lunedì 30 aprile 2012

Aggiustatemi

Io sono molto brava a non pensare, specialmente se si tratta di qualcosa che mi fa male. Anzi, si potrebbe dire che sono una specialista, potrei persino tenere dei corsi.

Sono però un paio di giorni che mi canto questa canzone nella testa e mi chiedo se io non abbia bisogno di essere aggiustata. Le cose rotte di solito si aggiustano.
O si buttano.



And tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone but it goes to waste
Could it be worse?
When you're too in love to let it go
but if you never try you'll never know
just what you're worth
Lights will guide you home
and I will try to fix you


Fresh start.
All over again.

venerdì 27 aprile 2012

Se lo racconti la gente non ci crede

Il mio difetto è che parlo troppo del mio lavoro.
Di quanto sia bello, di quanto sia brutto, di quanto è stronza quella e simpatica quell'altra, etc etc.
Devo ammettere che non a tutti piace ascoltare ma io di questo lavoro sono innamorata, come amo i personaggi strambi con cui ho a che fare tutti i giorni, quasi fossero protagonisti di un libro scritto da me.
Ok, amo *quasi* tutti. Tranne la Stracciapalle. Lei deve bruciare nelle fiamme dell'inferno.

E' che a volte succedono cose che se le racconti la gente non ci crede. Quelle piccole cose che ti fanno pensare "allora c'è speranza per tutti!". E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata.

Esempio tipico #1:
Dal Giudice viene dato termine alle parti (quindi noi e controparte) per depositare un atto. Il giorno della scadenza mandiamo la praticante in Tribunale a depositare e quando torna le chiediamo "hai preso l'atto di controparte?". Risposta standard: "Ah no. Dovevo? Sull'elenco non c'era scritto".
Sei scema o mangi sassi?

Esempio tipico #2:
Quando chiediamo delle copie autentiche delle sentenze, ci chiedono delle marche da bollo del valore proporzionale al numero di pagine della sentenza. Ovviamente il prezzo cambia se sono urgenti. Un giorno mandiamo in Tribunale una praticante a chiedere delle copie autentiche ma, non sapendo la tempistica delle copie non urgenti, la dotiamo di busta A contenente marche per il valore delle copie non urgenti e busta B contenente marche per il valore di copie urgenti. Vi giuro che sulle buste avevamo scritto "marche per copie urgenti" e "marche per copie non urgenti". A prova di pirla, insomma.La praticante va, si informa, ci chiama e alla fine le diciamo di prenderle non urgenti.
Al suo ritorno le chiediamo le marche che sono avanzate e questa risponde "Quali marche? Io le ho usate tutte".
300 e rotti € di marche che ha poi pagato di tasca sua. Io una così l'avrei raccomandata per fare la Velina.

Signori, queste persone sono gli avvocati di domani.
Come quelli di Torino, che mettono in copia nelle e-mail 3748590 avvocati della sede piemontese per chiedere al cliente di inviare urgentemente dei documenti a Milano e poi stanno mezza giornata a rimbalzarsi tra di loro le mail per capire se i documenti sono arrivati. Certo, mettere in copia qualcuno dello studio di Milano avrebbe aiutato a risolvere celermente il mistero. E magari far mandare il plico all'attenzione di un avvocato effettivamente presente in studio, piuttosto che di uno notoriamente in ferie, avrebbe notevolmente agevolato.

Ma vabè, loro sono avvocati.
Io, che sono una misera assistente, che cosa ne posso sapere? :D

mercoledì 25 aprile 2012

Ipocondriaci

No, vabè. Quando commento sui blog degli altri tiro sempre fuori storie che contribuiscono a far capire quanto io sia una persona disturbata.

Raccontavo, sul blog di Trantor, che a volte sono leggermente ipocondriaca. No, ma giusto poco, eh.
Qualche tempo fa soffrivo spesso di mal di testa molto forti che, con il senno di poi, ho capito essere dovuti allo stress del mio precedente lavoro. Fatto sta che, un giorno, preda di questo forte mal di testa, vado su Wikipedia e cerco i sintomi della meningite. Più nello specifico ho trovato i segni di Brudzinski. Non dovrei dirvelo ma mi sono messa a farli. Da sola. Sembravo una cretina, ma almeno non ho la meningite suvvia. Potrei comunque avere un tumore al cervello (questo spiegherebbe alcuni miei comportamenti anomali).
In Grecia, la scorsa estate, una sera dopo cena sulla strada che portava all'albergo vidi un gatto morto che era appena stato investito. Non vi dico la pena che mi ha fatto, mi ha aperto una voragine, ho pianto come una fontana. Non riuscivo a togliermi dalla testa l'immagine di quel gatto che un attimo prima saltellava libero e l'attimo dopo si trovava riverso sulla strada in una pozza di sangue. Scommetto che lo stronzo che l'ha investito non si è manco fermato.
Cosa c'entra questo con l'ipocondria? Da quel momento, ho vissuto un'escalation di follia, pensieri che superavano la paranoia, che però poi sono rientrati nei ranghi quando sono rientrata al lavoro. E poi dicono che lavorare fa male, eh :D
Siamo stati a Salonicco, una città che mi ha mostrato un volto un po' butterato e che mi è entrata dentro con tutto il suo fascino malinconico. Vi confesso che la sera avevo paura, anche se non ce n'era motivo: giravo un angolo e avevo timore di essere aggredita, attraversavo la strada e speravo di non essere investita da pirati della strada, rientravo in albergo la sera e speravo non ci fosse nessuno in camera ad aspettarmi al buio. Ho vissuto giorni densi di angoscia e, quando mi sono trovata seduta sull'aereo di ritorno a casa, da una parte c'era la paura di precipitare e morire ma dall'altra c'era una punta di sollievo per l'imminente ritorno. Non avevo mai provato delle sensazioni così, specialmente in vacanza.

Adesso la situazione è scemata, rientrando nella solità normalità. Che, appunto, normalità non è se, ogni volta che vedo un neo, mi immagino sia un melanoma. Però va bene così, preferisco questo rispetto alle ansie del "gatto morto".

lunedì 23 aprile 2012

I Love Your Blog - Award

La carinissima Shunrei mi ha conferito questo premio, il secondo da quando ho un blog, e ne sono super-orgogliosa! *_*
Mi è parso di capire che le regole siano rispondere alle domande e poi passare il premio ad altre 5 persone, quindi mi ci metto subito, che poi devo rimettermi a lavorare sul serio.


Qual è la tua rivista di moda preferita? Senza ombra di dubbio direi VOGUE, edizione americana che l'anno scorso avevo deciso di regalarmi (ma gli ultimi numeri sono ancora lì incartati perchè non ho mai tempo di leggerlo con calma ><).

Chi è il tuo cantante/band preferita? Ecco, le domande su cantanti/film/canzone/libro preferito mi mandano sempre in crisi perchè ce ne sono sempre tanti al primo posto e non riesco a decidermi. Così, su due piedi, direi i Beatles perchè sono sempre stati una passione costante nel mio "panorama musicale".

Chi è la tua YouTube Guru preferita? Wilwoosh, sicuramente. Un tizio che con video idioti su YouTube è riuscito a fare comparsate in due film e scrivere pure un libro. Che saranno pure due scemate ma immagino quanti soldi abbia fatto senza molta fatica (e poi, diciamocelo, i suoi video su YouTube mi facevano scassare); un'altra è Clio, che adesso ha anche un programma su RealTime dove dà consigli sul make-up.

Qual è il tuo prodotto make-up preferito? Direi il rossetto. Tempo fa feci la follia di comprare il rouge allure di Chanel (20€ di rossetto, e 'sti cazzi), ne sono innamorata talmente tanto che me lo metto con il contagocce. Mi piace il colore e ho l'idea che vedere una ragazza mettersi il rossetto sia molto sexy.

Dove ti piacerebbe vivere? Londra. E' la mia città preferita, è sempre stato il mio grande sogno. In alternativa, dovendo restare in Italia, Milano mi va benissimo, potete dire quel che volete ma a me piace come città e ci vivrei.

Qual è il tuo film preferito? Ecco, l'altra domanda odiosa a cui faccio fatica a trovare una risposta. Uff! Sono di genere vario, ero in fissa con Notting Hill come anche dell'Uomo Bicentenario, per dire.

Quante paia di scarpe possiedi? Ahahahahah. Mia madre risponderebbe con: troppe. Io dico: mai abbastanza. Al momento nella mia scarpiera ci sono 16 paia di scarpe + 4 paia nella scarpiera di mia madre perchè non avevo più posto + 1 paio che tengo sempre in ufficio perchè "non si sa mai". E non ho ancora tirato fuori quelle estive, eh!

Qual è il tuo colore preferito? Posso dire rosa? Sìsì, rosa. E varianti. Però mi piace anche il blu, e ultimamente tutti i colori pastello. Cheppalle, ho voglia di primavera!

Ed ora nominiamo le prossime vittime che, sono buona, saranno tutte donne:

- Ray (come "regalo di bentornato" nel mondo dei blogger)
D



PS: non odiatemi, pliiiiis! :)

venerdì 20 aprile 2012

Sono una donna, non sono una santa

La verità è che non sono più in grado di separare la mia vita privata da quella lavorativa.
E' tutto un misto, un groviglio di pensieri, di sentimenti, e spesso di incazzature. Che qui siamo tutti tanto amici, ci facciamo le confidenze tra donne, poi ci prendiamo per mano e disegnamo arcobaleni ma quando mi fanno incazzare poi rimango nervosa tutta la giornata.

L'altra sera erano le 19, ed io avevo già abbondantemente superato la sottile linea tra "lavoro retribuito" e "straordinario non pagato". Stavo cercando di finire in fretta una faccenda per non accumulare ulteriore ritardo, visto che dovevo andare in palestra, quando dall'oltretomba sento una voce che mi chiama "Eeeeeh Mika scusami!". Indovinate chi è? Ma naturalmente la Stracciapalle che mi chiama dall'ufficio di fianco pretendendo che io scatti sull'attenti. Ma io, che sono moooolto furba, senza andare da lei le rispondo "Scusa, sto finendo una cosa urgente, dammi due minuti e arrivo" e lei di rimando mi lancia un grido affermativo. Un po' come essere al mercato del pesce, insomma.
Fatto sta che sistemo della corrispondenza in alcune pratiche e le metto tra le scadenze, torno dall'altra parte del corridoio a fare una fotocopia, ritorno nel mio ufficio a mettere via i fogli e infine mi presento alla porta della Stracciapalle per chiederle di cosa avesse bisogno.
"No, niente, volevo solo chiederti se puoi chiudermi la porta"

Che. Cosa. Scusa?
Probabilmente dallo sconcerto mi sono cadute persino le - già poche - tette che ho. Sono rimasta davvero senza parole. Ho borbottato un "sì", le ho chiuso la porta, ho preso la giacca e sono andata via.
Ma cazzo! Non vorrei essere volgare, però dai, ci avrebbe messo meno tempo ad alzarsi e chiudersela da sola quella fottuta porta.

Per questo e per una serie di altri motivi, ultimamente ho le palle girate.

mercoledì 18 aprile 2012

L'ho già detto che amo il mio lavoro?

Questo lavoro a volte mi uccide.
Lo dicevo qualche giorno fa su twitter che il mio lavoro mi perseguita.
A volte mi sogno FAJ e le sue richieste assurde, a volte sogno le responsabilità che mi schiacciano, a volte penso a tutta la fiducia che mi stanno dando e tremo al pensiero di fare qualche cazzata.
C'è l'angoscia di non dare mai niente per scontato, perchè se chiedi ad una praticante di andare in Tribunale a depositare un atto, non si ricorda mica di ritirare quello depositato da controparte perchè "sull'elenco non c'era scritto". Scene al limite della demenza.
A volte, invece, lavorare qui è semplicemente stupendo. Quando te ne vai la sera dopo un'altra ora di straordinario non pagato e ti senti dire "grazie di tutto", ed è un grazie vero, per il tempo che togli alla tua vita ma che dedichi a loro; quando metti le immagini in un documento word e ti dicono che sei un genio con gli occhi pieni di lacrime; quando condividono con te pezzi della loro vita privata.
Quando ti portano fuori a pranzo.
Da D&G.
Martini Bar, corso Venezia.
Roba che al tavolo di fianco al nostro pranzava Melissa Satta (me l'hanno fatto notare dopo, io non sapevo nemmeno come fosse di faccia).
Offerto dallo studio.
Così, senza nessuna ricorrenza particolare.
Gratis.

Ed allora ho mangiato paccheri con tonno crudo, e biscottini alla pasta di mandorle, ed un cannolo siciliano. Ed assaporo una vita che ovviamente non è la mia.

lunedì 16 aprile 2012

ça va sans dire

Solo io riesco ad andare in una delle città più belle d'Italia e litigare con una francese.

Quando sono stata a Firenze, una mattina siamo saliti sulla cupola del Duomo. Ora, la strada era talmente irta e stretta che dovevo strisciare attaccata alle pareti e tenermi la borsa davanti perchè insieme non saremmo mai passate; all'ingresso ci sono tanto di cartelli "Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate. No, seriamente, se soffrite di cuore è meglio che non saliate i 142 scalini che vi porteranno alla base della cupola". Esatto. La base. Non so quanti altre ce n'erano per salire fino in cima, tra l'altro bisognava camminare mezzi piegati perchè i soffitti erano bassissimi e sembrava davvero di stare nel film Labyrinth.


Sicchè, per arrivare al sodo, stavamo tornando giù passando per un tratto abbastanza largo in cui ci si passava anche in due ma che ad un certo punto si stringeva nuovamente. Solo che c'era gente che stava salendo. Allora prima di immettermi nella strettoia, do la precedenza a quelli che venivano in su, pure perchè mi era davvero impossibile passare. Saranno passati neanche due minuti che una francese dietro di me mi dice in italiano "Eh ma devi andare però!". Oh, bella, stai calmina eh. Le rispondo che è impossibile perchè non c'è spazio e di aspettare un secondo ma, siccome continuava a borbottare e quelli che salivano si erano bloccati, decido di provare a farmi largo per non passare tutta la mattinata su quelle scalette. Tra l'altro, un tizio a cui sono praticamente strisciata accanto, mi dice "Pensa, non sono mai stato così vicino neanche alla mia fidanzata", questo per farvi capire quanto fosse fattibile, eh... 

E questi due dementi francesi per tutto il tempo hanno continuato a ripetere in italiano cose tipo "Eh, prima dice che è impossibile e poi va avanti, allora vedi che era possibile?". Poi hanno aggiunto altre cose in francese ovviamente incomprensibili. A quel punto mi sono fermata, mi sono girata e gli ho fatto segno di andare avanti, aggiungendo "Oh, senti, mettiti la tua bella baguette sotto l'ascella e vai avanti, per l'amor del cielo! Ma che vuoi, che manco avete il bidet voi?".
Che poi mica sono andati tanto lontani, eh! Difatti sono stati sempre davanti a noi e, una volta arrivati a terra, dico ad alta voce al loro indirizzo "Ecco, alla fine siamo ancora qui, meno male che avevate fretta!".

Sì, lo so che così mi sono abbassata al loro livello ma... sono francesi, mon dieu!

venerdì 13 aprile 2012

Cose che esulano la comprensione umana

C'è che venerdì avevo inviato alla segretaria di FAJ di Torino un pdf dell'atto firmato da inviare tramite PEC lunedì mattina all'arbitro.
Venerdì sera la Stracciapalle si accorge di aver dimenticato una dicitura in fondo all'atto, roba da niente, ma mi chiede di avvisare a Torino la segretaria per farlo inserire nell'atto da spedire.
Le scrivo dunque una mail in cui le chiedo di aggiungere questa cosuccia e poi di mandare l'atto in quella versione. La stordita mi chiama  all'alba delle 15:00 di lunedì per dirmi che lei l'ha aggiunto ma adesso il documento ce l'ha in word e non firmato. "Cosa faccio? Mando questo?". Scusa ma ci sei o ci fai? Ti pare che gli puoi mandare l'atto non firmato? Ora, io magari non ho specificato che le correzioni avrebbe dovuto farle a mano, ma la cosa più ovvia da fare era stampare l'atto firmato, aggiungere le modifiche a mano, scannerizzare nuovamente il documento ed inviare dunque quella versione.
A volte non capisco se sono io ad avere un'intelligenza fuori dal comune o se sono scemi gli altri. Boh.

Poco fa, poi, un'altra perla della IURPA

IURPA: "Ciao, ho al telefono FAJ per la Stracciapalle"
Io: "Ciao, guarda è nell'ufficio di SA, passagli lì la telefonata perchè avevano una conference con lui"
IURPA: "Eh sì, ma vedo che hanno il telefono occupato ora"
Io: "Probabilmente stanno tentando di chiamare lui"
IURPA: "Eh... ok... adesso vedo..."

Dico, ci andrà tanto a dire a FAJ che l'avrebbe fatto richiamare? Invece, siccome sono veggente, sapevo che l'avrebbe passato a me. Per la IURPA l'importante è scaricare la telefonata a qualcuno, chiunque sia: meno sta al telefono meglio è.
Difatti mi suona nuovamente il telefono

IURPA: "Ti passo FAJ"
Io: "Sì, pronto?"
FAJ: "Buongiorno Mika, stavo cercando l'Avv. Stracciapalle"
Io: "Sìsì, guardi, probabilmente poco fa stavano cercando di chiamarla e vi siete incastrati"
FAJ: "Senta, io adesso metto giù e lascio libero il telefono, le dica di chiamarmi"
Io: "Certo, certo, glielo dico subito"
*click* tu...tu....tu...

No ma... arrivederci, buona giornata, mi stia bene, eh!
Oh Signùr che pazienza!

mercoledì 11 aprile 2012

...Easter what you want

La nostra Pasqua è stata... diciamo un po' anticonformista. Per usare un eufemismo.

Sabato mattina, come ricorderà chi sta su Twitter, mi sono svegliata con il soave suono delle voci dei miei genitori che si insultavano al piano di sotto. Per di più avevo la febbre.
Il succo della questione è che mio padre (noto nell'ambito familiare per aver cercato il pulsante "retard" sul telecomando sotto suggerimento di mio fratello), aveva deciso che la caldaia era andata in blocco e, credendosi un grande tecnico tuttofare, si era messo a smanettare con valvole e quant'altro finendo per causare un pesante gocciolio apparentemente inarrestabile.
E quando ho proposto di chiamare l'assistenza mi ha guardata come se gli stessi dicendo di prendersi una vacanza all'inferno. La sua soluzione: vado al Leroy Merlin, compro un tappo e glielo avvito sopra. Sottotitolo: guarda come ti faccio esplodere la caldaia.
Mia madre ovviamente l'ha riempito di insulti, ha continuato a parlargli sopra per 10 minuti, dopodichè ha preso la giacca ed è uscita a fare benzina alla macchina. Credo in previsione di scappare molto lontano da noi.
Rimasti soli, io e mio fratello ci guardiamo in faccia e ci fiondiamo sul telefono. Per fortuna ho trovato una signora carina a cui ho spiegato il problema, mi ha rassicurata dicendo che avrebbe dovuto smettere in un'oretta ma che in caso contrario ci saremmo risentite. Visto? Ci voleva tanto?
Richiamo dunque i genitori all'ordine e in quel mentre rientra anche mia nonna, la quale mi chiede la bellezza di cinque (c-i-n-q-u-e) volte se il gocciolio della caldaia fosse dovuto al fatto che non funzionava il riscaldamento.
Nonna, il riscaldamento ad aprile?
E ma io ho freddo.
Vabbè.

Dato che in capo ad un'ora la situazione era rimasta la stessa, ci facciamo mandare un tecnico.
Apro la porta d'ingresso per controllare se mia madre stava facendo entrare il tecnico in cortile con il furgone e vedo una macchia nera passarmi davanti. Tempo due secondi e mi rendo conto che è il gatto che si sta lanciando nell'orto della VecchiaBigotta. Mi maledico internamente giusto un secondo, poi mi riprendo e mi dico "massì, la lascio a divertirsi qualche minuto, poi trovo un modo per andare a riprenderla".
Dopo due minuti sono lì con dei croccantini in mano che la imploro di tornare in casa.
Ovviamente non mi caga neanche di striscio.
Esce quella grandissima stronza della VecchiaBigotta già incazzata urlandomi contro
"Ecco! Ve l'ho già detto che non voglio che entri nell'orto perchè poi non mangio più il rosmarino!!!!"

Vi giuro, in quel momento mi si è annebbiata la vista. Se non fossi troppo buona l'avrei riempita d'insulti, era tanta la tentazione di voltarle le spalle e rientrare in casa ma poi c'è sempre la paura che faccia del male alla gatta...
Comunque, le ho risposto per le rime stavolta

Io: "Bè, non ho mica fatto apposta, ho lasciato la porta aperta e lei è uscita, adesso la tiro fuori"
VB: "Sì vabè però non è possibile! Insomma!"
Io: "Certo che magari invece di uscire già incazzata potresti anche rispondermi tranquillamente pure perchè io, a titolo informativo, ho chiesto un parere all'avvocato che mi ha citato un articolo del codice civile che dice pure che..."
VB: "Che io non ti devo far entrare su una proprietà privata, vedi?? vedi??"
Io: "No, cara, tu DEVI farmi entrare per recuperare l'animale o la cosa. Altrimenti, se non vuoi farmi entrare, puoi sempre andare tu a recuperarmi la gatta, a me va benissimo"
VB: "Noooo ma non hai capito, io lo dico per lei perchè ho paura che si faccia male qui dentro, sai..." [perchè sta facendo dei lavori alla facciata della casa e gli operai lasciano nell'orto i sacchi di cemento e alcuni attrezzi, poi con che coraggio si mangia quel rosmarino, mah!]
Io: "Senti, dai, non raccontarmi queste cazzate che non te ne frega niente se la mia gatta si fa male. A me frega, ma tu proprio parli solo per rompermi i coglioni, quindi è inutile che vieni qui a prendermi per il culo, va! Ah, e comunque quando vuoi ti mostro l'articolo del codice civile che ti dicevo"

L'ho annientata. C'è rimasta di merda ed è tornata in casa, zitta zitta.
Io ho una mezza idea di cominciare a far uscire di nuovo la gatta a questo punto. Mia madre, che è ancora troppo buona, non vuole creare polemiche e preferisce lasciar perdere.
Io sono talmente incazzata che vorrei andarle a pisciare su questo maledetto rosmarino.

lunedì 9 aprile 2012

Storie di ordinaria follia

Oggi, dopo una settimana di assenza di MFR (povero lui, è stato a sciare), il ritmo lavorativo è tornato ad essere frenetico.

Stamattina aveva fissato una riunione con alcuni clienti-dementi che, quando sono andata ad accoglierli all'ascensore, mi è venuto un colpo. Sono nel corridoio a far da tappezzeria, aspettando che si degnino di guardarmi, e questi due idioti se ne stanno lì nel vano dell'ascensore con gli occhiali da sole ancora addosso, ad indicarsi vicendevolmente lo schermo dell'iPhone 4s [perchè se non hai un iPhone non hai un iPhone] e sghignazzare. Tiro un colpetto di tosse chè altrimenti facciamo notte, ed avanzano verso di me i due peggior truzzi mai visti - istintivamente penso che devono essere rimasti un po' indietro perchè ormai nemmeno il truzzo va più di moda e poi, diciamocelo, alla loro età farebbero ridere comunque.
Noto, mentre li scorto verso la sala riunioni, l'abbigliamento molto "casual", per così dire: occhiale da sole a specchio, jeans chiaro a vita bassa, cintura con il fibbiozzo luccicante e sciarpetta lilla intorno al collo che fa molto Cummenda versione fricchettons. Oh, vi giuro che non li ho visti togliersi gli occhiali da sole nemmeno quando è arrivato MFR!
Mi farebbe quasi sorridere l'ingenuità di questi due signori che si presentano con questo abbigliamento da pomeriggio di rimorchio adolescenti in piazza Duomo, rispetto a MFR e la praticante che si ingiacchettano e tirano a lustro per ogni cliente che arriva. Dico "quasi" perchè, mentre uscivo dalla stanza dopo aver servito un caffè ai signori, mi sono accorta che mi stavano palsemente fissando il fondoschiena; assoluta nonchalance, hanno piegato la testa da un lato e li ho visti, con la coda dell'occhio, seguirmi concentrati mentre me ne andavo. Per non tornare mai più.  Ma dico, un minimo di serietà, no?

Parlando d'altro, non so se anche altrove funziona così, ma so solo che oggi ho passato un'ora a rifare tutti i calcoli di una fattura che ci ha mandato un nostro corrispondente. Questo perchè l'ufficio contabilità dello Studio ci obbliga a controllare ogni fattura che riceviamo prima di mandarla in pagamento e a chiamare chi l'ha emessa in caso di eventuali correzioni (mi chiedo: cosa esiste a fare l'ufficio contabilità allora? mistero).
La cosa davvero patetica è che una mia collega è stata costretta a far correggere l'arrotondamento di un centesimo. UN. CENTESIMO. Giuro, ero testimone.
Ma con tutti i soldi che buttiamo in stronzate, non sarà certo quel centesimo a fare la differenza. Piuttosto, così facciamo invece la figura dei mentecatti, che forse è peggio.

venerdì 6 aprile 2012

L'erba del vicino...

... è sempre più buona.
Io, davvero, sono arrivata a chiedermi che cosa si fumano i miei vicini di casa perchè trovano sempre modi creativi ed innovativi per spaccarci i maroni.

Non è un segreto che io, alla veneranda età di 25 anni, vivo ancora con i miei. Ebbene, noi abitiamo in una specie di corte, una roba così:


L'estate scorsa ci capitava di portare fuori la gatta a sgranchirsi le zampe, sempre con la supervisione di qualcuno perchè avevamo paura che finisse in strada. Abbiamo cercato in tutti i modi di impedirle di entrare nell'orto della mia vicina, ma lei è evidentemente più furba di noi, ha un'intelligenta sopraffina, e sistematicamente appena voltavamo la faccia un secondo ce la ritrovavamo ovviamente nell'orto che inseguiva le lucertole. Un giorno la vicina VecchiaBigotta ci disse che potevamo tranquillamente lasciarla entrare perchè tanto non ci avrebbe piantato nulla, quindi non l'abbiamo più fermata (ovviamente sempre stando attenti perchè comunque nell'orto c'è un mini-ulivo e delle piante di rosmarino).

Improvvisamente, VicinaBigotta ha iniziato a dirci che le dava fastidio la gatta e che le rovinava i fiori e che le faceva schifo usare il rosmarino su cui si strusciava la gatta. In realtà, era un periodo di forti grandinate e quindi suppongo che le piantine fossero rovinate per quello, perchè la mia gatta le ha sempre snobbate, preferendo di gran lunga dare la caccia alle lucertole. Vabè, ovviamente è difficile far capire alla gatta che adesso non ci può più andare nell'orto e delle volte capitava che ci scapasse dentro lo stesso, e tutte le volte entravamo subito a riprenderla.
Abbiamo beccato la VecchiaBigotta farci le foto dalla sua finestra quando le entravamo nell'orto. Poi un giorno ci scappa di nuovo dentro la gatta e, sorpresa, ha messo un lucchetto! Lei non era nemmeno in casa quindi non sapevamo come entrare e, per fortuna, mentre stavamo meditando di scavalcare, la gatta è uscita da sola.
Da qui, la incontro una sera in cortile e la fermo per chiederle spiegazioni. Quanto segue è più o meno la conversazione che abbiamo avuto

Io: "VecchiaBigotta, ciao! Volevo dirti che stamattina la gatta è entrata nell'orto ma abbiamo trovato tutto chiuso... poi per fortuna è uscita da sola, ma capisci che questo è un problema..."
VB: "Eh, ma io l'ho detto che a me dà fastidio! Non voglio più nemmeno usare il rosmarino, mi fa schifo, da quando la gatta entra"
Io: "Sì, ok, ma sei stata tu a dirci che poteva entrare quindi ora è difficile farle capire che non lo può più fare, è una gatta, mica posso ammazzarla eh"
VB: "A me non interessa, è un problema vostro"
Io: "Senza dubbio, ma se magari prima di lucchettare tutto tu fossi venuta a parlarne con noi come si fa tra persone civili, visto che tra l'altro siamo vicine da una vita..."
VB mi ha borbottato qualcosa ed è scappata in casa. Conversazione chiusa.

Poi è arrivato l'inverno e la gatta alla fine non è più voluta uscire. Io avrei voglia di strozzare la VecchiaBigotta, ogni volta che la incontro mi tremano le mani. Tra l'altro ho chiesto un parere in Studio e questo è il responso:

Art. 843 Accesso al fondo

Il proprietario deve permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessita, al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune.
Se l'accesso cagiona danno, è dovuta un'adeguata indennità.
Il proprietario deve parimenti permettere l'accesso a chi vuole riprendere la cosa sua che vi si trovi accidentalmente o l'animale che vi si sia riparato sfuggendo alla custodia. Il proprietario può impedire l'accesso consegnando la cosa o l'animale (896, 924; Cod. Pen. 637).
Per dire che non è che proprio ho torto, eh.
E' fortissima la tentazione di appiccicargli copia dell'estratto del codice civile all'entrata del suo maledetto orto. Un'altra opzione era quella di buttarle del sale grosso di nascosto dentro il suo prezioso orto.

Consigli? 

mercoledì 4 aprile 2012

Il cliente di Stracciapalle

La Stracciapalle ha due clienti. Credo che lei abbia addirittura istituito una competizione tra i due, con un premio che andrà al più imbecille alla fine dei procedimenti, altrimenti non mi spiego come mai siano fonte praticamente inesauribile di aneddoti.

Sta di fatto che il demente in questione è un designer newyorkese di origini turche, apparentemente un po' fricchettone e da quanto ho capito lui ed il suo avvocato sembrano usciti direttamente da una puntata di Jersey Shore. In sostanza, questo incompreso genio del design aveva realizzato una bozza per un oggetto e aveva chiesto a un'azienda italiana di collaborare con lui alla realizzazione di questi oggetti: lui manda i disegni e loro producono su sue indicazioni, venendo pagati per quanto prodotto di volta in volta. Queste dovevano essere le condizioni. Allora AziendaItaliana scrive un bel contrattino e lo spedisce al DesignerPirla per approvazione. Quest'omuncolo che cosa fa? Prende il contratto, lo fa leggere a tale Coreen chiedendole di fare lo spellcheck - giuro, lo spellcheck le ha chiesto - e dopo aver constatato che fosse tutto grammaticalmente corretto ha firmato senza nemmeno leggerlo. Così, in scioltezza. E sappiamo tutti com'è finita la storia, no?

Facciamo un passo avanti al giorno dell'arbitrato: DesignerPirla + AvvocatoJerseyShore con la Stracciapalle e FAJ; dall'altra parte AziendaItaliana con il loro avvocato. Ad un certo punto, DesignerPirla si alza, punta il dito contro uno di AziendaItaliana e comincia ad urlare "How could you? You were my friend! I trusted you!!". FAJ e la Stracciapalle si guardano allibiti mentre parte la musichetta di Beautiful in sottofondo.
Altro attimo degno di nota è stato quando all'improvviso DesignerPirla si è messo a fissare il nulla con sguardo vacuo. Stracciapalle lo nota e gli dice "Are you ok?" e questo babbo gli risponde "Ssssh, I'm getting inspiration"... ssssì, ecco, magari non mentre l'arbitro della controversia ti sta parlando, che dici?

L'ultima perla è stata quando si sono seduti al ristorante per pranzo. AvvocatoJerseyShore salta fuori dicendo che lui segue una dieta molto ferrea (anche se assomiglia più a John Goodman che ad un modello, eh), e nel mentre sfila un salmone intero dalla borsa.
Un salmone.
Intero.
Nella borsa dove un attimo prima aveva infilato i documenti della causa.
Il salmone, però, era confezionato dai.

lunedì 2 aprile 2012

Beatevi del Leader! [cronaca di una cena annunciata]

Sebbene i miei compiti per questo pomeriggio lavorativo siano di grande responsabilità (ovvero devo stilare l'elenco delle udienze di domani, perchè MFR se l'è già scordate tre volte), mi prendo un po' di tempo per parlare del ritrovo di sabato, che ormai manco solo io.

Intanto devo premettere che io non ero in ansia: di più. Mi sono svegliata alle 9 pensando "Bene, cosa mi metto stasera?" e tanto poi finisco sempre per vestirmi come se stessi andando in Studio. Povera sfigata. Poi partono le seghe mentali, che mi occupano gran parte della giornata. Cose tipo: tanto io non sono simpatica, poi non so mai cosa dire, mi vergogno, e se non sono interessante?, se non avessimo niente in comune?, e se fossi troppo brutta e si spaventassero?, metti che in realtà è uno scherzo e non si presenta nessuno... e via così in un escalation di cose sempre più surreali.
Infine scrivo su twitter che sarei arrivata in Stazione Centrale alle 17. Julia mi scrive che ci sarebbe stata anche lei ed entrambe mandiamo un sms a Valeren per avvisarlo. A lei risponde e a me no, e già qui la mia paranoia va alle stelle. Alle 16:50, parcheggiata la macchina, mi arriva un suo sms "Ci troviamo al piano terra della stazione dove c'è l'edicola".
Primo pensiero: ah bè, meglio tardi che mai!
Secondo pensiero: no, scusa, quale edicola?
Dettagli! Arrivo al punto di incontro e comincio a guardarmi intorno con fare circospetto. Indosso degli occhiali da sole che farebbero invidia alla cieca di Sorrento e addirittura, a volte, per pomparmi l'autostima, mi ripeto che sembro una vip in incognito. Son lì come una deficiente che mi guardo attorno giocherellando con il cellulare quando si avvicina una ragazza con un trench verde che penso subito "Ecco, perchè a me colori così forti non stanno mai così bene?". Poi si leva gli occhiali da sole e rivela gli occhi azzurri più belli che io abbia mai visto, e rosico un po' inside rimanendo quindi incollata ai miei occhiali da sole. E' Julia, che si presenta sorridendo e riesce a mettermi subito a mio agio, che avevo persino paura di fare una telefonata.
Parte quindi il gioco "Scopri chi è Valeren" e Julia mi punta un tizio con dei capelli riccissimi assieme ad altre due ragazze. Poi c'è un tizio inquietante completamente vestito di nero che ci fissa da 10 minuti abbondanti che sì, ha tanti capelli ma no, non è Valeren. Perchè no. Punto. Così, nell'indecisione, mando un sms con il classico "dove siete?" che corrisponde all'sms che mia madre mi scrive più spesso in assoluto (assieme ad "ok baci", come diceva Julia :P). Valeren mi telefona, rispondo e noto che anche il tizio-inquietante-vestito-di-nero è al cellulare e mi guarda. Ok, è lui. Ci avviciniamo.

Cose che ho imparato sabato:
- in foto vengo male
- sono troppo alta
- in foto vengo *davvero* male
- la storia dei nachos ha rivelato la mia vera natura di psicopatica

Ah, io parlo. Tanto. Sopra gli altri, interrompendo. E faccio tante domande. Davvero tante. Valeren ne ha avuto un assaggio, tanto che dopo 10 minuti stava già sperando che mi strozzassi con uno dei nachos che non ho mangiato. Non è vero, dai, li ho mangiucchiati ma poi ero continuamente distratta dai discorsi che captavo da una parte all'altra del tavolo e poi non volevo sembrare quella che si avventa sul cibo come una che non mangia da giorni. Io non sono in grado di mangiare come ogni essere umano: io digiuno per giorni e poi mi avvento sul cibo come uno sciacallo sulla carcassa e mi abbuffo di schifezze. Salvo poi farmi venire i complessi ed i sensi di colpa. Sabato ero talmente presa che mi sono dimenticata di mangiare. Per dire.

E niente, il resoconto dettagliato non lo faccio, quello degli altri è sicuramente già più che ricco.
Volevo solo spendere due parole sulle persone che ho conosciuto. Tutti meravigliosi, davvero.

Oscura Metà è sicuramente una persona da cui prendere ispirazione: bella, forte e sicura, mi piacerebbe essere più come lei che come me stessa :) (ed il Gama sarà pure una di quelle persone che fanno paura se incontrate in un vicolo buio, ma è davvero uno spasso!)
- Amara Metà secondo me è fedele al detto "dietro un grande uomo c'è una grande donna" e sono quasi convinta che sia lei la vera burattinaia che c'è dietro all'organizzazione e gestione di questo raduno (ora Valeren mi ucciderà, lo so!)
Trantor è carinissima e disponibilissima, lo dimostra il fatto che poi gente come gli OAFP la stalkerino di continuo (è stata così gentile che al mio buttar lì la frase "tu hai le foto della serata per caso?" me le ha inoltrate senza nemmeno dire "bah", che tesoro!) - però giuro che non ho ancora capito dove abita! xD
- Pulcinooooo finalmente ti abbiamo conosciuto, non sei frutto della fantasia malata di Valeren! Evviva! *_* Tra l'altro la sua nomea è in un certo senso giustificata perchè è sembrata una persona molto pacata, pacifica e tranquilla. Parlare con lui (e con Lady Bitmover) mi ha rilassata più di una seduta all'hammam :P

Con un gruppo così vorrei organizzare aperitivi tutte le settimane, cene nei fine settimana, sessioni di giochi di ruolo, gite in città straniere, etc etc etc... Davvero, grazie. Avevo proprio bisogno di ricordare a me stessa che anche io so fare amicizia.