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martedì 29 luglio 2014

World of Stalking

Vi ho già detto che io sono una persona molto disponibile con il prossimo.
Forse troppo. Difatti solitamente se offro una mano, la gente tende a prendersi il braccio e magari anche una fetta di culo.

La cosa che mi fa sorridere, fino ad un certo punto, sono gli "stalker" online. Di quelli ne ho incontrati parecchi, sempre per il fatto che io sono disponibile e tendo sempre a dare troppo spazio/fiducia al prossimo.
Ci sono stati quelli che, non avendo nessun altro disposto ad ascoltare le loro lamentele, ogni volta che mi vedevano online su msn/skype/random videogame, passavano il tempo a raccontarmi le loro squallide e tristi vite.
Ora.
Anche io ho avuto una vita triste e problematica ma non vado ad ammorbare il prossimo. Anche se, in fin dei conti, questa è tutta gente innocua che ha solo bisogno di qualcuno che li ascolti.

Quelli che mi fanno proprio venire i nervi e che io non riesco a comprendere sono i cosiddetti "morti di figa", però nella loro peggiore declinazione: quelli che sanno che sei fidanzata ma si permettono in ogni caso di rivolgerti complimenti sconfinanti nell'inappropriato e soprattutto poco graditi.
C'è stato un tizio di recente che mi aveva palesato la voglia di provare a giocare a WoW ed io, che non mi faccio mai i cazzi miei, gli avevo offerto aiuto nel caso avesse deciso di buttarsi (so quanto è difficile e noioso iniziare per conto proprio).

Avrei dovuto capire che non era tanto a posto dal momento in cui si è comprato direttamente il gioco a 60 e rotti euro senza neanche aver provato il "free trial" - vabbè, se hai soldi da buttare per comprare qualcosa che non sai neanche se ti piacerà accomodati pure. La cosa ancora più inquietante è che si era anche pagato mesi di abbonamento. Mah.
Ogni volta che mi vedeva online mi scriveva.
Ogni.
Maledetta.
Volta.
Era lunedì ed ero in raid? Lui mi scriveva. Gli arrivavano le risposte automatiche dell'add-on che gli diceva "E' impegnata in un combattimento contro Boss XY"? Continuava a scrivere lamentandosi. Gli facevo notare che ero impegnata e non riuscivo a rispondere? Continuava a scrivere lamentandosi e lanciando frecciatine a sfondo sessuale.

Inizialmente erano cose innocenti tipo richieste di consigli, poi ha iniziato a diventare insistente.
Finchè mi chiedi consigli su una classe che non gioco, ti rispondo dispiaciuta che non posso aiutarti e ti indirizzo a qualche guida su internet (io ne ho lette a decine!); quando inizi a farmi discorsi tipo "eh ma dovrò punirti perchè mi avevi promesso di darmi una mano, mmmmh, chissà che punizione posso infliggerti" stai già sconfinando.
Sai che sono fidanzata e mi apostrofi continuamente con "cucciola" e tipo "secondo me sei molto bella, il tuo ragazzo è fortunato". Dal nulla, eh, giuro di non averlo mai incoraggiato in tal senso anche perchè spesso e volentieri lo ignoravo.
Lamentele infinte sullo stile "ma perchè mi ignori? cosa ti ho fatto? vabbè, ho capito che non sono gradito" ed il giorno dopo stava ancora lì a scrivermi.

Poi mi disse che avrebbe cambiato server e sarebbe andato a giocare con dei suoi amici: da quando me lo disse ha passato UN MESE a scrivermi tutti i giorni prima di migrare definitivamente fuori dai coglioni.
E sempre tutte robe sui generis "eh ma tu sei cattiva, devo punirti, devo trovare qualcosa per punirti, insomma, perchè mi ignori? non ti ho fatto niente... smetto di scriverti... ma mi avevi promesso che mi avresti aiutato, passami il vostro ts così vengo a salutarti, posso entrare in gilda?" e blablablub.

Ad un certo punto, dopo più di un mese di questa tortura psicologica - tanto che spesso loggavo con altri personaggi pur di non beccarlo - è finalmente sparito.

Ditemi pure che sono io esagerata, conosco persone che invece sarebbero state più che felici di incoraggiare le attenzioni dell'ennesimo morto di figa pur di avere qualcuno che se le caghi.
Io no.
Non ho bisogno di qualcuno che mi chiami "cucciola bau bau" (bau bau a me? ma chi cazzo sei?), tanto più una persona con cui non ho un briciolo di confidenza e che non ha nessun tipo di legame con me... e non mi faccio chiamare così nemmeno da Coshuk, dai!
E tutte quelle allusioni sessuali sulle "punizioni"... bleah! Ma chi ti conosce?
Poi ti lamenti anche che non capisci come mai ti ignoro?

Allora sei anche un po' pirla, oltre che morto di figa.

lunedì 7 luglio 2014

Non mi fido delle coppie tutte cuoricini

Questo post me l'ha ispirato kidpix, che altrimenti non scrivo più nulla.

Ci sono quelle coppie che, quando le vedi in giro, sono sempre tutte cicci-pucci, si mandano bacini da una parte all'altra del tavolo e mangiano al ristorante tenendosi la manina; si chiamano con nomignoli teneroni, nei gruppi collettivi di whatsapp si scambiano continuamente cuoricini rosa e bacini e su facebook si fanno continuamente dediche di canzoni o link diabetici (quando non hanno addirittura il profilo in comune).
Postano continuamente foto di selfie in ogni luogo ed ogni lago [cit.] e non perdono occasione di ricordarti quanto si amano.

Poi ci sono io. O meglio, io e Coshuk.
Una volta ad una festa ci chiesero se stavamo davvero insieme perchè ci siamo fatti "i fatti nostri" tutta la sera: credo sia il vantaggio di avere accanto una persona estroversa e che ha piacere a stare con la gente senza il bisogno di monopolizzare il compagno.
Tra le nostre quattro mura ci mandiamo spesso a fanculo, ma con passione; discutiamo, a volte alziamo la voce, ci teniamo il muso (per poco, però).  Le cose non possono andare sempre bene, a volte ci si deve scontrare perchè si hanno opinioni diverse o, più semplicemente, perchè c'è sentimento.
Se non me ne fregasse nulla dell'uomo che ho accanto non starei certo a prendermela così tanto per alcune "banalità", o no?

E quindi non mi fido di coloro che devono far apparire tutto bello a tutti i costi, spesso indica che non sono felici della propria vita.
I miei momenti felici, i momenti vissuti con Coshuk o con i miei cari amici, li conservo nella mia testa e non su una pagina di facebook.

venerdì 7 marzo 2014

E allora meniamocela, sì

Oggi mi trovo in uno stato di totale abbruttimento.
Sono in deficit da sonno per il fatto che è tutta la settimana che dormo massimo 5/6 ore a notte e questo venerdì si sta dunque abbattendo senza pietà sulle mie stanche membra.
Siccome sono masochista ho invitato a casa mio fratello per cena e appena torno dal lavoro dovrò correre a fare una specie di spesa al centro commerciale (rabbrividisco al solo pensiero del casino che troverò), mentre invece vorrei solo buttarmi a letto con il pc e addormentarmi guardando qualche serie tv.

Comunque stamattina, come se il "machimel'hafattofaredialzarmi" non fosse sufficiente a far iniziare in agonia questa giornata, ci si mette anche il guasto ai trenidemmerda.
Sono lì al binario che impreco contro le divinità tutte mentre compongo il numero dell'ufficio per avvisare del ritardo (yeeee, ore di permesso che se ne vanno totalmente senza senso, yuppie!) quando un esemplare di homus retardus mi si avvicina con il chiaro intento di iniziare una conversazione con me.
Elencherò di seguito i motivi per cui questa NON era una saggia mossa:
1- è mattina presto
2- sto telefonando
3- ho una maschera di incazzatura mista a stanchezza chiaramente dipinta in volto
4- sento lontano un miglio la tua puzza di mortodifiga, dai

Dopo aver stroncato i suoi tentativi di tacchinaggine ed essere finalmente giunta in centro, decido che posso concedermi un maledetto caffè al bar, no? Ehccertochessì!
Mi fermo dunque in questa panetteria che fa delle briosche talmente farcite che ad ogni morso corro il rischio di sporcarmi, vado al banco ed ordino un caffè. Era da un po' che non passavo in questo locale per via del barista, che infatti neanche stavolta si smentisce e, mentre mi serve il caffè, mi apostrofa con "Tu hai tutte le caratteristiche giuste: sei alta, bella, carina e gentile. Sei perfetta!".
Ed io sono lì sudata, con i capelli arruffati, struccata e con le occhiaie. Ssssssì. Ti credo, eh.

Vado in rosticceria a procacciarmi il pranzo (la mia buona abitudine di prepararmi qualcosa la sera prima è naturalmente già naufragata dopo solo un mese) e mi lascio tentare dagli gnocchi allo zola: ciccione di tutto il mondo, presto sarò una di voi!
Il tizio che mi sta servendo mi porge la mia vaschettina di gnocchi e dice al suo collega "Hai visto? Ho servito degli gnocchi ad una bella gnocca ahahah".
Ah-ah-ah. Le. Risate.

Adesso.
Naturalmente i complimenti mi fanno piacere. Però ancora di più mi fanno interrogare sulla sanità mentale della gente, specialmente quando accade in giorni, come oggi, in cui sono sciupata e mi sento brutta e trasandata. Cioè. Io veramente. Boh.

Tutto ciò per dire... forse non sono ancora del tutto spacciata :D

martedì 6 agosto 2013

The edge of twentysix (Stevie, perdonale perchè non sanno ciò che fanno!)

Penso di essermi persa una svolta importante, da qualche parte nella mia vita.
Non è difficile immaginare quando, se penso che gli ultimi anni li ho spesi accanto ad un imbecille che non aveva idea di che cosa avrebbe fatto il giorno dopo, figuriamoci a 30 anni.

Non fraintendiamo, la mia vita è bella!
Insomma, per tutto quello che ho passato diciamo che sarei potuta finire in modi peggiori, e invece me la sto cavando alla grande. Non vi starò a tediare con i miei excursus passati.

Però poi alzo un attimo la testa dal mio orticello e sento cose strane.
"Te la ricordi quella ragazza che faceva le superiori con me? Quella grassottella bionda che era stata bocciata una volta? Bè, l'anno prossimo si sposa"
"E tu invece ti ricordi della C.? Massì, dai, era nella classe di fianco alla mia, con la faccia un po' a topolino. Ecco, proprio lei. Si è sposata settimana scorsa"
"Oh, ma lo sapevi che la M. è sposata ed ha già un figlio?!"
"[...] sì, sai, poi la convivenza... Certo, conviviamo ormai dai un anno, abbiamo comprato casa proprio dietro all'omnicomprensivo"
"Mi ha chiesto di sposarlo ed io ho detto sì!!" *ti piazza sotto il naso l'anello con diamante*

E tutta questa gente ha la mia età.
Questa gente va a convivere, compra casa o addirittura si sposa.
Io sto ancora cercando di capire se finalmente ho trovato la persona giusta.
Cioè, in realtà lo so già però sono pessimista nel profondo ed ho una paura fottuta di rovinare tutto.
O di stufarmi. O che lui si riveli in realtà una persona diversa da quel che mi ha mostrato finora.

Probabilmente se fossi rimasta con il mio ex-zombie anche io adesso starei parlando di convivenza.
Ma magari no. Non è che lui fosse una di quelle persone che prende in mano la situazione, a dire il vero.
Forse ho conosciuto Coshuk troppo tardi.

Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.

martedì 21 maggio 2013

Memorie di Ibiza #2

Questa storia la raccontiamo a tutti perchè ci fa ridere tantissimo.
Anche se solitamente, raccontandola, noto che io e l'amica A abbiamo un senso dell'umorismo apparentemente diverso da quello del resto del mondo.

Comunque.
Siamo ad Ibiza ed è sera. Quel momento di limbo che c'è tra la cena e la discoteca, in cui la gente si riversa nei locali a bere un po' per farsi salire il tasso alcolico del sangue.
Che poi è anche quello che stiamo facendo io e la mia amica, sedute al tavolino di questo bar poco affollato che si affaccia sulla spiaggia. Accanto a noi un tavolo occupato da quattro ragazzi che riconosciamo subito essere italiani: gente da cui stare alla larga (noi odiamo gli italiani all'estero).
Siccome eravamo già un po' brille, ci stavamo cimentando in quell'atteggiamento che io e lei definiamo "da lesbiche" perchè... bè... effettivamente è proprio da lesbiche.
Tempo cinque minuti e gli italianz-do-it-better del tavolo accanto ci apostrofano con "Oh, belle, possiamo offrirvi da bere?".
Ora.
Se mi avessero detto "Vi unite a noi?" li avrei mandati a cagare, ma visto che mi stanno offrendo alcol gratis posso forse dire di no?
E difatti
Io: "Sì, certo!"
A: "No!"
Ci guardiamo un attimo in silenzio.
Sposto la sedia e mi unisco all'altro tavolo; lei mi imita quasi subito. E siamo lì.

Ci rincoglioniscono mezz'ora con parole e parole, raccontandoci dei loro lavori fighi che gli permettono di guadagnare un sacchissimo di soldi, etc etc. Sai che noia.
Ad un certo punto la conversazione prende una piega quasi interessante
Tizio: "Ragazze, ma allora perchè non venite da noi? Ci facciamo una bella pasta e pecorina"
Silenzio.
Risate.
A: "Guarda, grazie ma abbiamo un altro impegno"
Io "Già. Peccato, l'offerta era allettante ma proprio dobbiamo andare" e faccio per alzarmi.
Uno mi prende per il polso e mi dice "Ma per noi i soldi non sono mica un problema!".
"Bè, neanche per noi. Buona serata, ragazzi".

E ce ne siamo andate ridendo.
Oh.
A me fa ancora ridere la "pasta e pecorina"!

venerdì 12 aprile 2013

Memorie di Ibiza #1

Sabato sera siamo finite a ricordare qualche inebriante esperienza di Ibiza.
Del tipo "Massì, ti ricordi quella mattina che ci siamo fatte accompagnare in albergo da quel tizio che guidava in mutande?".
Quelle cose imbarazzanti che non vorresti mai raccontare a nessuno, men che meno alla persona che attualmente stai frequentando e con cui ti vedevi anche quando sei partita per quel luogo di perdizione.
Già.

Intanto sono ancora qui per raccontarlo, e non mi è mai capitato di svegliarmi in un fosso senza un rene.
Quindi.
Abbiamo partecipato ad uno schiuma party, il primo (e l'ultimo) della mia vita.
Sembrava una cosa fichissima: la discoteca, le luci, la musica, e un metro di schiuma in cui saltellare allegramente.
Diciamo che non è andata proprio così.

Tutto è iniziato con due tizi che si strusciavano alle nostre spalle.
"Allora, adesso io guardo il tuo e tu guardi il mio e ci diciamo com'è"
"Ok"
Siamo scappate via orripilate.
Ripetete per X volte finchè la mia amica A sente qualcuno parlare romanaccio, si gira, e gli urla "Siete italiani? Ecco, ci salvate da questi due per favore? Ballate un po' con noi?".
Che sembrava una scusa del cazzo e, in effetti, forse un po' lo era. Ma ha salvato la serata perchè eravamo a tanto così da mandare al diavolo la schiuma e ritornare in albergo anche se erano solo le 4 di notte.
Alle 6 di mattina cominciano a sparare la schiuma.
Bello.
Molto bello.
Sì ma adesso anche basta, però.
Io che sono alta 1.77 avevo la schiuma che mi arrivava alle spalle, per dire.
Nella schiuma ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare: ho visto un viscido sbattersi una tizia in un angolo e fissare le altre donne con lo sguardo da "dopo tocca a te"; ho sentito mani apparentemente senza padrone toccarmi più o meno in ogni parte del corpo; ho visto gente sprofondare nella schiuma senza più riemergere. Chissà cosa c'era in quella schiuma.
Ho avuto paura.
Alle 8, cacciati fuori dalla discoteca, ci poniamo il problema di come ritornare in albergo perchè, ovviamente, il locale era in una zona fuori dalla città.
No autobus, solo taxi. Ed ovviamente eravamo senza soldi.
"Ragazze, volete un passaggio?"
La domanda salvifica provenne dal gruppetto di romanacci. La mia amica A ed io ci scambiamo un'occhiata e...
"No!"
"Sì!"
Punti di vista. Cause di forza maggiore fecero optare per il sì ("Guarda che altrimenti ce la facciamo a piedi, ed io NON SO dove cazzo siamo").
"Aspettate, che mi tolgo i jeans perchè sono tutti bagnati e a guidare sono scomodo"
E' o non è la scusa migliore che abbiate mai sentito?

Gli è andata male che ci siamo sedute entrambe sui sedili posteriori, compresse tra i due amici suoi perchè "eravamo bagnate ed avevamo freddo".

PS: siamo arrivate in albergo alle 9 e, senza passare dal via, ci siamo sedute in sala colazioni per mangiare una cosa prima di andare in spiaggia a svenire.

venerdì 8 marzo 2013

Sciopero della minchia

Ci sono molte cose a questo mondo che sfuggono alla mia comprensione.
Bè, che non sono un genio era abbastanza risaputo.

C'è che alcune cose mi lasciano davvero preplessa per la loro intrinseca stupidità. Cose per cui non ci vuole una mente eccelsa: ad organizzarle meglio ero capace persino io.
Una di queste è la festa della donna.

Sì, lo sappiamo tutti che non è stata istituita per permettere a delle galline di rimediare un po' di cazzo, ma ci stanno dietro delle serie motivazioni (Wikipedia).
Eppure non comprendo il senso di tutti questi eventi "women only" in praticamente tutti i locali. Tutti che propongono la stessa cosa, poi: buffet + drink + strip tease + disco night.
Rigorosamente uomo-free.
Quello che la mia collega chiama "lo sciopero della minchia", a ragion veduta.

Cioè, se io fossi un uomo single la festa della donna sarebbe la mia serata preferita in assoluto per tacchinare le ragazze in quanto è noto che si riverseranno nei locali e per le strade orde di donne poco vestite che, al grido di "Wooooohhh serata donne!!", saranno ben felici di barattare i loro principi morali per dei drink gratuiti ed assistere ad un volgare spogliarello.
E se io, in quanto donna (e pure fidanzata), avessi voglia per una sera di dimenticarmi un po' di tutto e passare una serata a contare quanti imbecilli si fanno dare un due di picche?
No.
Niente.
Nun ze pò.
Vietato l'ingresso ai portatori sani di pene.
Sai che noia.

Allora ne approfitto e vado a farmi un tranquillo aperitivo con LoveGuru in un locale in centro, pianificando che cosa combinare per la laurea dell'altra compare, aspettando un orario consono in cui si presume possa terminare il temibile sciopero della minchia.
Se vi state chiedendo perchè non ho nominato anche l'amica A... bè, lei ha GIUSTAMENTE preferito godersi un sano weekend di sesso visitando Verona con un tizio con cui sta uscendo.
Per dire quanto io e LoveGuru siamo poco furbe, a caccia di cazzi.

Del resto, Coshuk lavora fino a tardi il venerdì ed io in qualche modo mi devo pure consolare.
No?

PS: ho scritto "minchia" troppo spesso, forse?

venerdì 15 febbraio 2013

Date da ricordare

In segreteria ormai parliamo solo di una cosa: il matrimonio di Cicì.
Bello, eh.
Tutto molto bello.

L'abito. Le scarpe. Gli accessori.
Il volo.
L'albergo (che ancora non si è capito se paga lei o noi).
La collega che viene con il marito e forse lascia il figlio a casa.
Io sono stata invitata da sola, in tempi non sospetti, chè "Ti sistemo io, a te!" disse la futura sposa.
Cicì, hai fatto la prova vestito?
E hai scelto il gruppo?
E la sala per il ricevimento?
Ah, ti sposi alle 17:00 quindi.
Il resto è tutta una nuvola di "Uuuuh" e "Aaaah" e piccoli acuti di eccitazione.
La password dell'account email di Cicì è la data delle sue nozze.
Ovvio.

All'improvviso ti accorgi che tutti attorno a te sono sposati; o si sposano; o partecipano a matrimoni; o parlano di matrimoni.
E sposarsi è sempre stato un mio desiderio, una cosa che sento di dover fare. Per me stessa, s'intende.
Non il matrimonio in chiesa, quello no. Da atea, non posso.
Ma mi voglio sposare. Anche perchè devo smetterla di piombare in casa della gente a chiedere di mostrarmi le foto delle proprie nozze.

O sorprendermi a guardare di sottecchi alcune coppie di amici, ormai sposati, e sperare con tutta me stessa e con le lacrime agli occhi di poter avere una relazione sana ed onesta come la loro.
Anche se, devo dire, sono i giusti modelli da seguire.

venerdì 1 febbraio 2013

I knew you were trouble the moment you walked in

A Natale il mio amico israeliano mi ha fatto gli auguri.
E non ci sarebbe da farcene un post se non fosse che... loro ovviamente non festeggiano il Natale.
Credo sia stato carino da parte sua ricordarsi della nostra festività e mandarmi persino gli auguri, no?

No, non ve l'avevo ancora raccontato.

Ci eravamo dati appuntamento (io, la mia amica A e questi due ragazzi) ad un famoso locale sulla spiaggia per bere una cosa dopo cena. Una Coronita che ho pagato un fottiliardo di euro e che, tra l'altro, mi fa pure cagare. E questa era l'idea geniale numero 1.
La numero 2 è stata: sediamoci lì sulla sabbia, che tanto non ho addosso un fichissimo vestito bianco che mi fa sembrare una strafiga, eh. L'ho già detto che il vestito è bianco? Sì? Ecco.
"I don't wanna be bitchy, but... well, indeed I do" è stato il mio esordio quando ho spiegato che sulla sabbia non mi sarei seduta neanche se mi avessero spezzato le gambe e messa a sedere prendendomi per i capelli.
Così abbiamo optato per delle sdraio.

L'idea geniale numero 3: facciamo una passeggiata sul bagnasciuga. Con i tacchi.
"Ooh, splendid!", 'na meraviglia proprio.
Così mi levo le scarpe e, abbracciandomele strette, saltello sul bagnasciuga mentre le onde avanzano sui miei piedi e si ritirano a moti alterni. Non faceva nemmeno 'sto gran caldo, se proprio dobbiamo dirla tutta.

Ad un certo punto la mia amica e Nir (il "suo" israeliano) spariscono.
Tipo che abbasso lo sguardo per controllare se mi sono macchiata il vestito, lo rialzo e...
"Where the fuck did they just vanish?"
"Dunno"
"Oh well, let's keep walking"

E così, camminando e parlando io e Itai siamo arrivati fino in fondo alla spiaggia.
Non sapendo che fare, ci siamo seduti su una sdraio a parlare di quello che facciamo nel nostro paese, di quanto le nostre culture ed abitudini siano diverse, dei nostri gruppi musicali preferiti, dei videogiochi che ci piacciono, dei progetti futuri.
Ed Itai aveva una logica ed una razionalità che io a 25 anni ancora non ho padroneggiato; commentava quel che gli raccontavo come farebbe un amico, e non una persona che hai appena conosciuto e che quindi tenta di compiacerti facendosi trovare d'accordo su ogni sillaba che ti esce dalla bocca.
Ha preteso l'elenco di tutti i gruppi che mi piacciono e in risposta mi diceva se piacevano anche a lui o no; poi gli ho chiesto dei gruppi israeliani, di cui promise di farmi ascoltare qualcosa se ci saremmo visti il giorno successivo.

Insomma, sto passando una serata piacevole. L'avevo anche convinto a pucciare i piedi nell'acqua insieme a me (togliendosi quindi scarpe e calzini ed arrotolandosi i pantaloni in maniera ridicola), quando mi porge la mia borsa "I think you got a text".
Avrei potuto non guardare, invece mi preoccupò il fatto che qualcuno mi avesse scritto considerato che tutti quanti sapevano che mi trovavo ad Ibiza.
"Nir? Wtf is he writing me for?"
"Maybe to tell us where to find them, just in case"
"..."
"..."
"Someone stole A's bag. We need to get back to them!"

Si alzò, mi prese sotto braccio ed iniziammo a correre sulla sabbia.

PS: L'idea geniale numero 4 è stata quando la mia amica ha deciso di mettere la sua borsetta dietro la schiena mentre era seduta in spiaggia con Nir. Se non è ingenuità questa, davvero non so cosa lo sia...

martedì 29 gennaio 2013

London calling

Londra è, senza dubbio, la mia capitale europea preferita.
Sin dalla prima volta che l'ho visitata esercita su di me un fascino intrinseco, che faccio fatica a spiegare razionalmente.

Ci vado ogni anno, e la vivo sempre in un modo molto personale e particolare; la condivido con amiche, fidanzati, suocere. Perchè voglio che la vedano con i miei occhi, un po' anche per capire meglio che tipo di persona sono io.
Londra è per me come Milano, ma all'ennesima potenza. E' un po' quel che sono io: la mia maschera di schiettezza, la mia voglia di fare, la pigra tranquillità della periferia, i quartieri colorati, le persone indaffarate, uomini d'affari e gente che fa shopping, i musei, l'arte, i locali, la musica. Le esperienze.
La freddezza delle persone a primo impatto ma la loro ferma gentilezza quando ti fermi un secondo ad ascoltare; il clima rigido, ed i giardini segreti di cui è disseminata Londra e che diventano ancor più belli sotto il primo, raro, raggio di sole.
Ecco cos'è Londra: una città che nasconde un'altra città. Una maschera dietro a cui c'è un volto.

Stavolta parto e porto Coshuk con me.
Voglio mostrargli la Londra che amo, voglio vedere il mondo insieme a lui.
E lui, che per la prima volta viaggia con una fidanzata, è felice.
Lo vedo felice ed impaziente.

Siamo due imbecilli che vanno a Londra.

venerdì 25 gennaio 2013

Chasing Pavements

I've made up my mind
don't need to think it over

Un venerdì prima di natale è stato il compleanno di Coshuk.
Lui odia dicembre, il compleanno ed il Natale.
Insomma, il Grinch è più amichevole ma vabè anche io detesto il mio compleanno e una volta odiavo il Natale. Ad un certo punto nella vita trovi qualcosa che ti fa cambiare idea, tutto qui.
Quest'anno ho deciso che dovevo essere questo per lui.

If I'm wrong I am right
don't need to look no further

Sicchè, carica delle migliori intenzioni, quel venerdì sera ho sfidato la tormenta di neve ed il freddo polare per accamparmi sotto casa sua ed aspettarlo al rientro dal lavoro. Purtroppo questo orario, il venerdì, spazia tra mezzanotte e un'ora X, perciò sono partita da casa munita di giacca pesante, libri, coperta e maglione extra per affrontare l'attesa.
Comunque non è andata proprio così.

This ain't lust
I know this is love

La sua carissima amica - quella che sta a lui come la mia amica A sta a me - si è offerta di tenermi compagnia per un po', e l'ho accompagnata in un locale con alcuni suoi amici. E' stata una serata piacevolissima, lei è un tesoro ed il tempo è veramente volato. Tanto che verso le 00:50 mi chiama Coshuk per dirmi che era appena uscito dal lavoro... ed in sottofondo sentiva il vociare tipico da pub del venerdì sera.

But if I tell the world
I'll never say enough 'cause this was not said to you

Metto giù il telefono e comincio ad urlare, impanicata, "Ommioddio sta già tornando a casa!". Tracanno alla goccia l'ultimo sorso della mia birra e mi faccio riaccompagnare sotto casa sua, ringraziando infinitamente per la compagnia.

And that's exactly what I need to do
if I end up with you

Ha appena smesso di nevicare, è tutto bianco e grigio, sembra una cartolina.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.

Should I give up
or should I just keep chasing pavements

"Pronto? Ma dove sei?"
"Eh... a casa"
"Ah, ma quando sei arrivato?"
"Boh, da 5 minuti"
"Senti, scendi? Sono sotto casa tua"
"..."
"..."
"Ma davvero?"
"Sì"
"Tu sei matta. Arrivo"

even if it leads nowhere
would it be a waste even if I knew my place?

Gli ho dato il mio regalo, che era... non fate i pervertiti, era una maglietta dell'Hard Rock Cafè di Amsterdam. Ed un biglietto molto nerd fatto con le mie manine sante.
Vi dico solo che davanti ci avevo disegnato Link con un fumetto "it's dangerous to go alone, take this".
E dentro c'era un cuore pixeloso in rilievo, per ovvie ragioni.

venerdì 14 dicembre 2012

Un applauso perchè sono una persona matura

A volte ho dei momenti di autocelebrazione.
Non capitano spesso, anzi, quasi mai; quando accadono però sono potentissimi.
Quindi adesso mettetevi comodi ed ascoltatemi mentre mi lusingo un po'.

Dunque è successo che sabato sera sono stata con Coshuk al concerto di Cristina d'Avena feat. Gem Boy.
Sìsì, è stato bellissimo e bla bla ma non sono qui a parlare di quello.
Dopo il concerto abbiamo raggiunto i suoi amici, chè voleva presentarmeli da un po', in un pub che frequentano abitualmente.
Dopo le presentazioni di rito mi ritrovo da sola, dato che lui ed il suo migliore amico avevano urgentemente bisogno di nicotina. Allora mi sposto più vicino agli altri e inizio a conversare con un altro tizio come se fossimo amici da una vita. Così, a caso.
La tizia di fronte a me, una ragazzina scialba e fastidiosa che a vederla le avrei dato 16 anni massimo, mi apostrofa con un tono un po' da maestrina
"Maaaaaa fammi capire: questo significa che ti vedremo spesso con noi?"
"Ah, boh, mi cogli alla sprovvista con questa domanda ma comunque non credo. Ho il mio giro"
"No perchè io non ti avevo mai vista"
"Eh, tesoro, nemmeno io. Quindi?"
"Niente, allora benvenuta nella compagnia"
"Uhm. Grazie. Credo"

Cioè, scusa?
Dal nulla, eh. Così.
Gli altri si sono fatti delle ghignate sotto i baffi alle mie risposte.
Intanto da fuori Coshuk e l'amico continuano a fissarmi come due leoni a dieta fisserebbero un maialino con la mela in bocca. Non è che mi sentissi molto a mio agio. Ancora di meno dopo aver ordinato uno sbagliato ed una birra (contemporaneamente!) e sentirsi addosso gli sguardi di ammirazione degli uomini lì presenti.
Sì ma io sono un'alcolizzata, non faccio testo.

Mi alzo per andare in bagno e vengo raggiunta dalla Tizia Fastidiosa (perdonatemi, non riesco a trovarle un soprannome che le si addica di più di questo) che mi richiama all'ordine proprio nel momento in cui mi sto liberando.
Mmmmmmmmmmma. Che. Minghia. Vuoi?
"Sssssì?". Respiro. Mi ricompongo. Riassumo la mia dignità e dopodichè apro la porta ed esco nell'antibagno per sentire che cavolo ha da dirmi questa ragazzetta che conosco da 10 minuti.
Long story short: voleva dirmi - solo per correttezza nei miei confronti, sia ben chiaro, mica per mettere zizzania - che ormai un anno fa aveva avuto un affaire con Coshuk.
Io, che ovviamente lo sapevo già, ho fatto buon viso a cattivo gioco. La ragazzetta non è assolutamente una minaccia: è, suo malgrado, una personcina poco matura e davvero molto insipida che ha uno strano concetto del rapporto di coppia (o sono io quella strana, devo ancora valutare bene).
E niente, sono lì nel bagno di un pub con "la ex", a ragionare dei massimi sistemi delle relazioni con l'altro sesso. Le ho snocciolato qualche consiglio appreso con anni di esperienze andate poi a finire molto male; il tutto riassumibile in un molto semplice e facile da ricordare: non sacrificare mai nulla per un uomo, non ne vale la pena.
E' semplice, no?

EPILOGO:
Il giorno dopo ho trovato la sua richiesta di amicizia su Facebook. Nulla mi è mai sembrato più ipocrita di quel numero 1 accanto al mio contatore di richieste ancora inevase.
Nel pomeriggio mi ha scritto per dirmi che Coshuk, in fondo, è un bravo ragazzo e che lei è contenta che stia con me.
Però ci teneva a specificarmi che lei lo ama ancora.
Le ho risposto che non mi farò vedere quando escono in compagnia. Sai, just in case.

Non vi sto a dire le risate che mi sono fatta con le mie amiche.

mercoledì 12 dicembre 2012

Fantasia!

No, non il film della Disney.

Uomini (o presunti tali), questa ve la dedico.
Cazzo, metteteci un po' di fantasia.
Non dico sempre, eh, perchè da persone che quando si svegliano al mattino resettano completamente la giornata precedente non mi aspetto niente. Ma almeno quando venite lasciati.

Che dopo anni di relazione - ma che dico anni? mesi! - sembra quasi che noi donne diventiamo trasparenti. Esseri superflui. Stiamo qui, il soprammobile.
Poi vi rispediamo al mittente e, guarda caso, vi si risveglia il neurone. O il cazzo, a seconda di dove risiede.
E ve ne uscite TUTTI, SEMPRE con la frase "Eh, ma io stavo per chiederti di sposarmi".
Ma dove?
Ma quando?
Ma se stai al matrimonio come la Monaca di Monza stava all'astinenza sessuale!
Perchè non fate fagotto dell'ultimo briciolo di amor proprio che vi rimane e ve ne tornate su per l'antro anale di qualche scimmia beota? No. Voi dovete fare le vittime.
Com'è che dobbiamo arrivare al punto di lasciarvi per farci apprezzare? Vi sembra normale?

Se non si fosse capito sono parecchio incazzata.
Con i miei ex che se ne escono con queste grandiose pantomime. Che se mi avessero dimostrato al momento giusto anche solo metà dell'attaccamento che manifestano quando gli do il benservito, a quest'ora non sarei nemmeno qui a scriverne.
E con Coshuk, che a volte sa essere proprio un gran coglione.
A me fa molto piacere che mi mandi sms che, testualmente, recitano "Sentiamoci stasera su skype o per telefono, l'importante per me è che ci sentiamo". E' il massimo dei complimenti che posso aspettarmi da lui e quando capita mi sento al settimo cielo.
Certo che se però poi si mette a fare altro mentre gli parlo allora non andiamo molto bene, eh.
Incasso una, due, tre volte, ed alla quarta saluto e me ne vado.

Secondo voi si è accorto del muso lungo che sto piantando da ieri sera? Ma va.
Sarebbe già tanto se riuscisse a trovarsi il culo con le mani.

Da qui a chiedermi di sposarlo in preda ad una crisi di pianto, il passo è breve.
Molto breve.

venerdì 7 dicembre 2012

Ma. Anche. Basta.

Ormai sono la calamita per qualsiasi tipo di mentecatto ci sia nel raggio di qualche chilometro.
Approssimativamente.

Un posto dove sono stata qualche volta con la mia amica A ed i nostri rispettivi ex.
E' stato strano tornarci accompagnata da lei e da LoveGuru.

Dopo essere state sbattute fuori dal locale alla chiusura, abbiamo cazzeggiato un po' rischiando di farci prendere a secchiate dai residenti, poi all'alba delle 3.30 ci siamo avviate alla macchina per tornare a casa.
In quel frangente un ragazzo in Audi si ferma in mezzo alla strada, abbassa il finestrino e ci saluta.
Io, che sono una persona educata, rispondo al saluto con assoluta tranquillità; LoveGuru mi guarda malissimo, mi afferra per un braccio e comincia a sussurrare in una litania infinita "Notipregoandiamocenevia"; la mia amica A, che è anche la persona con più aplombe che io conosca, continua la marcia verso la macchina e, raggiuntala, si aggrappa alla portiera e attende con visibile irritazione che io apra la macchina.
No, hai capito male, ciccia.
Se io sto qui a parlare con il mentecatto state pur certe che mi farete compagnia.

L'idiota, truccato come uno dei Kiss (e per questo si è guadagnato qualche punto stima), intavola un'interessantissima conversazione riguardo al mega-party a cui è appena stato. Dopodichè insiste per sapere il mio nome in modo da potermi aggiungere su facebook.
Io, che sono notoriamente stupida quando si tratta di queste cose, penso "Bè, tanto è ubriaco e pure poco brillante, gli lascio il mio nome che è difficile così sicuramente domattina se l'è già scordato".

Ecco.
Inutile dire che non solo mi ha aggiunta su facebook, ma mi sta anche scrivendo in chat da mezz'ora chiedendomi insistentemente il numero di cellulare "così dopo mi chiama".
Tu hai capito male.

Come se non bastasse, siccome sono sadica, ho raccontato a Coshuk il mio emozionante sabato sera con dovizia di particolari. La soddisfazione è arrivata sotto forma di questa sua risposta "Io, comunque, sono un po' geloso".
Oh, allora forse ci tiene!
This.
Made.
My.
Day.

lunedì 12 novembre 2012

Love Guru

Oltre ad essere un film, è anche il soprannome che abbiamo dato ad una ragazza che da qualche tempo a questa parte abbiamo preso sotto la nostra ala protettrice.
Io e la mia amica A, intendo.
Ovviamente.

Love Guru è una sagoma di donna: 26 anni, vergine, assidua fruitrice di porno, perennemente vogliosa e - paradossalmente - una delle poche persone con cui posso liberamente parlare di sesso. L'abbiamo invitata con noi ad Amsterdam, la sua compagnia ci fa parecchio piacere ed abbiamo volentieri allargato il nostro ristretto circolo privato (che ancora un po' io e la mia amica A sembriamo due lesbiche).

Comunque una sera l'abbiamo trascinata con noi in un locale in centro, per farle assaporare che cosa significa uscire con persone che si sanno divertire. Ci ha raggiunto il mio amico Facebook-man, il ragazzo che avevamo conosciuto ad Ibiza e con cui sono uscita qualche volta in amicizia. Stampatevi bene questa parola nella testa: amicizia.
Amicizia.
Giuro.

Tra l'altro, aveva pure portato alcuni suoi amici.

Ad un certo punto Love Guru guarda gli altri e sbotta "Maaaa... se una ragazza arriva e vi chiede 'scusa, posso farti un pompino?' voi come reagite?". Non so, ditemi voi se vi pare una domanda normale.
Io mi sono cappottata dalla sedia per le risate.
Gli altri avevano la mascella che toccava terra dallo stupore.
Poi si sono ricomposti, sono scoppiati a ridere ed è partita la discussione.
Discussione che, tra l'altro, è culminata in questo
LG [a me]: "Dai, adesso vai da quelli a chiedergli se puoi fargli un pompino"
Io: "No, grazie ma no. Li vedo accompagnati da altre due ragazze, non voglio morire"
Dopodichè è partito il siparietto tra me e Facebook-man, con io che fingevo di chiedergli con fare da pornostar se potevo fargli un pompino. Peccato che io abbia la carica sessuale di un sasso.
Comunque, quante volte ho ripetuto la parola pompino in queste due righe?
Ho già i brividi al pensiero delle ricerche che condurranno a questo post.

Esaurito quell'argomento, Love-Guru ha iniziato a spiegare agli astanti come rimorchiare una ragazza in discoteca senza beccarsi ceffoni. Un breve vademecum per capire se ci sta e le mosse giuste per non fallire.
Io non so se è eticamente corretto dare queste armi al nemico. Ho avuto la sensazione che fosse come una sorta di spionaggio industriale. Un inside job.

GOMBLODDO!!

mercoledì 7 novembre 2012

Incontro ibizenco: Mr Facebook

Lo so che non lo dovrei fare, vi vedo già lì pronti a redarguirmi con quel ditino che fa "no-no".
Intanto vi devo dire che io lo faccio esclusivamente per voi.
Già, per voi! Quindi, se proprio dovete biasimare qualcuno, prendetevela con voi stessi, chè io lo so che dentro di voi (ma anche fuori) vi divertite tantissimo a leggere i resoconti dei miei rendevouz più o meno romantici.

Comunque.
Ieri sera sono uscita a cena con un tizio che ho conosciuto ad Ibiza. In suo favore posso dire che mi aveva approcciato con quella che, alla fine della vacanza, era risultata la miglior pick-up line ovvero "Hai la faccia di una che ha bisogno di un Mojito". Ecco, prendimi, sono tua!
La sua vita, in bullet point:
* vive e lavora a Dublino
* ha 32 anni
* lavora per Mark Zuckerberg
* è un simpatico cazzone
* fa paracadutismo
* pilota elicotteri
* condividiamo gli stessi clienti
* offre cene ed aperitivi come se non ci fosse un domani

Detto questo, credo di non aver mai riso tanto con un uomo in vita mia.
La conversazione è stata brillante, interessante, e a tratti persino filosofica. Mi ha invitata ad andare con lui a Madrid quando fa i lanci con il paracadute, se ho voglia di provare.
Ed io sì, ho voglia di provare. Mi piacciono le iniezioni di adrenalina, quelle scariche di paura che ti attraversano il corpo quando stai per fare qualcosa di pericoloso; il sudore sulle mani, il pallore del viso, il respiro corto.

E boh, niente, devo dire che è stata una bella serata.

venerdì 26 ottobre 2012

Identità fittizie

A volte mi piace fingermi un'altra persona.
Non certo perchè non sono soddisfatta di me stessa, anzi. Ma mi diverte l'idea di avere un'identità fittizia, oltre a quella ormai desueta del mondo virtuale, da poter gettare in pasto a persone con cui voglio mantenere distanze invalicabili.

Quindi il mio alter-ego si chiama Svetlana, è pallida e con i capelli rossi perchè la madre ha origini ucraine e si chiama Nadjeschka; ha studiato giurisprudenza all'università degli studi di Milano e fa la praticante presso uno studio del centro, di quelli importanti con i pavimenti di marmo e gli infissi ancora degli anni '60; si destreggia tra aperitivi e serate danzanti nella Milano bene; ha un'amica che si chiama Marta e fa la commessa da Gucci in Galleria, laureata in design della moda presso il Politecnico di Milano, con cui condivide la passione per le marche costose; abita a Loreto, e divide l'appartamento - offertole in affitto ad un prezzo vantaggioso dal suo dominus - con la sua migliore amica appunto; la vita è colorata ed incredibilmente semplice per Svetlana.

A me ogni tanto, devo ammetterlo, diverte tantissimo essere lei. Mi calo nei suoi panni con innata naturalezza, è semplicissimo. E' un alibi che regge, le amicizie da ombrellone tendono ad abboccare all'amo ad una velocità impressionante, è quasi un atto di fede. Il personaggio, in effetti, me lo sono cucito proprio su misura, è impeccabile.
Ecco, a domande più personali tipo "quale media avevi?" e "con quanto ti sei laureata?" devo ancora lavorarci perchè non mi viene da rispondere con prontezza, ma del resto non mi aspettavo che qualche malato conosciuto sulle spiaggie di Ibiza potesse mai arrivare a chiedermi cose di tale levatura.
Pure perchè, solitamente, le conversazioni con gli sconosciuti si sviluppavano attorno a queste fondamentali domande:
- come ti chiami
- quanti anni hai
- di dove sei
- sei single
- cosa fai nella vita
- senti, ma perchè non vieni da me a scopare stasera

Svetlana, che non è una ragazza per bene nonostante l'apparenza da perfettina, non si scompone mai a queste richieste. Però dice no, ma con classe. Svetlana dice "Bè, anche no". Qualcuno ha cercato di infilarle le mani in posti poco consoni, cercando di tramutare in sì il suo iniziale diniego. Ma lei nulla, è stoica; sorride, distoglie lo sguardo e punta le mani sul petto del marpione per allontanarlo.
Sulle labbra del lui di turno resta in sospeso la domanda "Perchè?", e Svetlana sorride maliziosa e scuote la testa, spingendolo ancora un po' più in là.
Un altro assalto.
Un altro rifiuto.
Che no, le mani addosso a Svetlana non le mette nessuno. Va' che chiama la mafia russa, poi sono cazzi.

Bè, non in quel senso.

lunedì 22 ottobre 2012

Ibiza: day 1, first impression

Domenica 2 settembre
Alle 2:00 ci buttiamo finalmente a letto, nella nostra stanza. Distrutte.
Invece di spegnere la luce, accendo le pale del ventilatore.
Io: "Ma sarebbe quella l'aria condizionata?"
A: "Oh bè, che culo"
Ci addormentiamo ridendo.

La mattina dopo mi sveglio, vado in bagno: sangue.
Bestemmia.
Che comunque no, io non bestemmio. Ho solo tirato un rosario di tutti gli insulti che conosco in ordine alfabetico. Così, per sfogo.
Vado a fare colazione al grido di "Non mi farò condizionare da questoooooohhh!!". Seh, credici.
Torno in camera per prepararmi alla giornata di mare e decido di fare una cosa che si rivelerà molto controproducente: controllo il cellulare.
C'è un messaggio da Coshuk ed immediatamente si crea quell'atmosfera di tensione pre-tragedia, con annessa gara di sguardi tra me e la mia amica. Quindi, sfinita dall'aspettativa, mi metto a leggere:
Ciao, scusa se non mi sono nemmeno fatto sentire ma non c'è stata occasione... Riposati, divertiti e ci vediamo appena torni (spero!).
Ma vaffanculo.
Ho riposto il telefono nel cassetto e non l'ho più tirato fuori per tutta la settimana.
Che vada al diavolo, va.
Durante la mia mattinata passata a fare la balena arenata sulla spiaggia, causa impossibilità di fare un bagno degno di questo nome, riesco a finire di leggere Asimov senza pensare a nulla. Solo Asimov. E sporadicamente la mia amica cerca di pilotare il discorso dove io NON voglio arrivare, quindi mi concentro pensando a quanto dev'essere figa Selene Lindstrom. Eh vabè.
Il mare comunque non è questo granchè. Qualcuno mi ha detto "Bè, sempre meglio delle nostre spiaggie" ed io ho annuito senza approfondire, perchè non avevo voglia di discutere. Però no, credo che il livello sia esattamente lo stesso di quando vado a Marina di Massa.
La sostanziale differenza è che invece di marocchini che vendono borse palesemente contraffatte di Louis Vuitton e Chanel, ad Ibiza ogni 10 minuti c'è un PR che tenta di venderti i biglietti di discoteche, escursioni, open bar millantando incredibili sconti.
Io e la mia amica A, da persone anormali quali siamo, prendiamo carta e penna ed iniziamo a fare un prospetto della settimana annotandoci le serate a cui vogliamo partecipare e incastrando i vari programmi.
Le frasi che ci hanno rivolto più spesso sono state
"Ah, prendete appunti?" - seguita da sguardo circospetto, probabilmente in cerca di una via di fuga
"Sapete l'inglese? Wow! No perchè tutti gli italiani che abbiamo incontrato finora non sanno una parola" - frase rivoltaci più e più volte da disperati PR stranieri. Io un po' morivo dentro ogni volta che me lo sentivo dire, che figure di merda.

La permanenza, nel pomeriggio, sui lettini al bordo della piscina dell'albergo (mentre ci studiamo il nostro timetable settimanale) ci da modo di apprezzare la fauna locale: scopriamo che i nostri vicini di stanza sono dei bei manzi inglesi.
Molto belli.
Roba da 4 netto sull'unghia.
Sicchè, giusto perchè non siamo buzzurre, ci esibiamo nella nostra migliore performance di "Call Me Maybe" per la profonda giuoia degli astanti, i quali hanno ben visto di ritirarsi in stanza.
Li seguiamo poco dopo, per non dare nell'occhio, e passiamo la successiva ora affacciate al balcone a guardarli stendere costumi ed asciugamani, fingendo di essere in altre faccende affaccendate.
Non è vero: li stavamo palesemente fissando con la bava alla bocca, come due schnautzer che fiutano la preda.

Dopo la cena in albergo e due bicchieri di sangria - la prima vera sangria dopo il viaggio a Barcellona - la serata finisce con me e lei da sole in stanza che ci mangiamo un pacchetto di patatine a letto in mutande mentre sfogliamo "50 sfumature di grigio" alla ricerca dei pezzi più porno.
In un angolo della mia mente io penso a Coshuk, lei al suo Americano.
In un angolo remoto, però. Ed entrambe non osiamo confessarlo.

Sì, siamo persone tristi.

venerdì 12 ottobre 2012

The Israeli Diplomacy

Penso lo sappiate tutti che non sono andata ad Ibiza per pensare e guardare il mare al tramonto.
Tutti tranne Coshuk. Ah-ah.

E tutti volete sapere la storia dello schiuma party (ribattezzato schiuma-porny), di Rolo il siciliano, della gente che usa identità fasulle o degli inglesi che erano sempre ubriachi. Invece no. Questa è la storia degli israeliani a cui non abbiamo saputo resistere.

La storia inizia in realtà dentro la storia in cui c'erano questi inglesi completamente ubriachi marci.
Che Seamus e Valeren me lo raccontarono già ai tempi del primo raduno, ma ho potuto constatare di persona quanto agli inglesi importi molto di più della loro birra piuttosto che di provarci con le ragazze inglesi che girano mezze nude incuranti delle intemperie pur di farsi notare. Tant'è.

Io e la mia amica A ci aggiriamo per questo rave party con le palle che strisciano al suolo: musica orrenda, inglesi ubriachi, nessuno che ci caga neanche da lontano, tipe mezze nude e completamente marce che provano a sbatterla in faccia a qualsiasi essere di sesso maschile. Niente di nuovo per Ibiza, ma dopo un po’ è stancante non essere abbordate da nessuno. Sì, so che questa frase sarà presto usata contro di me in Tribunale. Ok.

Amareggiate e stanche, ci adagiamo su un muretto per riposarci un attimo e veniamo abbordate da due tizi seduti lì accanto che in un primo momento credevo quasi fossero statue da quanto erano impassibili.
Che poi “abbordate” non è il termine corretto. Hanno fatto una battuta che nessuna delle due ha capito, con il risultato che io ho fatto spallucce mentre la mia amica si è presa malissimo perché non aveva capito una parola. E da lì abbiamo iniziato a parlare.

Ragazze, un consiglio: puntate sugli israeliani, davvero. I due esemplari che abbiamo avuto la fortuna di conoscere sono atletici, disincantati, particolarmente simpatici, conoscono benissimo l’inglese e… biondi con gli occhi azzurri! Giuro. E valevano ben 4 punti!
Poi, vabè, la gente mi ama perchè parto con le domande stupide ma di quelle proprio imbecilli forti a cui nemmeno gli educati israeliani possono resistere dal rispondere "Are you fucking kidding me?". Già.
Robe tipo
- Ma da voi c'è la censura?
- Ma avete l'alfabeto come il nostro o usate simboli strani?
- Ma c'è la guerra?
- Ah, il servizio militare obbligatorio? Terribile! Perchè?
- Ma le donne girano con il velo?
- Ma dunque siete ebrei?
E altre amenità del genere con cui preferisco non tediarvi oltre.
Oh, e non sfottete. Non è che Israele sia il primo pensiero con cui mi alzo la mattina, è una cultura di cui non conoscevo niente (per mio disinteresse, lo ammetto).

Il "mio" israeliano si chiama Itai, che pare più un nome giapponese che altro. Alto, biondo, occhi azzurri ma di un azzurro che... mmmmh! Ecco. Unica pecca: ha 22 anni. Mi sono sentita vagamente pedofila ad uscirci insieme. Ma, oh, chi se ne frega in fondo.
E' ateo (forse l'unico israeliano ateo che esite ahah), suona la batteria, è un gamer, guarda i miei stessi telefilm e ascolta i miei stessi gruppi musicali; non reputa imbarazzante il silenzio; è uno che prende in mano le situazioni meglio di qualsiasi italiano io abbia mai conosciuto. E' uomo, cazzo. Cazzo.
Sarà perchè ha fatto 4 anni di servizio militare obbligatorio, è un'esperienza che fa crescere parecchio.
Così dicono.
Sicuramente gli ha fatto crescere dei bei pettorali e degli addominali che... cioè, lèvate!
Poi aveva quel modo di fissarmi dritto in faccia, con quei suoi occhi azzurri, che di solito la gente si intimorisce a guardarsi negli occhi e dopo un po' abbassa lo sguardo. Lui no. Magnifici occhi azzurri. Mmmmh.
Smettila!

Uomini con i controcoglioni che quando la mia amica A si è fatta fregare la borsa (era la 1 am di ormai venerdì), loro hanno insistito per restare con noi ad aiutarci. Avevano già comprato i biglietti per una serata all'Amnesia, pagata anche discretamente, ma non si sono minimamente posti il problema: loro dovevano restare.
Vi giuro che mi bastano le dita di una mano per contare le persone che conosco che avrebbero fatto una cosa del genere.

mercoledì 10 ottobre 2012

Whatever happened to Saturday nights

I miei fine settimana ormai si mescolano. Sono fatti di gente e di colori, di spritz e di girandole di impegni.
È stancante ma mi piace. Cerco di tenermi occupata sia mentalmente che fisicamente, solo che non sono ben riuscita a capirne il motivo.
Sono malata cronica da quando sono tornata da Ibiza e, seppur in un angolo della mia mente io ne sia angosciata, la cosa non mi ha fermata dal buttarmi a capofitto nelle uscite.

Il mio fine settimana è iniziato giovedi con il compleanno della mia amica A. Una cosa tranquilla, sono andata a casa sua a portarle il regalo ed una vaschetta di gelato. Peccato che non fosse in casa.
Già.

Venerdì sera abbiamo cenato alla Sagra della Patata che, al di là delle scontatissime battute a cui si presta, è motivo di vanto per la zona.
Poi siamo andate a bere in un locale ed abbiamo incontrato un tizio che ci prova con me da una vita; per l'ennesima volta mi ha chiesto di uscire ed io continuo ad esserne imbarazzata.

Sabato pomeriggio sono stata da Hikaru per darle il regalo di compleanno perchè anche lei faceva gli anni. L'ho aiutata ad allestire le decorazioni per la festa, come quelle dei bambini a cui la madre dà il permesso di invitare gli amichetti a casa. Sarei dovuta restare anche io ma avevo la festa dell'amica A a cui presenziare. Che poi mi è anche toccato fare la guidatrice designata. Immaginatevi la serata allegra che ho passato. Almeno il panorama al Globe è sempre meritevole ;)

Domenica volevo restare a morire nel letto. Davvero. E a dire la verità sono riuscita a preservare lo stato vegetativo fino all'ora di pranzo, con annesso limbo post-prandiale.
Alle 18.30 è passato a prendermi Coshuk: è la prima volta che riusciamo ad uscire ancora con la luce del sole!

E niente, abbiamo fatto le 2 sotto casa mia. Ancora.
Ma con questo dichiaro ufficialmente chiusa la stagione della caccia, per me.
Lascio a voi le dovute considerazioni del caso ed i più fortunati potranno addirittura beneficiare di un racconto dettagliato ed in persona della serata.
Che culo, vero?