la puzza di pescheria che per molti potrà pure essere buonissima ma a me fa rivoltare lo stomaco, vedermi lì quel cadavere di pesce mi ha fatto realizzare che ce l'avrebbe fatto pulire con le nostre manine sante. Iddio, stavo per gettarmi dalla finestra! E' una cosa più forte di me: gli animali morti mi fanno senso. Non sono una gran mangiatrice di pesce proprio perchè non amo l'idea di vedermi nel piatto - e conseguentemente in bocca - dei pezzetti viscidi di pesce che per aspetto non si discostano quasi per nulla da quelli che vedi in mare. Immaginatevi come mi sono sentita all'idea di vedere squartare un pesce davanti ai miei occhi. Ecco.
Ho messo subito in chiaro che mi faceva impressione e sono stata invitata ad uscire durante le operazioni di pulitura ma ho stoicamente resistito mentre il mio ragazzo ha preso coraggiosamente in mano la situazione e sventrato il pesce. Pensavo di vedere più sangue. Più che altro, credevo di vedere sangue invece niente. Sarà che era già stato eviscerato, risparmiandomi la macabra visione, grazie al cielo!
Poi ci ha portato un tocco di pesce che sembrava un bel pezzo di manzo da quanto era rosso e grosso: tonno, ovviamente. Ho imparato a fare i tagli per i nigiri e per gli hosomaki, sono stata bravissima! Alla fine abbiamo fatto tutti i vari roll con l'alga kombu e all'alba delle 22.30 ci siamo seduti a mangiare ciò che avevamo faticosamente cucinato. Tra l'altro la tizia è stata molto gentile, ci ha incartato le cose che avevamo avanzato e ce le ha fatte portare a casa (sarà stata l'ora tarda o tutto il tempo passato con il cibo sotto il naso ma avevo pochissima fame). Così, sabato a pranzo ho mangiato gnocchi e sushi ahah xD
Sono riuscita persino a farlo assaggiare ai miei, che sono sempre stati dell'idea che "il pesce crudo ommioddio non lo mangeremo mai che impressione ma che bizzarri questi giapponesi!"

E' stata una lezione interessantissima e soprattutto davvero utile. Sono sicura che se dovessi preparare una cena giapponese, ne sarei perfettamente in grado. Devo solo trovare qualcuno che evisceri e pulisca il pesce per me muahahah.

PS: anche la gatta ha apprezzato i filettini di pesce crudo che le ho portato a casa, è letteralmente impazzita :D

PPS: uno dei nostri "compagni di corso" ha fatto delle foto, appena le passa provvederò ad aggiornare

sabato 14 gennaio 2012

Il mio primo blog award *sbrill sbrill*

Giuro. E' la prima volta in tanti anni che ricevo un premio per il blog. Dato che, principalmente, questo è lo spazio in cui do sfogo alle mie ucronie mentali e manie ossessivo-compulsive, non godo di molta fama nel mondo dei blogger (ma sarà anche perchè pure io mi faccio i fatti miei? diciamo che è una concreta possibilità...). Ovvero: nessuno mi caga di striscio - salvo pochi eletti, illuminati sulla via di Damasco.

Il post è, dunque, per ringraziare Valeren per avermi onorata con l'assegnazione di questo caramellosissimo premio:

*attimo di pausa per permettermi di gongolare un pochino, suvvia concedetemelo!*

Ed ecco le regole, che andrò poi ad ottemperare:
- scrivere un post sul proprio blog citando chi ha conferito il premio
- inserire il “logo” del premio nel post
- citare altri cinque blog meritevoli del premio
Sicchè, svolti i primi due incarichi, non mi resta che citare altri 5 blog che ritengo meritevoli di questo premio. Essendo un premio generico, come premessa devo dire che lo vorrei assegnare moralmente a tutti i blog che seguo (che sono un discreto numero, non solo quelli che ho messo nel blog roll qui sulla destra).

Però, dovendo eleggerne una piccola rosa, ecco i "fortunati finalisti":
- Valeren: un po' come marchetta (e capirai che marchetta! xD) perchè mi ha "nominata", ma in particolare perchè il suo blog è stata una piacevole scoperta, il primo in cui ho deciso di interagire; lo sostengo apertamente nella sua scalata verso le vette del potere perchè, se dovessi scegliere un dittatore sotto cui stare, sarebbe lui :P

- Elelandia: amichetta di Torino con cui condivido la passione per la moda e l'odio verso Chiara Fragnagni (e con cui presto condividerò anche tantissimi weekend di snowboard *_*); cazzate a parte, i suoi post sulla storia della moda sono interessanti anche per coloro che non si definiscono fashion-victim

- Marianna: lavora in uno Studio Legale come me e spesso mi ritrovo nei suoi drammi, anche se per fortuna il mio capo non è un Troll, a lei va tutta la mia solidarietà... è sempre piena di energia e mi fa venire voglia di fare un sacco di cose!

- D.: oltre ad essere, secondo me, una persona molto simpatica e con tanta autoironia, è anche genitrice di un'adorabile gattina (adorabile... che parolone :P); purtroppo questo non è il suo periodo fortunato ma io sono sicura che saprà uscirne al meglio :)

- Trantor: sono la sua "lurker" di fiducia, la seguo nell'ombra dai tempi del blog su splinder; i suoi post sono scritti benissimo e mi fanno sempre sorridere (oltre a farmi venire voglia di uccidere qualche stupido utOnto ogni tanto xD), il suo blog titola giustamente "Neanche gli Dei" (sottotitolo: ci salveranno dalla stupidità umana), ad imperitura testimonianza che la madre dei cretini è sempre incinta... e manda i suoi figli a lezione da Trantor o nella sua biblioteca! :D

Iddio, siccome la matematica non è il mio forte spero che siano davvero 5 e che non manchi qualcuno. Io li ho contati, ma non si sa mai...
Adesso, siccome le pratiche ammonticchiate sulla scrivania continuano a guardarmi in cagnesco, è il caso che gli trovi un posto nel mondo in modo da sgombrare la scrivania entro stasera.

Al momento si presenta in questo pietoso stato:
E non ditemi che le vostre scrivanie a casa sono messe peggio, anche la mia lo è! Solo che, al contrario di quando sono a casa, in ufficio pretendo che viga l'ordine assoluto altrimenti mi incasino ><

venerdì 13 gennaio 2012

Anno nuovo, nuova ragione sociale, alè!

Il mio UberStudio cambia nuovamente ragione sociale.
Fino a novembre 2009 siamo stati Studio Legale FAJ & Associati. Da novembre 2009 ad oggi eravamo Studio Legale FAJ, MS, MFR, FAR, CDH & Associati (ovviamente le sigle stanno per dei cognomi, immaginatevi quanto sono grossi i nostri timbri...). E anche qui, immaginatevi la gioia di far capire ai fornitori che devono intestare correttamente le fatture perchè altrimenti in contabilità non gliele accettano. Per lo più la gente pensa "Massì, FAJ & Ass. andrà benissimo, tanto sempre associati sono", e parte un considerevole scambio di corrispondenza ogni volta per spiegare che devono mettere la ragione sociale completa e bla bla bla.

Che poi, è buffo pensare a come sono arrivati ad aggiungere tutti quei soci nella ragione sociale. Inizialmente c'era FAJ, che è il Capo Supremo, colui che ha fondato lo studio. Suo collaboratore storico è MFR, il socio dello studio di Milano, mio capo nonchè l'uomo più accomodante che io conosca. Poi man mano sono arrivati gli altri. Con l'apertura dello studio francese, di cui CDH è il referente, si era pensato di aggiungere il suo nome per far vedere quanto siamo fighi che abbiamo lo studio a Parigi; contestualmente hanno pensato "Ma perchè non mettiamo anche FAR per segnalare il fatto che ci occupiamo anche di financial?". Da qui la rivolta. MFR e MS si sono un po' alterati perchè sono entrambi soci storici che fatturano molto, quindi hanno praticamente preteso che fosse inserito anche il loro nome. Ed ecco come è nata tutta la pappardella che ogni volta scioriniamo a clienti e fornitori come fosse un mantra.

Dal 1° gennaio di quest'anno, vogliono ritornare alla vecchia ragione sociale Studio Legale FAJ & Associati. Ok, tutto molto bello, ma ci abbiamo messo due anni per abituare la maggior parte dei clienti all'altro nome, figurati adesso che stravolgiamo tutto nuovamente che cosa succederà. Non oso pensarci.
Il cambio comporta, altresì, la modifica dei biglietti da visita, della carta intestata, dei timbri, delle costoline per gli atti, delle cartellette dei fascicoli, delle pratiche, etc etc... Mi gira la testa!

PS: parlando di cose belle, stasera vado a fare una lezione di sushi in una scuola di cucina *_* (Cavoli a Merenda, solo a Milano, sorry). Vi farò sapere com'è andata, non vedo l'ora di mangiare del sushi fatto da me!


giovedì 12 gennaio 2012

Due certezze nella vita: la morte e stare male durante le feste

C'è da dire che io non mi ammalo spesso, e anche quando sto male sono una di quelle che si trascina al lavoro in stati pietosi perchè "ho da fare".

Il 23 dicembre sono stata con amici a mangiare cinese dopo un sacco che non ci andavo, abbiamo mangiato un sacco, ci siamo proprio abbottati. Ho passato tutta la notte con un mal di pancia assurdo e la mattina chiusa in bagno. Poi è passato tutto e dico, vabè, sarà per colpa del cibo cinese che non mangiavo da tempo.

A Capodanno ho mangiato come una a cui è rimasta una settimana di vita, mi sono abbuffata. Conseguentemente sono stata due ore in bagno con delle fitte di mal di pancia che mi hanno fatta quasi implorare di essere portata al pronto soccorso. Poi è passato tutto e dico, vabè, effettivamente ho esagerato.

Sabato sera sono uscita a cena per il compleanno di un "amico", ho mangiato una pizza quattro formaggi e una fetta di torta al cioccolato. La notte ho passato due ore in bagno con fitte di mal di pancia che, ancora una volta, mi hanno fatta quasi chiamare l'ambulanza. Anche adesso tutto sembra passato ma non posso più dire che, vabè, sarà stato che ho preso freddo / mangiato troppo / mangiato cose strane / etc. O no? Magari è qualche intolleranza alimentare, magari un virus intestinale strano, boh. Fatto sta che forse dovrei farmi vedere da un dottore (niente battute pliiis! xD).

In tutto questo...
- reazione di una collega quando gliel'ho raccontato "Sei incinta?!"
- reazione del mio fidanzato all'idea di farmi vedere dal dottore "Ma va, ma figurati, ma cosa vuoi che sia!"

Io non ho parole.

martedì 10 gennaio 2012

Massì dai, parliamo di scarpe

Devo dire una cosa. Dall'alto del mio metro e 77 non sono una grande fan dei tacchi alti. In primis perchè già sembro una giraffa, e poi perchè spesso mi ritrovo a camminare che sembra io abbia un palo nel sedere da quanto sono scomode le scarpe.
Però... però... io ho un amore smodato per le scarpe! Quando mi innamoro di un paio devo comprarle per forza, anche se sono tacco 15 e se mi faranno malissimo perchè c'è solo il numero in meno. Ma io DEVO averle!
Da ormai un anno a questa parte (e ne avrò ancora per parecchio, si spera) faccio un lavoro che non mi permette di infilarmi un paio di scarpe basse la mattina e venire in ufficio così, come capita. Il tacco alto è prediletto, ma naturalmente una ballerina va bene purchè sia di un certo tipo. Assolutamente da evitare cose come scarpe da ginnastica o UGG boots.
Devo dire che ormai mi ci sono abituata, e quando mi vedo riflessa nelle vetrine sulla strada per l'ufficio mi sento meglio con me stessa, mi dico "Che brava! Ho rinunciato ad un po' di comodità per un tocco di eleganza in più!". Pacca sulla spalla.

Solo che a volte non si tratta di scendere a compromessi. Si può avere tutto, si tratta solo di non accontentarsi, sulle scarpe non bisogna mai risparmiare. Piuttosto una scarpa in meno ma che sia di qualità (non come faccio io che sono debole e cedo alle tentazioni, il mio cuore è come una banderuola al vento che non sa resistere al dolce richiamo di un bel paio di scarpe, anche se provengono da una bancarella del mercato e si distruggono dopo un mese - con mia somma disperazione).

Insomma, a volte soffrire un pochino (non eccessivamente!) per apparire al meglio ne vale la pena, ma a volte è davvero inutile. Morale: non fate come me, compratevi le scarpe del vostro numero e, quando non lo trovate, desistete. Davvero, fatelo per i vostri piedi. Vi ringrazieranno.

FINE PUBBLICITA' PROGRESSO

lunedì 9 gennaio 2012

Saldi saldi saldi, tanti soldi per i saldi! (sì, ad averne...)

Ok, io sono pazza ma questo non l'ho mai nascosto.
Mi sono svegliata giovedì mattina emozionata che manco fosse la mattina di Natale. Sono arrivata in ufficio saltellando, in metropolitana scrutavo la gente per cercare di capire se avrebbero potuto essere dei potenziali concorrenti e alle 13.30 spaccate sono corsa in centro per la mia breve retata di shopping.
Se c'è una cosa di cui posso vantarmi (e sai che vanto...) è che io l'esperienza me la sono fatta sul campo, quindi evito accuratamente di leggere le stupide "guide allo shopping" o guardare gli orridi servizi che tutte le volte danno ai vari TG.
Ora, non so voi, ma quest'anno di davvero bello non ho visto proprio niente. Nel negozio di Intimissimi in Duomo hanno fatto sparire le collezioni attuali per far posto a Dio-solo-sa quali fondi di magazzino. Non ho visto un solo capo attuale. Roba bella, ok, dopotutto è sempre Intimissimi e l'intimo non passa mai di moda, però sconti del 30% su roba che avrà anche 3 anni mi pare riduttivo (contando che di media un reggiseno costa 25€ e me lo propongono a 18€, sai che affare). Volevo il reggiseno super-push-up ma ovviamente li avevano tolti dalla circolazione, così ho ripiegato su Tezenis ed Oysho che offrivano delle valide alternative, a prezzi decisamente più accettabili.

La vera giornata di shopping, comunque, è all'outlet di Serravalle dove io e la mia amica andiamo tutti gli anni il primo giorno di saldi (sia estivi che invernali, ça va sans dire) - quest'anno purtroppo causa lavoro abbiamo posticipato di un giorno, shame on me!

Quindi sveglia alle 7 un venerdì festivo in cui avrei potuto dormire, e chi mi conosce sa che "dormire" è in pole position tra le mie attività preferite; arrivo a Serravalle alle 8.45 con giusto il tempo di organizzare il primo giro di ricognizione e decidere l'ordine dei negozi da visitare. Ore 8.58 siamo appostate davanti alla vetrina di Intimissimi/Calzedonia facendo pressione psicologica sulle commesse per far aprire il negozio ed intanto con occhi rapaci scrutiamo all'interno per essere pronte a fiondarci sui capi prescelti. Non c'era granchè, di reggiseni e mutande ho il cassetto straripante (ohoh la rima!) e mi sono buttata sulle calze di cui mi sono rifatta l'intero stock e sono a posto fino a quest'estate :D (io ve lo dico, ho pagato 3€ un paio di collant 50 den!!)

Adesso, immaginatevi due pazze che con un sacchetto in mano corrono come delle disperate verso il negozio di Guess già pronte ad atterrare chiunque si interponesse tra noi e la meta. Sì, eravamo così. Mancava solo la bava alla bocca e poi potevamo passare per due schnautzer che inseguono una braciola di maiale xD Guess è il nostro regno, agiamo indisturbate, sappiamo esattamente dov'è ubicato ogni singolo capo di vestiario, sappiamo dove ravanare, sappiamo quando c'è da chiedere alle commesse e quando è meglio arrangiarsi (ecco, per i jeans bisogna sempre chiedere). Con somma soddisfazione vi dico che sono entrata in un jeans taglia 27 (che corrisponde ad una 41), no dico IO-MI-SONO-INFILATA-IN-UNA-TAGLIA-41!! Son cose di cui andare fiere, eh già. Anche se a vedermi non mi dareste due lire.

Altro giro altra corsa. Negozio di Liu Jo: coda di mezz'ora per entrare; tutto al 50%. Ci mettiamo diligentemente in coda e riusciamo pure a fare amicizia con madre e figlia che sono venute da Torino a fare spese. Mi sento molto social, poi lo spirito dello shopping selvaggio si reimpossessa del mio corpo e con furia cieca corro per il negozio arraffando l'arraffabile, dimentica del fatto che mi trascino appresso i cadaveri dei precedenti negozi che ho visitato, ma non sento la stanchezza e arrivo in camerino con almeno 6 capi da provare. Di cui ne compro 2, ovvio. Il segreto è: prendi anche quello che non ti convince del tutto e provalo, il risultato potrebbe stupirti! Naturalmente non è il mio caso, al massimo sono stata stupiDa. Però 2 su 6 è sempre meglio che una ginocchiata sui denti, e mi sono accaparrata un vestitino grigio e un maglioncino blu che per l'ufficio saranno perfetti.

Il resto della mattinata è un turbinio di negozi e colori, ho dovuto comprare due cose utili ovvero dei pantaloni per la palestra e un borsone (che fosse per me non avrei mai perso tempo per queste cose futili ma purtroppo il borsone davvero cadeva a pezzi!). Alle 14 avevamo completato il primo giro quindi ci siamo dirette a pranzo e poi pianificato la strategia per le scarpe.
Di fronte all'outlet c'è un fantastico - nonchè grandissimo - negozio di Pittarello, meta dei nostri pomeriggi post-Serravalle. Stavolta me ne sono uscita con un paio di stivali neri di pelle (normalissimi e con un tacco non troppo alto) e dei tronchettini neri con delle applicazioni a forma di rosa, tacco un po' alto ma davvero addosso sono una favola. Anche qui il segreto è arraffare tutto l'arraffabile (e soprattutto essere in due è importante perchè mentre tu fai il giro l'altra ti cura le scarpe e viceversa), provarsi tutto quanto e poi fare la cernita finale. Really worth the while.
Altra cosa importante: secondo me essere in più di due è un casino. Bisogna andare con una persona con cui si condividono i gusti e di cui ci si fida. Io e la mia amica A siamo una squadra perfetta perchè siamo entrambe piuttosto rapide, vogliamo sempre vedere gli stessi negozi, ci consigliamo su ogni vestito con onestà, e soprattutto condividiamo la stessa follia omicida nei confronti dello shopping.

Unica pecca della giornata è che c'era davvero TROPPA TROPPA gente e abbiamo saltato a piè pari Guess Accessori e Guess by Marciano, oltre che Calvin Klein (anche se non mi dà più le soddisfazioni di una volta) e avrei volentieri fatto una capatina da Prada ma c'era la coda fino dall'altra parte della piazza... No, grazie. Che ci faranno tutti da Prada, poi? E' davvero così scontata la roba? Io credo che tanti ci vadano solo per poter dire di essere entrati in un negozio di marca, dato che normalmente non lo farebbero mai. Mah -_-

Adesso non ridete ma la mia idea è di andare ai saldi di Decathlon e sperare di procacciarmi qualcosa per andare a sciare prossimamente (l'idea sarebbe quella di andarci un weekend sì ed uno no a partire da febbraio). L'idea di mettere piede da Decathlon mi avvilisce in una maniera che non avete idea, ma è necessario per il bene superiore. Così sia. xD

In tutto questo, non odiatemi, devo confessare una cosa. Lo Studio mi finanzia lo shopping invernale con ben 500€, come aveva fatto per quello estivo. Una tantum, ovviamente, ma intanto ho ancora del budget da utilizzare *_*

More to come: foto dei miei acquisti.

martedì 3 gennaio 2012

Confessioni di una mente pericolosa

C'è una cosa che devo confessare. Sì, non è facile ma ho deciso che devo dirlo, devo imparare ad esternare i miei sentimenti.

VOI BRUTTI STRONZI CHE SIETE IN MONTAGNA A SCIARE, SI PROPRIO VOI, SAPPIATE CHE VI ODIO PROFONDAMENTE!! BASTARDI!!!

Ecco, mi sono sfogata...