Ieri sera sono uscita con la mia amica A. E' una sorta di training pre-Ibiza.
Un tour dei pochi locali aperti della zona tra spritz, Negroni (qualcosa di tipico africano), e birre. Tante birre.
Ho una confessione da fare.
I fucked up.
L'altra sera, uscendo con Coshuk, mi sono lanciata in un discorso delirante. Sembravo una psicopatica, era un fiume in piena di stronzate. E la cosa preoccupante è che una parte del mio cervello assisteva, legata ed imbavagliata, al mio suicidio sociale senza poter intervenire.
Il tutto si riassume emblematicamente in una frase "Tu non sei il mio ossigeno". Continuando con "Io sto benissimo da sola, non ho bisogno di nessuno ma il nostro è un rapporto sano". Sì, signori e signore. Mentre lo dicevo sono partiti diversi facepalm nella mia testa. Più e più volte.
Considero un miracolo il fatto che, dopo tutto ciò, mi abbia chiesto di uscire ancora.
Se fossi in lui cambierei città.
Nazione.
Continente.
Pianeta!
Ma il meglio deve ancora venire. La mia amica A, spinta forse dalla mia coraggiosa confessione, mi ha raccontato cos'è successo la seconda volta che è uscita con l'amico di "quello della macchina". Praticamente all'improvviso si è ritrovata il suo [quinto emendamento] in mano. Roba che l'ha sentito prima ancora di vederlo. Così, dal nulla.
Abbiamo anche inventato un gesto esplicativo* che adesso usiamo per parlare di lui invece che chiamarlo per nome.
Dopodichè è avvenuta questa conversazione, probabilmente dovuta dalle birre
A: "Alla fine io ne ho toccati solo 3 in vita mia!"
Io: "Aspe! Me ne manca uno all'appello. Non dirmi che..."
A: "Sì, proprio lui"
Io: "Porco cazzo!"
A: "Almeno [gesto esplicativo*] ce l'aveva duro, l'altro invece neanche!!"
Io: "Ah, è gay?"
A: "..."
Io: "Per forza. Glielo prendi in mano e non gli si rizza: è gay"
A: "Peggio, mi ha detto 'cosa stai facendo??!'. Mi sono sentita una zoccola!"
Io: "No. Dai. No."
A: "Giuro"
Io: "Beviamo."
A: "Beviamo."
*:
il [gesto esplicativo], solo per voi!
il [gesto esplicativo], solo per voi!




