martedì 17 dicembre 2013

Drammi pre-convivenza #1

Potrei essere un po' stressata.
Giusto un pochetto.
Sarà per questo che passo le serate su skype con gli amici di Coshuk con il microfono perennemente mutato perchè non so mai cosa dire e poi, appena siamo soli, finisco per fargli i cazziatoni perchè "io non voglio passare le serate in silenzio".
Poi lui si scazza, io me la prendo e finiamo le serate mandandoci a cagare a vicenda.
Bello, vero?

Forse io e Coshuk non riusciamo a trovare una giusta via di mezzo: fosse per me avrei già il box stipato di piatti, bicchieri, posate, strofinacci, pentole, etc etc; lui non capisce perchè mi metto questa pressa, chè tanto possiamo andare a fare tutto il giorno stesso che prenderemo le chiavi della casa.
Siamo proprio agli antipodi insomma.
Il problema è che a me fa venire l'ansia non avere ancora nulla sotto mano, nulla di pronto, nulla da fare per prepararmi al momento. A lui mette pressa il mio continuo rimuginare sulle cose da comprare.
Quindi ci stressiamo vicendevolmente.

Ma, se continua così, mi sa che lo ammazzo prima della fine dell'anno:
* "Cesto della biancheria? Ma a cosa ci serve? Guarda che possiamo ammonticchiare tutto in un angolo del bagno, tanto poi sono cose da lavare"
* "Sedie? Ma le abbiamo le sedie! Sì, quelle pieghevoli. No, non le ho comprate insieme al tavolo perchè tanto l'urgenza era avere delle cose su cui sedersi, poi con il tempo e con la calma ne prenderemo di più belle ma per ora non erano necessarie"
* "Ah no, la televisione non ci serve! Tanto abbiamo il portatile. Magari la prenderemo più avanti, prima pensiamo alle cose indispensabili" [non è che ci mancano i soldi o il tempo, ci tengo a sottolinearlo]
* "Perchè vuoi comprare degli strofinacci? Quelli mica si comprano, dai."

Per ora lo risparmio solo perchè ancora non sarei in grado di tenere le redini della gilda su WoW.

venerdì 13 dicembre 2013

Piccolo aggiornamento

Siete stati meravigliosi a darmi consigli su come comportarmi con la mia amica.
Meritavate un aggiornamento, visto che martedì siamo uscite per "parlare".

Intanto, come avevate suggerito, le avevo mandato un messaggio giovedì scorso con una stupidata tanto per rompere il ghiaccio e vedere se mi avrebbe risposto.
Risponde.
Poi mi chiede "ma noi quando ci vediamo per parlare?", le dico che qualsiasi giorno della settimana successiva sarebbe andato bene. E qui ci va la prima premessa: le avrei detto anche venerdì o domenica ma venerdì lei si vede con il fidanzato, stanno insieme tutto sabato e tutta domenica e la sera poi esce a fare la cretina con un mio ex-ex-ex con cui io non voglio avere nulla a che fare (e vorrei che anche lei non ci avesse più nulla a che fare, ma non posso costringere la gente quindi amen).

Non ho più sue notizie fino a domenica sera in cui mi chiede di vederci martedì.
Le dico che avrei un mezzo impegno (cioè, che palle, martedì voglio starmene a casa a giocare a WoW, è un reato?) e propongo in alternativa lunedì o mercoledì.
Mi risponde che ha altri impegni quei giorni - senza specificare - e che VISTO IL SUO ATTEGGIAMENTO MATURO si aspettava che come minimo io le offrissi la mia completa disponibilità a vederci quando più preferiva lei. Anzi, è addirittura delusa dal fatto che non le abbia chiesto di vederci direttamente quel giovedì. Ehggià.
Tanto i miei impegni non contano un cazzo, come al solito.

L'ho tirata un po' in lungo fino a lunedì sera perchè non volevo cedere, ma alla fine ho lasciato perdere e ho confermato per martedì sera.
Siamo uscite.
Abbiamo parlato prevalentemente di cazzate, poi alla fine siamo arrivate all'argomento scottante.
Il succo è circa questo:
è arrabbiata perchè gliel'ho detto via whatsapp invece che a voce, secondo lei ho fatto una grande infamata perchè lei non se lo aspettava minimamente; è delusa perchè lei ci credeva davvero a questo nostro progetto ed ora, visto che lei vuole andare via da casa ma da sola non ce la potrebbe fare, adesso non sa come uscire da questa situazione; dice che non si fiderà mai più di nessuno, che inizierà a pensare solo a sè stessa e a fare progetti che riguardino lei soltanto, senza tirare più in mezzo altra gente perchè tanto tutti dicono cazzate e poi le cose non si avverano mai.

Insomma, tanto vittimismo. Mi ha dato della bugiarda perchè inizialmente le avevo fatto credere che avremmo vissuto insieme (sì, quando nessuna dei due era fidanzata). Poi ha detto una cosa su cui al momento non avevo prestato la giusta attenzione ma adesso, ripensandoci, capisco il senso e ci sono rimasta un po' male. Sostanzialmente è uscita domenica sera con LoveGuru ed il mio ex-ex-ex-con-cui-non-voglio-avere-nulla-a-che-fare e lui le ha detto "Bè, se non viene Mika a vivere con te ci vengo io".
Lì per lì non me n'è fregato nulla, ma adesso a ripensarci ciò significa che ha dato a tutta la combriccola questa notizia al posto mio.
Non so, eh, magari ci tenevo a darla io di persona... Magari, eh.

Comunque siccome non ho ceduto su nulla, alla fine si è parecchio ridimensionata e la sua unica finale preoccupazione è stata "Ma a gennaio ci andiamo ancora a Serravalle, vero?".
Il tutto si è concluso con un'altra perla:
Io "Guarda che di fatto tra noi non cambia nulla. E' ovvio che la porta di casa mia sarà sempre aperta, potrai venire quando vorrai"
A "Bè... Senti, ti offendi se invece non voglio venirci? Almeno per un po', sai..."

Capito, le amiche?

mercoledì 4 dicembre 2013

A volte mi domando se sia io ad avere torto, ma poi rinsavisco

Sono alle prese con un po' di magagne di soldi e quant'altro in vista del grande passo.
Niente di che, alla fine, ma la mia mente malata tende ad ingigantire tutto ed al momento passo dal "Ce la faremo!" alla convinzione che saremo due barboni costretti a vivere di ticket restaurant senza potermi più comprare vestiti e scarpe.

Ma, hey, sono davvero ottimista :D

In tutto ciò non avevo ancora detto nulla all'amica A perchè non avevo la minima idea di come affrontare l'argomento - specialmente dopo tutti i discorsi conditi di "uuh ho trovato lavoro, presto andremo a vivere insieme" che mi metteva in piedi.
Alla fine ho approfittato di una chattata su whatsapp (lo ammetto, non era il metodo migliore ma ho dovuto cogliere al volo l'occasione) in cui si parlava del fatto che il suo fidanzato lavora in un'altra città e che non sapeva quanto sarebbe potuta andare avanti con la storia a distanza nella speranza di andare a vivere insieme un domani.
Quando mi ha chiesto se io avessi news sul fronte amoroso, ho pensato "o adesso o mai più" e le ho detto che Coshuk mi ha chiesto di andare a vivere con lui.

Oh, non sono neanche riuscita ad aggiungere "... ed io gli ho detto di sì" che la sua lapidaria risposta è stata
"Ho bisogno di tempo per assorbire la notizia"

Tu, vero?
Cioè, io posso capire che ci sia quella parte dentro di lei che dice "tutti vanno a convivere ed io sono ancora qui", succedeva anche a me fino a solo qualche mese fa; oppure che debba rivedere il progetto di andare a vivere insieme io e lei, cosa che comunque dentro di noi sapevamo già entrambe non sarebbe stato possibile - si parlava di metà del prossimo anno ma, seriamente, a 27 anni posso andare a vivere in affitto con un'amica per poi dopo qualche mese trasferirmi con il fidanzato (perchè comunque sarebbe successo molto presto ad una delle due)? [Risposta: no, non ho più 18 anni e non sono una studentessa fuori sede]
E secondariamente sono convinta che, al posto mio, lei avrebbe fatto la stessa identica cosa con la differenza che io non avrei avuto diritto di replica.

Comunque questa cosa accadeva venerdì.
Siamo a mercoledì e ancora non ho avuto sue notizie.
Dite che devo scriverle?

giovedì 28 novembre 2013

Pensate che a questi mentecatti mandano più biglietti natalizi che a noi

Allo studio di Roma hanno inviato 100 biglietti natalizi che i professionisti dovranno inviare ai loro clienti per augurargli felici festività.
A noi solo 30.
Che il mio capo sarà anche un po' fuori di testa ma almeno sul lavoro è una persona competente. Questi invece sembra che non si ricordino nemmeno il proprio nome, però poi pare che FAJ li consideri meglio di noi.

Qualche tempo fa ci arriva un reminder da parte dello studio di Roma: ci chiedevano di andare a ritirare i fascicoli di questa famosa causa (è un incubo!) e di rimettere a posto i documenti visto che il termine che aveva concesso il giudice stava per scadere.
Apro la pratica e trovo una mail di marzo della mia collega Strega con la quale intimava alle segretarie di Roma di farci avere l'elenco dei documenti (la causa è loro, noi siamo solo domiciliatari), in modo tale da poter mettere mano ai fascicoli con coscienza di causa.

Chiamo una delle due stordite
Io "Per quella faccenda, siamo in attesa dell'elenco documenti, come da mail di marzo"
Stordita "Ermmm... scusa ma io non so niente"
Io "Come no? C'eri anche tu in copia a quella mail!"
S "Ah"

***

Stamattina telefona sempre questa stordita chiedendo conferma se per cliente T della pratica 660 ci fosse udienza fissata per il 21 gennaio. Cerco la pratica e scopro che a Milano non è mai stata aperta, il che è strano perchè se c'è un procedimento in corso dovremmo avere una domiciliazione.
Controllo come cliente T e mi risulta in effetti una pratica, con un numero ovviamente diverso, di cui però stiamo attendendo lo scioglimento della riserva (quindi l'udienza di gennaio te la sei sognata?).
Richiamo la stordita
Io "Ciao, sono Mika dello studio di Milano"
Stordita "Ah, guarda, mi sa che hai sbagliato numero"
Io "Ma come? Sei Ale? Mi hai chiamata tu prima, no?"
S "No guarda che questo è lo studio legale, hai sbagliato."
Clic.
Ditemi voi se devo avere a che fare con idioti di questo calibro.
Perchè? Cosa ho fatto di male nella mia vita precedente per meritarmi questo?

Faccio un lungo respiro profondo e chiamo di nuovo
Io "Ale? Sono Mika da Milano"
S "Ah ciao! Dimmi!"
Io "Ma che è successo prima, scusa?"
S "Eeeh... No, cioè... sbidiguda supercazzola prematurata come fosse antani..."

Boh, guardate, non entro nemmeno nel merito. Faccio finta che non sia successo nulla, non voglio sapere quali oscure malattie mentali affliggono questa poveretta.

Alla fine non ho nemmeno capito che diavolo voleva e se ha risolto o meno.
Secondo me ha fatto confusione con le due pratiche: stesso cliente ma una è domiciliata qui, l'altra no anche se l'hanno ugualmente segnata come "tribunale di Milano".
Giuro che se l'hanno domiciliata presso un altro studio e hanno fatto una gaffe tremenda chiamandoci per delucidazioni mi sentirete ridere fino in Sicilia.

venerdì 22 novembre 2013

Very Merry Un-Birthday

Ed un altro è passato.
Per mia nonna è il ricordarsi e ricordarmi che sono nell'età da matrimonio/figli da un pezzo secondo la sua concezione e sto invecchiando senza darle un nipote "Alla tua età avevo già avuto tua madre".
Per le mie colleghe è un ricordare a sè stesse che sono più giovane e carina di loro e quindi da invidiare a prescindere "Che piccola! Alla tua età io avevo appena iniziato a lavorare".

Per me è solo un altro anno senza di te, quando leggo il biglietto d'auguri firmato da "Nonna G" dove fino a pochi anni fa c'era scritto anche "Nonno M".
Un altro anno di quella promessa mai mantenuta, quando ti dissi che sarei tornata per mangiare la torta con te... e poi quella torta non c'è mai stata.
E non sei qui a conoscere il mio fidanzato, non sei qui a condividere la notizia che non ho ancora il coraggio di dire alla nonna, perchè se ci fossi stato tu le cose sarebbero state molto diverse.

Stamattina mi sono svegliata con un senso di serenità e sollievo.
Ho pensato ci fosse qualcosa di sbagliato, avrebbe dovuto essere ieri. Invece oggi.
Perchè è passato.
Perchè non devo fingere che sia contenta di sentirmi fare gli auguri da persone che per il resto dell'anno ti ignorano. Perchè davanti ad un regalo che mi piace veramente mi blocco, rendendomi pur conto che le persone si aspettano una reazione, e allora abbozzo ringraziamenti e sorrisi che suonano finti.
Anche se in realtà dentro sono contenta.
C'è che mi vergogno a mostrare quello che sento.

Ed anche quest'anno ho organizzato una festa, alla fine.
Per voi, non per me.
Mi rendo sempre più conto che organizzo queste cose solo per far divertire gli altri: almeno qualcuno dovrà pur beneficiarne da tutto questo.
Ma va bene così. Il resto dell'anno sono lamentosa, rompicazzo e incapace di dimostrare affetto, ma almeno in queste occasioni posso fare in modo che le persone che mi stanno sempre vicine possano passare una bella serata.

Novembre è quasi finito.
Non vedo l'ora di farmi risucchiare dalla frenesia natalizia.

Da Coshuk

martedì 19 novembre 2013

Brain is over quota

Io e la mia amica A ci siamo iscritte ad un corso di decorazione cupcake della durata di una giornata. Le lascio carta bianca per la prenotazione del giorno, considerato che naturalmente sono disponibile solo nei fine settimana.

Stamattina mi scrive in chat.
A "Ho chiamato e prenotato per sabato 25 gennaio, a te va bene?"
Premetto che non so nemmeno se sarò ancora a casa dai miei o già nella casa nuova (so che avevo detto aprile ma in realtà abbiamo anticipato) ma lei non ne è ancora al corrente.
Io "Sì, benissimo"
A "Ho mandato la mail per confermare, come mi hanno chiesto, ma continua a tornarmi indietro. Puoi provare tu?"
Io "Sì, ho provato ma anche a me torna indietro. Ma se leggi, è specificato che è perchè hanno la casella di posta piena."
A "Chiamo e avviso"
***
Chiama A.
A "Salve! Stavo cercando di mandarvi una mail ma mi ritorna un messaggio di errore che dice che avete la casella di posta piena"
Tizia "Impossibile! Mai successa una cosa del genere!"
A "Guardi, non so cosa dirle... cosa dovrei fare adesso, scusi?"
Io "Bè, riprovi! Probabilmente è un problema suo, a noi non è mai successo."
A "Vabè, grazie. Arrivederci"
***
Chiamo io (esattamente 3-dico-3 minuti dopo e risponde sempre la stessa persona)
Io "Salve! Stavo cercando di mandarvi una mail ma mi ritorna un messaggio di errore e..."
Tizia "Ah sìsìsìsì lo sappiamo, è successo anche prima! Eh, penso che abbiamo la casella piena"
Io "Sì, è ciò che dice l'errore che mi ritorna. Non avete un indirizzo alternativo?"
Tizia "No, guardi, adesso cancello un po' di cose. Riprovi nel pomeriggio ma se le dà ancora problemi mi richiami per cortesia"
Io "Ok, va bene. Allora riprovo più tardi. Arrivederci"

Non ho parole per commentarlo.
Assurdo.

martedì 12 novembre 2013

Vi svelo un segreto: a me rode sempre il culo

Volevo iniziare il post dicendo
"Sono poche le cose che mi fanno incazzare, ma..."
Sarebbe una bugia. A me fa incazzare quasi tutto.

Tipo quando arrivo la mattina in ufficio. Entro in sala caffè e saluto Cicì e BellaAddormentata che stanno chiacchierando con una tazzina in mano ma non ricevo risposta; chiedo permesso per aprire il frigorifero ed incastrarci il mio pranzo ma queste due non fanno il minimo cenno, come se fossi inesistente.

Mando le mail con i report a mezzo studio e quando rispondono noto che sono sempre l'unica che non viene mai messa in copia.

Mi hanno affidato il tribunale ma gli esiti delle udienze vengono sempre riferiti a qualcun altro.

Oh, a me queste cose fanno rodere il culo da morire.
Tipo che mi viene voglia di urlare, o pestare i piedi per terra, o licenziarmi.

Ma c'è una cosa che più di tutte mi fa incazzare. Una cosa che scatena in me una vena di rosicamento che non sentivo dai bei vecchi tempi in cui mi camperavano al respawn in pvp*.
Gente che sta insieme con lo sputo che ti invita a vedere la loro casa nuova. Perchè stanno andando a vivere insieme.
Persone che stanno insieme da due giorni; lei che si è messa insieme a lui solo per noia; lui che ha tradito lei ma poi è stato "perdonato"; lui che mi confessa amore eterno e poi chiede a lei di andare a convivere (e qui vorrei solo dire: SONO SALVA!).

Però dico: ma questa gente lo sa quello che fa? Cazzo ancora un po' non lo so nemmeno io (a proposito, il messaggio di mezzanotte di Coshuk è stato "dobbiamo comprare una lavatrice"... eh, l'ammmmòre), e l'unica cosa che mi salva dall'impazzire è la certezza che lui sarà sempre il mio sostegno.

Queste persone sono quelle che il mese scorso mi dicevano di aver comprato una sola copia di Pokemon da dividersi in due perchè "sai, abbiamo problemi di soldi", ma nella stessa frase mi comunicano entusiasti l'acquisto del nuovo mega televisore per "la nostra casa insieme".
Salvo poi aggiungere che non sanno dove piazzarlo perchè la casa è piccola.
E, ciliegina sulla torta, la casa in realtà è il primo piano della casa dei genitori di lui, divisa a metà per fare posto a loro.

Ragazzi.
Seriamente.
Ma queste cose le pensate di notte? Vi drogate?
Io non lo so. Davvero, non ho parole.
Solo rosik.


[* su Ragnarok le gilde fighe una volta a settimana riuscivano a conquistare un castello con un dungeon condiviso con le altre gilde fighe: si expava da dio ma la mappa era in modalità player vs player, ergo quando due gilde si trovavano era guerra. Altro dettaglio: se muori perdi 1% di exp, che a livello alto significa parecchie ore. Immaginatevi gli insulti che partivano verso le mamme di chi ti ammazzava più e più volte...]

giovedì 31 ottobre 2013

Like a rolling stone


Sono le 18:58 di questo giovedì sera che sembra già un venerdì.
Perchè domani si starà a casa.
E sono sola.
Chi fa il part-time è già a casa da un pezzo, mentre la Strega... bè, lei è stata licenziata.

La "scusa ufficiale" è la crisi ed il calo di lavoro, ma se fosse vero non mi spiegherei come mai, per sopperire alla sua mancanza, mi sono fatta due ore di straordinario tutti i giorni questa prima settimana senza di lei.
E spero che dalla prossima riuscirò a trovare un equilibrio.

Mi sembra di vivere intrappolata nel giorno della marmotta: ogni volta è sempre la stessa storia, tutto da capo.
L'anno scorso di questi tempi mi sobbarcavo nuove responsabilità a causa del licenziamento della Lemure; quest'anno sono ancora qui a raccogliere altri pesi sulle mie spalle.

Ma la cosa che mi lascia dentro questa sensazione di malinconia è il dover passare tutti i giorni davanti alla scrivania della Strega e vederla vuota, con la consapevolezza che non c'è più quella persona da cui correvo appena mi succedeva qualcosa di cui avevo bisogno di sfogarmi.
Sì perchè ormai lei era la mia confidente, qui dentro, la persona che capiva i miei fastidi e le mie incazzature meglio di tutti. Forse eravamo entrambe brutte persone ed io me ne sono accorta troppo tardi, dopo che già l'avevo battezzata "Strega".

In realtà, appunto, tanto diverse non eravamo. Solo che io quantomeno ho conservato quel minimo di decenza che mi faceva apparire sempre carina e precisa agli occhi dei miei superiori.
Lei si mostrava per quello che era, qualsiasi fosse la situazione.
Ed a volte mi chiedo chi, tra noi due, fosse quella più genuina.
Più giusta.

Non ho mai amato coloro che, raggiunto il tanto agognato posto fisso, si adagiavano convinti che avrebbero dovuto strapparlo dalle loro fredde mani cadaveriche; però non credevo nemmeno che fosse così semplice lasciare a casa qualcuno, dall'oggi al domani.
Una persona che lavorava qui dentro da quasi 13 anni.
Senza nemmeno un "grazie, è stato bello finchè è durato".

E ci sono sicuramente un sacco di motivazioni sensata per questo gesto, ma ci sono molti modi per licenziare la gente e sicuramente questo è stato un modo che la Strega proprio non meritava.

venerdì 25 ottobre 2013

La luce in fondo al tunnel non è un tir in contromano

Questa è una notizia grossa.
Ma tipo grossissima.
Roba che... boh, insomma. Roba grossa.
Per me è immensa, tipo che mi ha investita come un treno e ancora sto farneticando quindi abbiate pazienza.

Intanto, non ho più post in programmazione.
Zero.
Neanche mezzo.
Ne ho tipo dieci in bozza ma non riesco mai ad avere il tempo - e più che altro la voglia - per scrivere qualcosa di decente. Però vi penso sempre, se questo può in qualche modo consolarvi.
So che non sentite la mia mancanza, in ogni caso.

In realtà è che da quando sono fidanzata questo blog è diventato di una noia mortale, vero?
Questo perchè non faccio più minchiate con le mie amichette stordite.
Non è che non faccio più minchiate, ovvio, ma adesso le faccio con Coshuk ed è meno divertente agli occhi degli altri raccontare le dinamiche di una coppia piuttosto che quelle di un gruppo di amiche single e moderatamente fighe (cazzo, ho detto che siamo moderatamente fighe? ommioddio, autostima alle stelle oggi!).
La verità è che passiamo tutti i fine settimana più o meno così:
Coshuk "WoW o Diablo?"
Io "Mmmh, dai, spariamoci qualche instance su WoW che devo fare 90"
Coshuk "Benissimo"
[...]
Io "Pausa Diablo?"
Coshuk "Massì, facciamo una run a mp5 e vediamo se riusciamo a droppare una chiave"
[...]
Io "Pokemon time?? Oh, devo passarti un pokemon che ho trovato ieri e ti ho pensato"
Coshuk "Daidaidai che sono curioso!"

Ecco. Giuro. Sempre.
Boh, forse siamo pessimi ma non desidero passare i miei fine settimana in altro modo, attualmente.

Comunque.
La grande notizia.
Ve la dico, certo che ve la dico.
Siete i primi a cui lo dico, non l'ho detto nemmeno ai miei genitori. Per dire.
*rullo di tamburi*
Coshuk mi ha chiesto di andare a vivere insieme.
Ve l'ho detto che era grossa.
Immensa.
Ci sono un'enormità di cose da fare, adesso. Proprio tantissime (tipo iniziare a pensare a come occultare il verde pisello orribile di quel cazzo di armadio che mannaggia al giorno in cui gli è venuto in mente di mettere uno sgorbio del genere in camera da letto... e farci pure le tende coordinate <.<).
Seriamente, ci sono tante cose da sistemare. Non solo per la casa in sè ma anche per la situazione (c'è un'altra persona che vive in casa e che si sta adoperando per trasferirsi, quindi è tutto ad incastro).

Diciamo che, se tutto va bene (lo scrivo bello grosso chè non voglio menarmi sfiga da sola!), entro il prossimo aprile ci imbarcheremo insieme in questa cosa.
Che, l'ho già detto, è IMMENSA.

Oh, ragazzi, ho fatto il primo passo nel mio domani.
Ed ho una paura fottuta.

martedì 22 ottobre 2013

Gotta catch 'em all

Siccome sono una n3rd pr0 player (ma proprio di quelle imba skilled), sabato mattina sono una di quelle persone che si è alzata alle 8:00 per farsi trovare a grattare la serranda del negozio di videogiochi per avere la mia copia (PRENOTATA) di Pokemon X.

Non gioco ai Pokemon da quando uscì il primo videogioco della serie: Pokemon Blu e Rosso.
Facevo la prima media ed io ed il mio GameBoyColor passavamo insieme appassionatamente tutti gli intervalli mensa. Per dire che mi ricordo ancora a memoria tutti i primi 150 pokemon e sì, potete darmi della malata.
Il mio interesse si è poi azzerato di botto già subito con la seconda generazione (nuovi videogiochi, nuovi pokemon ma in realtà la solfa era sempre la stessa). Basta, aveva perso ogni attrattiva.

Sicchè questa è stata una piacevole sorpresa.

Coshuk "Quest'anno esce il gioco nuovo dei Pokemon!! Woooh!"
Io "Ah bè. Un altro? Che palle, anche basta!"
C "Noooo ma questo è su 3ds, è sempre stato il mio sogno vedere i pokemon in 3d"
Io "Ancora peggio. Il 3d di quel coso è osceno. E poi 'sti pokemon hanno rotto"
***
Io "Maaaa... sai, per curiosità ho letto un po' in giro e questo nuovo gioco sembrerebbe carino. Quando esce?"
Coshuk "Ancora non c'è una data di uscita, comunque in autunno"
Io "Ah, vabè, nel caso vedremo"
***
Io "Oooh ascolta! Ma sembra troppo figo il nuovo gioco dei pokemon! Fighissimo! Puoi fare un sacco di cose, anche coccolare i pokemon iiiiiiiiihhh *_*"
Coshuk "Sssssssì. Ok. E poi ci sono i pokemon in 3d!"
Io "Coccolare Pikachuuuuuuuuuu!"
C "In 3d!!!"
Io "Coccolare Pikachuuuuuuuu!!"
Coshuk "In 3d!!!1111one"
Io "Coccolare Piiiiiikaaaaachuuuuuuuuu!"
Coshuk "In 3d!"
[ripetere dall'inizio per 5 volte al giorno, tutti i giorni, da giugno ad ottobre]

Così alle 9 di sabato mattina ci siamo presentati al negozio.
C'eravamo solamente noi ed il commesso: io con un sorriso a cinquecento denti, Coshuk con le occhiaie fino al pavimento ed il commesso aveva le scritte in sovrimpressione che dicevano più o meno così "bravi deficienti che vi siete alzati all'alba per venire a ritirare la vostra copia del gioco, avete vinto il premio di clienti più sfigati visto che siete gli unici dementi ad aver pensato questa genialata".

Così abbiamo passato due giorni a letto sotto il piumone a giocare a Pokemon.
Forse è vero che siamo due cretini.


PS: Cazzate a parte, il gioco stavolta merita. La grafica è notevolmente migliorata e, nonostante questo, i caricamenti ed i salvataggi sono rapidi ed il tutto scorre molto fluidamente. Di cose da fare ce ne sono un mondo, dal banale catturare i pokemon, allenarli e battere i capipalestra, fino alla sezione che ti permette di giocare con i tuoi pokemon - è una specie di Nintendogs ma per pokemon. Minigiochi, interazione con altri giocatori, e sicuramente altro che non ho ancora scoperto.

venerdì 18 ottobre 2013

Discorsi da ufficio

Quando sono tornata dall'America, ad aprile, Coshuk si era preso un giorno di ferie per venire a recuperarmi in aeroporto e passare con me il resto della giornata (visto che non ci siamo visti per due settimane).

In realtà aveva preso ferie anche per la mattina seguente, così abbiamo dormito insieme, fatto colazione insieme e mi ha accompagnata a casa per pranzo in modo da rientrare in ufficio subito dopo.

Arrivato in ufficio si trova nel mezzo di questo discorso.
Collega 1 "E quindi sono nervoso! Insomma, sono mesi che non faccio sesso"
Collega 2 "Già, guarda, a chi lo dici!"
Collega 1 "E tu invece?"
Collega 3 "Anche io, saranno tre settimane ormai..."
Collega 1 "Tu, Coshuk?"
"Uhm... che ore sono? Ecco, saranno tre ore circa"

WIN.

martedì 15 ottobre 2013

Vi prego, ditemi che non è contagioso!

Questa è talmente grossa che merita di essere postata subito, senza andare in programmazione!

Proprio ieri che ero di umore nero, una di quelle giornate in cui credo di essere stupida e senza amici, è arrivata una perla di grande valore a farmi pensare che, in fondo, c'è di BEN peggio al mondo.
E senza andare troppo lontani, la nostra Cicì [questa personcina indipendente] ci ha fatto omaggio di un episodio che, a mio avviso, rimarrà scritto negli annali di questo studio.

Come tutti già sapete, Cicì è convolata a nozze in agosto.
In questo studio l'aria pare essere talmente fertile che professioniste e segretarie prendono addirittura il numerino per decidere le turnazioni su quando restare incinta. Adesso è il momento di AvvocatoFashionista che, alla fine del mese, entrerà in congedo per maternità.
Subito dopo si è già prenotata Cicì che, se i conti non mi ingannano, è sposata da appena due mesi.
Vabè, nulla da eccepire, alla fine ognuna ha il suo orologio biologico. Evidentemente per lei sta ticchettando da troppo tempo.

Qualche giorno fa si è ritrovata a fare pipì su uno di quei famosi test di gravidanza e... niente, negativo. Del resto cosa ci si poteva aspettare da una che avrà il ciclo tra una settimana?
Comunque si è fissata che è incinta: dice di avere la nausea e "sente muoversi cose nella pancia". Che mi sembrano due attendibilissimi sintomi della sua patologia mentale, più che di una gravidanza.

Questo pomeriggio, dichiarando di sentirsi male e di avere "delle perdite", ha nell'ordine:
- telefonato alla responsabile della segreteria
- telefonato alla mia collega
- telefonato alla praticante chiedendole di accompagnarla in Mangiagalli
- si è diretta al pronto soccorso della Mangiagalli
Tutto ciò per sentirsi dire "Signora, le è arrivato il ciclo".

PUAHAHAHAHAHAHAH.
Sempre peggio, cazzo.

venerdì 11 ottobre 2013

Indiani d'America e tatuaggi cinesi pt.1

Io non ce la posso fare.
Sono appena tornata dalle ferie e già non sopporto più nessuno. I miei teneri idiotonti (che è, naturalmente, la fusione tra "idioti" e "tonti" perchè è chiaro che una sola definizione non bastava a contenere la casistica umana con cui mi rapporto ogni giorno) sono sempre gli stessi, non è che nel frattempo abbiano deciso di farmi un regalo e smetterla di essere cretini, no.

Sono le 17.48 e questa è l'ora in cui MFR accende la musica a tutto volume nel suo ufficio.
La maggior parte delle volte ascolta cose che sono affini ai miei gusti, e quindi tutto sommato è persino gradevole, ma oggi no. Oggi no perchè sto cercando da più di un'ora di stilare una nota spese da depositare tra due giorni e vengo prima disturbata da idiotonte che hanno deciso di fare la pausa caffè nel mio ufficio, successivamente dagli strimpellamenti assurdi del capo.

Per esempio l'altra sera, come di consueto, mi sono affacciata alla sua stanza per congedarmi ma non ho fatto in tempo a fuggire che sento la sua voce inseguirmi con un "Scommetto che non sa di chi è questa canzone".
Ecco.
E' arrivato il momento sarabanda.
Ho sbagliato una volta, un solo errore da quando sono qui dentro (cioè da quasi tre anni, e tutti gli anni a Natale MFR mi chiede "Allora questa è la prima volta che partecipa al nostro pranzo natalizio?", ma vabè è bello essere apprezzati) e adesso mi perseguiterà finchè non me ne andrò.
Una sera che ascoltava Joan Baez mi chiese, per ridere, se sapevo chi fosse. Caso vuole che lo sapessi - anche perchè, oggettivamente, difficile non conoscere quel portento di voce se ti piace il genere e ancor più difficile è non riuscire a riconoscere quella voce così particolare.
Quel giorno ho visto una luce nuova nei suoi occhi, si è esaltato un sacco.

Quindi, dicevo, momento sarabanda.
La canzone mi ricordava qualcosa di Ravi Shankar quindi ho provato a buttarla lì.
Il dialogo che ne è derivato è stato quasi surreale.

"Massì, Ravi Shankar l'indiano"
"Ma indiano di dove?"
"Eh, indiano dell'India"
"Aaaah. Stavolta ha sbagliato perchè questo è un indiano d'America"
"Allora non saprei proprio"
"Sì, dai, uno di quelli con i nomi strani...ma aspetti che prendo il cd e le mostro!"
*ohppercaritàdivinano*
"Ah, ha addirittura il cd?"
"Ceeeeerto! L'ho comprato in un viaggio che ho fatto in America, ero pure stato a visitare questa riserva e tra l'altro ho dormito in un albergo indiano. Sì ma... una tristezza! Guardi, non davano nemmeno gli alcolici! Il soggiorno peggiore che io abbia mai fatto. Cioè, neanche gli alcolici, si rende conto?"
*con questa frase ti sei guadagnato punti stima, siamo spiriti affini evidentemente*
"Eh, posso solo immaginare. Ma era uno di quei posti con i casinò gestiti da indiani?"
"Nono, era un albergo in mezzo ad una riserva. Bè comunque si chiama John Whitehorse e fa tutte canzoni così, solo strumentali che sembrano dei canti di guerra pellerossa"
"Affascinante"
"Aspetti, aspetti! Che forse quest'altra traccia ha le parole"
*e seleziona una traccia che fa tipo "auauauau eiaeiaeh uuuuh eeeshakashakaeeeh", immaginatevi me che mi guardo attorno imbarazzata pur di non guardarlo negli occhi*
"Sì bè che poi chiamarle parole è tutto dire. Chissà cosa diranno, magari cose tipo 'Aaaah questi stronzi bianchi che ci rubano la terra! ahahah"
*giuro, ha detto così!*
"Già, un po' come quelli che si fanno tatuare ideogrammi giapponesi o cinesi e magari c'è scritto 'scemo chi legge' ahahah"
*ok, l'ho già detto che siamo spiriti affini, vero? mi sono sentita di dargli corda*

Da questo punto il discorso è - ulteriormente - degenerato, arrivando al culmine con un aneddoto del periodo cinese di MFR.
Ma questa è un'altra storia ;)

martedì 8 ottobre 2013

Secondo me sono una cogliona

Nel senso che sono proprio deficiente.
Già.

E' un periodo che sono stanca, mentalmente molto stanca. E a me la stanchezza fa diventare nervosa, irritabile (più del solito, intendo).
Così l'altro giorno, quando ho trovato l'ennesimo fascicolo a cui mancavano dei pezzi, ho iniziato a sbatterlo sulla scrivania e scandivo a ritmo ad alta voce "Ma perchè cazzo manca sempre la fatturazione nelle pratiche che apre quella là? Perchè? Perchè? Perchè non è in grado di sistemarla come lo facciamo tutte? Non ci va uno studio, ma cazzo. Cazzo. Ma perchè? Che due coglioni però!".
Non credevo di aver urlato finchè, dall'altra parte del corridoio, la mia collega mi domanda "Che cos'è successo?" con anche un tono un po' allarmato.
Devo averla spaventata, sembravo posseduta.

Lo so, sono sfoghi senza capo nè coda finchè non parlo con la diretta interessata, che al momento è in ferie. Ma non importa perchè quando tornerà sarà la mia unica salvezza, nonostante sia una grande stronza.
Eppure ultimamente è l'unica persona che comprende i motivi del mio stress ed il fatto che mi sento sempre come se avessi a che fare con una banda di imbecilli e fossi l'unica con un quoziente intellettivo nella media.
Probabilmente è persino vero.

Quando vanno via tutti durante la pausa pranzo e resto completamente sola, mi metto a cantare in corridoio, c'è una buona acustica.
Poi rido tantissimo e mi guardo attorno con apprensione immaginandomi che FAJ abbia fatto installare delle telecamere nascoste e la sera mi veda fare la deficiente riguardandosi le registrazioni.

Ma anche queste sono solo paranoie prive di senso.
La verità è che non è la stanchezza a rendermi così: lo sono sempre stata.

Ho bisogno di ferie dal mio cervello.

giovedì 3 ottobre 2013

Marking time, waiting for death

Indugio. Indugio su un pensiero come su quel piatto di pasta che mi divorerei volentieri e che invece no. Ne mangio solo dieci di numero. Dieci pennette leggermente intinte nel sugo. Poca roba. La mia mente si posa pigramente sul pensiero del dopo, quando resterò in cucina sola a lavare i piatti. Allora potrò mangiare la pasta che avanzerà; o dei biscotti; o la fetta di torta; o quel panino morbidissimo. O tutto insieme. Indugio sul pensiero di dovermi cacciare due dita in gola subito dopo. 
E se invece morissi?

Non avete mai avuto la sensazione che vi stesse crollando il mondo addosso? Già.
Io spesso, invece, ho avuto la sensazione che qualcosa dentro di me stesse collassando, accartocciandosi infinitamente su sè stessa. E ancora, e ancora, e ancora.
Perchè quando dai il via, è quasi impossibile arrestare la distruzione.

Quel giorno ero stanca, molto stanca. Sedevo pigramente al tavolo della mia cucina veneziana e guardavo il piatto vuoto davanti a me. Ero stanca di sentirmi dire "Tu questo non lo puoi mangiare!" con quel tono arrogante di chi si sente in diritto di decidere della tua vita.
Così aspettai di essere sola, aprii il frigorifero, mi tagliai una fetta di torta e la mangiai in tre forchettate. Non riuscii nemmeno a capire se fosse buona o meno, volevo solo sentire quel familiare calore nello stomaco.
Poi arrivò il pentimento.
Quando sei abituata a trattenerti, lasciarti andare anche solo una volta scatena un turbine di sensi di colpa che si autoalimentano. Ronzano incessantemente finchè, seguendo il flusso, ti alzi, raggiungi il bagno, alzi la tavoletta del water e fissi l'abisso.
Perchè in quel momento è un abisso in cui stai per buttarti e che sai - perchè lo sai, inutile fingere - che ti risucchierà per anni.
Quindi ti cacci due dita in gola e vomiti la torta, forse il pranzo ed anche un pezzetto della tua anima, strozzandoti di singhiozzi perchè intanto pensavi alla tua mamma che non ti ha certo messa al mondo per vivere chinata sul cesso a sentirti in colpa per aver mangiato uno stupido pezzo di torta.
Già, no.

Poi ricordo la cucina semi buia delle quattro del mattino, in quel silenzio ovattato che precede l'alba a Venezia, rotto solo dallo sciabordio dell'acqua nei canali, consapevole che di lì a poco avrei iniziato un'altra giornata fatta di odio verso me stessa.
Ma in quel momento, in quella bolla di vuoto che era la mia cucina, mi sentivo di poter fare qualsiasi cosa; così aprii qualche sportello, feci incetta di quello che trovai (biscotti, scatola di cereali, caramelle, merendine, avanzi della cena) e mangiai tutto. Tutto quanto, proprio.
Con una voracità disgustosa, che se ci ripenso oggi mi sento male. Facevo proprio schifo.

Dopo ogni abbuffata, con la pancia che mi faceva male tanto era piena, potevo correre ad espletare il mio rito quotidiano. L'importante, in questa masochistica routine, era non lasciare agli altri il cibo che io non potevo mangiare. E ridevo sotto i baffi, sentendomi molto furba, mentre guardavo il mio convivente dosarmi con irritante alacrità ogni pasto che mangiavo sotto il suo occhio guardingo.

Nel segreto del bagno, però, io mi odiavo. Mi odiavo con forza.
Pesavo 53 kg.

martedì 1 ottobre 2013

Albany (ovvero Taxi Driver 3, the revenge)

"Ma... perchè Albany?" [cit. di un americano qualsiasi sulla nostra decisione di visitare Albany]

La risposta a questa domanda è una sola: BOH.
Davvero, non lo sappiamo nemmeno noi.

Non che siano mancati i momenti di divertimento, ma avete presente lo stereotipo di paesino americano di periferia con la sua tavola calda e gli abitanti che sanno tutto di tutti?
Ecco, non è uno stereotipo. Anche se Albany è tipo la capitale dello stato di New York, ma fa niente, non fatevi domande che nemmeno noi abbiamo avuto il coraggio di porci.


Un assolato pomeriggio - per inciso, l'unico pomeriggio di sole di tutta la vacanza, che spreco! - arriviamo alla sperduta stazione ferroviaria di Albany, con il nostro bel treno proveniente da Boston (ve la racconto in un'altra puntata).
Non sapendo come altro spostarci, fermiamo un taxi per farci portare in albergo, che dista circa 3 miglia.
Una volta caricate le valigie e accomodate sui sedili dietro, ci dice che la tariffa è di 60$.
Cioè. 3 miglia = 60$?
L'abbiamo mandato a cagare per direttissima.

Chiamiamo un'altra compagnia di taxi che ci chiede 20$. Boh, lo trovo comunque eccessivo ma di meglio non c'è quindi ok. Tempo di attesa: 15 minuti.
Albany, mi stai già pesantemente sul culo.
Giunge infine il taxi, chiediamo se era effettivamente quello che avevamo chiamato e ci risponde di sì, quindi gli facciamo caricare le valigie e ci accomodiamo. Dopodichè il tassista decide che non siamo abbastanza carichi e si offre di trasportare anche un'altra ragazza che doveva andare da un'altra parte rispetto a noi.
La logica è morta, ma meglio non questionare chè qui non mi sembrano molto a posto.
Nell'esatto momento in cui appoggio le mie chiappe sul sedile del passeggero - perchè naturalmente non c'era posto su questo fottuto taxi - squilla il telefono
"Salve! Sono il vostro taxi, dove siete?"
Ermm.
Guardo il tassista seduto accanto a me che evidentemente non mi ha appena telefonato.
Guardo dietro e vedo un taxi della stessa compagnia. Fermo. Vuoto.
Ops.
Facciamo per scendere e questo pazzo prima ci chiude dentro, poi attacca una pezza di mezz'ora sul "Se volete scendere a me va bene [ne siamo sicuri? cazzo, ci hai chiuso dentro! io ti denuncio per sequestro di persona!] ma mi sono spaccato la schiena per caricare le vostre valigie quindi mi dovete 10$".
Ma morire no?

In tutto questo, l'altro taxi si accosta a noi e comincia a litigare con l'autista "You stole my clients!".
Si urlano.
Il nostro taxi parte, l'altro... inizia a pedinarci! Oh merda.
Credo ci sia una foto delle nostre pallide facce a testimonianza della situazione tragicomica in cui eravamo.
La ragazza che è con noi comincia a sclerare perchè era da mezz'ora che gli stava dando l'indirizzo ma non la cagava.
Eh, scusa se stanno solo cercando di ucciderci.
La situazione si calma ed il tassista cerca l'indirizzo sul navigatore, senza successo.
Dialoghi surreali
"Scusa, ma sai dov'è questo posto?"
"Ma wtf! No! Sei tu il tassista, mica io!"
"..."
"... Ok, ti leggo le indicazioni di google maps"
"Ok"
E si riparte.

L'ultima cosa degna di nota è l'arrivo a casa di questa ragazza: una cazzo di catapecchia nella periferia più periferia che manco le favelas.
Esce tutta la famiglia per il lieto evento (il taxi, mica il ritorno della figliola prodiga, che avete capito?), padre, madre, zia, zio, nonna, nonno, cuginetta, fratellino, sorella adolescente, altra nonna, altro nonno, uno con un non ben identificato grado di parentela - che ancora mi chiedo come ci stessero tutti in quel buco di casupola - e il padre chiede "Ma quelle tizie le conosci?" "Macchè, sono delle tipe con cui ho diviso il taxi".
Poi spariscono in casa in cerca di banconote da cambiare perchè il tassista maledetto non aveva nemmeno il resto, cazzo, e ritornano dopo 10 minuti.

Tutto finito?
Adesso possiamo andare al nostro fottuto albergo?

venerdì 27 settembre 2013

"Scommete che tu scommete?"*

Stamattina apro gli occhi e, come tutte le mattine, la prima cosa che faccio è insultare la sveglia.
Poi la spengo.
Infine stacco il cellulare dalla carica e noto che mi è arrivato un inquietante messaggio dalla CartaSì. Lo apro, pensando che sia qualche spam pubblicitario come fa a volte la 3 (a proposito, siete dei cagacazzo), e invece...

"Autorizzazione di 199.00 euro negata (CartaSì - 13/08 ore 00.59 - ****** - Gibraltar); per chiarimenti chiama il servizio clienti"

Sto ancora mezza dormendo, quindi per un secondo valuto la possibilità di aver fatto qualche acquisto notturno di cui, al momento, il mio cervello si rifiuta di prendere atto senza un caffè.
Che comunque a quell'ora avevo appena spento il pc, ma stavo giocando online e non ho fatto acquisti che io ricordi. E poi ho messo gli asterischi per "privacy" ma in realtà è indicato il nome di una società che proprio non mi dice nulla.

Ansia.

Inizio a pensare di dover bloccare la carta, chiamare il call center, controllare l'estatto conto, e "quanto-sono stupida-mannaggia-a-me-che-non-lo-guardo-mai-perchè-sono-sempre-convinta-che-vada-tutto-bene e invece porco cazzo guarda te cosa mi doveva capitare il TREDICI AGOSTO". Ma porca vacca ladra impestata.
No? Dico, non ho ragione?

Dopo un escursus di tutte le bestemmie che conosco - perchè io sono contro al bestemmiare ma quanno ce vò ce vò - arrivo in ufficio, apro la mia posta privata per cercare la registrazione al sito della carta di credito e trovo una loro comunicazione in cui mi chiedono di contattarli ad un numero di ufficio (non un call center).
Chiamo.
In 6:33 minuti di telefonata mi hanno spiegato la situazione, bloccato la carta, cancellato la registrazione al loro sito e inviato i moduli per il rimborso delle cifre sottratte; in più hanno avviato la procedura per la nuova carta, che arriverà tra circa una settimana.
E' una bella rottura di cazzo ma sono fortunata che la cosa sia stata gestita con una professionalità eccelsa e, se non altro, mi consolo pensando che almeno non ero in vacanza mentre succedeva tutto ciò.
Sigh.

In tutto questo, però, c'è una cosa che mi frulla in testa.
Ma con tutto quello che potevano fare con la mia carta di credito, perchè andare a spendere 200€ su un sito di scommesse??! Che vita di merda fate, ragazzi? Cioè, peggio di me che ho dovuto spiegare all'addetta della carta di credito che sì, il pagamento alla società "Blizzard" l'avevo davvero autorizzato io.
Almeno quando hanno clonato la carta al mio capo si erano comprati un biglietto aereo per la Tunisia. Ehccheccazzo. Non sarebbe stato giustificabile, ma se si fossero pagati una vacanza l'avrei quasi capito.
Invece no.
Un sito di scommesse.
Boh.
Io non vi capisco.

* Mr Shake Hands Man (il Signor Scuotimani, in quel programma dove ti facevano scommettere per quanto tempo riusciva a stringere la mano ad una celebrità, ma forse solo io guardo queste trashate)

martedì 24 settembre 2013

Quando dire "per sempre" è un macigno sul cuore

La gente dice "Voglio stare con te per sempre".
Noi no.
Noi ci diciamo "Voglio stare con te più a lungo possibile".
Ed è brutto. Mi fa male al cuore ogni volta che lo sento.
E' come se il sottinteso fosse "Mah, non so se andrà a finire bene. Non sono convinto nemmeno io".
Però ci proviamo, a stare bene.

La verità è che misuriamo le relazioni in base anche agli esempi che abbiamo accanto.
E non sono molto rassicuranti.
Coppie che si dicevano "per sempre", che sicuramente ci credevano, o magari anche no, e adesso sembrano l'eco di un amore ormai spento; sulla bocca muore il fantasma dei "ti amo" sussurrati.

Mia madre ha sposato mio padre credendoci davvero. Per lui ha rinunciato all'università e si è accontentata del primo lavoro che ha trovato pur di mettere da parte i soldi per andare a vivere insieme.
Mio padre non è un marito perfetto, anzi; non è un padre modello, anzi; è un uomo che corre sempre dalla madre appena c'è qualcosa che non va. Forse una volta si amavano, da giovani si saranno fatti promesse, si immaginavano il "per sempre felici e contenti".
E poi li vedo la domenica pomeriggio, lei a dormire in stanza, lui a guardare la Formula 1 in cucina.

Il mio capo e sua moglie hanno 3 figli, una bella casa, e si conoscono da quando erano giovani. Probabilmente erano felici quando si sono sposati, sull'onda di un iniziale entusiasmo che probabilmente con il tempo si è spento. Anche lui, guardandola negli occhi, le diceva "ti amerò per sempre" e lei ci credeva, si scioglieva sotto quello sguardo.
Oggi lui esce con l'amante sotto gli occhi dell'intero studio e lei, per ripicca, si è fatta intestare una considerevole quota di partecipazioni nella società.

E poi i genitori di lui. Il peggio.
Suo padre se ne andò di casa quando lui aveva 16 anni perchè aveva un'altra donna. Tipo doppia vita. Un po' di qui, un po' di lì, ed era anche stato bravo a tenerlo segreto finchè evidentemente qualcosa è scoppiato. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.
Pure loro si dicevano "per sempre", hanno fatto due figli e costruito ed arredato insieme una casa, riempita di ricordi, di fotografie, di sorrisi. All'improvviso non c'era più nulla.
Solo l'ombra di un per sempre a perseguitare quelli che, in quella casa, ci sono rimasti.

Noi non sappiamo dire "per sempre".
E fa incredibilmente male.

venerdì 6 settembre 2013

La vita sociale di quelli che vanno al mare ad agosto

Ok.
Avete considerevolmente scassato i coglioni.

Cioè.
Gente che va in vacanza e passa la metà del tempo a postare sui social network in diretta foto mentre sono sdraiati sul telo, con i piedi a mollo, con il panorama, con i pancake della colazione, con la bistecca della cena, con la birra ghiacciata sotto il sole (spero che vi venga il cagotto, minchioni!), con l'occhiale a specchio da persona troppo cool, con il cappello di paglia che è fashion.
L'apice credo l'abbiano raggiunto due zoccole che purtroppo annovero tra i miei contatti facebook: video della vista dalla loro camera con tanto di "comparsata" in cui augurano al gentile pubblico una buona giornata.
Complimenti. Il mongolino d'oro ve lo siete proprio meritato.

Ma invece di fare queste merdate perchè non ve ne andate in spiaggia a rimorchiare?
Mah. Che vite sprecate.

Sì, comunque la mia è solo invidia.
Perchè ho passato tutto agosto in studio a lavorare, sostituendo gli avvocati che mandavano i loro ordini via mail con l'iPad da una sdraio in qualche posto sperduto della Grecia o delle Mauritius dove pagano 800€ a notte. (questa frase leggetela tutta d'un fiato, non c'è manco una virgola)
Una roba così.

Detto questo, vi saluto.
Finalmente è il mio turno!
Sarò in ferie per due settimane, con prossima partenza verso la Tunisia, decisa al volo solo una settimana fa. Certo che ve lo devo proprio raccontare il calvario che ha portato infine a questa partenza.

Non vedo l'ora di mostrarvi le MIE foto del mare.
Ah-ah.

martedì 3 settembre 2013

"Per il 'Paolo Pini' la prima a destra, poi chieda"

"Insomma, è andata che non si è staccato un attimo dal cellulare"
"Che poi, alla fine, non sono più riuscita a stare zitta ed ho dovuto dirlo"
"Tutto il tempo, capisci?"
"Sono esplosa, ho anche alzato la voce"
"Poi ogni tanto lo appoggiava sul tavolo, ma sempre con lo schermo voltato"
"Gli ho detto che è una stronza e che mi sta sul cazzo"
"Hanno provato a farglielo notare anche le altre, ma niente"
"Forse ho esagerato... Ma almeno adesso lo sa"
"Il bello è che quando gli ho chiesto a chi stesse scrivendo, sai che mi ha risposto?"
"Comunque alla fine non ha potuto far altro che darmi ragione"
"Mi ha detto che 'stava solo controllando internet'. Sì, come no!"
"Pure perchè io ho ragione, e lui lo sa perfettamente ma non voleva ammetterlo"
"Io l'ho visto chiaramente che aveva whatsapp aperto"
"Probabilmente perchè non vuole ammettere che è stato fregato alla grande"
"Peccato non essere riuscita a capire a chi stesse scrivendo..."
"Io però, fossi in te, alla fine gliel'avrei chiesto con chi cazzo stava messaggiando"
"Eh, hai ragione. Ma poi, guarda caso, non l'ha più fatto."
"Comunque, ha detto che entro la fine dell'anno sistemerà tutto"
"Ottimo, ha già aspettato fin troppo"
"Già. Oh, ecco il nostro sbagliato"

E ci capiamo alla perfezione.
Sempre.

venerdì 30 agosto 2013

Tu avvocato. Io CED.

Sono le 9:46 di un giovedì che si presagiva sarebbe stato pessimo già dal mercoledì sera.
Manca una collega, mi hanno già passato tre telefonate di gente rompicazzo (per cui mi tocca pure telefonare alla stronza della contabilità a Torino) e, non ultimo, io e Cicì oggi indossiamo lo stesso vestito.
Macazzo, direte voi.
Ed è quello che dico anche io.

Insomma, sono qui seduta che medito sulle mie sfighe lavorative, e sento una voce dal corridoio
MFR: "Miscusi! Ma noi non abbiamo comprato un pc nuovo?".
Faccio appello a tutta la mia pazienza perchè so che questa domanda, specialmente se fatta da un technologically impaired come MFR, non porterà a nulla di buono
Io: "Uhm. Se intende un portatile sì, è quello con Windows 8"
MFR: "Ah, bene bene! Può venire un secondo a farmi vedere?"
"Noooooo ti prego risparmiami questa agonia!"
Mi alzo, tiro fuori il portatile dall'armadio, e lo seguo nell'ufficio di AvvocatoFashionista dove si parlava di quale pc darle da portarsi in vacanza per poter lavorare in caso di necessità.
Vabbè, ma dillo che vuoi solo fare la figa al mare con il pc dello studio per far vedere che tu, oltre ad essere una classy-mamma-modello, sei anche una stakanovista e che il futuro dello studio dipende da te e da te soltanto.
Minchia, oh, ma tirarsela di meno?
Caso vuole che io abbia preso la borsa con il portatile sbagliato, e appena lo tiro fuori cominciano a lamentarsi delle dimensioni (because dimensions matter!)
MFR: "Eeeeh accidenti! Così grosso? Certo che abbiamo dei potenti mezzi tecnologici..."
AF: "Ah nononono. Se è così ingombrante non me lo porto!"
"Sarebbe un normale portatile Lenovo da 15"... si aspettavano un MacBookAir? Come se le prestazioni di un pc si misurassero da quanto pesa"

Vado a prendere l'altro portatile e, quando lo tiro fuori dalla borsa, le loro bocche si aprono in lodi e cori angelici alla vista dello snello. Un Vaio del cazzo, marca famosa solo perchè la usava James Bond (quello brutto però) in uno dei film.
Tristezza.

MFR: "Eh, il Vaio è una bella bestia!"
Ma tu che cazzo ne sai? Che ancora un po' non sai nemmeno aprire una mail dalle draft e ora ti atteggi ad esperto dei computer. Ma ti prego.

Comunque lo accendiamo e AvvocatoFashionista prova a loggare con il suo profilo. Ovviamente "there are no login servers available" poichè non è connesso alla rete aziendale. Un messaggio di errore del genere l'avrebbe capito anche mia nonna, se solo sapesse l'inglese.
MFR: "Ah! Certo, certo! Ci penso io, lo attacco al cavo di rete di là nella mia stanza e faccio una prova con il mio account, così si aggiorna e dopo può entrare"
Io: "Mi scusi, ma è sicuro che basta attaccarlo solo una volta e poi scollegarlo? Secondo me deve rimanere connesso per far fare login anche ad AF"
MFR: "Ma va, ma va! Adesso lo attacco, loggo io così si aggiorna, poi lo stacco e lo porto di là. Funziona così. Lo so io, lo so"
Io: "Ah. Sìsì certo"
"Ma cosa cazzo significa 'così si aggiorna'? Aggiorna cosa? Cosaaaaaa?"

Come volevasi dimostrare.
Stacca il cavo di rete, spegne il pc e lo riporta ad AvvocatoFashionista.
Costei lo riaccende e prova a riloggare con il suo account.
OVVIAMENTE non funziona.
MFR: "E come mai??"

Forse perchè il tuo mestiere è fare l'avvocato, non il CED.
Ma dico forse, eh.

martedì 27 agosto 2013

Nerditudine #3

L'ho sempre detto che siamo delle brutte persone, ma ultimamente stiamo rasentando dei livelli quasi preoccupanti.

Domenica mattina io e Coshuk ci siamo alzati con l'idea di andare in piscina, cosa che programmavamo da una settimana.
Mi guarda.
Lo guardo.
Mi guarda.
Mi dice "Certo che però ci starebbe proprio una puntatina al sushi..." e sospira, il bastardo.
Sa che il sushi vince su tutto.

Dopo esserci opportunamente abbottati, è giunta l'ora di dirigerci in piscina per prenderci la nostra bella congestione programmata. Evviva!
Lo guardo.
Mi guarda.
Lo guardo.
Gli dico "Senti ma... tu hai voglia di andare in piscina?"
Mi risponde "Veramente no, non tanta. Che vuoi fare?"

Abbiamo giocato a DiabloIII tutto il pomeriggio.
"Oh, ma poi verso le 19 usciamo per un aperitivo, dai"
"Sìsì, così ci stacchiamo un po' da qui"
...
"Toh, guarda, sono le 21:30. Eh, ormai è tardi"
"Già. Piuttosto, fai attenzione perchè questo è il primo boss in modalità incubo. Mi raccomando".

venerdì 16 agosto 2013

Tu non lo sai quanto mi rendi...

... felice. Confusa. Triste. E poi ancora felice.

A volte piango.
Mi infilo sotto le coperte, spengo la luce, fisso il silenzioso vuoto davanti a me con il lenzuolo tirato fin sopra la testa e inizio a piangere.
Piango perchè le cose vanno bene e male insieme; piango perchè vorrei ma allo stesso tempo ho paura; piango perchè quando le cose vanno troppo bene a volte sento il bisogno di crearmi un problema; piango perchè quando affronto delle difficoltà mi domando se abbia senso affrontarle e superarle, dato che le precedenti sconfitte mi dimostrano che non è mai servito a nulla.

Ed in quei momenti vorrei che qualcuno mi mettesse una mano sulla spalla e mi dicesse di non piangere perchè andrà tutto bene.
Tutto bene.
Ma nessuno me lo dice mai perchè questa è una sicurezza che nessuno potrà mai darmi.

A volte piango perchè ho una voglia incredibile di essere indipendente, e piango anche perchè ho una paura folle di prendermi tutte le responsabilità che ne derivano. Piango perchè ho paura di diventare vecchia.
Piango perchè sono già vecchia dentro, che voglio la mia casa con mio marito, gli amici da invitare, la carriera ben avviata.

E piango tutte le mie lacrime perchè ci sono giorni in cui mi sembra di essere prontissima per tutto questo e poi vengono giorni in cui invece vorrei vivere sempre così, sull'orlo dei trent'anni senza mai davvero arrivarci.

Perchè a volte mi chiedo se poi anche io riesca a renderti felice, triste e confuso tanto quanto tu rendi me.

martedì 13 agosto 2013

Nerditudine #2

Sabato io e Coshuk siamo stati invitati a pranzo da un gruppo di amici che non vedevo da parecchio.

Sento questi due tizi che iniziano a parlare di Pacific Rim e mi infilo nel discorso.
Io "A proposito di Pacific Rim... ma avete sentito di chi è la voce del robot?"
A1&A2 "Uhmmm... no, non ci abbiamo fatto caso"
Io "E' GLaDos!!!11one" [vabbè se vi devo pure stare a spiegare chi è GLaDos... mah... non so... vergogna!]
A2 "Ah, ma dai! Non ci avevo fatto proprio caso"
A1 "Ma poi tu com'è che conosci Portal? Ci hai giocato?"
Io "Bè, mi pare ovvio"
A1 "Ah, ho capito, te l'ha fatto conoscere lui, vero?"
Io "Ma... veramente sono io che l'ho fatto conoscere a lui"
A&A "Non la meriti!!!!" [rivolti a Coshuk]

Lui farà pure il figo su World of Warcraft, ma alla fine non si può prendere sul serio uno che non conosce Portal e Zelda.
E che cazzo!


venerdì 9 agosto 2013

Pessime segretarie crescono

Oggi MFR è in riunione con un nuovo cliente.
Passo accanto al suo ufficio e sento suonare il telefono. Siccome la Strega non risponde nemmeno se le si punta una pistola alla tempia, prendo io la telefonata.
Era il direttore di AziendaAutomobilisticaTedesca, un rompicoglioni che più rompicoglioni non si può.

"Ufficio di MFR, buongiorno"
"Buongiorno, cercavo l'avvocato"
"Mi spiace ma in questo momento è in riunione"
"E quando si libera?"
"Penso in un'oretta al massimo"
"Ah, no, troppo tardi. Anche io ho una riunione tra poco. E domattina?"
"Sì, domattina lo trova in ufficio"
"Può controllare la sua agenda?"
Ecco. Ero lì, in un ufficio che non è il mio e senza computer davanti. A questa domanda ho risposto "Sì, certo. Un momento solo" ed ho fissato il muro davanti a me per un minuto intero prima di riprendere la cornetta e dirgli "Certo, domattina non ha udienze, lo troverà sicuramente".

Quello ha ringraziato soddisfatto ed io ho messo giù.
Sto diventando proprio una segretaria modello. Sìsì.

martedì 6 agosto 2013

The edge of twentysix (Stevie, perdonale perchè non sanno ciò che fanno!)

Penso di essermi persa una svolta importante, da qualche parte nella mia vita.
Non è difficile immaginare quando, se penso che gli ultimi anni li ho spesi accanto ad un imbecille che non aveva idea di che cosa avrebbe fatto il giorno dopo, figuriamoci a 30 anni.

Non fraintendiamo, la mia vita è bella!
Insomma, per tutto quello che ho passato diciamo che sarei potuta finire in modi peggiori, e invece me la sto cavando alla grande. Non vi starò a tediare con i miei excursus passati.

Però poi alzo un attimo la testa dal mio orticello e sento cose strane.
"Te la ricordi quella ragazza che faceva le superiori con me? Quella grassottella bionda che era stata bocciata una volta? Bè, l'anno prossimo si sposa"
"E tu invece ti ricordi della C.? Massì, dai, era nella classe di fianco alla mia, con la faccia un po' a topolino. Ecco, proprio lei. Si è sposata settimana scorsa"
"Oh, ma lo sapevi che la M. è sposata ed ha già un figlio?!"
"[...] sì, sai, poi la convivenza... Certo, conviviamo ormai dai un anno, abbiamo comprato casa proprio dietro all'omnicomprensivo"
"Mi ha chiesto di sposarlo ed io ho detto sì!!" *ti piazza sotto il naso l'anello con diamante*

E tutta questa gente ha la mia età.
Questa gente va a convivere, compra casa o addirittura si sposa.
Io sto ancora cercando di capire se finalmente ho trovato la persona giusta.
Cioè, in realtà lo so già però sono pessimista nel profondo ed ho una paura fottuta di rovinare tutto.
O di stufarmi. O che lui si riveli in realtà una persona diversa da quel che mi ha mostrato finora.

Probabilmente se fossi rimasta con il mio ex-zombie anche io adesso starei parlando di convivenza.
Ma magari no. Non è che lui fosse una di quelle persone che prende in mano la situazione, a dire il vero.
Forse ho conosciuto Coshuk troppo tardi.

Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.

venerdì 2 agosto 2013

Toglietemi tutto, ma non la mia toga

Martedì mattina, sapendo che MFR era a Roma tutto il giorno per presenziare ad un'udienza in Corte di Cassazione*, apro la sua casella email per tenerla sotto controllo. E fin qui tutto normale.
Le prime email che vedo sono quelle della polizia ferroviaria e mi domando "Ma cosa cazz...?".
Alzo il telefono, compongo il numero, sento gli squilli ed infine la risposta
"Oh, buongiorno!"
"Avvocato, ma cosa ha combinato? Ho visto le mail"
"Ah... eeeh, le cancelli subito, eliminiamo le prove!"

In sostanza, questo genio del male che è il mio capo, ha dimenticato la toga sul treno scendendo alla stazione di Roma. Per "fortuna" se n'è accorto appena sceso ed ha fatto in tempo a risalire ma, una volta tornato al suo posto, si è accorto che la toga era già scomparsa.
In quel frangente, le porte del treno si chiudono e lui, furbamente, per non finire a Napoli decide di tirare il freno d'emergenza facendo così riaprire le porte... ma naturalmente sopraggiunge anche la polizia.
Senza scomporsi, MFR spiega loro l'accaduto, questi redigono un verbale, raccolgono i suoi dati e lo mandano via.
La sera stessa gli telefona il comandante del nucleo della polizia ferroviaria, informandolo che qualcuno aveva riportato la sua toga nel loro ufficio alla stazione.
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.

Io e le mie colleghe ci siamo fatte delle grasse risate!
A volte mi domando come abbia fatto quest'uomo a sopravvivere fino ad oggi.


[* in Corte di Cassazione gli avvocati sono obbligati ad indossare la toga]

martedì 30 luglio 2013

"Però almeno sa nuotare"

Il momento che temevo fin dall'alba dei tempi è arrivato.

Venerdì sera sono a cena con i miei genitori, decantando a mia madre il programma dell'imminente fine settimana.
Madre "Domenica sera volevamo uscire a cena. Tu ci sei?"
Io "Sì, nel pomeriggio mi vedo con Coshuk ma poi ci sono"
Madre "Ecco! Invitalo, mi raccomando!"

Terrore.
Nei miei occhi solo terrore.
D'altronde, mi dico, non potrà andare peggio di quella volta che lo invitai a salire per un caffè e in quei dieci minuti riuscirono a raccontargli che, quando mangio il gelato alle praline di Häagen-Dazs, le ciuccio per bene e le risputo nel barattolo. [Purtroppo è la verità, non sapete quanto mi costa farvi questa confessione].
Così estendo l'invito al povero sventurato e questo, siccome è imbecille, accetta pure!
Non c'è più religione.

Quindi siamo al tavolo, domenica sera, in attesa della pizza quando parte un discorso che sapevo non avrebbe portato nulla di buono.
Coshuk "No perchè le avevo proposto di farci un bel giro in bicicletta uno di questi fine settimana..."
Madre "Pfffffft! Tu... coff... cosa? Ahah. Ahahahah. Ma lei non sa andare in bicicletta!"(*)
Io "Mamma, non è vero. Certo che ci so andare!"
Madre "Ma se sei andata a sbattere contro una macchina FERMA!"
Coshuk "AHAHAHAHAHAHAHAHAH [ad libitum]"
Io "..."
Coshuk "Ma almeno sa nuotare? No perchè pensavo anche di portarla in piscina ma a questo punto..."
Madre "Ah, no, a nuotare è bravissima! Del resto, ha iniziato da piccola."

Ed il giorno dopo, questo:


(*) A mia discolpa posso dire che avevo 14 anni, portavo la mia amica sulla bici di mio padre e, facendo le sceme, abbiamo sbandato e sbattuto contro una macchina ferma. That's it.

venerdì 26 luglio 2013

Referrer's List #4

Della serie "a volte ritornano".

* il mio culetto
Devo dire che ultimamente, grazie all'assidua frequentazione della palestra, è decisamente migliorato ma... no. Ecco, no.

* non conosco miei parenti
Beato te! Se vuoi ti presento i miei.

* io sono io e tu chi sei
Guarda, a volte me lo domando anche io... però basta con le seghe mentali.

* tette ballonzolanti
Ripeto: non le mie. Troppo piccole :(

*mika in the sky politecnico
Qualcuno mi stalkera. Astro, mi leggi?

* perchè attiro psicopatici
Se lo scopri, fammelo sapere che almeno so cosa NON devo fare.

* eravamo su due guru e ci palpiamo
Questo piacerebbe molto alle mie amiche.

* facebookmikainthesky
Anche qui, qualcuno mi stalkera.

* resisti a non chiamarlo
Brava! Resisti! Non chiamarlo, solitamente non se lo meritano mai e la verità è che, se non si degna di prendere il telefono neanche per mandarti un pidocchioso sms, non gli piaci abbastanza.

martedì 23 luglio 2013

Aggiungi un posto a tavola

Dunque, durante il nostro viaggio negli States, ad un certo punto si è aggregata a noi una cugina della mia amica A. Questa cugina è lontanamente imparentata con A perchè, a quanto pare, qualcuno della loro famiglia parecchi anni fa decise di trasferirsi in America. Così entra nella nostre vite Michelle di Las Vegas.
Simpaticissima, eh. Ma avere attaccata al culo per una settimana una tizia mai vista in vita mia non è che mi abbia riempita di gioia.

Al contrario, LoveGuru sembra aver trovato in lei la sua migliore amica.

ANTEFATTO (post-partenza)
A "Mi raccomando, che questo viaggio non diventi come Amsterdam"
Io "Assolutamente! Non ho intenzione di abbottarmi di schifezze come quella volta
A "Ecco, cerchiamo di regolarci un po'. Non dico dieta, per carità siamo in vacanza, ma stiamo attente"
Io "Guarda mi trovi perfettamente d'accordo... vero, LoveGuru?"
LG "No! Scherziamo? Ragazze, sarò in vacanza e non voglio farmi mancare nulla!"
Io "Ma non eri a dieta?"
LG "Sì, vabè, ma in vacanza non si può!

FLASHFORWARD (da Junior's Cheesecake - Brooklyn)
LG "Sono proprio contenta che ci sia anche Michelle, almeno posso mangiare!"
A "Guarda che non ti abbiamo mai impedito di mangiare, sai..."
Io ero troppo sbigottita dall'affermazione per replicare

EPILOGO (sempre a New York)
LG "Nooooo, ragazze! Sono troppo grassa! Sto mangiando un sacco, sto esagerando"
Io "Bè, scelta tua. Puoi smettere in qualsiasi momento"
LG "Fossi matta! Sono in vacanza, non esiste"



Fu così che al grido di "sono in vacanza" s'è scofanata le peggio porcate, salvo poi puntualmente lamentarsi ogni dieci minuti perchè è una grassona schifosa.
Mica come noi che siamo magre. E, vi dico la verità, neanche noi ci siamo fatte mancare nulla.
Però, sai, magari il piatto di pancakes e waffles ricoperti di sciroppo d'acero, burro e marmellata alle 4 del mattino appena uscite dalla discoteca forse te lo potevi risparmiare.

No, così, per dire.

venerdì 19 luglio 2013

Something about America

Ok, c'è che sono stata in America, no?
Ed io vi vorrei proprio raccontare tutto quel che ho fatto, visto, sentito, provato. Ma ci impiegherei mesi e non riuscirei comunque a rendere l'idea.
Così mi tocca raccontarvi qualche sporadico episodio che mi viene in mente.

Intanto, in America, nessuno ti prende in giro perchè sei italiano. Anzi!
Più e più volte, al supermercato, in stazione, da Starbucks, in un museo, per strada, siamo state fermate da americani - vecchi, giovani, uomini, donne -  che, sentendoci parlare tra di noi, ci tartassavano di domande sulle nostre origini.
"Hey ladies, where are you from?"
"Uhm... Italy!"
"Oh, wonderful! My grand-grandparents were from Sicily!"
"Nice, Sicily is a beautiful place"
"Yeah, I've never been to Italy, though."
"You should!"
"Yeah, definitely. Well, ciao bella"
Non avete idea di quante volte si è ripetuto lo stesso pattern, con lievi variazioni sul tema.

View from the Empire State Building

Tra l'altro girare per le strade di New York, che sia notte o giorno, ti lascia un senso di sicurezza che io non provo nemmeno a casa mia. Poliziotti ad ogni angolo e in ogni stazione della metropolitana, fiumi di gente ovunque e a qualsiasi ora; sì, ci sono i pazzi ma anche quelli si fanno i cavoli loro senza rompere al prossimo.
A New York nessuno guarda come sei vestito, truccato, pettinato e nessuno ti lancia quelle occhiatine alla "Ma ti sei visto?" che qui invece sono tanto comuni. Così, anche gli psicopatici stanno per conto loro.
Una volta a Brooklyn sono uscita dall'albergo in pigiama per fare una videochiamata con Coshuk e - vi giuro! - nessuno dei passanti si è minimamente voltato a guardarmi.

La cosa più insopportabile della vacanza, paradossalmente, era proprio LoveGuru.
A volte sembrava di portare in giro il cane a fare pipì.
Ma questa è un'altra storia.