La nostra Pasqua è stata... diciamo un po' anticonformista. Per usare un eufemismo.
Sabato mattina, come ricorderà chi sta su Twitter, mi sono svegliata con il soave suono delle voci dei miei genitori che si insultavano al piano di sotto. Per di più avevo la febbre.
Il succo della questione è che mio padre (noto nell'ambito familiare per aver cercato il pulsante "retard" sul telecomando sotto suggerimento di mio fratello), aveva deciso che la caldaia era andata in blocco e, credendosi un grande tecnico tuttofare, si era messo a smanettare con valvole e quant'altro finendo per causare un pesante gocciolio apparentemente inarrestabile.
E quando ho proposto di chiamare l'assistenza mi ha guardata come se gli stessi dicendo di prendersi una vacanza all'inferno. La sua soluzione: vado al Leroy Merlin, compro un tappo e glielo avvito sopra. Sottotitolo: guarda come ti faccio esplodere la caldaia.
Mia madre ovviamente l'ha riempito di insulti, ha continuato a parlargli sopra per 10 minuti, dopodichè ha preso la giacca ed è uscita a fare benzina alla macchina. Credo in previsione di scappare molto lontano da noi.
Rimasti soli, io e mio fratello ci guardiamo in faccia e ci fiondiamo sul telefono. Per fortuna ho trovato una signora carina a cui ho spiegato il problema, mi ha rassicurata dicendo che avrebbe dovuto smettere in un'oretta ma che in caso contrario ci saremmo risentite. Visto? Ci voleva tanto?
Richiamo dunque i genitori all'ordine e in quel mentre rientra anche mia nonna, la quale mi chiede la bellezza di cinque (c-i-n-q-u-e) volte se il gocciolio della caldaia fosse dovuto al fatto che non funzionava il riscaldamento.
Nonna, il riscaldamento ad aprile?
E ma io ho freddo.
Vabbè.
Dato che in capo ad un'ora la situazione era rimasta la stessa, ci facciamo mandare un tecnico.
Apro la porta d'ingresso per controllare se mia madre stava facendo entrare il tecnico in cortile con il furgone e vedo una macchia nera passarmi davanti. Tempo due secondi e mi rendo conto che è il gatto che si sta lanciando nell'orto della VecchiaBigotta. Mi maledico internamente giusto un secondo, poi mi riprendo e mi dico "massì, la lascio a divertirsi qualche minuto, poi trovo un modo per andare a riprenderla".
Dopo due minuti sono lì con dei croccantini in mano che la imploro di tornare in casa.
Ovviamente non mi caga neanche di striscio.
Esce quella grandissima stronza della VecchiaBigotta già incazzata urlandomi contro
"Ecco! Ve l'ho già detto che non voglio che entri nell'orto perchè poi non mangio più il rosmarino!!!!"
Vi giuro, in quel momento mi si è annebbiata la vista. Se non fossi troppo buona l'avrei riempita d'insulti, era tanta la tentazione di voltarle le spalle e rientrare in casa ma poi c'è sempre la paura che faccia del male alla gatta...
Comunque, le ho risposto per le rime stavolta
Io: "Bè, non ho mica fatto apposta, ho lasciato la porta aperta e lei è uscita, adesso la tiro fuori"
VB: "Sì vabè però non è possibile! Insomma!"
Io: "Certo che magari invece di uscire già incazzata potresti anche rispondermi tranquillamente pure perchè io, a titolo informativo, ho chiesto un parere all'avvocato che mi ha citato un articolo del codice civile che dice pure che..."
VB: "Che io non ti devo far entrare su una proprietà privata, vedi?? vedi??"
Io: "No, cara, tu DEVI farmi entrare per recuperare l'animale o la cosa. Altrimenti, se non vuoi farmi entrare, puoi sempre andare tu a recuperarmi la gatta, a me va benissimo"
VB: "Noooo ma non hai capito, io lo dico per lei perchè ho paura che si faccia male qui dentro, sai..." [perchè sta facendo dei lavori alla facciata della casa e gli operai lasciano nell'orto i sacchi di cemento e alcuni attrezzi, poi con che coraggio si mangia quel rosmarino, mah!]
Io: "Senti, dai, non raccontarmi queste cazzate che non te ne frega niente se la mia gatta si fa male. A me frega, ma tu proprio parli solo per rompermi i coglioni, quindi è inutile che vieni qui a prendermi per il culo, va! Ah, e comunque quando vuoi ti mostro l'articolo del codice civile che ti dicevo"
L'ho annientata. C'è rimasta di merda ed è tornata in casa, zitta zitta.
Io ho una mezza idea di cominciare a far uscire di nuovo la gatta a questo punto. Mia madre, che è ancora troppo buona, non vuole creare polemiche e preferisce lasciar perdere.
Io sono talmente incazzata che vorrei andarle a pisciare su questo maledetto rosmarino.