martedì 26 febbraio 2013

There's no place like London

Alla fine siamo partiti, eh.
E anche tornati, purtroppo.
Che poi, Coshuk non aveva un trolley ed ho dovuto prestargli il mio.
Coshuk voleva portarsi un fottuto bagnoschiuma nel bagaglio a mano (lo shampoo no, è pelato, non gli serve ah-ah).
Fino all'ultimo ho avuto difficoltà a capire chi ci avrebbe portato in aeroporto: ed organizzare il transfer era un compito che spettava a Coshuk. Ma va?
In compenso io avevo prenotato voli, albergo, stansted express, Warner Bros Studios Tour (che merita tantissimo!), itinerari vari, combinato appuntamenti.
Perchè noi siamo cool e andiamo a Londra ad incontrare persone. Tsk tsk.

Ci tengo a specificare che, nonostante Trantor e Coshuk avranno una versione discordante, io non ho MAI definito Hyde Park "un parchetto".
Alle 14, appena arrivati e vista la bellissima giornata, abbiamo deciso di attraversare il parco a piedi per raggiungere l'Hard Rock Cafè e pranzare con calma.
Brutti, cattivi, sporchi e fastidiosi! Maledetti cigni, vi odio!

Io "Oh cazzo, ma è pieno di volatili brutti, sporchi e cattivi!"
Coshuk "Ma cosa dici? I cigni sono bellissimi! Oh, guarda, quello ti sta puntando"
Io "Iiiiiiihhh! Svelto! Corri! Don't make eye contact!"
C "Dai, ci sono anche i gabbiani"
Io "Allontaniamoci! I gabbiani cagano in volo, lo sapevi? Eh? Eh? Eh? Lo sapevi? A Venezia è una tragedia, ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare..."
C "E gli scoiattolini? Pure quelli ti fanno ribrezzo?"
Io "Pazzooooo! E' risaputo che gli scoiattoli dei parchi cittadini hanno la rabbia"
Cioè, ditemi voi se questo è uno scoiattolo normale: è ENORME!
E così finchè non siamo usciti da quel luogo di morte e distruzione.
DISCLAIMER: esistono foto di me che addento un panino all'HRC e quelle brutte persone di Coshuk e Trantor proveranno a farvi credere che ci sia carne al suo interno, ma vi posso giurare che era un Veggie Burger. Vegetariano, vi dico!

Poi Notting Hill. Che uno la deve vedere quando va a Londra.
Non tanto per il film ma per via di Portobello Road, che tra l'altro è una delle zone che preferisco della città.
Anche se la luce stava calando, i negozietti stavano chiudendo e le strade erano quasi deserte.
Sono comunque riuscita a comprare un maglione molto peloso che simpaticamente ho ribattezzato "il gatto morto" e una borsa da regalare alla mia amica A.

Per cena ci siamo dati appuntamento con Trantor al binario della metro di Lancaster Gate, direzione Oxford Circus, alle 19:50 per dirigerci verso Picadilly Circus ad incontrare un mio amico che vive e lavora a Londra da ormai due anni.
Alle 20:20, ormai al binario da 20 minuti e senza ombra di Trantor, comincio a pensare "Magari era stanca e si è addormentata; magari è sul treno che sta arrivando; magari ha sbagliato binario; ma le avevo detto la stazione giusta?". Visto che i cellulari non prendono nelle stazioni della metro, decido di avviarmi a Picadilly e da lì tentare di contattarla.

Quando finalmente siamo tutti seduti al pub (questo pub) davanti ad una birra scopriamo che eravamo a Lancaster Gate entrambe da 20 minuti e non siamo riuscite a beccarci. Boh, congiunzioni astrali e cazzi buffi. Non ho altre spiegazioni.
Il mio amico, con il suo fidanzato (sì, è gay, problemi?), ci racconta di com'è vivere a Londra: una meraviglia! Il tormentone del weekend diventerà "Oh, a Londra funziona tutto!". Cazzo, sì.
Abbiamo concluso la serata con un giro guidato agli uffici di Yahoo, dove lavora il mio amico.
Cioè.
Per dire.
Non tutti possono vantarsi dei tour privati negli uffici di una grande azienda.
Non sono, ovviamente, gli uffici di Yahoo ma un teatro a Shaftesbury Road


PS: Ecco com'è andato il ritorno in albergo mio e di Coshuk
Io "Scendiamo a Paddington così non dobbiamo cambiare? Tanto la receptionist ha detto che è pure più vicina di Lancaster"
C "Boh, proviamo"
Io "Ermm... tiri fuori la cartina magari? Mi sono persa"
C "Ma non è di là che dobbiamo andare? Cristo, dove cazzo siamo?"
Io "Massì, dai, adesso attraversiamo quell'incrocio e poi proseguiamo dritti per quella strada"
C "Stai guardando la cartina dalla parte opposta... E' di là che dobbiamo andare!"
Io "Sicuro?"
C "Sì"
Io "Sicuro? Sicuro? Sicuro?"
C "Certo, sicuro"
Io "Sarà..."
C "Senti, è stata tua la brillante idea di scendere a Paddington 'chè tanto', quindi ora segui me e non lamentarti"
Io "Oh, riconosco la strada! E' questa!"
C "Ma la tipa sulla cartina ne ha segnata un'altra"
Io "Sì ma l'ha segnata dicendo 'more or less', ti fidi di un 'more or less'? Io no. E poi non ti è familiare?"
C "Mah, veramente..."
Io "Sìsìsì, è qui. E' qui."
C "Sicura? Non è la parallela a questa?"
Io "No, è questa. Al massimo dall'altro lato della strada"
C "Oh, ma ti ricordi il nome dell'hotel?"
Io "No. Tu?"
C "No"
Io "..."
C "..."
Io + C "Bene, siamo nella merda!"

PPS: alla fine, per amore di cronaca, vi dico che la strada era giusta ma stavamo sul lato sbagliato

venerdì 22 febbraio 2013

Uno dei due momenti dell'anno che preferisco

I saldi invernali.
L'altro momento dell'anno che preferisco, ovviamente, sono i saldi estivi.

Partenza ore 7:00 come da programma. Per i saldi questo ed altro.
Arriviamo alle 8:30, giusto in tempo per la colazione di rito ed il tradizionale appostamento davanti al negozio di Intimissimi, pronte a svaligiare.
Non c'è tanta gente.
Sono le 8:57, ora prevista per l'apertura ore 9:00.
Le commesse, pregustando l'armageddon da dietro il bancone, piegano i sacchetti.
"Ma che cazzo piegate i sacchetti? Dovete aprire!!", dico. Qualcuno mi guarda male. La mia amica A fa segno di sì con la testa, veementemente.

Alle 9:30 corriamo - letteralmente, corriamo - verso il negozio di Guess, sempre come da tradizione.
Arraffiamo un bottino piuttosto soddisfacente e "toh, guarda, non c'è neanche coda ai camerini". Peccato che poi ci siamo sparate mezz'ora di coda in cassa. Ah-ah.

Alle 11:00 ci mettiamo in coda per entrare da Liu Jo. Che la gente di passaggio si domandava "Ma che regalano le cose lì?". Seh.
Ore 12:30, visibilmente provate, facciamo il trionfale ingresso in negozio sulle note della marcia imperiale (non è vero, risuonava solo nella mia testa). Ho calpestato grucce abbandonate per terra, preso a calci scatole di scarpe, strappato dalle fredde mani cadaveriche degli altri avventori le taglie che desideravo, e alla fine sono uscita trionfante con il mio bottino.

Per ultimo arriva il turno delle scarpe. Che ti vuoi far mancare un nuovo paio di scarpe questo inverno?
Cioè.
Come se la settimana prima non ne avessi comprate altre su internet.
Sono tornata a casa con altre due paia che ho cercato senza successo di occultare allo sguardo di mia madre.
"Ma delle scarpe volevi dirmelo all'ultimo?"
"Uhm. Sì." (ndr no, veramente contavo proprio di non dirtelo)
"Ma basta! Io non so dove metterle, non abbiamo posto!"
"No, dai. Adesso ci penso io"

Ecco.
Ho dovuto fingere che un mio "vecchio" paio sia da buttare.
Le nasconderò in macchina.

Lo so, non sono normale.

martedì 19 febbraio 2013

Quali insulti si leggono tra le righe?

Due giorni fa scrissi alla dottoressa in questione per avere aggiornamenti circa una pratica seguita da Cicì insieme a FAJ.
Dato che ho inseguito questa tizia via email e via telefono e ancora non ho ottenuto una risposta, inoltro la mail anche alla segretaria di FAJ, mettendo in copia sia Cicì che la dottoressa.

Dite che sono stata acida?
Nah.

Da: Mika.Ela@studiolegale.com
A: segretariadiFAJ@studiolegale.com
CC: Cicì@studiolegale.com, dott.ssaB@studiolegale.com 
Carissima,
Ti giro una mail che ho mandato lunedì alla dott.ssa B per avere notizie sullo scioglimento della riserva del procedimento in oggetto.
Dato che non ho avuto riscontro (nè via mail nè quando ho provato a contattarla telefonicamente), per caso puoi aiutarmi tu? Chi si occupa dei turni per le commissioni in Tribunale?
Si tratterebbe semplicemente di controllare (direttamente in Cancelleria o a Polisweb se potete) se per caso è stato emesso un provvedimento.
Ti ringrazio! ;)
M

venerdì 15 febbraio 2013

Date da ricordare

In segreteria ormai parliamo solo di una cosa: il matrimonio di Cicì.
Bello, eh.
Tutto molto bello.

L'abito. Le scarpe. Gli accessori.
Il volo.
L'albergo (che ancora non si è capito se paga lei o noi).
La collega che viene con il marito e forse lascia il figlio a casa.
Io sono stata invitata da sola, in tempi non sospetti, chè "Ti sistemo io, a te!" disse la futura sposa.
Cicì, hai fatto la prova vestito?
E hai scelto il gruppo?
E la sala per il ricevimento?
Ah, ti sposi alle 17:00 quindi.
Il resto è tutta una nuvola di "Uuuuh" e "Aaaah" e piccoli acuti di eccitazione.
La password dell'account email di Cicì è la data delle sue nozze.
Ovvio.

All'improvviso ti accorgi che tutti attorno a te sono sposati; o si sposano; o partecipano a matrimoni; o parlano di matrimoni.
E sposarsi è sempre stato un mio desiderio, una cosa che sento di dover fare. Per me stessa, s'intende.
Non il matrimonio in chiesa, quello no. Da atea, non posso.
Ma mi voglio sposare. Anche perchè devo smetterla di piombare in casa della gente a chiedere di mostrarmi le foto delle proprie nozze.

O sorprendermi a guardare di sottecchi alcune coppie di amici, ormai sposati, e sperare con tutta me stessa e con le lacrime agli occhi di poter avere una relazione sana ed onesta come la loro.
Anche se, devo dire, sono i giusti modelli da seguire.

martedì 12 febbraio 2013

Ma che sei scemo? #2

La nostra centralinista russa non la smette mai di stupirmi.
Questa è la mail che ha scritto stamattina a MFR.
Sottolineato mio.

Gentile Avvocato,
scusi se La disturbo. Stamattina mi ha telefonato un conoscente da Ucraina. Lui sapeva che io lavoro in una società che è collegata con uno studio legale. Mi ha chiesto una consulenza. Si tratta di questo: la moglie di un suo parrochiano ha lasciato la famiglia ed è scappata in Italia. E' possibile deportarla? Al momento non sanno dove si trova questa persona. 
Grazie ancora e scusi per il disturbo.

Non so.
Voi conoscete qualcuno nelle SS disponibile per la deportazione?

Che poi MFR ce l'ha fatta leggere e ci siamo fatti tutti una risata ma devo dire che mi ha lasciato un retrogusto molto amaro. Eviterò di commentare sulla società retrograda in cui vivono queste persone nell'anno 2013.

La Stracciapalle ha commentato "Povero parrocchiano".
Ma sticazzi.

venerdì 8 febbraio 2013

La mattina, quando mi lavo i denti

Uno dei miei ex, quello con cui ho convissuto due anni in quel di Venezia, mi disse una frase che ancora oggi mi risuona nelle orecchie di tanto in tanto.
Mi disse che io sono una pazza, una pazza vera, e che se fossi uscita da quella porta non avrei mai trovato nessun altro che avrebbe potuto volermi bene come me ne voleva lui.
Bè, io da quella porta sono uscita senza neanche pensarci due volte.

Poi, col passare dei mesi, mi sono voltata indietro qualche volta di troppo.
Ho pensato "E se avesse ragione? E se non potessi mai trovare nessuno che mi voglia?".
Ho pensato "Ma sticazzi!".
Ho trovato un altro uomo, con cui sono rimasta 3 anni ed a cui ho mostrato il peggio ed il meglio.
E' andata male anche quella.

Io sono tante cose.
Sono pazza, infantile, piena di idiosincrasie, testarda, orgogliosa, permalosa, strafottente, polemica, stronza, egoista. Sono tutte queste cose insieme.
Sono ANCHE queste cose.
E dentro di me, qualsiasi cosa io faccia, sono costantemente convinta di non potermi meritare l'amore di nessuno su questa terra.
Perchè sono strana. Strana nel senso brutto del termine: strana, non speciale.

Perchè è questo che faccio.
Mi presento come una persona normale e poi, pian piano, sputo le mie pazzie in faccia alle persone una alla volta. Finchè non mi mandano al diavolo.
Ogni volta mi sento sciocca ed immatura per le mie reazioni; le interiorizzo e ci rimugino sopra, senza mai capire se sono davvero giustificabili o semplicemente esagerate.

Quindi scusate se, ogni tanto, mi prende il panico.

martedì 5 febbraio 2013

Rogitiamo?

Coshuk ha comprato casa.
Che vabè, il perchè ed il come sono un po' fatti suoi ma comunque.

Io non so cosa fare.
La verità è che sono stanca di parlare di me e di lui dicendo cose tipo
"Mah, vedremo"
"Sì, per ora va bene"
"Bè, alla fine stiamo insieme solo da 5 mesi"
ed altre variazioni sul tema.

Perchè questo comporta che poi, quando mi escono dalla bocca frasi tipo "Mi dispiace non aver condiviso con lui l'emozione di comprare casa insieme", sembro solo ipocrita.

La vera verità - cioè quello che penso realmente - è che sì, in un certo senso ci tenevo a condividere con lui questa cosa. Non ora, ovviamente. Ma un domani sì. Che fosse la prima volta per entrambi.
Il resto, ovvero la storia del "solo 5 mesi, niente di serio", sono cose che dico solo a beneficio dei miei interlocutori perchè non è socialmente accettabile che una persona presumibilmente matura come me faccia progetti di vita comprendenti un uomo che frequenta da così poco.

Sembra come quando a 14 anni riempivo pagine di diario con il mio nome associato al cognome del fidanzatino di turno. Per vedere se ci stava bene. Per allenarmi a firmare.
A 14 anni, se non condivisibile, è quantomeno comprensibile.
A 25 anni sembro una psicopatica.

Comunque ha comprato casa.
Ed io vivo ancora con i miei.
Devo un attimo imparare a gestire questa faccenda.

venerdì 1 febbraio 2013

I knew you were trouble the moment you walked in

A Natale il mio amico israeliano mi ha fatto gli auguri.
E non ci sarebbe da farcene un post se non fosse che... loro ovviamente non festeggiano il Natale.
Credo sia stato carino da parte sua ricordarsi della nostra festività e mandarmi persino gli auguri, no?

No, non ve l'avevo ancora raccontato.

Ci eravamo dati appuntamento (io, la mia amica A e questi due ragazzi) ad un famoso locale sulla spiaggia per bere una cosa dopo cena. Una Coronita che ho pagato un fottiliardo di euro e che, tra l'altro, mi fa pure cagare. E questa era l'idea geniale numero 1.
La numero 2 è stata: sediamoci lì sulla sabbia, che tanto non ho addosso un fichissimo vestito bianco che mi fa sembrare una strafiga, eh. L'ho già detto che il vestito è bianco? Sì? Ecco.
"I don't wanna be bitchy, but... well, indeed I do" è stato il mio esordio quando ho spiegato che sulla sabbia non mi sarei seduta neanche se mi avessero spezzato le gambe e messa a sedere prendendomi per i capelli.
Così abbiamo optato per delle sdraio.

L'idea geniale numero 3: facciamo una passeggiata sul bagnasciuga. Con i tacchi.
"Ooh, splendid!", 'na meraviglia proprio.
Così mi levo le scarpe e, abbracciandomele strette, saltello sul bagnasciuga mentre le onde avanzano sui miei piedi e si ritirano a moti alterni. Non faceva nemmeno 'sto gran caldo, se proprio dobbiamo dirla tutta.

Ad un certo punto la mia amica e Nir (il "suo" israeliano) spariscono.
Tipo che abbasso lo sguardo per controllare se mi sono macchiata il vestito, lo rialzo e...
"Where the fuck did they just vanish?"
"Dunno"
"Oh well, let's keep walking"

E così, camminando e parlando io e Itai siamo arrivati fino in fondo alla spiaggia.
Non sapendo che fare, ci siamo seduti su una sdraio a parlare di quello che facciamo nel nostro paese, di quanto le nostre culture ed abitudini siano diverse, dei nostri gruppi musicali preferiti, dei videogiochi che ci piacciono, dei progetti futuri.
Ed Itai aveva una logica ed una razionalità che io a 25 anni ancora non ho padroneggiato; commentava quel che gli raccontavo come farebbe un amico, e non una persona che hai appena conosciuto e che quindi tenta di compiacerti facendosi trovare d'accordo su ogni sillaba che ti esce dalla bocca.
Ha preteso l'elenco di tutti i gruppi che mi piacciono e in risposta mi diceva se piacevano anche a lui o no; poi gli ho chiesto dei gruppi israeliani, di cui promise di farmi ascoltare qualcosa se ci saremmo visti il giorno successivo.

Insomma, sto passando una serata piacevole. L'avevo anche convinto a pucciare i piedi nell'acqua insieme a me (togliendosi quindi scarpe e calzini ed arrotolandosi i pantaloni in maniera ridicola), quando mi porge la mia borsa "I think you got a text".
Avrei potuto non guardare, invece mi preoccupò il fatto che qualcuno mi avesse scritto considerato che tutti quanti sapevano che mi trovavo ad Ibiza.
"Nir? Wtf is he writing me for?"
"Maybe to tell us where to find them, just in case"
"..."
"..."
"Someone stole A's bag. We need to get back to them!"

Si alzò, mi prese sotto braccio ed iniziammo a correre sulla sabbia.

PS: L'idea geniale numero 4 è stata quando la mia amica ha deciso di mettere la sua borsetta dietro la schiena mentre era seduta in spiaggia con Nir. Se non è ingenuità questa, davvero non so cosa lo sia...