martedì 28 febbraio 2012

Qualcosa di cui sparlare #2

Dicevo che i risvolti divertenti di quella famosa giornata sono stati parecchi. Bè, per la verità solo due, e questo è il secondo.

La mia collega mi porta alcuni documenti e mi dice "C'è da aprire questa pratica. Poi, quando hai finito di farti due risate, portala a MFR". Con questa enigmatica premessa, sfoglio i documenti e vedo che la questione riguarda l'incidente che aveva avuto MFR qualche tempo fa. Ve lo ricordate?
Ebbene, il Genio del Male ha fatto causa a MFR!!! Sssssssì gli ha fatto causa, avete capito bene! Vuole il risarcimento dei danni causati al motorino quando è caduto per evitare di investire il mio capo. Ci siamo fatti tutti una grassissima risata in ufficio ieri. Poi come puoi non amare il genere umano quando ti regala queste chicche di inestimabile valore?

Persino MFR, ridendo, ha decretato "Bene, adesso gli farò scrivere dal mio avvocato". Praticamente sta per scatenargli contro tutto lo Studio, ed io non vedo l'ora!

lunedì 27 febbraio 2012

Cucine da incubo: the revenge!

Lo so che dovrei parlare del weekend a Firenze ma ho tanti arretrati e pian piano mi porto avanti.

Finalmente vi mostro i risultati di quel che ho cucinato, di cui vi avevo parlato in questo post.

Cupcake alla vaniglia con glassa al mascarpone

Non sembrano deliziosi? :) Sì, ok, il colore delle decorazioni a cuoricino non è il massimo, ma vi assicuro che è proprio solo il colore perchè la consistenza ed il gusto erano perfetti. Avevo inserito un'altra decorazione all'interno per cui, tagliandoli a metà, si vedeva un altro cuoricino azzurro nell'impasto. Purtroppo non ho fatto in tempo ad immortalare quel momento perchè i dolcetti mi sono letteralmente spariti sotto al naso...


Certo che poi mia madre si mette a fare i cupcake al frappuccino e direi che mi ha battuta alla stra-grande!

sabato 25 febbraio 2012

Firenze

Cari amici,

finora ho tenuto il segreto perchè in realtà, per queste cose, sono molto scaramantica. Mentre voi leggete queste mie parole, io mi sto svegliando in una stanza d'albergo nella bellissima Firenze!
Mi vergogno un po' ad ammettere che sono stata in molti posti all'estero ma in Italia è già tanto se ho visto Venezia (per forza di cose, un giorno vi racconterò) e Roma... Da parecchio tempo dicevo che mi sarebbe piaciuto visitare Firenze, ai tempi del liceo ne parlavo con alcune compagne ma ovviamente non siamo mai riuscite ad organizzare. Stavolta, il mio super-fidanzato mi ha detto "Si va a Firenze!" e così ci siamo messi a spulciare alberghi, abbiamo prenotato e siamo partiti. Alè!

Ora, non lo dico troppo forte, ma vorrei visitare il museo di Gucci giacchè mi trovo qui...

Su, non siate invidiosi, vi farò vedere qualche foto al mio ritorno che, per inciso, sarà domenica sera. Purtroppo ci siamo presi solo il fine settimana, ma rimedieremo :)

Nel frattempo mi godrò la stupenda città e vi penserò tantissimo. Ok, forse solo pochino.




...

Ok, mi sa che non vi penserò mica tanto :P

Tanti cari saluti,
Mika

giovedì 23 febbraio 2012

Qualcosa di cui sparlare

Ieri è stata una giornata simpatica sotto molti punti di vista. La gente, a volte, riesce ad essere sorprendentemente divertente, specialmente senza volerlo.

Ieri mattina un mio ex (e se è un EX ci sarà un motivo) con cui però sono rimasta in buoni rapporti, mi scrive in chat per confidarsi con me riguardo una "questione sentimentale". Il tizio in questione mi regala sempre attimi di ilarità quando mi racconta queste cose, pensate che un annetto fa circa, poco prima di iniziare ad uscire con un'altra ragazza, aveva fatto un disperato - disperatissimo! - tentativo di riconquistarmi.
La storia della mia vita praticamente si può riassumere così: ex ragazzi che ritornano giurandomi amore eterno ed eterna devozione e, al mio rifiuto, si trovano un'altra e mi cancellano completamente dalla loro esistenza. Per la serie: siamo tutte persone coerenti, sìsì.
Comunque, Caso Umano #1 ha iniziato ad uscire con una ragazza che, per usare un eufemismo, non si comportava proprio molto correttamente nei suoi confronti. Ha iniziato ad uscire da sola con gli amici di lui, alle feste si strusciava sempre addosso ad un "amico" e tempo dopo ha confessato al CU#1 che effettivamente questo suo amico le è sempre piaciuto e che, anzi, prima di stare con CU aveva chiesto all'altro di uscire ma le aveva dato picche. In sostanza, questo è il background poco solido della loro cosiddetta relazione.
Sicchè, a Capodanno, dopo aver fatto la zoccola in calore con tutti i suoi amici durante l'assenza di CU, decide di mollarlo perchè in fondo "lei è insicura e forse non l'ha mai amato". Ah, ma va?
Lui si strugge di dolore per mesi, mi scrive in chat continuamente per raccontarmi di quanto soffre, che piange tutte le notti, che la rivorrebbe, che farebbe qualsiasi cosa per riconquistarla, etc etc. Raggiunge vette dello zerbinismo (l'arte di essere zerbino per una donna/uomo) che io nemmeno credevo possibili.
All'improvviso calma piatta. Penso: si è suicidato. Invece ieri ritorna alla carica per dirmi che la fanciulla, probabilmente dopo svariati troieggiamenti falliti (se le tecniche di abbordaggio sono questa o questa, la cosa non mi stupisce), ha insistito per averlo come trombamico.

... Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaaaaaaaaaaaaaaahhh ...

Ragazza mia, devi davvero - ma DAVVERO - essere disperata se ti accontenti anche del Caso Umano #1! Vi ripeto: c'è un motivo (a dire il vero più di uno) se è un EX. E lui tutto orgoglioso a dirmi che lei lo desiderava. Ahahah. Scusate, non riesco a trattenermi, ogni volta che ci penso mi viene istintivamente da ridere. Questo è uno di quei momenti chiave della vita, di quelli che ripensandoci ad anni di distanza... no, niente, mi farà ancora ridere.

Per finire, ecco la ciliegina sulla torta: lei gli ha detto che sono tornati insieme ma di non dirlo a nessuno perchè poi la gente dispensa sempre consigli non graditi in queste circostanze. Non cogliete pure voi una sottile nota di "ti sto pigliando per il culo"?

Ah, semplicemente sublime!

martedì 21 febbraio 2012

De tettibus

Ma che cazzo.
Questa maledetta applicazione non supporta la modalità landscape. Cheppalle.
In sostanza sono in treno che vado verso Torino. Un maledetto frecciarossa pagato a malincuore 32€ perchè volevo arrivare ad un'ora decente ma *ovviamente* è in ritardo. Non avevo dubbi.

Comunque, parliamo d'altro che è meglio. Tra i commenti a questo post di Valeren stavo tenendo un simposio sulle mie teorie riguardo alla distribuzione mondiale di attributi femminili.
Partiamo dal presupposto che io porto una seconda. Sono stata a gruppi di recupero stile alcolisti anonimi ed ora ho accettato il fatto, ma ancora poco tempo fa mi era successo che ero in giro con mia madre e vidi un bel reggiseno in un negozio; entro, vado per prendere sicurissima la mia misera seconda coppa B e mia madre mi attacca un pistolotto insistendo che ho la terza e che dovevo assolutamente prendere la terza perchè "figurati se tu hai la seconda!". E già qui, dico, tette mie e lo saprò ben io che taglia ho. Per farla star zitta compro questa dannata terza e, come volevasi dimostrare, quando lo indosso mi accorgo che nella coppa ci sta dentro ancora una mia mano. Ancora oggi se ci penso mi deprimo. Per la cronaca: il reggiseno non l'ho buttato, quando lo metto sembra che ho una terza, ma naturalmente il trucco funziona finchè non mi tolgo la maglietta xD
Per tutta la vita ho sentito le "ragazze pettorute" lamentarsi di quanto siano scomode le tettone.
Lancio un appello: regalatemi una taglia!
Tutte le volte che si parla di seno io sto zitta ed ascolto. Se mi chiedono un parere faccio la solita battuta sulle mie misere tettine e la gente ti guarda imbarazzata dicendo "Ma no, dai, non sono così piccole. E poi... le tette grosse sono fastidiose!".
Comincio a credere che sia una scusa.
Come la famosa storia delle tette perfette che devono stare nella coppa di champagne, sono convinta che l'abbia inventata una tizia con la seconda come me!
Poi diciamo la verità, le tettone ti fanno sembrare più magra perchè sono tutti concentrati su altro e se hai un po' di pancetta o i fianchi larghi non se ne accorge nessuno. Ahah.

E per concludere, come disse Julia Roberts "Sono solo tette, persino vostra madre le ha!".

lunedì 20 febbraio 2012

Clienti con manie da deficienti #2

Per fortuna che sono una ragazza fine e stamattina mi sono solo limitata a lanciare una sequela di epiteti appena ho aperto la casella di posta dell'ufficio.

Ieri sera mi arriva dalla Guardia di Finanza una richiesta per una perizia su alcuni capi di una nota società francese di abbigliamento invernale, che erano stati fermati in dogana. Contestualmente mi inviano 10 cartelle con 5 foto ciascuna, ogni cartella dal peso che varia tra gli 8 ed i 10 MB. Robetta, insomma.
Scrivo alla sede italiana della società in questione, come da prassi, per inoltrargli la suddetta richiesta e metto a disposizione il nostro doc up - su cui io avevo preventivamente caricato UNA AD UNA le foto - per poterle recuperare.
Ecco, stamattina la carissima mi risponde così:


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Subject: Richiesta perizia capi XXX
From: imbecille1@sedeitalianasocietàfrancese.it
To: Mika
Date: Wed, February 15, 2012 09:04

Gentile Dott.ssa Mika,

La prego gentilmente inviarmi un file delle foto zippato, altrimenti con questo formato sono costretta a stamparle una alla volta.La ringrazio e Le porgo i più cordiali saluti.
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Cioè capito? La stronza che le ha salvate una per una, tra l'altro inutilmente, sul doc up sono io mentre lei non ha mica voglia di stamparle tutte una alla volta. Poverina. Ma poi, scusa, se vuoi ti mando "un file zippato" ma con un limite di 10MB per allegato, al massimo posso mandarti 10 e-mail con 10 file zip da circa 8 MB. Contenta tu...

Non è mica finita. L'idea geniale di C, che segue questo cliente, è stata: le stampiamo noi e gliele mandiamo per corriere. Sì, e quindi? Così oltre ad essere la stronza che le salva una alla volta sul doc up, sono anche la stronza che le stampa una alla volta al posto dell'imbecille. Già, certo.

Oh, ultimamente sempre i lavori migliori mi toccano.

domenica 19 febbraio 2012

La storia degli stivali


Qualche giorno fa parlavo dei miei stivali di gomma, dicendo di averli comprati a Venezia. True story.

Anni fa, all'incirca a cavallo tra il 2007 ed il 2008, lavoravo a Venezia in un albergo vicino a Piazza San Marco. Vi risparmio la storia di come ci sono finita laggiù, magari vi racconterò.
Comunque, una mattina mi alzo per andare al lavoro e leggo sul bollettino che prevedevano un'alta marea. C'è da dire che i cicli di alta e bassa marea a Venezia ci sono sempre, è scontato ma non tutti lo sanno. Il punto più basso di Venezia è Piazza San Marco, che è la prima ad allagarsi in caso di alta marea; tutto nella norma, comunque, dato che bastano pochi centimetri oltre il livello limite per vedere la piazza allagata. Il problema si pone quando l'acqua continua a salire, e questo capita (raramente, per fortuna) per diverse ragioni.

Zelante, corro a comprarmi degli stivali alla prima bancarella che trovo a Rialto. Semplici ma carinissimi stivali di gomma, neri, senza fronzoli. Hanno un certo fascino, comunque, mi stanno bene.

Il giorno dopo: l'apocalisse. Riesco ad arrivare al lavoro senza problemi ma nel corso della mattinata l'acqua sale ad un livello spaventoso, 1.50 metri oltre il livello mi pare. In sostanza significa che mi ritrovo la reception inondata ed il bancone sommerso per metà. Ho passato la mattinata a spostare il pc e tutto quello che stava nei ripiani bassi del bancone, e per il resto della giornata sono rimasta a mollo nelle schifosissime acque dei canali veneziani (che, si sa, non sono proprio pulitissimi, vidi anche galleggiare escrementi quel giorno).

I turisti ovviamente sono estasiati da queste condizioni meteo. Per loro è buffissimo che i veneziani girino in vaporetto invece che in autobus e si riesca a condurre una vita normale "sull'acqua". Vanno in giro sguazzando tra i rifiuti portati a galla dalla piena ridendo e schizzandosi acqua come fossero al mare. E' divertente quasi come dar da mangiare ai piccioni in Piazza San Marco.

Io avrei voluto impiccarmi. Sono stata tutto il giorno appollaiata sulla scala che dalla reception portava al primo piano perché l'acqua arrivava fino al quinto gradino; mi immergevo nei liquami solo per registrare dei check-in e per tutto il giorno ho assistito impotente a turisti con i sorrisoni enormi che si professavano invidiosi del fatto che io abitassi a Venezia. Eh, che culo, vero?

sabato 18 febbraio 2012

Pillole di demenza

Percorro il corridoio ritornando nel mio ufficio e in fondo vedo FAJ in mezzo al corridoio con in mano una tazzina che si guarda attorno spaesato.
Gli arrivo vicino, faccio un sorriso di cortesia e sto per infilarmi nel mio ufficio quando mi bracca dicendo "Ermmm ho trovato questa tazzina in bagno, non so...".
Volevo rispondergli "E quindi?". Quell' "e quindi" scazzatissimo che ho preso a dire come intercalare ed i miei non lo sopportano più, gli dà i nervi. Ce l'avevo lì sulla punta della lingua ma mi sono trattenuta, ho teso la mano facendogli gesto di darmi la tazzina e gli ho risposto invece "Ah, magari qualcuno l'ha messa lì a lavare, la appoggio di qui". Mi dice grazie e se ne va soddisfatto.
Boh, appoggio la tazzina di fianco alla macchinetta del caffè nel mio ufficio e fine. Non capisco davvero quale fosse il problema. Secondo me demenza senile, ma la sua età non lo giustifica.


PS: Good news! FS ha una riunione fuori studio e domani parte per Londra (va a fare il giuramento di attorney che è dall'anno scorso che ci straccia le palle con questo esame e finalmente ce l'ha fatta!) così fino a lunedì non dovremo sentire le sue assurde richieste.

Cucine da incubo

Cosa farò oggi?
La "fortunata" serie delle mie avventure dei fine settimana continua! (che culo, vero?)
Oggi, a parte finalmente aver preso un appuntamento dall'estetista per una ceretta - sì, oggi voglio regalarvi queste bellissime immagini mentali - proverò a fare questi:

Se domani vedrete ancora dei miei post, vuol dire che sono semplicemente quelli che ho lasciato in programmazione. Se invece mi vedete anche commentare allora potete stare tranquilli: significa che non sono esplosa assieme alla cucina.

Se vi state domandando come mai provo a cucinare una ricetta tipicamente per S. Valentino in un giorno che NON è S. Valentino, la risposta è semplice: sono una persona cicciopucciosa a cui piacciono i cuoricini, il colore rosa e cucinare dolcetti da donare ad amici e parenti per dimostrargli tutto il mio ammmmore. Giuro.

venerdì 17 febbraio 2012

Venerdì 17, mica per niente

Il post di prima mi stava sulle palle e l'ho cancellato. Scusami, D, ho visto che avevi commentato ma pensa che la notifica del commento mi è arrivata quando avevo già cancellato il post. Vabbè.

Oggi è venerdì 17 e, come da prassi, mi sono successe tre sfighe. Diciamo che una me la sono attirata un po' io, ma del resto si sa che non sono contenta se non vado a cercarmele.
Stamattina, voglia di vestirmi ed uscire di casa sotto le scarpe, così mi dico "Massì, in puro spirito da casual friday oggi mi vesto con le prime cose che mi capitano". Arrivo in ufficio e mi dicono "Ah, FAJ ha una riunione qui alle 11:00 con un po' di gente, sta arrivando". Eh ovvio, non avevo dubbi. Così ho dovuto accogliere clienti e altri associati con gli UGGs ed un simpatico maglione della nonna, oh yeah. Tra l'altro nel team c'era una tizia che lavora per l'ufficio di Torino e mi hanno riferito che nel lontano 1995 ha partecipato a Miss Universo ed era tra le 10 finaliste. A tutt'oggi è una figona pazzesca, quindi immaginatevi solo per un momento il mio disagio quando l'ho vista entrare e mi sono resa conto di essere praticamente in pigiama. Ecco, sì.

Secondariamente, dopo aver timbrato la pausa pranzo stavo prendendo l'ascensore per tornare in ufficio ed ho incrociato il Maniaco N. 2, quello che continua a chiedermi di prendere un caffè con lui. Sapevo che, dopo il fugace incontro, mi avrebbe tampinata di nuovo e, complice la mia voglia di lavorare di oggi e l'urgenza di scappare dalla Lemure, alle 15.30 mi sono concessa un caffè con lui. Per fortuna la sala caffè non era deserta, almeno avevo dei testimoni. Sono resistita 15 minuti, poi ho detto che avevo lasciato in sospeso una questione e sono letteralmente scappata. Lui è rimasto con altri suoi colleghi, non so dirvi se sia stato preso di mira da battutine poco piacevoli sul suo status di 40enne sposato che provola con le 24enni. Vi farò sapere.

Infine mi sono sorbita lo sfogo di MFR, incazzato come un bimbominchia quando salta la connessione ad internet e deve giocare a WoW, perchè il nostro super-coglionazzo cliente tedesco sta trasferendo ad un altro studio le cause che avevamo in gestione noi. Vent'anni di lavoro, 25 cause vinte (2 perse, ma non si può avere tutto dalla vita) e quel deficiente capo del legal department ha deciso che cambia avvocato perchè "come scrive gli atti MFR non gli è mai piaciuto". Peccato che, se continuiamo a vincere, vuol dire che almeno ai Giudici piace quel che scrive, e tanto dovrebbe bastargli. No? Allora che vada dove gli pare, anche al diavolo se preferisce, ma almeno prima ci paghi i 200.000 € di arretrati che ha con lo studio. Tipo, eh.

Vi dirò, forse quest'ultima effettivamente non è una sfiga 

giovedì 16 febbraio 2012

Abbordaggi assurdi #2

Come promesso, vi racconto un "simpatico" aneddoto che mi è successo qualche anno fa.

Quando ancora andavo all'uniPersità (ahah anche questa è una storia divertente!), e non avevo voglia di svegliarmi la mattina alle 6:00 per spararmi 4 ore di lezione al Politecnico in Bovisa su scienze dei materiali - non ve lo dico che facoltà facevo, indovinatelo, partivo dopo pranzo e andavo a sentire le lezioni pomeridiane che di solito erano di gran lunga più interessanti.
Così prendevo l'autobus, poi la metro ed infine il passante. Una rottura di palle. Sulla metro facevo sempre gli incontri più incredibili. Avevo appena superato i tornelli e stavo scendendo le scale per andare al binario quando un tizio con bambino al seguito mi chiede da che parte deve prendere la metro per il centro ed io faccio il grave errore di rispondere "Guardi, mi segua che tanto ci devo andare anche io". Con l'esperienza ho imparato che non è MAI una buona idea dire dove sei diretto a qualcuno che ti chiede indicazioni, perchè ti si appiccicano e non ti mollano più, ed in più sanno dove scendi!
Ovviamente il marpione con figlio a seguito mi prende alla lettera e, dopo avergli indicato il treno giusto, mi segue in una delle carrozze in fondo e con tutto lo spazio del mondo viene a sedersi proprio accanto a me.
Quindi mi racconta che sta portando suo figlio a fare un provino, perchè "sai, lui ha partecipato allo spot della Vodafone quello con Gattuso e con tutti i bambini, ecco hai presente? no? bè c'era mio figlio!". Sì, tanto piacere ma a me che mi frega? Poi mi racconta della moglie che fa la cameriera in un bar dentro un centro commerciale (e di nuovo, a me?) e comincia a dirmi che lui invece è appena stato licenziato e blabla. Mi fa domande su di me a cui io rispondo con cazzate ovviamente

Marpione: "E tu come ti chiami?"
Io: "Silvia"
Ma: "Quanti anni hai?"
Io: "14" (facciamoli sentire un po' pedofili)
Ma: "Ah te ne avrei dati di più... E dove stai andando di bello?"
Io: "A trovare il mio fidanzato" (anche se non ne hai uno, questa è SEMPRE la risposta giusta)

Alla fine, per levarmelo di torno, sono dovuta scendere ad un'altra fermata e cambiare linea. Quando l'ho salutato questo tizio mi ha allungato un bigliettino con il suo numero di cellulare e mi ha detto di chiamarlo "nel caso sentissi di qualche proposta lavorativa che potesse fare al caso suo". Sì, certo, come no.

Girato l'angolo ho buttato il foglietto nel cestino.
Ma che faccia di merda devi avere a fare il pirla con le ragazze davanti a tuo figlio? Eh?

mercoledì 15 febbraio 2012

Clienti con manie da deficienti

Tra i suoi clienti, lo Studio annovera un grosso, importante e famoso cliente tedesco. Mi correggo: un grosso, importante, famoso e ROMPICOGLIONI cliente tedesco. Meglio, sì.

Ho passato il pomeriggio a spinzare, scannerizzare e ripinzare ben 35 documenti perchè i lorsignori hanno deciso che vogliono vedere, ovviamente urgentemente entro oggi, tutti i documenti che abbiamo depositato per la causa. Che tra l'altro ci hanno dato loro. Ma vogliono che gli mandiamo tutte le copie. Si parla di documenti, peraltro, in italiano quindi chissà cosa se ne fanno. Entro oggi. Urgente.

Poi però sono due anni che, con una scusa o l'altra, non pagano le fatture. Ma vabè.
Giusto ieri gli abbiamo trasmesso la fattura di un consulente tecnico nominato dal Giudice per una causa che si è conclusa recentemente. Questo poveretto ha fatto un lavoraccio e ci ha passato la fattura, che noi abbiamo appunto girato al nostro Importante Cliente Tedesco. Stamattina ci arriva la seguente risposta:

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Subject: Importante Cliente Tedesco / Società del cacchio - fattura consulente tecnico
From: spaccamaroni1@importanteclientetedesco.de
To: MFR
Date: Tue, February 7, 2012 14:56

Caro MFR,

Ho ricevuto la fattura in allegato.

1) Fammi sapere se l'importo fatturato è corretto e ragionevole, e anche se dobbiamo pagare noi o è un costo che si deve caricare la controparte
2) Nel caso dovessimo pagare noi, attendiamo i dati bancari del consulente e la sua partita iva (immagino che IBAN e SWIFT non siano sufficienti).

Attendiamo quindi copia corretta della fattura.

Grazie e saluti,
Spaccamaroni1
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No, dico. Iban e Swift non sono sufficienti? E che ti deve mettere ancora? Non so, vuoi anche sapere quante volte va al cesso? Notare che tutti i dati del consulente sono scritti in calce alla fattura, quindi o sono ciechi o sono scemi (oppure furbi, che prendono tempo per non pagare).
Tra l'altro cosa vuol dire "fammi sapere se l'importo è corretto e ragionevole"? Ma vai a cagare! Se ti giro la fattura e ti dico di pagarla è perchè la DEVI pagare. Quindi paga e non rompere!

Non ci posso credere

Non-è-possibile.
La Lemure adesso riceve anche visite in ufficio. Come una vera regina. Non potete capire la mia gioia.
Sono qui che parlano, l'argomento di conversazione è "che cosa mangi stasera?". Wow, un vero cult. Lei e la sua simpaticissima amica si raccontano che hanno le verdure da fare perchè altrimenti vanno a male. E devono fare il bucato ancora.

Ma... non so, vogliono anche tè e pasticcini? Difficile rendersi conto che magari qui c'è qualcuno che sta lavorando. Figuriamoci. Questa gente qui non sa nemmeno cos'è il lavoro.

martedì 14 febbraio 2012

Abbordaggi assurdi

(visto che è S. Valentino e tutti parlano di quanto è bbbbello passarlo con il proprio fidanzato ciccipucci miao miao micio bau, io invece vi propongo un post sugli abbordaggi assurdi che avevo messo in programmazione tra un paio di giorni)

Credo che il duro mondo del lavoro mi abbia resa più "aspra", se vogliamo.
Ultimamente noto che sempre meno i dementi tentano approcci con me. Forse ho il "vaffanculo" stampato in faccia, allora nessuno osa avvicinarsi. Una volta, da allegra studentella, tutti i minchioni li attiravo io.

Recentemente, alla festa di Natale dello studio, un tizio che lavora nel mio stesso palazzo (ma è dipendente della società di marchi e brevetti) si è avvicinato e mi ha pregata di accettare che mi offrisse da bere. Già. Facile fare il gradasso quando sei ad una festa con open bar completamente spesato dall'azienda, vero? Avevo di fianco C che rideva come una matta e io che sottovoce le dicevo "Salvami ti prego!" perchè questo maniaco mi si era appiccicato come una cozza e non mi voleva lasciare in pace. Fosse stato carino, almeno... Invece chissà come mai io mi becco solo i cessi. La simpatica storiella ha poi fatto il giro dello studio, ma almeno MFR si è offerto di proteggermi. Sant'uomo!

Un altro simpatico idiota (tra l'altro pure sposato, quindi per me è doppiamente cretino) che mi ha vista sempre a quella famosa festa, mi tampina quasi tutti i giorni per chiedermi se vado a prendere un caffè con lui. Ed aggiunge sempre "però andiamo prima delle 16.30 o dopo perchè a quell'orario vanno i miei colleghi e, sai, non voglio farmi vedere altrimenti mi prendono in giro". Perchè sanno che sei sposato e ci stai spudoratamente provando con una che ha 20 anni meno di te, forse? Ovviamente non ho mai preso un caffè con il soggetto in questione.

Per non parlare di tutti i malati di mente che ho incontrato in treno che mi hanno attaccato pezze assurde per due ore di viaggio! Per fortuna è parecchio che non mi succede, sarà sempre per via di quella luce omicida nel mio sguardo che fa desistere anche i più cerebrolesi.

Comunque, per la vostra gioia, more to come!

lunedì 13 febbraio 2012

Ma dove?

Il nostro sistema di condivisione documenti

Adesso, magari sono cieca io ma voi lo vedete il pulsante "stop" da qualche parte?

Resoconto del weekend

Venerdì vi avevo lanciato una sfida qui: indovinare quel che avrei fatto nel fine settimana. Sfida nella quale nessuno ha voluto cimentarsi, ma chi mi segue su Twitter sa che sono stata a Sestriere a fare snowboard.

La prima volta che mi sono cimentata in questo sport invernale è stato ormai due anni fa, invitata in montagna da un amico del mio ragazzo che si era offerto di insegnarmi ad andare in tavola. Vi dico solo che l'amico in questione fa l'istruttore cinofilo, quindi è abituato ad avere taaaaanta pazienza. Dopo mezza giornata almeno sapevo stare in piedi sulla tavola senza cadere e fare le discese.
L'anno scorso, a marzo, mi ero concessa un paio di giornate sulle piste per riprendere la mano e vedere se avevo voglia di continuare. Ho più o meno imparato a fare qualche curva da autodidatta e con la gentile supervisione del mio ragazzo che, sapendo solo sciare, ha saputo darmi indicazioni un po' generali. Almeno mi ha impedito di fare la kamikaze sulle piste.

Quest'anno ho fatto le cose in grande. Mi sono persino comprata i pantaloni da sci, il casco, la maschera ed i guanti (il resto devo ancora cercarlo, con calma arriverà) ed ho deciso che avrei fatto lezione con un maestro. Andiamo alla Scuola Nazionale di Sci di Sestriere a chiedere e mi sparano 40 € per un'ora di lezione. No, grazie. Troviamo un'altra scuola dove il prezzo per un'ora è sempre lo stesso ma due ore le fanno a 70 €. Non avendo altra scelta, dico sì e piangendo internamente tiro fuori i soldi dal portafoglio. Appuntamento alle 15 con il maestro ed intanto decido di farmi un paio d'ore sulle piste per conto mio, giusto per rinfrescarmi le idee.
Prima discesa: infilo la tavola già gasandomi del fatto che ancora mi ricordo come si fa, mi tiro in piedi, mi do lo slancio in avanti, faccio una piroetta su me stessa e... splat. Distesa a terra. Cominciamo bene. Il resto della mattinata, comunque, prosegue bene anche se ad un certo punto mi sfilo i guanti e noto che ho un polso gonfio e bluastro. Infilo la mano nella neve per qualche minuto, tanto per evitare che a fine giornata mi diventi una zampogna. Verso le 14 andiamo a mangiarci qualcosa e alle 15 inizia la mia lezione.
Dopo due ore di lezione senza un attimo di sosta mi sento a pezzi. Mi fanno male muscoli che nemmeno sapevo di avere. Traguardo della giornata: ho imparato a prendere lo skilift. Ora devo solo imparare a scendere, che al momento ci riesco solo buttandomi di lato nella neve. Il tizio del gabbiotto si sarà fatto tantissime risate vedendomi scendere da lì. Oh, almeno salendo non sono mai caduta (tranne la prima volta perchè credevo di dovermi completamente sedere sul piattello, invece no, devi restare in piedi).
Fine della lezione, torno dal mio ragazzo tutta gasata e gli dico "Dai, fammi una foto con la tavola!". La prendo, la pianto in verticale nella neve e mi ci appoggio con il gomito. Inutile dire che la tavola è scivolata e mi è piombata sul ginocchio. Che culo.

A casa, in bagno davanti allo specchio, faccio un rapido calcolo dei danni: polso gonfio, bluastro e dolorante; lividazzo verde sul ginocchio; sul fondoschiena niente lividi ma che male!
Stamattina ho fatto fatica a tirarmi su dal letto, ed ancora ho difficoltà a mettermi le calze... Stasera vado a fare pilates, sperando di sciogliermi un po'.

Comunque: è stata una GRAN figata! :D

domenica 12 febbraio 2012

Da grandi poteri...

...derivano grandi responsabilità. La Marvel ci ha insegnato così.

Ad inizio marzo una delle mie colleghe andrà in maternità. Noi qui in tutto siamo in cinque, di cui due fanno il part-time (si alternano una al mattino ed una al pomeriggio - sì, quest'ultima è la Lemure), una è la Strega, l'altra è quella che è incinta e infine ci sono io. Di queste persone, so che posso fidarmi solo di C, che però appunto c'è solo al mattino, e di S che tra meno di un mese ci abbandonerà per un bel po'.

Evidentemente qui dentro lo sanno tutti perchè hanno deciso che toccherà a me sostituire S. Quindi, finirò per diventare la segretaria di FAJ e del suo team, ovvero l'unica persona a cui lui mai si rivolgerà qui dentro per avere qualcosa. Come se non bastasse, diventerò la detentrice dell'agenda del Tribunale, ovvero colei che si occupa di tutto ciò che ha a che fare con l'attività legale (quindi i termini per i depositi, controllare chi va in udienza e quando, tenere aggiornata l'agenda, preparare gli atti e organizzare i turni in cancelleria). Fare un errore significa che, nel migliore dei casi, qualcuno non va in udienza e il Giudice ne fissa un'altra... ma vai a spiegare al cliente che ci siamo dimenticati di andare in udienza! E questo è solo lo scenario migliore.

Ora, io non sono una che commette questi errori grossolani, hanno deciso di "contare su di me" perchè in questo anno ho dimostrato di essere una persona precisa ed affidabile; però non è facile, quando vengono a chiederti 37485906 cose per volta, riuscire a concentrarsi su tutto.
Le cose da fare saranno tante, le responsabilità pure, ed io ho praticamente tutto da imparare. E' già qualche settimana che durante il pomeriggio vado da S a vedere quel che fa e prendo freneticamente appunti.

Ho sempre sognato di avere un posto di responsabilità, di non essere solo "la scema che fa i caffè", ed ora che l'avrò ho paura di non essere in grado di gestire tutto.

La cosa che davvero mi spaventa è che, sull'orlo del precipizio, non potrò contare su nessuno. Ed io, un po', mi sto cagando sotto.

sabato 11 febbraio 2012

L'ominide

Dell'ominide ne avevo parlato qui, ma non gli avevo ancora trovato un soprannome adeguato.

Come scrivevo nei commenti all'altro post, ieri sera ci ha regalato un'altra perla di saggezza che devo condividere per allietare le vostre altrimenti grigie giornate.
Dunque, settimana scorsa ha fatto un esame e ieri hanno messo fuori i risultati. Anche se il suo numero di matricola non risulta nell'elenco, ha deciso che non scriverà al professore per chiedergli com'è andato il suo esame ma ridarà l'esame il mese prossimo. Cè cioè capito il genio del male? Lui sì che va alla grande!

E ieri ho pure dovuto salutarlo in palestra, oh what a God taxi driver! In sostanza adesso arrivo, sorrido, saluto e dico che devo andare a fare la doccia perchè devo tornare a casa presto. Questo self-control non so quanto durerà prima che un giorno io mi metta a fare velenose battutine sul suo status di business man...

Flash post #5

Per la serie: parliamo un po' di cosplay.

A Lucca lo scorso novembre avevo comprato questo fantastico oggettino:


Da qui l'idea "Beeeeella, il prossimo cosplay sarà per forza Creamy! Sììì!". Gaio e tripudio.
Inutile dire che i miei amici mi hanno guardata scetticamente ed hanno preso le distanze. Che bello avere amici che appoggiano le tue scelte, vero?

Sicchè al corso di cucito sto facendo questo vestito:

Iniziandolo adesso c'è una buona probabilità che per novembre sia pronto. Ce la posso fareeeee!

venerdì 10 febbraio 2012

Cosa farò questo fine settimana?

Ecco un indizio:

Ahahahah seeeh vi piacerebbe, eh?



Sui vantaggi del mio lavoro

Uno dei - pochi - vantaggi di lavorare per uno Studio Legale, nello specifico che si occupa di proprietà intellettuale, è che spesso chiediamo ai clienti di mandarci dei "campioni" da depositare in Tribunale o portare in udienza.
Oggi la stanza di MFR è invasa da scatole contenenti reggiseni di una nota marca pronti per essere esibiti davanti al Giudice. L'avvocato si vergogna tantissimo di avere la stanza piena di biancheria intima, continua a ripeterci che quando non gli serviranno più sarà ben felice di farceli portare a casa.
Capite il vantaggio? Reggiseni gratis! E non solo...

Tempo fa, da una nota azienda italiana produttrice di set da caffè, avevamo ricevuto uno scatolone pieno di tazzine che poi ci siamo prontamente imboscate.

E vi dico solo che adesso stiamo seguendo una causa per un'azienda straniera che fa cellulari e computer. Non vi dico cosa vedo passare in questi giorni per gli uffici. Ma prima o poi finirà ed allora ci avventeremo come avvoltoi anche su questo bottino.

Buahahahahahahahahahahah ahahahah ahahhah aaaaah ... [ad libitum]

giovedì 9 febbraio 2012

Devo dirti una cosa importante...

... mi stai sulle palle!

Io non capisco davvero come un ragazzo di 26 anni che da ormai 7 anni sta cercando di finire un corso di laurea triennale possa avere il coraggio di dire alla sua ragazza che è una "sfigata che si comporta da psicopatica, ormai sulla strada per il fallimento come le sue amiche".
Sono 7 anni che preferisce andare le domeniche a giocare a soft-air con gli amici, passare le serate a giocare a D&D e i venerdì sera a far tornei di Magic, che preferisce andare per locali con amici, svegliarsi alle 11 e giocare all'xbox. Ha sempre trovato giustificazioni al suo non andare in università perchè una volta non c'erano lezioni, l'altra volta lui è andato ma nessuno gli aveva detto che il professore non c'era, l'altra volta ancora c'è la sospensione per la sessione d'esami che guarda caso inizia prima che in tutte le altre università, e poi non passavano i treni, e poi la macchina rotta, etc etc...
Sapete perchè non passa gli esami? Perchè per un pelo ha preso 17, oppure perchè è rimasto fino alle 21 a fare l'esame ma sul più bello le tizie delle pulizie li hanno cacciati e non ha potuto finire, o ancora perchè non sapeva che il professore avrebbe chiesto quelle cose perchè sulle dispense non c'erano, l'esame era stato rimandato, si sono dimenticati di registrargli il voto, ha ospiti a cena, un piede in cancrena, la nonna che sta male, il fratello da badare, si è rotto un dito, il criceto ha partorito... (oddio chi capisce la citazione è un genio, o un malato come me xD).
Lui è quello che dopo 6 mesi che stava con la sua attuale ragazza (ora sono 6 anni) si faceva i profili su Badoo e cazzate simili, postando foto di loro due insieme ma debitamente tagliate in modo che sembrasse solo, e flirtava con le ragazzine.

E lei è ancora lì, e forse allora è davvero una pazza fallita perchè con uno così non dovrebbe perdere tempo. Uno che le dice "non rompermi i coglioni!" quando lei gli chiede degli esami, dello studio e cerca di spronarlo - perchè questo è l'ultimo anno che può stare al Politecnico, a quanto pare non si può essere universitari a vita, dopo un po' ti cacciano se non ti laurei. Dopo aver sprecato soldi e tempo per 7 anni, non vedreste anche voi l'ora di laurearvi?

Ma lei resta la psicopatica a cui nessun altro potrebbe voler bene, tranne lui, che è evidentemente un santo a stare ancora con lei. E del resto, io sono una fallita perchè faccio la segretaria, mica come lui che "sta per" laurearsi e lavora in una ditta.

Scusate lo sfogo ma dovevo dire a qualcuno queste cose. Io non voglio vederlo mai più, altrimenti rischio di vomitargli in faccia tutto quello che penso, e farei del male alla mia amica. Lui però si merita davvero che lei lo lasci, che non si laurei entro settembre, che lo licenzino di conseguenza. Poi si renderà conto di tante cose. O forse no, alla fine il fallito è lui. Non noi.

mercoledì 8 febbraio 2012

Flash post #4

Questa ve la devo raccontare.

Mi sono messa d'accordo per vedermi a pranzo con D oggi, che viene a Milano "in gita" diciamo. A parte il fatto che è la prima volta che incontro qualche amico di blog e sono un po' agitata, ma ancora non ci siamo viste ed ho già fatto la prima cazzata.

Mi ha lasciato il suo numero ieri, io me lo sono salvato sul cellulare e stamattina le ho mandato un paio di sms a cui non ho avuto risposta. Dico boh, sarà un po' presa. Le scrivo per chiederle a che ora e dove ci troviamo con esattezza e ancora niente risposta. Ormai siamo prossimi all'ora X e ancora non ho avuto notizie.
Conoscendomi bene, controllo il numero che mi aveva scritto e scopro con orrore che ho sbagliato a ricopiarlo sul telefono. Che stordita! Meno male che almeno ho avuto la decenza di controllare...

La domanda sorge spontanea: a chi ho scritto stamattina dandogli appuntamento per pranzo? u__u

La Nemesi

Stavo per iniziare il post scrivendo "La mia Nemesi", ma a dire il vero non è che sia proprio solo mia. E' una piaga dello Studio: sta sulle palle a tutti.

La stracciapalle in questione è, ovviamente, un avvocato e lavora qui dentro da meno di me. Io mi aggiro ancora per gli uffici in punta di piedi, devo ancora familiarizzare con tutte le routine; lei si comporta come se questa fosse casa sua.
Gestisce due pratiche (sul serio sono solo due) e per far sembrare che lavori tantissimo continua ad aggiungere documenti a casaccio che "forse li produciamo, forse no però è meglio stampare tutto - naturalmente a colori e non fronte-retro" ed attualmente non scherzo se dico che una sua pratica conta almeno 10 fascicoli di documenti assolutamente inutili (però ha preteso che li mettessimo in un ordine scrupoloso, neanche cronologico, di cui solo lei è a conoscenza).
Quando vede che la gente è indaffarata decide che è il momento giusto per venire a chiederti cose assolutamente inutili e non urgenti. L'altro giorno sono arrivata alle 8.30 perchè dovevo preparare due atti da depositare in mattinata, ero alla scrivania sommersa da copie di atti che stavo cercando di timbrare, rilegare e mettere in ordine nelle cartelline per il Tribunale quando lei si pianta davanti alla scrivania e mi dice "Non trovo una pratica". Era tanta la voglia di rispondere "E quindi?". Senza distogliere lo sguardo dal mio lavoro le chiedo
"Quale pratica?"
"Eh sai, quella di Mr B" (n.d.r. un demente che ha firmato un accordo senza leggerlo e solo dopo si è accorto che era un'inculata pazzesca)
"Non ce l'hai sulla scrivania?"
"No"
"Nell'armadio delle tue pratiche?"
"Ho guardato, non la trovo"
"A scadenza forse?"
"No, non ti ricordi che ti avevo chiesto se mi dividevi il fascicolo che stava diventando grosso?" (NB: abbiamo fascicoli alti 10 cm, quelli sono grossi non la tua cagatina alta 3 cm...)
"Sì certo ma se ti ricordi ti avevo detto che non riuscivo a farlo perchè mi stavo occupando di altro, quindi non l'ho preso io"
"Ah... sì... ma non lo trovo comunque"
"Va bene, allora finisco di sistemare queste cose e poi ti aiuto a cercarlo"
"Ok"
E finalmente si leva di torno. Dopo due minuti spunta di nuovo "Senti, non la trovo la pratica!" ed io, come se fosse un bambino scemo, le ripeto che se ha pazienza qualche minuto poi la aiuto a cercarla.
Dopo altri due minuti ritorna tutta spazientita per informarmi che ha cercato *ovunque* ma davvero non la trova e le serve URGENTE (ovviamente). Mi alzo scazzata, vado dalla Strega e le dico "Hai visto la pratica di Mr. B?", e lei tranquillamente la tira fuori da sotto la pila di pratiche sulla sua scrivania e mi dice "Sì, la stavo mettendo a scadenza". Visto?

Morale: inutile che vieni a rompere solo a me, chiedi e ti sarà dato!

lunedì 6 febbraio 2012

One does not simply walk into Mordor

Vi giuro, è tutto vero.

Clicca per ingrandire

Cose curiose #1

Il venerdì solitamente mettiamo da parte il nostro rigoroso dress code e ci concediamo il casual friday, fingendo di essere una moderna e dinamica azienda americana. Yeah.

Fa freddo e quindi mi infilo un maglione grigio modello nonna, dei normalissimi jeans a gamba stretta e, dulcis in fundo, gli stivali di gomma da alta marea veneziana (sì, gli stivali li ho davvero comprati a Venezia per l'alta marea). Dovete capire che, abitando in piena brianza, le strade non vengono pulite con l'efficienza di Milano e quindi a casa mia è ancora pieno di blocchi di neve, lastre di ghiaccio e puciacca di neve sciolta ovunque. Sicché il motivo degli stivali.

Esco dalla metro in pieno centro e mi sento leggermente ridicola. Splende il sole, cantano gli uccellini, le strade sono immacolate ed io come una deficiente giro con degli stupidissimi stivali di gomma ai piedi. Ottimo.
La cosa ironica è che, anche se in ufficio ho i miei fedeli tronchetti neri, poi stasera dovrò tornare a casa con gli stivali veneziani. Ciò di cui non ho tenuto conto è che stasera sono a cena da amiche. Con gli stivali. Già.

domenica 5 febbraio 2012

Flash post #3

Una veloce considerazione.
Beccano locali che non emettono scontrini da anni ed evadono le tasse per migliaia di euro che, soprattutto in tempi di crisi come quello attuale, è un danno alla comunità dato che aumentano le tasse a noi. E che cosa gli fanno? Niente, vanno lì i finanzieri e gli danno una pacca sulle mani dicendo "Ehnnònnònnò non si fa. Cattivo bambino, cattivo! Più!". E inoltre la terribile minaccia che, se vengono beccati per la terza volta, scatta la chiusura temporanea dell'esercizio. Ah bè, capirai...

Io, senza saper nè leggere nè scrivere, dovendo andare incontro a sanzioni del genere continuerei ad evadere le tasse senza preoccuparmi minimamente.

sabato 4 febbraio 2012

La fortuna di essere il "meno peggio" #2

Allora, sono giorni che inizio a scrivere il continuo del precedente post ma vengo sempre interrotta. Mo' bbasta!

Dunque, dicevo che ho vinto il convegno per mancanza di avversari (come diceva Valeren).
Mi ero tenuta da parte un vestito grigio di Liu Jo che avevo comprato ai saldi proprio per un'occasione del genere. Taglia 40, siori e siore! Molto fiera di me lo indosso per la prima volta giovedì mattina - ma giuro che l'avevo provato in negozio! - e mi accorgo che mi tira sulle spalle. Suppongo che sarà per via dei tre strati di magliette che ho sotto al vestito, ma noto che è particolarmente difficoltoso alzare le braccia al di sopra del seno o estenderle troppo. Ok, pazienza, vorrà dire che cercherò di muovermi lentamente e proverò a fingere di essere una ragazza tutta per bene dai modi molto fini. Mi infilo una giacca che lascerò elegantemente aperta, scelgo gli accessori con cura ed esco di casa.

Prima tappa: lo Studio.
Ebbene sì, mi tocca una frenetica mattinata di lavoro "ordinario". A quanto pare tutti i vari soci sparsi per l'Italia hanno deciso di darsi appuntamento proprio stamattina qui a Milano. Quindi è tutta una corsa ad accogliere il cliente, avvertire l'avvocato, portare il caffè, cercare di aprire le e-mail e soprattutto voglio riuscire a capire dove cavolo si terrà il maledetto convegno!
Con una vaga idea di dove devo recarmi, alle 11.45 esco dallo Studio.

Seconda tappa: Bicocca
Stando al sito dell'atm, di cui però non mi fido particolarmente, prendo la metro fino a Precotto e da lì proseguo con il tram fino alla Bicocca. Ad ogni fermata guardo fuori in ansia per capire se è quella giusta e fino alla fine continuo a domandarmi "ma farà la mia fermata?". Sì, si ferma a Piazza della Scienza (che nomi suggestivi che hanno le vie dell'UniPersità, wow!) nonostante la mia ansia. Decido quindi, all'alba delle 12.15 di andare a mangiare qualcosa, considerato che per le 13.30 devo farmi trovare in U6, senza avere la più pallida idea di dove si trovi.
Pranzo con un mio ex collega, il Tazzauro, di quando lavoravo in zona Bicocca (il lavoro più brutto della mia vita!) e ci raccontiamo un po' di come vanno le cose. A lui non vanno particolarmente bene, sia lavorativamente che in famiglia, a me invece ultimamente non potrebbe andare meglio. Ecco, ora che l'ho scritto come minimo domani mi muore la gatta ù__ù

Si è fatta una certa ora e, con la cartina del complesso universitario alla mano, mi avvio ad esplorare. Io mi trovo esattamente all'U4 e devo andare all'U6. Detto così, considerato che sono in ordine numerico, sembra una cazzata. In realtà proseguendo dall'U4 in direzione dell'U6 si trovano, in ordine: il palazzo della Siemens, dei condomini, una piazza con dei negozi, l'U7 e infine l'U6. Che, tra l'altro, pare essere l'unico edifico senza un ingresso sul viale, quindi devo circumnavigarlo per trovare l'ingresso dalla parte opposta.

Quando entro, è pieno di studentelli spensierati che, sinceramente, mi fanno anche un po' invidia.
Ah, beata gioventù!

venerdì 3 febbraio 2012

Tonight, for a change

Stasera io e Lulina ci siamo messe a letto vicine vicine.
Dovrei alzarmi per andare in bagno ma non me la sento di disturbarla, sono un caso disperato...
Mi sono resa conto che non avevo ancora postato una foto di Lulu, ma questa non le rende giustizia!

PS della mattina: mi sono svegliata tutta storta e anchilosata perchè per tutta notte sono rimasta praticamente immobile, la signorina quando mi muovo si alza a sedere e mi guarda male ><

giovedì 2 febbraio 2012

Flash post #2

Dilemma del giorno:

devo scrivere un e-mail ad un avvocato di Torino dicendogli che è imbecille ma senza fargli capire che gli sto dando dell'imbecille. Come si fa?

Massime dal letto #1

Ho scaricato l'app di Blogger solo per il gusto di scrivervi questa cazzata direttamente dal mio letto, prima di mettermi a dormire. E poi non dite che non vi penso!

Devo raccontare questa cosa anche se l'alta opinione che avete di me (se è rimasto qualcuno con un'opinione su di me. Meglio, se è rimasto qualcuno con un'opinione.) sarà per sempre compromessa.

Una mattina mi alzo e, come tutte le mattine come prima cosa vado in bagno a fare pipì. Alzo il copri wc, mi siedo, faccio tutto, mi pulisco, mi rialzo e girandomi per chiudere il copri wc mi accorgo che dentro al water c'è un oggetto che non dovrebbe esserci. Ecco, mia madre aveva messo la palettina della lettiera del gatto a mollo lì dentro e, evidentemente non soddisfatta, ha ben pensato di abbandonarla al suo destino e chiudere pure il coperchio del wc.
Al mio lamento, la genitrice mi risponde "Eh ma cavolo, anche te! Non guardi su cosa fai pipì?". Francamente no. Ti pare che in casa mia devo pure stare ad immaginarmi degli agguati del genere? Non siamo a New York, qui da noi non escono i coccodrilli dai water per azzannare le chiappe alla gente!
Adesso, scherzi a parte, vi pare un ragionamento normale? A me mica tanto, e direi che a questo punto è facile intuire da dove viene la mia genialità repressa...

Tutto questo perchè mi è tornato in mente? Ah sì, mi è naturalmente successo di nuovo. Poco fa. Ebbastaaaaa!

mercoledì 1 febbraio 2012

Anche noi ne abbiamo una!

Ebbene sì, anche qui da noi esiste una IURPA (che però non è una vera utOnta, ma è insopportabile e viene dalla Madre Patria Russa, sì).
La famigerata si chiama Liza, ma tutti la chiamiamo semplicemente "la russa" (non il ministro, eh). Di particolare rilievo è la sua capacità di non capire assolutamente nulla di quello che le viene detto, e vi assicuro che non è un problema linguistico. Credo semplicemente che sia stordita.
Il suo lavoro consiste nello smistamento della posta e si occupa anche dei turni al centralino quando non ci sono le due addette (tipo pausa pranzo o malattie/ferie). La cosa bella è che non azzecca un solo nome, quando ti passa le telefonate dicendo "c'è Tizio", tu sai istintivamente che NON sarà Tizio. Il brivido dell'incognita è sempre un piacere, dà una scossa alle giornate.

Poco tempo fa abbiamo avuto una conversazione un pochino surreale per telefono. Mi chiama alle 18.45 (io stavo già beatamente per spegnere tutto ed andarmene) per dirmi che tale Mr. B era arrivato ed aveva appuntamento con FAJ. Ok, nessuno ne sapeva niente ma gli appuntamenti del capo non si discutono, quindi le dico di farlo salire [da che mondo è mondo, una volta che ci avvisano al telefono facciamo sempre salire i clienti al piano e li aspettiamo davanti all'ascensore per portarli in sala riunioni]. E inizia il balletto:
Russa: "Vieni giù a prenderlo?"
Io: "No, fallo salire al secondo piano"
Russa: "Ah, lo faccio salire quindi?"
Io: "Sìsì"
Russa: "Ma al secondo piano?"
Io: "Bè sì, fallo salire qui da noi"
Russa: "Aaaah... ooook... allora lo faccio salire?"
[...]
Giuro, me l'avrà domandato almeno 4 volte se doveva farlo salire al secondo piano. E come di consueto, eh, non è che le stessi chiedendo qualcosa di insolito!

E stamattina, invece, ha chiamato per avvisare che era arrivato l'appuntamento di MFR e miracolosamente ha azzeccato il nome. Peccato che abbia avvisato uno degli avvocati invece che una delle segretarie...

Oh Signùr, siamo messi male!

Let it snow, let it snow

Mannaggia a me, quando imparerò a starmene zitta?
Ieri verso l'ora di pranzo ha iniziato a nevicare poco-poco-poco qui a Milano. Io guardavo fuori con gli occhi che mi sbrillavano e speravo di vedere un bel paesaggio bianco in serata. La Lemure mi ha scoraggiata subito, diceva "No, figurati, nevica troppo poco e le temperature scenderanno ancora quindi non terrà".

Ieri sera, tornando a casa, ho constatato mio malgrado che avevo ragione io. Per tornare a casa in macchina dalla stazione della metro ci ho messo il triplo del tempo che ci metto normalmente. Prima di poter partire ho dovuto disseppellire la macchina dalla neve e andando ho rischiato qualche volta di slittare sul ghiaccio.
Quando sono arrivata in palestra c'era il parcheggio semi deserto, testimonianza del fatto che solo gli stronzi escono di casa con quel tempaccio per andare a massacrarsi in palestra. Eccomi, presente!

Stamattina peggio che peggio. Naturalmente, nonostante sapessero della nevicata, non è che per caso hanno mandato i mezzi spargi sale o cazzate simili. Scherziamo? Il sale costa. Nè tantomeno si è visto qualche mezzo che spalasse la neve. A casa mia c'era all'incirca una bufera di neve, quindi mi sono alzata un'ora prima nella speranza di incrociare un autobus che mi portasse alla stazione della metro. Dopo mezz'ora di attesa se n'è visto uno all'orizzonte che per fortuna ci ha portati a destinazione senza intoppi. Le metro - e di questo mi sono parecchio stupita - per una volta funzionano bene e quindi sono arrivata in ufficio al mio solito orario.

Stasera provo ancora a sfidare le avversità e vado a fare GAG in palestra con l'istruttore maniaco.
Non temete, un giorno vi racconterò anche di lui.