venerdì 28 giugno 2013

"Era un biscotto +1"

L'altra sera dovevo andare a fare un aperitivo con l'amica A e la LoveGuru.
Mi sa che non era serata, perchè:
- io non stavo molto bene
- A era molto stanca
- il primo locale dove siamo andate faceva una festa privata quindi niente aperitivo
- il secondo locale aveva la serata quizzettone quindi niente aperitivo
Alla fine, sconsolate, abbiamo optato per un pub non proprio vicinissimo dove mangiarci qualcosa bevendo una tennent's.

Sono lì che sorseggio la mia birra (perchè si sa che è la migliore panacea) quando, girandomi verso l'ingresso, vedo entrare lui: il Criceto.
Ma siccome io scambio chiunque per qualcuno che conosco, chiedo conferma ad A.
"Oddio, oddio!"
"Co-sa?"
"Quello che è appena entrato e che sta passando ora alle mie spalle..."
"Eh"
"Non ti sembra il Criceto?"
"Ma figurati se--- oh cazzo. E' proprio lui! Sì. Sìsì, è lui"
"Mi ha vista?"
"Bè, si è girato da questa parte, secondo me ti ha vista"
"Uhm. Farò stronzamente finta di nulla"

E così ho fatto per tutta la sera. Non mi sono mai girata a guardarlo.
Però mi ha fatto un effetto strano.
"Criceto" è il soprannome che gli ha dato A, perchè è un po' grassoccio e a lei non è mai stato molto simpatico; io l'ho sempre chiamato per nome.
Siamo stati amici per anni, ai tempi delle superiori.
Avevo 16 anni e mi portava a guidare la sua macchina in giro per le strade del suo paese la domenica pomeriggio; mi ha insegnato a giocare a D&D* e mi ha portata nel suo gruppo; scrivevamo racconti a due mani. Insomma, lui c'era sempre quando ero triste o avevo bisogno di qualcosa.

Ed ora è solo "uno qualunque" che non ho nemmeno il coraggio di salutare.
Mi chiedo quando precisamente sono diventata una stronza.


[* questo è stato un passaggio importante per me, ha contribuito a farmi diventare la nerd che sono ora, per la prima volta ero parte di qualcosa, lontana anni luce dalla mia vita deprimente, e mi divertivo con battute alla "sei stato colpito da un biscotto +1" xD]

martedì 25 giugno 2013

Scheletri grossi e puzzolenti

Forse l'avevo accennato, forse no, ma qualche mese fa la Lemure è stata licenziata - solo che non riesco a trovare il post in cui (presumibilmente) ne avevo parlato.
Oggi, presa dall'entusiasmo nel constatare che finalmente scorgo nuovamente il tavolo tra la marea di scartoffie che avevo sulla scrivania, decido di riprendere in mano gli arretrati che l'ex-collega ci ha "gentilmente" smollato prima di andare via.
Essendosene andata senza neanche salutare, ci tocca il compito di ricontrollare tutte le pratiche per cercare di capire che cosa stava combinando.

Mi capita questa pratica risalente ad aprile 2012.
Da quello che emerge rileggendo la corrispondenza, capisco che si tratta solo di inviare l'originale di una fattura ricevuta da controparte al nostro cliente, il quale ne aveva espressamente fatto richiesta in data marzo 2012.
La fattura originale è ancora in pratica, che mi fissa appena apro il fascicolo.
Cioè, con che coraggio la mando al cliente dopo più di un anno?

Dopo un breve consulto con la Strega, siamo giunte a comporre la seguente email:
Egregi Signori,
ci rendiamo conto del tempo trascorso ma purtroppo la faccenda era stata gestita dalla nostra collega che è stata licenziata qualche mese fa, e sicuramente tra poco ne comprenderà il perchè.
Controllando tra le sue pratiche, ci siamo accorti che era in attesa di ricevere la fattura che accludo alla presente.
Ci scusiamo per il disagio ma la nostra collega era deficiente.
Ah, quanto mi piacerebbe inviarla sul serio! 

venerdì 21 giugno 2013

Post-America disease

Dicono che quando torni dagli States non fai altro che parlare degli States.
Un po' è vero, io ho una voglia morbosa di raccontarlo a tutti.
Sono stata negli States.
Sono stata negli States.
Sono stata negli States.
Sono stata negli States.
Sono stata negli States.
Anche se lo ripeto più volte, anche se ho delle foto che lo dimostrano, faccio ancora fatica a crederci.

Di ritorno mercoledì pomeriggio, domenica sera siamo andate a farci un aperitivo con altri amici. Al ritorno, io e Coshuk stavamo accompagnando a casa LoveGuru e l'amica A.
LG "Comunque... io parlo americano meglio di A, gnè gnè!"
*sguardi attoniti*
LG "Dai, Mika, anche tu lo parli abbastanza bene. In realtà solo A è una caghetta ahah"
A "Vabè. Tu lo studi da una vita, voglio ben vedere che lo parli meglio di me! Che poi, l'hai fatto almeno il First Certificate?"
LG "No, ma del resto è come se chiedessi ad un inglese di fare il First, tsk"
M "Bè, però l'ho fatto anche io il First, non che fosse questa gran difficoltà, ma comunque..."
*pausa*
LG "Ragazze, ma si dice 'how much milk' o 'how many milk'? Mi confondo sempre"
C "Ovviamente 'how much', è uncountable. Sono le prime cose che si imparano, queste"

E calò il silenzio.
Io, comunque, da una che non sa come si scrive 'breakfast' o 'east' (voleva scriverlo con l'H, signori, con l'ACCA!), non accetto di sentirmi dire che so l'inglese meno di lei.

PS: LoveGuru ha fatto il linguistico e frequenta l'università di interpretariato, mica pizza e fichi; Coshuk invece è l'ultimo dei pirla sotto questo punto di vista, eppure...

martedì 18 giugno 2013

Karma, you're drunk go home!

Non so.
Probabilmente il karma pensa di essere in credito non solo con me, ma anche con la mia famiglia.
Ci hanno rubato la macchina.
Mio padre ultimamente lavora di pomeriggio e ieri sera, verso le 22, stava tornando al parcheggio a riprendere la macchina per tornare a casa... peccato che non ci fosse più la macchina!
Notoriamente lui è tonto quindi, al di là degli iniziali "ma magari ti sei scordato dove hai parcheggiato" e "ma sei sicuro che non c'è?", fatta la denuncia ai carabinieri abbiamo appurato che non è nemmeno stata rimossa ma effettivamente rubata.

Davanti a questa cosa mi sono sentita piccola e debole.
Questo è il genere di cose che capitano agli "altri", non a noi. E adesso mi sento un po' come se in qualsiasi momento potessero sottrarmi qualsiasi cosa da sotto il naso.
Boh, magari sono io che la sto prendendo eccessivamente male.

Tempo una giornata e mia madre ha già fatto denuncia, portato i documenti all'assicurazione e comprato un'altra macchina.
Usata, ovviamente.
Ce la consegnano domani.

Dopo questa gradirei che le sfighe la smettessero di abbattersi sulla mia famiglia, se possibile.
Due anni fa abbiamo dovuto rifare tutto il bagno per via delle tubature (che, per inciso, erano esplose allagando la casa sotto); l'anno scorso abbiamo avuto lo stesso problema in cucina anche se in misura minore; quest'anno a mia madre tocca fare un grosso lavoro dal dentista che ci costerà parecchio... ed ora pure la macchina.
Basta, cazzo.
Io ho fissato a dicembre il termine per iniziare a cercare casa.
Vediamo di non far capitare altri imprevisti nel mezzo.

venerdì 14 giugno 2013

Party-party-hard

Ore 15:30 di un tranquillo lunedì in studio.
MFR è all'università per il suo corso, Fashionista è già uscita ed è rimasta solo Cicì nella sua stanza.
Chiama FAJ.

"Vorrei che Cicì venisse in riunione con me ed il ClienteAmericanoSuperfigo"
"Ah, e mi raccomando, tirate su tutte le tapparelle e mettete un po' a posto."
"Vediamo di non farlo sembrare il solito studio di morti, un po' di vita, su!"
"Ripensandoci... preferirei che in riunione mi seguisse MFR o Fashionista, me li passa?"
"Ah, capisco. Come al solito il deserto dei tartari, eh? Bè, allora dica a Cicì di prendere appunti"
"E animo, animo!"

Ovviamente non c'è nessuno, quando serve.
Ed ovviamente Cicì, che non ha mai seguito questa causa, è già nel panico.
Io ho fatto il giro dello studio, ho tirato su tutte le tapparelle e sistemato le tende, ho preparato la sala riunioni, temperato le matite, mi sono cambiata le scarpe, ho avvisato la Strega e acceso un po' di luci in uffici a caso per far sembrare che ci sia più gente.
Che dite, comincio ad appendere i festoni e girare con la trombetta?

Ma io non lo so, saranno telefonate da fare?

martedì 11 giugno 2013

Cetrioli che mi aspettano al ritorno da NY

Ok.
Devo stare calma.
Questa è la conclusione della mia prima settimana lavorativa dal ritorno dagli States.
E no, non sta finendo bene.
Che poi, siccome io sono cretina, passerò il fine settimana con una latente preoccupazione.
No, non sono capace di staccare.
Lo so.

Lunedì scade il termine per il deposito delle note di replica alla conclusionale per un procedimento abbastanza complicato, per il quale è stato anche interpellato un CTU (consulente tecnico d'ufficio) per un parere su una questione relativa ad una presunta violazione di brevetto su alcuni macchinari.
A tale CTU era stato dato un termine entro il quale esaminare i fascicoli di causa e depositare la sua relazione.
"Lunedì depositiamo. Hai fatto la nota spese?"
"Certo, nota spese ed atto sono pronti e fascicolati"
"Bene, bene. Ah, però effettivamente manca il fascicolo di parte in Tribunale, ci sarebbe da chiamare il ctu e visto che la pratica ce l'hai tu..."
Capito l'antifona.
Telefono, spiego la situazione alla segretaria, la quale mi risponde "Noi avremmo che cosa, mi scusi? Cos'è un fascicolo di parte?".
No ma sei seria?
Cioè davvero vuoi che ti spieghi che cos'è un fascicolo di parte?
Tipo che è una cartelletta con dentro dei documenti, no?
Boh.
Dopodichè parlo con il collega del nostro ctu, che mi risponde "No ma guardi non vedo proprio perchè avrebbe dovuto ritirare il fascicolo dal Tribunale".
Mah, sai, forse per redigere la sua relazione tecnica?
No, così, dico io che sono ignorante. Eh.

La morale è che dovrò richiamare lunedì mattina alle 9 per parlare direttamente con il ctu e sapere che fine ha fatto fare al nostro fascicolo di parte.
Nella speranza che se lo ricordi.
Intanto io passerò il fine settimana ad interrogarmi su dove diavolo può mai essere finito quel maledetto fascicolo.

Complimenti!

venerdì 7 giugno 2013

Nemici della tecnologia

Stavolta la cazzata l'ho fatta io.
Perchè sono imbecille, veramente imbecille.
Ma questo si sapeva già.

MFR è tornato l'altro giorno da Dallas dove si è svolta l'annuale conferenza mondiale del mondo legale, che altro non è che una scusa per organizzare party e cocktail tutte le sere e bere a spese di qualcun altro (ma loro ci tengono a sottolineare che si chiama "fare networking", vabè).
Come di consueto, mi chiama nella sua stanza per mostrarmi le foto del suo viaggio.
Perchè sono l'unica che gli dà retta, le altre non lo sopportano.

Poi mi segue nel mio ufficio per controllare alcuni documenti e mi dice "Ma lei non ce le ha delle foto del suo viaggio? Si possono vedere?".
Ed io, che sono furba, gli piazzo in mano il mio iPhone dicendogli "Ma certo! E' tutto qui, sono poche ma le guardi pure".

Ovviamente, sciocca ingenua, non mi ricordo di avere questa foto:


Volevo sotterrarmi.
Sono proprio imbecille.

martedì 4 giugno 2013

E, come dicono a Cambridge, "Ma 'sti gran cazzi!"

Avevo interrotto la narrazione delle cronache londinesi proprio sul più bello.
Ovvero quando siamo partiti per Cambridge per andare a trovare collegaV che pare vivere in un libro della Rowling.
Solo che noi ancora non lo sapevamo.

Avremmo dovuto capirlo quando, decidendo di partire da King's Cross Station, mi trovo a fare la coda per essere fotografata al binario 9 3/4. Sì, lo so, dentro di me vive una ragazzina di 13 anni.
Tra l'altro il tizio vestito da capostazione di Hogwarts mi ha pure detto che Coshuk gli pareva effemminato.
Cioè, per dire.
Quella è stata l'ora e mezza meglio spesa della mia vita. Ahah.


Sul treno, Trantor tira fuori il suo portatile e ci mostra le trentordici foto che ha fatto alla Tate il giorno prima. Il viaggio nella brughiera inglese è qualcosa di speciale, mi pareva di stare in un libro di Jane Austen.
Arrivati a Cambridge prendiamo un taxi fino al college, perchè non sei un vero inglese se non prendi il cab almeno una volta, no?

CollegaV è lì davanti che ci aspetta, con la sua aria vintage di sempre ed i suoi modi da vero gentleman, e Trantor lo aggredisce con la storia del fungo quadrato senza nemmeno dirgli ciao.
E no, la storia del fungo quadrato io non ve la racconto. No.

Nella mensa del college, collegaV ci offre il salame di cigno il pranzo perchè, ripeto, è un gentleman.
Valigie rigorosamente mollate in un angolo della mensa ed alle mie deboli proteste "Ma se ce le rubano?" arrivano immediate le risposte "Siamo in Inghilterra". Mi arrendo all'evidenza.
Attimo di panico quando ci alziamo per iniziare il tour guidato del college, afferro la mia valigia e... dove cazzo è la mia borsa? O cazzo.
O cazzo.
Cazzo cazzo.
L'ho lasciata nel taxi?
Ah, no, ce l'avevo appoggiata sulla sedia.

Facciamo dunque un lungo ed interessante giro del college, anche nelle aree dove in teoria non sarebbe permesso l'accesso ai visitatori, ma il nostro cicerone ci guida ovunque.
Perchè è gentleman.
L'ho già detto?
Comunque, ci racconta un sacco di aneddoti, ci mostra la common room, i giardini, la sala mensa per le grandi occasioni, e ogni volta io e Trantor all'unisono "Ma è come in Harry Potter!!".
Con tanto di occhietti sbrilluccicosi.
Ma siamo matte, che ci volete fare?

Poi verso sera, quando ormai era salito un freddo becco, ci salutiamo.
"Trantor, collegaV, grazie di tutto! Prendete una gelatina tutti i gusti +1 prima di congedarci, dai"
"Mmmh, limone"
"Mmmh, forse è fragola questa?"
"Eh ma cazzo, solo io ho trovato questa cosa che sa di sapone di marsiglia? Vaffanculo!"
"Ragazzi, grazie ancora. Fate i bravi senza di noi, divertitevi e... ci vediamo in Italia, sigh"
"Sigh. Buon viaggio, grazie!"

Così io e Coshuk abbiamo preso il treno per l'aeroporto.
E siamo ritornati in Italia, dove apparentemente non funziona mai un cavolo.

Ah, ed ho offerto le gelatine tutti i gusti + 1 agli amici di Coshuk che sono venuti a prenderci in aeroporto.
"Dai, vi offro delle caramelle, assaggiatele!"
"Mmmh buona, sembra cicca"
"Questa boooh, però è buona"
"Oh. Io le odio queste caramelle. Le odio, le odio! Ne ho mangiata una al cetriolo, ma cazzo!"
Fancùl!