venerdì 29 giugno 2012

Tutti al mare!

A mostrar le chiappe chiare. Perchè io son talmente mozzarella che quando vado al mare mi scambiano per una russa. True story!

Comunque, mentre voi leggerete questo post dalle vostre afose dimore e/o uffici, io mi troverò in viaggio verso Marina di Massa per un weekend al mare con la mia amica A. Roba di tutto relax.

Solo per organizzare il tutto ci abbiamo messo due settimane. Ho perso due chili, ed il che è tutto dire.
Siamo partite ad aprile a dire "Massì, in attesa di settembre andremo tutti i fine settimana al mare".
Poi è diventato "Ah no, a luglio la casa è affittata".
Dopodichè...
"Oh ma veramente ormai è fine giugno, che si fa?"
"Dai, andiamo il prossimo fine settimana, che è anche l'ultimo"
"Noooo, forse esco con l'aspirante amante"
"Vabbè partiamo sabato"
"No, forse mi porta da qualche parte per il weekend".

Infine ieri...
"Mi ha dato pacco"
"Ok, faccio le valigie"
"Dai, fanculo a tutto!".

E così partiamo.
Mi lascio alle spalle questa brutta, bruttissima settimana lavorativa. Mi lascio alle spalle la Stracciapalle con le sue psicosi che, detto tra noi, più che farmi incazzare mi spaventano. Mi lascio alle spalle i miei pensieri ed un'altra settimana che è passata assieme alle altre tutte uguali, nella solita triste attesa del fine settimana.

Ed è arrivata l'estate.
Ad ottobre vado a farmi un altro tatuaggio.

mercoledì 27 giugno 2012

Perchè io lavoro qui da poco

In questo momento sto prendendo accordi con un amico affinchè si metta una maschera ed aspetti la Stracciapalle fuori dallo studio con una mazza da baseball e la prenda a mazzate. Tanto. Forte. In testa.

E' successo che settimana scorsa era in ferie, ed all'udienza a cui doveva partecipare ha mandato AvvocatoFashion. Peccato che la Fashion, nonostante sia un'avvocato con i controcoglioni, si sia scordata di segnarsi l'orario della prossima udienza. Che è, tipo, domani.
Mando la Mitraglia in Cancelleria (tra l'altro la II sezione, dove manco sanno chi siamo, noi lavoriamo in specializzata) a chiedere la copia del verbale dell'udienza; il fascicolo è nella stanza del giudice, che non l'ha mai riportato alla cancelliera, e questa simpaticona non aveva nessuna intenzione di alzare il culone per andare a prenderlo. Niente di grave, si chiama il commissario presente all'udienza per farsi dare i dati.

Mitraglia torna, mi informa, ed io giro la questione alla Stracciapalle la quale se ne parte con una sequela di "Nooo! Non è possibile! E' dovere della Cancelleria mettere sempre a disposizione il fascicolo per i difensori. Questa stronza non voleva schiodare il culo dalla sedia, ma non si fa così! Bisogna incazzarsi, poi lo fanno. Anni e anni di pratica, ma figurati se queste praticanti lo fanno. Nonono". E blablabla.
Chiama il commissario e... tadan! Spunta l'orario dell'udienza.

La sua giornata, però, non è completa finchè non rompe le palle a qualcuno (altrimenti non si chiamerebbe Stracciapalle). Quindi chiama Mitraglia nella sua stanza, chiude la porta, e sento partire un'invettiva nei confronti della praticante.
Eh no, eh! Solo la segreteria può prendersela con le praticanti stupide!

Questo è quanto ha riportato Mitraglia:
- la segreteria non capisce niente, e nella fattispecie io che lavoro qui "da poco" non conto nulla [lavoro qui da più di lei, comunque]
- la praticante ha preso la laurea con i punti dell'Esselunga, non le piace il suo atteggiamento ed è menefreghista [che doveva fare? picchiare il cancelliere?]
- adesso a lei sarebbe toccato andare in tribunale alle 8:00 per parlare con il giudice e capire a che ora sarebbe stata l'udienza [cazzata, perchè mi aveva appena detto di aver risolto]
- ha minacciato la praticante di andare a dire tutto a FAJ e, anzi, stava per tirare su il telefono e farlo chiamare direttamente dalla poveretta
- una ricerca che aveva fatto Dio-solo-sa quanto tempo fa era incompleta e aveva dovuto farla rifare [giusto, dimmelo dopo 2748596 mesi, eh]
- AvvocatoFashion le ha fatto il favore di aver partecipato all'udienza, quindi il suo errore è irrilevante [eh certo, allora prendiamocela con chi ha cercato di rimediare all'errore di un altro]
- le praticanti non devono riferire alla segreteria ma parlare direttamente con lei [no, bella mia, qui da noi le cose non funzionano così!]

Ma la gente così perchè non muore per autocombustione? Perchè non si impiccano? Perchè continua a rubarmi ossigeno?

La settimana già era iniziata male. Ho paura di quel che mi attenderà venerdì.
Ah, no, sono in ferie.
Meno male!

lunedì 25 giugno 2012

#3 Le Lezioni di MFR

MFR è una persona molto paciona. Talmente paciona che io non mi sarei mai aspettata di scoprire che tiene un corso alla facoltà di medicina sul diritto sanitario (che con quello che fa lui centra poco, anche se abbiamo seguito cause per case farmaceutiche importanti).

Alla fine del suo corso, come per tutti, c'è un esame. Quello di MFR è semplicissimo: sempre lo stesso test a crocette  con domande talmente semplici che potrei rispondere persino io.
Sì, ho letto il test perchè in questo periodo "universitario" io sono l'addetta alle fotocopie per i suoi studenti - che di solito sono sempre un numero sopra il 50.

Oltre a questo simpatico compito, mi spetta anche quello di prendere i compiti corretti e fare una tabella in cui scrivere in ordine alfabetico i nomi dei 50+ studenti con accanto la votazione. Anche qui non si conta il tempo che perdo dietro a queste cose che in teoria dovrebbe fare lui, ma vabè.
La cosa positiva è che le votazioni mi fanno sempre sorridere:
- più del 50% della classe ha preso 30
- il voto più basso è un 26 (che mi verrebbe voglia di prendere a schiaffi il cretino che è riuscito a prendere un voto così basso in una cagata di esame del genere)
- MFR stesso ha definito l'esame "un compito collettivo, lui non fa il vigile, questi poveri ragazzi hanno altro di più importante da studiare"
Ah bè. Allora.

Comunque, sono lì che controllo questi compiti e mi accorgo che due persone che l'hanno fatto non sono nell'elenco dei suoi studenti. Imbucati? Cioè, giustamente, una mattina non sai cosa fare e ti butti sul test di diritto sanitario, no?
Non bastasse, c'è invece un tizio dell'elenco che a quanto pare non si è presentato per l'esame perchè il suo compito non esiste.
Vado quindi da MFR a chiedere chiarimento e un momento dopo mi sbatte in mano il malloppo di compiti e mi chiede di ricontrollare perchè magari "a lui è sfuggito". Evvai, ricontrolliamo 50+ documenti anche se, a mio avviso, è possibilissimo che il soggetto in questione non si sia presentato. Why not?

Alla fine si è rassegnato anche MFR.
Dopo avermi fatto perdere 2 ore per le sue cazzate.
Gli ho inoltrato via e-mail il file pdf con le valutazioni, e nel pomeriggio ho pure dovuto ricordargli che gliel'avevo inoltrato e che doveva mandarlo all'università.

La testa non se la dimentica perchè ce l'ha attaccata.

venerdì 22 giugno 2012

#2 La consegna special


La Stracciapalle, che per fortuna è due giorni che non la vedo perchè è malata - povera tatina, mi sbatte in mano una transazione e mi dice che deve arrivare dal cliente per la firma entro domani alle 9. Per forza. Chiamo il corriere per sapere a che ora fa le consegne tassative in zona del cliente e mi rispondono che la prima è alle 12, ma che eventualmente ci sono le "special" ovvero possiamo scegliere noi un'ora qualsiasi dalle 9.30 in poi con un piiiiiiccolo sovrapprezzo di 25€.
Indovinate la risposta della Stracciapalle.
Naturalmente la cosa era urgentissima e, anzi, l'ho sentita dire al cliente al telefono che "avrebbe spinto per farla consegnare pure prima". Ma vattene, va! Tra l'altro apprendo solo dopo che avevamo tempo fino a venerdì per raccogliere le firme, quindi anche se fosse arrivata dal cliente alle 12.00 non sarebbe cambiato nulla. Ma a lei piace far vedere che ha un sacco di cose urgenti e complesse da fare. Contenta tu.

Prenoto la spedizione, imbusto tutto e porto al centralino. Torno alla scrivania e mi chiede di anticipare l'accompagnatoria via fax. Fin qui tutto ok, solitamente facciamo così, la differenza è che vuole allegare anche tutta la transazione per motivi a me sconosciuti. Ma cosa la alleghi a fare via fax che tanto domattina gli arriva??? Sei scema?? Come al solito, ha voglia di far perdere tempo alla gente. Tant'è che il fax a quanto pare sembra darmi ragione perchè mi fa inviare solo l'accompagnatoria e rifiuta il resto delle pagine.
Ahah, godo.
Mia proposta: mandare il tutto via e-mail, se proprio è così indispensabile. Non l'avessi mai detto! Mi attacca una pezza di mezz'ora sul fatto che a lei serve la conferma che sia arrivato al destinatario, aveva bisogno del rapportino del fax, e adesso come si fa, blablabla, blablablub...
A parte che esiste la conferma di ricezione/lettura anche con le e-mail, ma poi è nell'interesse del cliente ricevere i documenti e rimandarceli firmati quindi dubito che potrebbero uscirsene dicendo che non gli sono mai stati recapitati.
Aveva.
Solo.
Voglia.
Di.
Rompermi.
I.
Maroni.
Perchè non ero già abbastanza presa da altre cose, FAJ compreso. A cui, tra l'altro, dovevo chiedere se aveva voglia di caricarsi in macchina un televisore 42'' da portare a Torino.
Possibilmente senza farmi fagocitare.
No, non chiedetemi perchè, vi prego.

Morale: la Stracciapalle si è messa l'anima in pace e si è accontentata dell'invio via fax solo dell'accompagnatoria. Meno male che era così indispensabile.

giovedì 21 giugno 2012

#1 I Francobolli

Devo dividere questo post in tre perchè è venuto troppo lungo.
Succedono troppe cose stupide qui in Studio, non riesco mai a raccontarvele tutte.

#1 I FRANCOBOLLI
Cicì, la mia amicona (siamo davvero diventate amiche, anche se è uno dei miei capi, tecnicamente), doveva rimandare indietro un paio di jeans che aveva acquistato su uno di quei siti di vendite private; sapete com'è, non le vanno più bene perchè "è dimagrita".
E' effettivamente vero, è dimagrita parecchio da quando la conosco, ma già che vieni qui a vantartene mi stai sulle palle. Almeno svelami il segreto!

Comunque mi molla questa scatola e mi chiede di rispedirla al mittente "a sue spese". Anzi, pretendeva che facessimo partire la spedizione con il corriere che usiamo abitualmente, roba di 15€ a spedizione che poi io mi trovo a dover inserire in conto gestione perchè per lei "tanto paga lo studio". E sticazzi.
Inizia quindi un balletto del lo-mando-con-dhl/no-costa-troppo/no-forse-solo-15/non-ho-sbatti-di-andare-a-chiedere/senti-fai-tu e quindi, ovviamente, la patata bollente mi ritorna di nuovo per le mani.
Alla fine ci accordiamo per far partire una raccomandata, che tanto sono accettate fino a 2kg. Incollo scrupolosamente i francobolli (dello studio!) sulla scatola per valore di 10,45€, compilo i modulini per la ricevuta di ritorno e mando il fattorino in posta (senza naturalmente specificare che si tratta di una cosa personale, altrimenti col cavolo che andava). E perdo mezza giornata di lavoro per fare questo lavoro del menga, tutto questo perchè lei non aveva voglia di andare a chiedere in posta/dhl e preferisce trovarsi la pappa pronta.

Ritorna il fattorino dalla posta dicendo che la raccomandata non va bene, c'è da fare un pacco celere, che si paga cash. E adesso hai voglia a staccare i francobolli dalla scatola!
Idea di CC: mettere tutto un po' in acqua per scollarli bene.
Che stupida che sono, non capisco perchè mi preoccupo quando le soluzioni sono così semplici ed immediate...

lunedì 18 giugno 2012

Diablo III

Attendevo questo gioco da anni e anni e anni e anni e anni [cit. Shunrei].
Per la disperazione e la nostalgia, un paio d'anni fa mi ero rimessa a giocare al secondo capitolo della saga, e mi sono detta "Sticazzi, è ancora un gran gioco!". Amen.

Infine anche Diablo III è giunto a noi comuni mortali, ma invece di impazzire
mi sono detta che 60 € preferivo spenderli in un vestito di COS, stavolta.
Siccome per tutte le storie d'amore c'è un lieto fine, è successo che mio fratello è riuscito ad ottenerlo a 10 € rendendomi la persona più felice del mondo (vabbè, non esageriamo).
Che poi io me ne stavo lì, contemplando la confezione del gioco in tutta la sua bellezza (?), quando proprio lui mi ha riportata alla dura realtà con la fatidica domanda "Ma quali sono i requisiti minimi di sistema?".
Oh. Cazzo.

In realtà, un pregio è che riesce a girare perfettamente e senza lag anche sul mio portatile Asus di 4 anni fa, i requisiti minimi non erano esagerati.

Sicchè, dopo una settimana - in cui comunque dovevo andare a lavorare, palestra, etc etc - ho totalizzato 5 ore e 35 minuti di gaming time. Non è molto, in effetti.
Tra l'altro ho finito a malapena i primi due capitoli del primo atto perchè sono leeeeenta: mi piace esplorare le mappe, non sono contenta finchè non ho spulciato fino all'ultimo centimetro; e poi mi perdo sempre dietro alle side quests, mi intrippano troppo; non esco da un paese finchè non ho parlato con tutti gli npg, ed esplorato le case di tutti i villici, perfino i bagni.

In ogni caso, fino ad ora posso dire che mi ricorda parecchio Diablo II. Le meccaniche di gioco sono pressochè le stesse, ed esiste persino una cosa simile al cubo di Horadrim.
Comunque, e forse sono l'unica ad aver capito così, non è un mmorpg nel vero senso della parola. Cioè, non è che tu scorrazzi allegro per le vie di Tristram e ti trovi accanto tanti paciosi n00b e whiner che non vedono l'ora di romperti le scatole. No. Grazie al cielo, direi!
In sostanza io aggiungo pacificamente i miei amici, ci facciamo i cavoli nostri, ognuno la propria partita, e se poi si ha bisogno di una mano si può sempre invitare qualcuno in partita. E poi esiste ancora la modalità "partita condivisa" che non ho provato ma immagino sia la cara vecchia partita in lan, o sbaglio?

Le classi giocabili sono: mago (presente! sempre stata caster piuttosto che damage dealer), barbaro, sciamano, cacciatore di demoni (che sarà il prossimo che proverò) e monaco.
La storia è sempre la stessa: sconfiggere il male. Nuove minacce si abbattono su Tristram da quando la Pietra del Mondo è stata distrutta da Tyrael per salvare l'umanità dopo che era stata corrotta da Baal. A quanto pare l'"eroe" è guidato da una profezia alla ricerca della verità e... c'è sempre il mitico vecchiaccio più che mai Deckard Cain!

Peccato che ormai non sono più la nerd senza vita sociale, non sono più capace di passare il fine settimana chiusa davanti al pc tirando le 4 di notte incollata ad un videogioco. Che non so se dire per fortuna o che peccato. Alla fine mi piacerebbe dedicare più tempo a questo gioco, ma mi rendo conto che ho altre priorità nella mia vita (tipo la palestra... oddio, ormai è una fissa!).

In definitiva, bel gioco, ottimo acquisto e forse valeva anche i 60 €. Resto in attesa di vedere come sarà la modalità PvP che implementeranno - dicono - alla fine del 2012. Uhuh.


PS: il post è dedicato a Shunrei che voleva un piccolo resoconto sul gioco. A breve giuro che parlerò anche del nostro nuovo amico peloso :3

venerdì 15 giugno 2012

Only the good die young

Le persone muoiono, e noi andiamo avanti.
Prima di mio nonno non avevo mai avuto lutti in famiglia e, avendo avuto a che fare con la morte solo per vie traverse (telegiornale, film, amici di amici, etc) mi sono sempre domandata come si facesse ad andare avanti portandosi dentro chissà quale dolore straziante. Ho sempre creduto dovesse trattarsi di qualcosa in grado di scavarti dentro, di un vuoto che ti annienta, perchè loro sono quelli che muoiono ma tu sei quello a cui tocca andare avanti con il peso di questa mancanza. Morire, in fondo, l'ho sempre trovato un po' egoista.

Poi è toccato a me, e all'inizio sono rimasta paralizzata dal dolore. Durante la giornata andavo avanti, facevo cose, e poi arrivavo a sera nella mia stanza che non sapevo nemmeno come ci fossi arrivata. Tentavo di ricostruire le mie giornate e non ci riuscivo; poi mi sono accorta che non riuscivo a guardare in faccia le persone; non avevo argomenti di conversazione, solo un chiodo fisso, come l'immagine del sole che ti rimane stampata dietro la retina quando lo guardi direttamente. Io ero comunque una persona normale, solo che sembravo senza anima.
Qualcuno mi ha detto cose cattive ed egoiste. Mi hanno detto che il lutto era mio, non degli altri, che ero l'unica a provare dolore e che dovevo voltare pagina.
Un giorno, due mesi dopo, mi sono svegliata una mattina e l'ho fatto: ho voltato pagina. Feci le valigie, raccolsi le mie cose, uscii dalla porta e non tornai più. Ricominciai da capo, a casa mia, dove tutto era iniziato.

Dapprima, con la mia famiglia, se ne parlava tutti i giorni. Abbiamo sviscerato il discorso non so quante volte, siamo scesi nei peggiori dettagli, non ci siamo risparmiati una sola parola. Abbiamo pianto, oh se abbiamo pianto. Io di nascosto, mia nonna davanti a chiunque le chiedesse "come stai?". Poi le cose, in un certo senso, si sono aggiustate. Siamo riusciti a farci posto attorno a quel vuoto, abbiamo dato nuova forma al tempo ed alle cose.

Io non lo so se Dio esiste o no, mi pongo questo quesito ogni giorno. Però so che noi siamo ancora qui, siamo quelli che soffrono, e le orme di coloro che se ne sono andati stanno svanendo cancellate dal mare del tempo.

mercoledì 13 giugno 2012

Meet the Trantors #3

Prometto che questa è l'ultima parte.
Segue da qui.

Domenica ho conosciuto i genitori di Trantor, che sono stati gentilissimi ad offrirmi un posto dove dormire e un ottimo pranzo domenicale.
C'è stato un momento in cui mi sarei volentieri sotterrata, però. Gasatissima, prendo il pezzo di formaggio accanto a me e dico "Dai, adesso assaggio questo Reggiano!". La MdT (Mamma di Trantor) mi guarda, io tutta sorridente con questo tagliere in mano, e mi dice "No, veramente quello è pecorino". Giuro, volevo buttarmi dal balcone, non so con che aplombe sono riuscita a dire "Ah" e allontanarmi da quell'infido pecorino.
Vabbè, da una che non conosce la differenza tra tigella e gnocco fritto che potevate pretendere?

Dopo pranzo mi sono intrattenuta con MdT sul balcone, guardando ammirata le piante che sta coltivando. Io non ho per niente il pollice verde, ma immagino che dia grande soddisfazione quando le proprie "creature" crescono così belle. Ma soprattutto crescono. Che a me manco i fagioli nel cotone bagnato che facevamo alle elementari mi crescevano. Sono un caso disperato.
Si è parlato di Barcellona e di viaggi, un argomento che mi affascina tantissimo, e mi sono un po' menata via dimenticandomi del nostro importantissimo appuntamento con il Beatles Day.
Tra l'altro riflettendoci con il senno di poi mi sono accorta che MdT legge il mio blog! La trovo una cosa fortissima, ogni tanto penso che mi piacerebbe se mia madre leggesse il mio blog. Ma poi, effettivamente, ripensandoci forse sarebbe meglio di no. Più che altro perchè il post che ho scritto su di lei non le fa molto onore, ma prima o poi scriverò qualcosa di decente, promesso.

E niente, alla fine siamo partite in direzione Brescia non prima di aver consultato i genitori di Trantor e qualche cartina stradale, perchè dei navigatori ci si fida sempre troppo (io sono l'unica che se ne sbatte e poi si ritrova nel mezzo del nulla in preda al panico perchè non sa come tornare a casa - true story).
Comunque, ho conosciuto i mitici compagni di viaggio di Trantor, yeeee! Che, per la cronaca, si sono guadagnati la mia stima ancora prima di conoscerli solo per il fatto di trovarsi al Beatles Day a suonare pezzi dei Beatles. Che poi gli altri gruppi che ho sentito non mi erano piaciuti molto, a dire il vero.
Quelli che cantavano in italiano, poi, non si potevano proprio sentire! Mi sanguinano le orecchie...
Ad un certo punto salgono sul palco un tizio con chitarra e una ragazza. Scena: lui inizia a strimpellare, lei attacca a cantare "Ticket to ride"; lui si blocca di colpo, le si avvicina e le sussurra una cosa all'orecchio; lei "Ah, scusate, era Eleanor Rigby". Mi giro, guardo Trantor, "No ma... proprio uguali gli attacchi, eh?". Ero indecisa se ridere o saltargli al collo per la blasfemia. Vabbè. Per non parlare di quando lui si è lanciato in un simposio su "Rigby" che si dice "Rigby, Regby, Ragby, Rugby, ...". Ho disconnesso il cervello, non ce la potevo fare.
La 'tizia che annunciava le band', che non è degna di essere chiamata presentatrice, faceva ridere i polli: una signora magrissima con dei jeans super-attillati, delle decoltè tacco 12, ed un microscopico cervello che la portava a dire cose totalmente prive di senso e di attinenza.

In tutto questo, ho avuto una frenetica smessaggiata con i miei perchè, essendo a neanche un'oretta da casa, mi scocciava rompere a Trantor per farmi portare a prendere il treno chissà dove ed allungarle la strada per il ritorno. Scrivo dunque ai miei di passare a prendermi al casello dell'autostrada di Brescia Est e mi rispondono "non sappiamo dov'è".
...
...
Cioè, quando devono andare loro da qualche parte è sempre un dispiegamento di atlanti, cartine, google maps, navigatori e mi dicono che non sanno dov'è il casello di Brescia Est? Mah...
Alla fine, come da programma, si sono presentati a rapporto in un'oretta ed io sono stata prontamente riconsegnata da Trantor che ha anche avuto l'onore di vedere mio padre e mio fratello. Wow.

Sulla strada del ritorno, in ordine, abbiamo trovato pioggia - tanta - e code a tratti senza nessunissimo motivo, così sono arrivata a casa alle 20 invece che alle 19 come avevo ipotizzato. E per cena tigelle e gnocco fritto per tutti!


PS: mio padre si è stupito dell'età di Trantor, dice che ne dimostra di meno :D

lunedì 11 giugno 2012

I hate Mondays

Oggi è un triste e grigio lunedì.
Uno dei tanti.

Pare che il mio paese viva in una bolla climatica tutta sua, dato che stamattina faceva capolino un timido sole mentre quando sono sbucata dalla metro di Palestro c'era un nubifragio. Ed io non avevo l'ombrello.
Ho dovuto arraffare un giornale e usarlo per ripararmi un pochino, tenendomi il più possibile sotto i cornicioni.
Naturalmente, appena messo piede in studio, fuori è spuntato il sole.
Ovvio.

Cicì è in ferie ed io sono il suo "contatto di emergenza". Sì, ecco, magari avvisarmi.
Tanto più che una demente del piano di sopra (della società di MB) mi ha girato una mail che aveva mandato a Cicì in cui le chiedeva di fissare un incontro appena possibile per parlare di una questione.
Sì, ok. Non è che dirlo a me cambi qualcosa, di certo non ho il potere di evocare Cicì a comando quindi ti attacchi e, a meno che non stia per esploderle l'appartamento con dentro il gatto, aspetti il suo rientro come tutti gli altri.

Io intanto non vedo l'ora di tornare a casa per concedermi un po' di sano Diablo 3, su cui sono riuscita a mettere le mani grazie a mio fratello che me l'ha portato a casa venerdì sera.
E dire che ero convinta di essermi disintossicata dalla dipendenza da videogiochi.
Evidentemente ero in errore.


PS: stiamo per adottare un altro gatto bisognoso, proveniente direttamente dal gattile della mia città *_*

venerdì 8 giugno 2012

Ma che domande mi fai?

Oggi il mio capo MFR mi ha fatto una domanda che mi ha lasciata veramente sconvolta. All'inizio non capivo nemmeno che cosa mi stava chiedendo, tanto era stupida la cosa.

Dovete sapere che ogni causa ha un suo valore che va dichiarato all'inizio per poter pagare la tassa di iscrizione a ruolo in Tribunale, tassa che varia a seconda di tale valore. Noi in studio (ma penso ogni studio degno di questo nome) abbiamo le tabelle con tutti i valori e gli importi, che controlliamo quando mandiamo le praticanti a iscrivere a ruolo.
Siccome mi aveva appena chiesto a quanto corrispondeva la tassa per una causa con un dato valore, alla sua domanda "Ma voi come fate a sapere quanto c'è da pagare?" credevo si riferisse alle varie tabelle. Che vabè, sei avvocato e dovresti sapere che il Tribunale le mette online, però era più scusabile della cosa che in realtà voleva sapere.

Ovvero: se noi quando andiamo a pagare la tassa di iscrizione a ruolo leggiamo l'atto per sapere che valore è stato dato alla causa.

No, noi no. Di solito tiriamo i dadi.

mercoledì 6 giugno 2012

Meet the Trantors #2

Proseguo da qui.


Io e Trantor abbiamo fatto il tour delle chiese (immancabile, vero Valeren?), fatto window shopping e parlato dei princìpi della chiesa, dell'arte contemporanea e della gente che dice "che schifo" di tutto quel che vede; davanti ad un dolce in una pasticceria ci siamo raccontate cose buffe e cose che ci fanno stare in ansia.
Poi a casa sua, che sembra di stare in una biblioteca per quanto è piena di libri e son cose che ti fanno innamorare a prima vista. E son lì, che mi preparo per la serata e dall'altra parte della porta qualcuno suona il piano; così tanto per fare, ma a me la musica fa qualcosa di strano e invece di metterci 5 minuti come promesso ce ne metto il doppio perchè, seduta dall'altra parte della porta, me ne sto lì a fissare il vuoto senza respirare.

Mi hanno portato a mangiare tigelle e gnocco fritto, di cui ho solo recentemente appreso la differenza. Per una sera dico addio alla mia lotta al carboidrato e mangio fino ad essere così piena da rifiutare persino il dolce. Detto da me è molto grave, giuro.
Corrotto dal cibo e dal vino, abbiamo costretto collegaV a passare il resto della serata parlando in inglese. Lui, ovviamente. Io e Trantor lo guardavamo estasiate, e anche con qualche rivolo di bava alla bocca. Roba che probabilmente se ci avesse chiesto di seguirlo a casa sua, ci saremmo andate senza obiettare. Nude, per giunta. Eh, son cose.
E' nata poi una discussione su quanto fosse trombabile la cameriera e se un viso molto bello è comunque in grado di sopperire ad un abbondanza di panza (non eccessiva, però). Massì, insomma, quelle classiche domande che spuntano sempre nella testa di noi donne ma quasi mai troviamo uomini che siano abbastanza disinvolti ed in confidenza per rivelarci che cosa ne pensano realmente.
Dopodichè ho avuto un attacco di isterismo quando ho visto planare verso di me un insettaccio gigante. Tipo che sono scattata sull'attenti e mi sono allontanata dal tavolo urlando "Oddio che schifo! Iiiiiiih!", così velocemente che gli altri due non avevano nemmeno capito cosa stava succedendo.
La scena si è ripetuta nuovamente in macchina quando ho additato il parabrezza urlando "Oddeeeeoooooaaaaaah! Orrore!", e tutti "Dove? Chi? Cosa?" ed in realtà c'era questo ragnetto grande forse come la mia unghia che se ne stava appoggiato sul parabrezza. Dalla parte dell'esterno. Ed io mi sono fatta piccola-piccola sul sedile e lo additavo con fare schifato. Trantor, mossa a pietà e tirando un sospiro, ha azionato i tergicristalli: il risultato è che adesso ha una patacca sul parabrezza a forma di ragno spappolato.
CollegaV si è messo ad urlarci contro per questo gesto disumano.

Dopo tutto questo era troppo tardi per la famosa rievocazione storica, ma non ci siamo fatti mancare un giro per "bancarelle medievali" e una fantastica discussione su quanto sia doloroso partorire
- ma no è bellissimo!
- ma no, fidati, è uno strazio
- ed invece ti dico che è una gioia immensa
- allora fallo tu!
- basta con questa storia del "fallo tu", mi avete rotto
- è come farsi uscire un limone dal pene
[...]
in un'escalation di follia. Lascio a voi indovinare chi stava da quale parte.

In macchina da sole io e Trantor al ritorno abbiamo democraticamente deciso che a partire da settembre ci faremo tanti viaggi a scrocco in Inghilterra, che ci vedremo sicuramente durante l'estate e tante belle cose che io DEVO - devo! - trovare modo per far entrare nella mia agenda ormai abbastanza piena.

E alla fine della giornata, giusto perchè di me non ne aveva ancora abbastanza, Trantor mi ha invitata a seguirla al Beatles Day in quel di Brescia dove avrebbe suonato anche un gruppo di suoi amici. Secondo voi, Mika in the sky with diamonds poteva forse esimersi? :D

lunedì 4 giugno 2012

Le figure da cretini

È da prima del 25 aprile che MFR mi ha chiesto di chiamare un avvocato nostro corrispondente che continua ad inviargli email con la PEC. Il problema è che quando il mio capo le apre per leggerle sono piene di simboli e cose incomprensibili che rendono impossibile capire che c'è scritto.
Devo chiamare per chiedere di reinviare l'ultima email da un normale indirizzo di posta non certificata ma il 26  aprile chiamo e non mi risponde nessuno.
Decido di aspettare fino a dopo il 1° maggio e stamattina, finalmente per la gioia di MFR (che è stato una settimana al mare ma, durante le sue telefonate per accertarsi che lo studio non fosse nel frattempo fallito, non si è certo dimenticato di questa cosa), riesco a parlare con qualcuno.
Sono lì che spiego il problema e mi chiedono la questione a cui si riferiva la mail. Mi rendo conto che non lo so, perchè avevo visto di sfuggita il problema al pc del mio capo e mica mi era venuto in mente di segnarmi queste informazioni.
Sicchè apro la posta di MFR, cerco nel mare di mail più o meno utili e becco la mail incriminata. La apro e...
Sorpresa! Riesco a leggerla perfettamente.
Scoppio a ridere e anche la segretaria dall'altra parte del telefono, mi scuso per il disturbo e metto giù.

A volte sono un po' cogliona pure io, eh!

venerdì 1 giugno 2012

Non c'ho il fisico, io

C'è che mi propongono serate in discoteca ed io, nonostante i precedenti, dico sì e mi gaso.
Poi torno a casa alle 2 e la mattina dopo ho solo voglia di andare a seppellirmi.

Quello che però mi ha fatta incazzare (che, se ci penso, sono ancora incazzata) è l'atteggiamento di mia madre al riguardo. Che vabè, non ho 14 anni quindi da un pezzo non ho bisogno di chiedere il permesso per fare qualcosa: io semplicemente rendo noto che è mia intenzione fare tal cosa.
Quindi da una settimana andavo dicendo che sarei andata in un locale in zona Bicocca per il dopo cena, cosa che per me significa che esco alle 22:00 e non è che rientro dopo due ore. Logico.
Comunque non chiedetemi il nome del locale perchè non ve lo dirò mai, è un segreto che mi porterò nella tomba; già così ho dato troppe indicazioni, poi qualcuno (leggi Astro) trova su internet le foto della serata e sono fregata xD

Arriviamo quindi alle 22:00 circa al locale per godere del buffet prima di scatenarci sulla pista.
Ora. Prendete le mie parole con le pinze, vi prego. Quando dico "scatenarci sulla pista" intendo ballare in 40 cm di spazio in quattro. E quando dico "ballare" intendo che loro ballano, io mi muovo senza coordinazione cercando di copiare i movimenti delle ragazze baldracche che mi ballano attorno.
E non ve lo racconto che ha cercato di rimorchiarmi uno di 3 anni meno di me che studia lingue alla statale di Milano. Che quando gli ho chiesto quali lingue fossero mi ha risposto "inglese e francese". Ah, complimenti, che originalità! Motivazione: le altre erano troppo difficili. Sticazzi, aggiungerei.

Cosa c'entrava mia madre in tutto questo? Adesso ci arrivo.
A parte che mia madre c'entra sempre in qualsiasi cosa, ma nella fattispecie ero in macchina con le mie amiche, a praticamente meno di 5 minuti dal portone di casa, che mi arriva un sms. Da mia madre. Testo del messaggio:
domani si va a lavorare
Intanto è bene dire che IO vado a lavorare, lei era in ferie.
Secondariamente, fai sul serio?
No, dico, mi scrivi per ricordarmi che tra qualche ora mi dovrò alzare per andare al lavoro? Grazie, ma hanno inventato una cosa che si chiama sveglia e me lo ricorda ogni mattina. Non c'era bisogno, davvero.
Ma poi dico, se pur nella consapevolezza del mio impegno lavorativo ho deciso di uscire e tornar tardi, saranno ben cazzi miei o no?

Ed il peggio la mattina dopo.
Mi alzo alla solita ora e vado in cucina a versarmi del succo. Lei è già in piedi da almeno due ore, ha fatto andare due lavatrici, steso la biancheria, cambiato le lenzuola al suo letto (ha cercato di cambiarle pure al mio mentre dormivo, nel frattempo xD), ha fatto la polvere, cucinato il pranzo e tutto questo con la televisione a mille urlando pure al gatto. Quindi già la giornata inizia male.
Mi alzo incazzata come una iena perchè hanno disturbato il mio sonno e mi sento dire "Eh, ieri sera in giro fino alle 2! Poi la mattina fai fatica ad alzarti...".
Scusa, cosa?
Mi giro, la guardo, guardo il mio bicchiere di succo. La guardo di nuovo e lentamente apro la bocca, per dirle "Mi sembra di essere in piedi, veramente".
E lei che fa? Si offende! Lei.
Mi pianta una scenata di 20 minuti - e probabilmente ancora mi sta tenendo il muso - perchè io le rispondo male.

Vi confesso che, se fossi stronza, a quel messaggio avrei risposto:
ma vaffanculo
Questo è rispondere male, mamma.