venerdì 30 novembre 2012

Il Giorno dei Morti Dementi (remastered) pt. 2

L'alba dei morti etc etc, prima parte, qui.

Ci siamo messi in viaggio con la profonda convinzione che la gente non ha ben chiaro il senso di questa festività: i morti si vanno a trovare ai cimiteri, non ce li si scarrozza allegramente in autostrada.
A meno che non fosse un flash mob di rincoglioniti in autostrada/autogrill, cosa che poteva anche essere a giudicare dalla quantità di gente che sembrava essersi data appuntamento nei suddetti luoghi.

Per dire che abbiamo trovato coda a tratti.
Coda a tratti. Che non si è mai capito di preciso da che cosa siano causate.
Indicenti, curiosi che rallentano per guardare, minchioni che viaggiano a 70 km/h in corsia di sorpasso.
Cose così. Non è dato sapere.
Però quando si procede a passo d'uomo si riesce a cogliere il meglio dell'umanità che viaggia sulle macchine accanto alla tua. Tipo i fratelli Gallagher con annessi cugini su una multipla; una vecchia che avevo scambiato per Mick Jagger; coppia con figlia (o figlio, non si è capito bene) che pareva l'anello di congiunzione tra l'uomo e la scimmia; la famiglia Hanson al completo; i protagonisti di "Weekend con il morto", morto compreso.
Un'allegria, insomma.

Arriviamo naturalmente in ritardo e mentre ci perdiamo per raggiungere la trattoria finiamo nel mezzo di uno sciame di hipster appena usciti da un rave, o che andavano ad un rave. Non era ben chiaro, entrambe sembravano valide opzioni.

Ecco. Qui mi fermo un secondo e apro una parentesi sul discorso cibo.
Io ho seri problemi con il cibo, voi lo dovete capire.
Quando vado a mangiare per la prima volta con persone che conosco relativamente da poco sento il dovere di dare una sommaria spiegazione del perchè io mangio poco e anche male.
Tipo che riesco a pranzare con cinque fette di torta e in altri momenti mangio due ravioli due e sono già sazia. Oppure riesco a saltare pranzi e cene senza battere ciglio. Mi succede, è un work in progress perenne che ha i suoi alti e bassi. Sto migliorando, però.
La verità è che ho sofferto/soffro di disordini alimentari, magari un giorno approfondirò. Magari no.
Comunque non c'è da stupirsi che io abbia snobbato un piatto di nachos ad una cena tempo fa, ma poi sia riuscita a mangiare cinque dessert diversi e poi fare merenda con una fetta di salame di cioccolato. E cenare con due birre e un piatto di patatine.
C'est moi.

In ogni caso ci tengo a sottolineare che ho guidato io e siamo arrivati tutti a casa sani e salvi.
E poi mi piace guidare. Avevo voglia e bisogno di macinare un po' di chilometri con persone a cui voglio bene per schiarirmi le idee ed evadere un po'. Che a me guidare mette istantaneamente di buonumore, è la mia panacea. Ma forse questa volta il buonumore era dovuto al fatto che ho passato una giornata con persone a cui sono affezionata.
Amici, ecco.
E a mezzanotte ci siamo salutati, ho ripreso la macchina e ho riportato a casa pure Coshuk.
Cioè, prendete nota, altro evento da ricordare: si è fatto riaccompagnare a casa!

Era chiaro che avrei fatto di nuovo le 3 di mattina a parlare dei massimi sistemi della nostra complicata relazione. Che poi non è complicata in sè, siamo noi complicati.
Il giorno dopo qualcuno è andato a lavorare, qualcuno è andato a Lucca.
Vi lascio indovinare.

mercoledì 28 novembre 2012

Referrer's List #3

Giusto per non farsi mancare nulla, eh.

* amica culo
No, guarda, ancora no. Magari amici culi, quelli sì.

* cosa ti fano se ai rubato 3vestiti per la prima volta
Tralasciando l'itaGLIano, purtroppo la legge del taglione non è più applicata altrimenti...

* le strane tette su news maracas
Ma-- Cioè-- WTF? Mi rifiuto.

* passante che dà soldi a un barbone
Io mi chiedo come è possibile finire sul mio blog con una ricerca del genere. Che cavolo c'entra? Perchè? E comunque, non capisco quale fosse lo scopo di tale ricerca... Mah.

* devo aprire una panetteria davanti a una fermata che n
Mh. Interessante. E quindi? Come può aiutarti google in questo? No, dico, i misteri della psiche umana.

* molto magra ma tettona
Sicuramente non io. Capiti nel posto sbagliato, sorry.

* racconti moglie va a un provino
Questo ha tutta l'aria di essere l'inizio di un film porno. Tuttavia mi chiedo come tali ricerche portino a questo blog. Vabè che le cazzate le scrivo anche io, però non esageriamo!

lunedì 26 novembre 2012

Ma che sei scemo?

E-mail ricevuta da MFR oggi, da parte di un Ingegnere che lavora alla SocietàMarchi&Brevetti nostra consociata.
Davvero.

Subject: Casa Automobilistica Tedesca
From: ingegnerestordito@societàmarchi&brevetti.it
Date: Wed, October 17, 2012 11:01
To: MFR@studiolegale.it>
Cc: collegarimbambito@societàmarchi&brevetti.it
MFR,
il mio collega CollegaRimbambito ha messo gli occhi su un'auto in vendita presso una concessionaria di Casa Automobilistica Tedesca di Milano.
Siccome è tua cliente, potresti mica intercedere a suo favore x uno sconto?
Grazie
ciao
Ma tipo no?

venerdì 23 novembre 2012

Amsterdam

Bè, che c'è?
Lo sapevate che questo momento sarebbe arrivato. Mentre voi leggerete questo post, io sarò in partenza per Amsterdam.
Vi riporto di seguito le cose che mi propinano amici e parenti quando annuncio questo mio viaggio, così evitate di ripetermi cose già sentite un trilione di volte:
- "Chissà che freddo a novembre!"
- "Eeeeh, andate a fumare eh..."
- "Ma chiudono i coffee shop quest'anno"
- Altre varianti della no. 2

Vabè.

"Ma ti sei mai fatta una canna?"
"Sì, una volta al liceo, in gita a Madrid. Tu?"
"Eh, sai, con il mio ex avevo provato ma è una pratica che non ho mai approvato"
"Già. Senti. Vista la fase alcolica, che ne dici di provarci?"
"Dai, sì. Ho voglia di provare"
"Bella, allora Amsterdam? Se dobbiamo farlo, va fatto bene"
"Deciso. Prenotiamo?"
"Novembre? Tuo compleanno?"
"Ottimo! Questo albergo va bene?"
"Perfetto! Allora si va?"
"Si va. Fumiamo, eh! Io voglio fumare"
"Sìsì, fumiamo. Vado, eh? Clicco conferma?"
"Certo, certo!"
"Ok, andata. Siamo in partenza per Amsterdam"
"Ma tu sai rollare le canne?"
"No, io no. Tu?"
"No. Cazzo. Dobbiamo imparare"
"Oppure..."
"Oppure?"
"Bè, possiamo trovare qualcuno che le rolli per noi al momento, basta sbattere un po' le palpebre, dai."
"Mi piace il tuo piano malvagio"
"Ho anche pronta la domanda 'Excuse me, can you roll it for us?' con tanto di gesto esplicativo inconfondibile"

E' andata più o meno così.
Quasi fedelmente.
Giuro.

mercoledì 21 novembre 2012

Buon Compleanno a me

Oggi è il mio compleanno, è un quarto di secolo che sono su questa terra.
Quest'anno è stato talmente intenso e carico di novità (non necessariamente positive) che questo giorno è totalmente passato in secondo piano per me. Ho organizzato un'uscita sabato scorso perchè ci tenevo a riunire per una volta tutte insieme le persone a cui voglio bene.
Anche perchè il 24 sarò ad Amsterdam.

E quindi mi sembrava giusto ringraziare.

Mi ero preparata un discorsetto per la serata di sabato, ma poi ero decisamente troppo distrutta per mettere insieme due frasi di senso compiuto. Tra l'altro ricordo circa la metà delle cose che sono successe (tipo la foto con il cappello che c'è su facebook no, non me la ricordo!).
So solo che uno dei baristi del Ludos Libra ci ha spudoratamente provato con me, ed in sottofondo sento ancora Coshuk che borbotta "Io lo ammazzo". Mi ricordo che ho passato la serata con tutte le persone che contano qualcosa nella mia vita, e che il regalo più bello ed il primo vero risultato delle mie scelte è stata proprio la presenza di tutti!

Ho avuto un anno parecchio difficile, ho dovuto fare delle scelte di cui non sono riuscita subito a vederne il risultato e di cui avevo paura di pentirmi. Alcune di queste scelte devono ancora dare i loro frutti, altre invece  hanno già pagato ma non mi pento di nulla di ciò che ho fatto in questi mesi.
Ho vissuto a mille!
Se solo un anno fa mi avessero detto che avrei lasciato il mio ex, sarei stata ad Ibiza ed in procinto di partire per Amsterdam io non ci avrei minimamente creduto. Perchè non credevo di poter trovare dentro di me le risorse per fare tutte queste cose.
Se mi avessero detto che avrei passato il mio prossimo compleanno circondata da gente vera, che mi vuole bene sul serio, e che avrei avuto accanto un Uomo con cui mi trovo perfettamente in sintonia... bè, non avrei creduto neanche a questo. Non credevo di essere in grado di attirare a me gente così bella.

Ieri sera, a mezzanotte, ero con Coshuk a parlare. Del fatto che mi sento come quando ho compiuto i miei 18 anni, con la sensazione che ci sarebbe stata una svolta ma alla fine non cambia nulla.
E sono piovuti i messaggi di auguri.
Però quelli più importanti li ho ricevuti di persona, con i gesti.

Quindi GRAZIE.
Per esserci stati.
Per me.

lunedì 19 novembre 2012

Posso offrirti un po' di Activia?

E' poi un modo alternativo ed edulcorato per dire "ma vattene un po' a cagare!".
Che a volte mi piacerebbe poterlo dire chiaro e tondo ma, purtroppo, non sono quel tipo di persona; mi manca quella punta di stronzaggine e di spina dorsale per dire NO o rispondere a tono a chi se lo merita.
Insomma, mi faccio mettere i piedi in testa.

Con qualcuno risolvo semplicemente fingendo indifferenza, ignorando al limite della cafonaggine.
Con altri, invece, le cose sono più complesse, specie se ci devi lavorare assieme.

C'è che la Lemure è stata licenziata.
E' successo il giorno in cui io e la Strega eravamo impegnate nel nostro solito momento-Circo-Togni e, insomma, quelli sono i momenti in cui se ci dicono "bah" siamo capaci di azzannare chiunque. Persino FAJ.
Ora, prendetevi un attimo, chiudete gli occhi ed immaginatemi nell'ufficio della Lemure a preparare n-mila caffè per la riunione di FAR mentre snocciolo un rosario di epiteti, già sudata per le corse che ho dovuto fare su e giù dall'attico, e quella cretina che fa? Mi guarda, lei, con i suoi capelli unti e gli occhi da triglia, e mi dice "Vuoi una mano?" con quell'odioso tono che sottintende neanche troppo velatamente un "Te lo sto chiedendo solo per facciata, non ci penso neanche minimamente a scrostare il mio grasso culone da questa comoda sedia". Stronza.
La fisso con la morte negli occhi, che se potessi l'avrei già presa ed appesa al muro, mentre il livello del caffè nella tazzina sale con lentezza inesorabile, e rispondo "No, vabbè. Almeno aprimi la porta della sala riunioni".
Ed io glielo leggo negli occhi lo scoglionamento, quell'istinto di sollevare gli occhi al cielo trattenuto dalla facciata di disponibilità che ha almeno la decenza di sfoderare in queste situazioni.
Quanti schiaffi che le avrei dato.

Poi corro di nuovo su all'attico, dove sta per iniziare un seminario.
Quando 45 minuti dopo varco nuovamente la soglia dello studio, sono letteralmente svuotata.
La Strega incrocia il mio sguardo esasperato e noto che anche lei non è da meno. In sottofondo la "soave" voce della Lemure che, al telefono con non-so-chi, urla le peggio cose.
Caso vuole che in quel momento FAJ uscisse dal suo ufficio in fondo al corridoio e, passando davanti alla sala riunioni, sentisse i deliri della Lemure.
Oh-oh.
Quando ritorna nel suo ufficio chiama a rapporto Cicì, la quale ci ha riportato quanto poi è successo.
FAJ: "Ma come cazzo si chiama quella là in fondo?"
Cicì: "Chi? La Strega?"
FAJ: "No, quella di fronte alla sala riunioni"
Cicì: "Ah, la Lemure! Perchè?"
FAJ: "Io mi sono rotto i coglioni. Vammela a chiamare che adesso mi sente!"
Dopodichè si è chiuso per cinque minuti nella sua stanza con la Lemure, che abbiamo poi visto ritornare nel suo ufficio con la coda tra le gambe e due occhi gonfi di pianto. Che FAJ non è uno che urla, ma quando si incazza deve avere una furia gelida che non la raccomanderei neanche... bè, neanche alla Lemure in effetti.

Due giorni dopo alla Lemure è stato presentato il benservito sotto forma di lettera di licenziamento disciplinare. Roba che gridare "you're screwed" è poco.
Si è incazzata con MFR, ha tacciato di tradimento le mie colleghe, ed in fretta e furia ha raccolto le sue quattro cose ed è uscita senza dire una parola.
Pare, comunque, che anche FAR ci abbia messo lo zampino. Non dev'essergli andata giù che, durante la riunione di cui sopra, in uno di quei momenti di silenzio sia risuonato un "porca puttana!" in stereofonia.

Del resto, aveva ormai le ore contate.
Il problema è che FAJ ha commentato "Fuori una".

venerdì 16 novembre 2012

L'Alba dei Morti Dementi (remastered) pt.1

Era l'alba quando tornai a casa.
Faccia sconvolta, trucco sbavato, calze completamente fradice. Mettere delle decollete spuntate (con la calzamaglia, fatemi causa!) sotto la pioggia di fine ottobre non aiuta di certo.

Palestra. Due ore per prepararmi vestito e trucco. Indecisione sul fatto di fare tardi o meno, visto che il giorno dopo mi sarei alzata alle 8:00 e messa in viaggio. Conseguente "m'importa 'na sega".
Macchina. Soliti quindici minuti abbondanti in cerca di parcheggio. Scarpinata sotto la pioggia fino al locale. Coda. Coda. Coda.
Ombrelli in testa, gocce di pioggia sulla schiena, capelli bagnati, salti nelle pozzanghere, freddo, maniaci che fanno la mano morta, gente che fuma. Attesa. Tanta attesa.
Troppa attesa.
Scopriamo che era tutto sold out e mestamente ritorniamo alla macchina dopo due ore totalmente sprecate. Mal di testa. Tosse. Mal di gola. Stanchezza.

Cerchiamo un altro posto aperto dove far serata?
No. Sì. No. Non so. Sì, dai. No. No. Vabbè. Eh però son già le due.
No, dai, me ne vado a casa chè ci metterò mezz'ora per levarmi il trucco dalla faccia.
E poi devo dormire.

Era l'alba quando tornai a casa, al buio per non svegliare nessuno.
Totale ore di sonno: 4. Sta diventendo il mio numero portafortuna.
Mi ero appena addormentata quando il suono della sveglia si insinuò nei miei incubi mattutini.
Cazzo, la sveglia.
Gesti meccanici, i soliti di sempre. Trucco per coprire le occhiaie (Trantor, ora sai il mio segreto!), afferro una borsa con le cose essenziali.
Dormono tutti.
Esco di casa in punta di piedi ed arrivo puntuale da Coshuk.

Peccato che lui, come al solito, sia in ritardo... 

mercoledì 14 novembre 2012

Gone with the "vaffanculo"

Ultimamente corro sempre sul filo del vaffanculo.
Lo scrissi a qualcuno e, purtroppo, non era per dire.
Questa giungla mi disturgge.

Tanto più che con novembre siamo ormai entrati nel clima da "cazzomimetto", agevolmente aiutato dal fatto che sto riciclando il mio guardaroba estivo vestendomi a strati (e male) perchè non ho ancora avuto tempo di fare lo stagionale cambio dell'armadio.
Ok.
Chi prendo per il culo?
Non ho avuto VOGLIA. Ecco la verità.

Questo weekend dovevo andare alle terme con Coshuk. Tra l'altro l'idea è partita da lui.
"Peccato che hai tutti i fine settimana impegnati fino a dopo il tuo compleanno, eh..."
"Ma veramente non ho nulla da fare, che ti inventi?"
"Ah! No, perchè sai... Pensavo..."
E, cazzo, quando sforzano così i neuroni c'è da assecondarli immediatamente per non vanificare gli sforzi di quel micro cervello che macina più del mio vecchio 286.

Naturalmente a me poi spetta l'organizzazione logistica e pragmatica della faccenda.
Ma, oh, non si può mica pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca, no?
C'è stato pure un simpatico teatrino sul quando. Che inizialmente doveva essere il prossimo fine settimana, poi è diventato questo, ma forse non si poteva perchè c'era il geometra-architetto-sarcazzocosa con cui doveva parlare per la casa, poi è saltato tutto allora si può partire, forse ti faccio compagnia anche per pranzo ma forse no dipende da quando mi sveglio e poi no non ce l'ho fatta ma arrivo per le 15:30, ah, forse per le 16:00 invece. Comunque arrivo, eh.
Si è presentato alle 16:45, quando ormai mi ero tatuata un "vaffanculo" in fronte a forza di dar testate alla scrivania.
E' arrivato con il sorriso stampato in faccia, il paraculo, e con immensa galanteria mi ha preso il trolley e l'ha caricato in macchina. Che forse pesava due kg (ancora ce la faccio a sollevarli da sola, tsk), ma il vigliacco sapeva di doversi far perdonare. E comunque ha aspettato 50 km per un bacio, dopo averlo abbondantemente rincoglionito con le mie chiacchiere isteriche da zitella acida.
Cazzi suoi.

Ad onor del vero, devo dire che la mia incazzatura non era tutta colpa sua.
Ero un pochino arrabbiata perchè ero sveglia dalle 8:30 del mattino causa appuntamento all'alba con l'estetista per una ceretta d'urgenza (che vuoi presentarti alle terme con il pelazzo che sporge dallo slip?) e successivamente avevo appuntamento con la mia amica A per la colazione.
Ho atteso.
E atteso.
Ho persino fatto andare una lavatrice e steso del bucato, nell'attesa.
Ho pulito la merda del gatto, nel frattempo.
Alle 12:20 mi scrive dicendomi che si era appena alzata, stellina.
Mi sono innervosita e non l'ho neanche invitata a pranzo nonostante fossi da sola. Ho mangiato degli M&M's in solitaria davanti al pc mentre guardavo la puntata di Glee in cui quella provincialotta di Rachel si trova un nuovo boyfriend a New York nella speranza di dimenticare Finn il quale, com'era prevedibilmente scontato, si presenta alla sua porta urlando "Sorpresa!" proprio nel momento in cui si sta smandruppando l'altro.
Eh, tesoro, la sorpresa l'ha fatta lei a te.
Comunque.

Poi mi è passata appena ho visto la stanza d'albergo: una pomposa suite che con ogni probabilità è più grande dell'appartamento che posso permettermi di affittare. E' proprio vero che sono una fottuta snob che viaggia con stile.
Ne riparliamo quando finirò sul lastrico a forza di viaggiare così, eh.

lunedì 12 novembre 2012

Love Guru

Oltre ad essere un film, è anche il soprannome che abbiamo dato ad una ragazza che da qualche tempo a questa parte abbiamo preso sotto la nostra ala protettrice.
Io e la mia amica A, intendo.
Ovviamente.

Love Guru è una sagoma di donna: 26 anni, vergine, assidua fruitrice di porno, perennemente vogliosa e - paradossalmente - una delle poche persone con cui posso liberamente parlare di sesso. L'abbiamo invitata con noi ad Amsterdam, la sua compagnia ci fa parecchio piacere ed abbiamo volentieri allargato il nostro ristretto circolo privato (che ancora un po' io e la mia amica A sembriamo due lesbiche).

Comunque una sera l'abbiamo trascinata con noi in un locale in centro, per farle assaporare che cosa significa uscire con persone che si sanno divertire. Ci ha raggiunto il mio amico Facebook-man, il ragazzo che avevamo conosciuto ad Ibiza e con cui sono uscita qualche volta in amicizia. Stampatevi bene questa parola nella testa: amicizia.
Amicizia.
Giuro.

Tra l'altro, aveva pure portato alcuni suoi amici.

Ad un certo punto Love Guru guarda gli altri e sbotta "Maaaa... se una ragazza arriva e vi chiede 'scusa, posso farti un pompino?' voi come reagite?". Non so, ditemi voi se vi pare una domanda normale.
Io mi sono cappottata dalla sedia per le risate.
Gli altri avevano la mascella che toccava terra dallo stupore.
Poi si sono ricomposti, sono scoppiati a ridere ed è partita la discussione.
Discussione che, tra l'altro, è culminata in questo
LG [a me]: "Dai, adesso vai da quelli a chiedergli se puoi fargli un pompino"
Io: "No, grazie ma no. Li vedo accompagnati da altre due ragazze, non voglio morire"
Dopodichè è partito il siparietto tra me e Facebook-man, con io che fingevo di chiedergli con fare da pornostar se potevo fargli un pompino. Peccato che io abbia la carica sessuale di un sasso.
Comunque, quante volte ho ripetuto la parola pompino in queste due righe?
Ho già i brividi al pensiero delle ricerche che condurranno a questo post.

Esaurito quell'argomento, Love-Guru ha iniziato a spiegare agli astanti come rimorchiare una ragazza in discoteca senza beccarsi ceffoni. Un breve vademecum per capire se ci sta e le mosse giuste per non fallire.
Io non so se è eticamente corretto dare queste armi al nemico. Ho avuto la sensazione che fosse come una sorta di spionaggio industriale. Un inside job.

GOMBLODDO!!

venerdì 9 novembre 2012

10/11/2008

Ho un po' di pesi da togliermi dalla coscienza.
Un bel groppo alla gola, che mi si forma sempre con l'inizio di novembre.

Perchè novembre è il mese della nebbia, del mio compleanno, del freddo, dell'inverno incipiente, e della morte. La morte in generale e la morte nello specifico.
Se ve lo state chiedendo, sì, questo sarà un altro post da depressa cronica che datemi-una-lametta. Poi però passa, eh.

Quattro anni fa, proprio oggi, avevo appena messo piede a Londra nella mia stanza d'albergo. Una modesta singola nel cuore dei Kensington Gardens. In quel momento, a chilometri e chilometri da quella che ho sempre chiamato casa e dalla mia residenza temporanea, l'sms che ricevetti recava le testuali parole "il nonno è morto ciao".
Che detto così sembra una presa per il culo, ma erano semplicemente gli argini di un dolore ancora da vincere. Un dolore che, ça va sans dire, non è mai stato sconfitto.
Ed io ero lì, nel cuore di uno dei quartieri più belli di Londra, con la mia città preferita tutta da esplorare, sull'orlo delle lacrime. Nella tristezza, l'istinto più forte che ho avuto è stato quello di protezione nei confronti di mio fratello e lo chiamai. Una conversazione breve, volevo immaginarmelo a scuola, lontano, al sicuro da quell'angoscia.
"Ciao, come stai?"
"Bene, tu?"
"Bene, sono arrivata a Londra per il convegno"
"Ah ok, bè allora buon lavoro"
"Ma è tutto ok lì? Hai sentito mamma?"
"Sì, tutto ok. No, non l'ho ancora sentita. Perchè?"
"Ah, no, così. Le ho scritto per dirle che sono atterrata. Ora vado, take care"
"Sì. Ci sentiamo"

Londra a novembre è molto triste e molto fredda ma sempre piena di cose da fare, tanto per tenere occupata la mente. Restavano giusto le forze per tornare in albergo la sera, senza cena, e con la sola voglia di rannicchiarsi nel letto ed annullarsi per qualche ora.

E qualche giorno dopo mio fratello, dall'alto della maturità che può avere un 16enne, si nascondeva tra le pieghe del cappotto di mia madre mentre sussurrava "No, non ce la faccio" e tratteneva le lacrime alla vista della bara che scendeva sotto terra.

Io ero a molti chilometri di distanza da quella che è sempre stata casa, per quanto ne parlassi male, a visitare dio-solo-sa quale stand al WTM. E nessuno abbracciava mio fratello.

Cosa ancor più grave è che, a quell'uomo speciale che mi ha cresciuta, non sono mai riuscita a dire addio.
Sono passati esattamente quattro anni e non è trascorso un solo giorno senza che io mi disprezzassi, per questo.

mercoledì 7 novembre 2012

Incontro ibizenco: Mr Facebook

Lo so che non lo dovrei fare, vi vedo già lì pronti a redarguirmi con quel ditino che fa "no-no".
Intanto vi devo dire che io lo faccio esclusivamente per voi.
Già, per voi! Quindi, se proprio dovete biasimare qualcuno, prendetevela con voi stessi, chè io lo so che dentro di voi (ma anche fuori) vi divertite tantissimo a leggere i resoconti dei miei rendevouz più o meno romantici.

Comunque.
Ieri sera sono uscita a cena con un tizio che ho conosciuto ad Ibiza. In suo favore posso dire che mi aveva approcciato con quella che, alla fine della vacanza, era risultata la miglior pick-up line ovvero "Hai la faccia di una che ha bisogno di un Mojito". Ecco, prendimi, sono tua!
La sua vita, in bullet point:
* vive e lavora a Dublino
* ha 32 anni
* lavora per Mark Zuckerberg
* è un simpatico cazzone
* fa paracadutismo
* pilota elicotteri
* condividiamo gli stessi clienti
* offre cene ed aperitivi come se non ci fosse un domani

Detto questo, credo di non aver mai riso tanto con un uomo in vita mia.
La conversazione è stata brillante, interessante, e a tratti persino filosofica. Mi ha invitata ad andare con lui a Madrid quando fa i lanci con il paracadute, se ho voglia di provare.
Ed io sì, ho voglia di provare. Mi piacciono le iniezioni di adrenalina, quelle scariche di paura che ti attraversano il corpo quando stai per fare qualcosa di pericoloso; il sudore sulle mani, il pallore del viso, il respiro corto.

E boh, niente, devo dire che è stata una bella serata.

lunedì 5 novembre 2012

Dubbi atavici

Sono giorni di ordinaria follia.
Nulla di nuovo, dunque.

Cicì è in crisi. Non capisco se è l'ansia da matrimonio o il ricorso in Cassazione che sta seguendo in questi giorni. Sono mesi che sa di dover preparare il ricorso ma, ovviamente, si è messa a prepararlo solo due settimane fa. E diciamo che scrivere un ricorso per Cassazione non è come scrivere un precetto (che potrebbe fare qualsiasi segretaria addestrata all'uopo).
Comunque quando Cicì va in crisi, è solita fare domande sceme. Finora:
1) "Devo prenotare l'albergo per il mio matrimonio, tu ci sei vero?" ovvio, che domanda!
2) "Ma ti ricordi il termine per la notifica del ricorso?" se non lo sai tu, me lo devo ricordare io? ma poi ci stai lavorando da una settimana: segnarti la scadenza no, eh?
3) "Quanto si paga di contributo unificato per l'iscrizione a ruolo del ricorso?" dimenticando che, essendo un ricorso semplice, non è soggetto al pagamento del contributo (senza contare che non sapeva dirmi il valore della causa)

Tra l'altro, oltre gli importi dei contributi unificati per il [sarcasmo] fantastico [/sarcasmo] Tribunale delle Imprese (che è una freschissima novità nel mondo della giurisprudenza), sono appena stati modificati anche i tariffari forensi e nessuno ha ancora ben capito come redigere le note spese. Ciò significa che ho vinto uno studio approfondito della nuova normativa ed annesse sentenze del TAR riguardanti l'argomento.
Che culo!

Almeno c'è MFR che ogni tanto mi fa divertire.
Ogni tanto, però. Ovvero non in questa occasione.
In una conference con un cliente si è segnato l'indirizzo e-mail "TCaio@studioCaio.net" e poi ha successivamente inviato comunicazioni all'indirizzo "Tizio.Caio@studioCaio.it". Non ci è mai pervenuta risposta. Mi ha chiesto di inviare dei moduli al tale cliente, specificandomi che l'indirizzo a cui mandarle è "Tizio.Caio@studioCaio.net".
Ora.
Secondo voi.
Qual è l'indirizzo giusto?

venerdì 2 novembre 2012

Amo il mio lavoro #3

Il mio lavoro lo amo.
È stato un amore a prima vista anche se un po' sofferto.

Ci sono sere che esci alle 19.30 dallo studio, che entri con il buio ed esci con il buio.
Questa è l'ora in cui le luci degli uffici iniziano a spegnersi una per una, l'ora in cui si accendono le luci nelle case e l'aria si riempie di profumo di cena. È l'ora in cui i lavoratori sciamano in strada e si riversano nei locali, con un aperitivo in mano che accoglie i loro sfoghi e li consola per un po'.
È l'ora delle chiacchiere frivole e leggere, delle passeggiate mano nella mano e del lento scorrere del traffico della gente che non vede l'ora di tornare a casa. E anche di quelli per cui la notte è troppo giovane, ancora.
È l'ora in cui Milano mostra il suo volto stanco, quello un po' vulnerabile di cui bisogna saper approfittare per coglierne il meglio. L'essenza.

Io lo amo il mio lavoro.
È stato un amore a prima vista.
Però dopo due anni che lo metto al primo posto, sinceramente, comincio già ad essere stanca.

Ed anche io lascio che lo spritz che reggo tra le mani accolga la mia malinconia e le mie lamentele.
Lunedì tornerò al mio lavoro un po' strisciando ed un po' con il sorriso. Come si torna da una vecchia amante di cui non si riesce a fare a meno.