martedì 30 luglio 2013

"Però almeno sa nuotare"

Il momento che temevo fin dall'alba dei tempi è arrivato.

Venerdì sera sono a cena con i miei genitori, decantando a mia madre il programma dell'imminente fine settimana.
Madre "Domenica sera volevamo uscire a cena. Tu ci sei?"
Io "Sì, nel pomeriggio mi vedo con Coshuk ma poi ci sono"
Madre "Ecco! Invitalo, mi raccomando!"

Terrore.
Nei miei occhi solo terrore.
D'altronde, mi dico, non potrà andare peggio di quella volta che lo invitai a salire per un caffè e in quei dieci minuti riuscirono a raccontargli che, quando mangio il gelato alle praline di Häagen-Dazs, le ciuccio per bene e le risputo nel barattolo. [Purtroppo è la verità, non sapete quanto mi costa farvi questa confessione].
Così estendo l'invito al povero sventurato e questo, siccome è imbecille, accetta pure!
Non c'è più religione.

Quindi siamo al tavolo, domenica sera, in attesa della pizza quando parte un discorso che sapevo non avrebbe portato nulla di buono.
Coshuk "No perchè le avevo proposto di farci un bel giro in bicicletta uno di questi fine settimana..."
Madre "Pfffffft! Tu... coff... cosa? Ahah. Ahahahah. Ma lei non sa andare in bicicletta!"(*)
Io "Mamma, non è vero. Certo che ci so andare!"
Madre "Ma se sei andata a sbattere contro una macchina FERMA!"
Coshuk "AHAHAHAHAHAHAHAHAH [ad libitum]"
Io "..."
Coshuk "Ma almeno sa nuotare? No perchè pensavo anche di portarla in piscina ma a questo punto..."
Madre "Ah, no, a nuotare è bravissima! Del resto, ha iniziato da piccola."

Ed il giorno dopo, questo:


(*) A mia discolpa posso dire che avevo 14 anni, portavo la mia amica sulla bici di mio padre e, facendo le sceme, abbiamo sbandato e sbattuto contro una macchina ferma. That's it.

venerdì 26 luglio 2013

Referrer's List #4

Della serie "a volte ritornano".

* il mio culetto
Devo dire che ultimamente, grazie all'assidua frequentazione della palestra, è decisamente migliorato ma... no. Ecco, no.

* non conosco miei parenti
Beato te! Se vuoi ti presento i miei.

* io sono io e tu chi sei
Guarda, a volte me lo domando anche io... però basta con le seghe mentali.

* tette ballonzolanti
Ripeto: non le mie. Troppo piccole :(

*mika in the sky politecnico
Qualcuno mi stalkera. Astro, mi leggi?

* perchè attiro psicopatici
Se lo scopri, fammelo sapere che almeno so cosa NON devo fare.

* eravamo su due guru e ci palpiamo
Questo piacerebbe molto alle mie amiche.

* facebookmikainthesky
Anche qui, qualcuno mi stalkera.

* resisti a non chiamarlo
Brava! Resisti! Non chiamarlo, solitamente non se lo meritano mai e la verità è che, se non si degna di prendere il telefono neanche per mandarti un pidocchioso sms, non gli piaci abbastanza.

martedì 23 luglio 2013

Aggiungi un posto a tavola

Dunque, durante il nostro viaggio negli States, ad un certo punto si è aggregata a noi una cugina della mia amica A. Questa cugina è lontanamente imparentata con A perchè, a quanto pare, qualcuno della loro famiglia parecchi anni fa decise di trasferirsi in America. Così entra nella nostre vite Michelle di Las Vegas.
Simpaticissima, eh. Ma avere attaccata al culo per una settimana una tizia mai vista in vita mia non è che mi abbia riempita di gioia.

Al contrario, LoveGuru sembra aver trovato in lei la sua migliore amica.

ANTEFATTO (post-partenza)
A "Mi raccomando, che questo viaggio non diventi come Amsterdam"
Io "Assolutamente! Non ho intenzione di abbottarmi di schifezze come quella volta
A "Ecco, cerchiamo di regolarci un po'. Non dico dieta, per carità siamo in vacanza, ma stiamo attente"
Io "Guarda mi trovi perfettamente d'accordo... vero, LoveGuru?"
LG "No! Scherziamo? Ragazze, sarò in vacanza e non voglio farmi mancare nulla!"
Io "Ma non eri a dieta?"
LG "Sì, vabè, ma in vacanza non si può!

FLASHFORWARD (da Junior's Cheesecake - Brooklyn)
LG "Sono proprio contenta che ci sia anche Michelle, almeno posso mangiare!"
A "Guarda che non ti abbiamo mai impedito di mangiare, sai..."
Io ero troppo sbigottita dall'affermazione per replicare

EPILOGO (sempre a New York)
LG "Nooooo, ragazze! Sono troppo grassa! Sto mangiando un sacco, sto esagerando"
Io "Bè, scelta tua. Puoi smettere in qualsiasi momento"
LG "Fossi matta! Sono in vacanza, non esiste"



Fu così che al grido di "sono in vacanza" s'è scofanata le peggio porcate, salvo poi puntualmente lamentarsi ogni dieci minuti perchè è una grassona schifosa.
Mica come noi che siamo magre. E, vi dico la verità, neanche noi ci siamo fatte mancare nulla.
Però, sai, magari il piatto di pancakes e waffles ricoperti di sciroppo d'acero, burro e marmellata alle 4 del mattino appena uscite dalla discoteca forse te lo potevi risparmiare.

No, così, per dire.

venerdì 19 luglio 2013

Something about America

Ok, c'è che sono stata in America, no?
Ed io vi vorrei proprio raccontare tutto quel che ho fatto, visto, sentito, provato. Ma ci impiegherei mesi e non riuscirei comunque a rendere l'idea.
Così mi tocca raccontarvi qualche sporadico episodio che mi viene in mente.

Intanto, in America, nessuno ti prende in giro perchè sei italiano. Anzi!
Più e più volte, al supermercato, in stazione, da Starbucks, in un museo, per strada, siamo state fermate da americani - vecchi, giovani, uomini, donne -  che, sentendoci parlare tra di noi, ci tartassavano di domande sulle nostre origini.
"Hey ladies, where are you from?"
"Uhm... Italy!"
"Oh, wonderful! My grand-grandparents were from Sicily!"
"Nice, Sicily is a beautiful place"
"Yeah, I've never been to Italy, though."
"You should!"
"Yeah, definitely. Well, ciao bella"
Non avete idea di quante volte si è ripetuto lo stesso pattern, con lievi variazioni sul tema.

View from the Empire State Building

Tra l'altro girare per le strade di New York, che sia notte o giorno, ti lascia un senso di sicurezza che io non provo nemmeno a casa mia. Poliziotti ad ogni angolo e in ogni stazione della metropolitana, fiumi di gente ovunque e a qualsiasi ora; sì, ci sono i pazzi ma anche quelli si fanno i cavoli loro senza rompere al prossimo.
A New York nessuno guarda come sei vestito, truccato, pettinato e nessuno ti lancia quelle occhiatine alla "Ma ti sei visto?" che qui invece sono tanto comuni. Così, anche gli psicopatici stanno per conto loro.
Una volta a Brooklyn sono uscita dall'albergo in pigiama per fare una videochiamata con Coshuk e - vi giuro! - nessuno dei passanti si è minimamente voltato a guardarmi.

La cosa più insopportabile della vacanza, paradossalmente, era proprio LoveGuru.
A volte sembrava di portare in giro il cane a fare pipì.
Ma questa è un'altra storia.

martedì 16 luglio 2013

You don't remember me but I remember you (pt. 2)

Sono passati davvero parecchi anni da quel giorno felice.
La gilda, sotto la pressione di alcuni poteri forti, si sfaldò tempo addietro e molti avventurieri lasciarono le terre di Rune-Midgard per tentare di ricostruirsi una vita lontano dal proprio passato.
Troppi intrighi, troppi tradimenti, come è inevitabile che sia in un nutrito gruppo di persone, hanno portato tutti quanti ad un logorio tale che li fece fuggire senza mai voltarsi indietro.
Alla fine lo feci anche io.
Abbandonai l'ordine e viaggiai per giorni verso quella che avevo sentito essere la città in cui stava nascendo un nuovo culto. Ero decisa a farne parte.
Non tanto per spirito di devozione ma più per voglia di avventura, da quando tutte le persone che avevo conosciuto ed ammirato se n'erano andate lasciandomi un grande vuoto attorno.
A Rachel c'era questa Sacerdotessa che si diceva essere diretta portavoce della dea Freya. Predicava pace, amore ed una società finalmente libera dall'oppressione a cui, per anni, la Chiesa di Prontera ci aveva subdolamente assoggettati.

Fu un errore.
Le cose non andarono come avevo previsto.
Bè, a dire il vero nessuno aveva previsto quell'epilogo.

Qualche tempo dopo, quando ormai avevo rinunciato alla vita da avventuriera, incontrai per caso colui che era stato il Gran Consigliere della gilda a cui ero legata, un uomo per cui nutrivo una grandissima stima ma che, per riverenza, non avevo mai avvicinato.
Anche lui si ricordava di me. Fu così che, in memoria dei vecchi tempi di cui entrambi avevamo nostalgia, spesso ci davamo appuntamento alla nuova locanda di Lighthalzen, polo tecnologico del nuovo continente dove entrambi ci eravamo trasferiti, per mettere assieme i nostri ricordi davanti a della buona birra.

Questo accadeva ormai parecchi mesi fa. A Lighthalzen si è sparsa la voce del ritorno di alcuni vecchi avventurieri.
Affacciandomi sulla via principale come il resto del paese, spinta da una morbosa curiosità e anche da un senso di malinconia, tra la parata di avventurieri ho scorto lui.
Nathan, il chierico. Ops, il Gran Sacerdote.
Forse sapendo che anche Cedric, il mio compagno, che ha intrattenuto una corrispondenza con lui durante questi anni, è in città vorrà incontrarlo.

Chissà se, dopo tutto questo tempo, ancora si ricorda di me.

venerdì 12 luglio 2013

Nerditudine #1

Stamattina, ad ormai un mese dal fatidico "sì" di Cicì, quest'ultima ci stava raccontando che faranno due settimane qui in Italia al mare con il SUP (che no, nemmeno io sapevo cosa fosse).

Quello che la aspetta.


E niente, si lamentava che il suo marito-wannabe le ha detto che se sarà brava le regalerà la "pagaia in carbonio". Che detto così pare una stronzata ma voi non avete idea di quanto costino quegli arnesi infernali.

Adesso.
Non vorrei dire.
Ma Coshuk l'altro giorno mi ha regalato World of Warcraft - Mists of Pandaria, invece.
Poi ditemelo voi chi si deve lamentare, tra le due!

Quello che MI aspetta. Sigh.



PS: ed io sono abbastanza imbecille da farmi un personaggio ed iniziare pure a giocarci, ma vabè.

martedì 9 luglio 2013

You don't remember me but I remember you (pt. 1)

Correva l'anno... uhm... bè... diciamo parecchi anni fa.

Erano i tempi d'oro di Rune-Midgard, gli anni in cui giovani esploratori si erano portati verso quelli che credevamo essere i confini del mondo scoprendo così nuovi territori in cui trovarono fortuna.
Io, che allora mi consideravo una tradizionalista, preferivo unirmi alle occasionali scorribande di alcune gilde in territori familiari piuttosto che scontrarmi con l'ignoto.
Fu proprio in quel periodo che, sebbene non volessi un "padrone" sopra la testa, cominciai a ritrovarmi sempre più spesso a condividere esperienze e racconti con i membri di una delle gilde più potenti del continente.
Nonostante fossi giovane e sostanzialmente inesperta nelle arti dei combattimenti, trovai in loro dei buoni maestri oltre che dei compagni di vita.
E tutto questo senza chiedermi nulla in cambio, neanche obbedienza. Ma sapevano benissimo che, in caso di necessità, mi sarei sempre trovata dalla loro parte.

Uno degli uomini con cui a volte mi ero trovata a dividere una pinta di birra alla taverna di Aldebaran dopo un intenso allenamento, mi rivelò che molto presto la Chiesa di Prontera lo avrebbe insignito del più alto grado che si possa dare ad un chierico.
Nathan, questo era il suo nome, mi disse che avrebbe avuto piacere ad avermi alla cerimonia; io, eccitata ed un po' nervosa, ricordo che reagii con un gridolino di gioia alla prospettiva di essere parte di qualcosa di così...sacro ed intimo.
Sono cerimonie in un certo senso private, rivestite di una mistica sacralità che si è tramandata nel tempo, specialmente perchè la Chiesa è da sempre attenta a non trascurare queste secolari tradizioni.
Essendo anche io una chierica dello stesso ordine, per me l'onore era doppio: lui era automaticamente diventato il mio modello di vita.
Già immaginavo quando sarebbe toccato a me, anche se naturalmente avevo davanti una strada lunga e per nulla semplice.

Ricordo quel giorno come fosse ieri, lo ricordo al pari del giorno della mia investitura.
Essere finalmente parte di qualcosa, avere la sensazione che ci sia un "di più" a cui puntare e avere davanti agli occhi la testimonianza che sì, è possibile raggiungerlo con impegno e forza di volontà.
Fu una grande festa per tutti, per Nathan specialmente, ma anche per la gilda: annoverare tra i propri membri uno dei prelati più alti era motivo di grande lustro.

To be continued

venerdì 5 luglio 2013

The breakfast club

Voi la farete facile, lo so.
Mi direte "Ma dai, non pensarci".
Ma io non ci riesco. A me queste cose danno da pensare.
Lo so che non si può andare a genio a chiunque, ciò non toglie che mi infastidisce molto quando qualcuno si fa di me un'idea che proprio non mi somiglia.
O magari è semplicemente quel che io mostro a queste persone, ed allora sono io che ho torto.

C'è che TiziaFastidiosa (ribattezzata recentemente Congiuntivo, per ovvi motivi) ieri pomeriggio mi ha scritto in chat su facebook cose deliranti alla "mi hai delusa, ti credevo una persona intelligente, mi hanno detto che parli male di me ed io so che sei gelosa perchè Coshuk esce in compagnia con me e blablub". Altri vaneggiamenti vari.
Sono stata chiara, le ho detto che sì, dico di lei che sbaglia i congiuntivi ma se è per quello gliel'ho detto anche qualche volta in faccia - il fatto che lei mi ignori quando usciamo in compagnia è un problema suo, non mio. Se non mi ignorasse, saprebbe esattamente quello che penso di lei.
E non è che ignori solo me. No. Lei ed il suo nuovo fidanzato Balbuziente (un altro ovvio motivo) stanno tutta la sera girati di spalle a parlare solo tra di loro.
Quindi, mi domando, cosa uscite a fare se evidentemente la nostra compagnia non vi garba?
Ma state a casa e fatevi una sana trombata, allora!
No?
In tutto questo, premesso che non ho nulla di che giustificarmi ed anzi ODIO essere messa nelle condizioni di doverlo fare, mi sono resa disponibile a parlarne faccia a faccia.
Non su una cazzo di chat su facebook.
Risposta: sì, ci organizziamo.
E mi ha cancellata dagli amici.

A parte l'onta ed il disonore da cui non mi riprenderò mai più, ma complimenti per la reazione matura!
E lo so che voi mi direte che questa gente non si merita che io stia qui a scriverci un post, ma ci credete se vi dico che mi rode troppo il culo il fatto che lei creda che io sia gelosa di lei?
Io.
Gelosa.
Di quella.
Ma per cosa, poi?
Se qualcuno lo capisce, me lo faccia sapere.

PS: sì, in realtà qui siamo tornati ad avere 16 anni

martedì 2 luglio 2013

No news, good news

Ero in albergo, a New York, in attesa che arrivasse il taxi per portarci in aeroporto.
Ho dieci minuti liberi, apro le mail per scrivere ai miei che sono in partenza.
Mi arriva una mail sull'account dell'ufficio. Della Stracciapalle.
"Ma non è a casa in maternità?"
Spinta dalla curiosità, apro subito la mail e rido leggendo il suo contenuto.

Prima che stesse a casa in maternità, si era sparsa la voce che FAJ le avesse detto di non ritornare più a lavorare da noi. La voce era stata confermata da MFR, al quale l'aveva detto FAJ in persona (essendo soci, queste cose se le dovranno ben dire).
La Stracciapalle, con grandissimo aplombe, ha continuato a far finta di nulla per un paio di mesi fino al suo congedo. Sapevamo tutti che non sarebbe più tornata, ma abbiamo fatto finta di nulla.
Nella mail ci scriveva che lei e suo marito hanno ricevuto un'offerta di lavoro in Lussemburgo e che quindi si sarebbero presto trasferiti, ragion per cui le doleva comunicarci che non sarebbe più rientrata in studio.

Due pensieri mi hanno attraversato subito la testa:
1) certa gente cade sempre in piedi
2) incredibile come sia riuscita a tenere tutto sotto silenzio fino alla fine

Naturalmente le ho risposto, chiudendo la mail con l'invito a passare in studio prima della partenza per prenderci un caffè insieme.
Non mi ha mai risposto.