Sabato sera siamo finite a ricordare qualche inebriante esperienza di Ibiza.
Del tipo "Massì, ti ricordi quella mattina che ci siamo fatte accompagnare in albergo da quel tizio che guidava in mutande?".
Quelle cose imbarazzanti che non vorresti mai raccontare a nessuno, men che meno alla persona che attualmente stai frequentando e con cui ti vedevi anche quando sei partita per quel luogo di perdizione.
Già.
Intanto sono ancora qui per raccontarlo, e non mi è mai capitato di svegliarmi in un fosso senza un rene.
Quindi.
Abbiamo partecipato ad uno schiuma party, il primo (e l'ultimo) della mia vita.
Sembrava una cosa fichissima: la discoteca, le luci, la musica, e un metro di schiuma in cui saltellare allegramente.
Diciamo che non è andata proprio così.
Tutto è iniziato con due tizi che si strusciavano alle nostre spalle.
"Allora, adesso io guardo il tuo e tu guardi il mio e ci diciamo com'è"
"Ok"
Siamo scappate via orripilate.
Ripetete per X volte finchè la mia amica A sente qualcuno parlare romanaccio, si gira, e gli urla "Siete italiani? Ecco, ci salvate da questi due per favore? Ballate un po' con noi?".
Che sembrava una scusa del cazzo e, in effetti, forse un po' lo era. Ma ha salvato la serata perchè eravamo a tanto così da mandare al diavolo la schiuma e ritornare in albergo anche se erano solo le 4 di notte.
Alle 6 di mattina cominciano a sparare la schiuma.
Bello.
Molto bello.
Sì ma adesso anche basta, però.
Io che sono alta 1.77 avevo la schiuma che mi arrivava alle spalle, per dire.
Nella schiuma ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare: ho visto un viscido sbattersi una tizia in un angolo e fissare le altre donne con lo sguardo da "dopo tocca a te"; ho sentito mani apparentemente senza padrone toccarmi più o meno in ogni parte del corpo; ho visto gente sprofondare nella schiuma senza più riemergere. Chissà cosa c'era in quella schiuma.
Ho avuto paura.
Alle 8, cacciati fuori dalla discoteca, ci poniamo il problema di come ritornare in albergo perchè, ovviamente, il locale era in una zona fuori dalla città.
No autobus, solo taxi. Ed ovviamente eravamo senza soldi.
"Ragazze, volete un passaggio?"
La domanda salvifica provenne dal gruppetto di romanacci. La mia amica A ed io ci scambiamo un'occhiata e...
"No!"
"Sì!"
Punti di vista. Cause di forza maggiore fecero optare per il sì ("Guarda che altrimenti ce la facciamo a piedi, ed io NON SO dove cazzo siamo").
"Aspettate, che mi tolgo i jeans perchè sono tutti bagnati e a guidare sono scomodo"
E' o non è la scusa migliore che abbiate mai sentito?
Gli è andata male che ci siamo sedute entrambe sui sedili posteriori, compresse tra i due amici suoi perchè "eravamo bagnate ed avevamo freddo".
PS: siamo arrivate in albergo alle 9 e, senza passare dal via, ci siamo sedute in sala colazioni per mangiare una cosa prima di andare in spiaggia a svenire.