L'alba dei morti etc etc, prima parte, qui.
Ci siamo messi in viaggio con la profonda convinzione che la gente non ha ben chiaro il senso di questa festività: i morti si vanno a trovare ai cimiteri, non ce li si scarrozza allegramente in autostrada.
Ci siamo messi in viaggio con la profonda convinzione che la gente non ha ben chiaro il senso di questa festività: i morti si vanno a trovare ai cimiteri, non ce li si scarrozza allegramente in autostrada.
A meno che non fosse un flash mob di rincoglioniti in autostrada/autogrill, cosa che poteva anche essere a giudicare dalla quantità di gente che sembrava essersi data appuntamento nei suddetti luoghi.
Per dire che abbiamo trovato coda a tratti.
Coda a tratti. Che non si è mai capito di preciso da che cosa siano causate.
Indicenti, curiosi che rallentano per guardare, minchioni che viaggiano a 70 km/h in corsia di sorpasso.
Cose così. Non è dato sapere.
Però quando si procede a passo d'uomo si riesce a cogliere il meglio dell'umanità che viaggia sulle macchine accanto alla tua. Tipo i fratelli Gallagher con annessi cugini su una multipla; una vecchia che avevo scambiato per Mick Jagger; coppia con figlia (o figlio, non si è capito bene) che pareva l'anello di congiunzione tra l'uomo e la scimmia; la famiglia Hanson al completo; i protagonisti di "Weekend con il morto", morto compreso.
Un'allegria, insomma.
Arriviamo naturalmente in ritardo e mentre ci perdiamo per raggiungere la trattoria finiamo nel mezzo di uno sciame di hipster appena usciti da un rave, o che andavano ad un rave. Non era ben chiaro, entrambe sembravano valide opzioni.
Ecco. Qui mi fermo un secondo e apro una parentesi sul discorso cibo.
Io ho seri problemi con il cibo, voi lo dovete capire.
Quando vado a mangiare per la prima volta con persone che conosco relativamente da poco sento il dovere di dare una sommaria spiegazione del perchè io mangio poco e anche male.
Tipo che riesco a pranzare con cinque fette di torta e in altri momenti mangio due ravioli due e sono già sazia. Oppure riesco a saltare pranzi e cene senza battere ciglio. Mi succede, è un work in progress perenne che ha i suoi alti e bassi. Sto migliorando, però.
La verità è che ho sofferto/soffro di disordini alimentari, magari un giorno approfondirò. Magari no.
Comunque non c'è da stupirsi che io abbia snobbato un piatto di nachos ad una cena tempo fa, ma poi sia riuscita a mangiare cinque dessert diversi e poi fare merenda con una fetta di salame di cioccolato. E cenare con due birre e un piatto di patatine.
C'est moi.
In ogni caso ci tengo a sottolineare che ho guidato io e siamo arrivati tutti a casa sani e salvi.
E poi mi piace guidare. Avevo voglia e bisogno di macinare un po' di chilometri con persone a cui voglio bene per schiarirmi le idee ed evadere un po'. Che a me guidare mette istantaneamente di buonumore, è la mia panacea. Ma forse questa volta il buonumore era dovuto al fatto che ho passato una giornata con persone a cui sono affezionata.
Amici, ecco.
E a mezzanotte ci siamo salutati, ho ripreso la macchina e ho riportato a casa pure Coshuk.
Cioè, prendete nota, altro evento da ricordare: si è fatto riaccompagnare a casa!
Era chiaro che avrei fatto di nuovo le 3 di mattina a parlare dei massimi sistemi della nostra complicata relazione. Che poi non è complicata in sè, siamo noi complicati.
Il giorno dopo qualcuno è andato a lavorare, qualcuno è andato a Lucca.
Vi lascio indovinare.