"Ma... perchè Albany?" [cit. di un americano qualsiasi sulla nostra decisione di visitare Albany]
La risposta a questa domanda è una sola: BOH.
Davvero, non lo sappiamo nemmeno noi.
Non che siano mancati i momenti di divertimento, ma avete presente lo stereotipo di paesino americano di periferia con la sua tavola calda e gli abitanti che sanno tutto di tutti?
Ecco, non è uno stereotipo. Anche se Albany è tipo la capitale dello stato di New York, ma fa niente, non fatevi domande che nemmeno noi abbiamo avuto il coraggio di porci.
Un assolato pomeriggio - per inciso, l'unico pomeriggio di sole di tutta la vacanza, che spreco! - arriviamo alla sperduta stazione ferroviaria di Albany, con il nostro bel treno proveniente da Boston (ve la racconto in un'altra puntata).
Non sapendo come altro spostarci, fermiamo un taxi per farci portare in albergo, che dista circa 3 miglia.
Una volta caricate le valigie e accomodate sui sedili dietro, ci dice che la tariffa è di 60$.
Cioè. 3 miglia = 60$?
L'abbiamo mandato a cagare per direttissima.
Chiamiamo un'altra compagnia di taxi che ci chiede 20$. Boh, lo trovo comunque eccessivo ma di meglio non c'è quindi ok. Tempo di attesa: 15 minuti.
Albany, mi stai già pesantemente sul culo.
Giunge infine il taxi, chiediamo se era effettivamente quello che avevamo chiamato e ci risponde di sì, quindi gli facciamo caricare le valigie e ci accomodiamo. Dopodichè il tassista decide che non siamo abbastanza carichi e si offre di trasportare anche un'altra ragazza che doveva andare da un'altra parte rispetto a noi.
La logica è morta, ma meglio non questionare chè qui non mi sembrano molto a posto.
Nell'esatto momento in cui appoggio le mie chiappe sul sedile del passeggero - perchè naturalmente non c'era posto su questo fottuto taxi - squilla il telefono
"Salve! Sono il vostro taxi, dove siete?"
Ermm.
Guardo il tassista seduto accanto a me che evidentemente non mi ha appena telefonato.
Guardo dietro e vedo un taxi della stessa compagnia. Fermo. Vuoto.
Ops.
Facciamo per scendere e questo pazzo prima ci chiude dentro, poi attacca una pezza di mezz'ora sul "Se volete scendere a me va bene [ne siamo sicuri? cazzo, ci hai chiuso dentro! io ti denuncio per sequestro di persona!] ma mi sono spaccato la schiena per caricare le vostre valigie quindi mi dovete 10$".
Ma morire no?
In tutto questo, l'altro taxi si accosta a noi e comincia a litigare con l'autista "You stole my clients!".
Si urlano.
Il nostro taxi parte, l'altro... inizia a pedinarci! Oh merda.
Credo ci sia una foto delle nostre pallide facce a testimonianza della situazione tragicomica in cui eravamo.
La ragazza che è con noi comincia a sclerare perchè era da mezz'ora che gli stava dando l'indirizzo ma non la cagava.
Eh, scusa se stanno solo cercando di ucciderci.
La situazione si calma ed il tassista cerca l'indirizzo sul navigatore, senza successo.
Dialoghi surreali
"Scusa, ma sai dov'è questo posto?"
"Ma wtf! No! Sei tu il tassista, mica io!"
"..."
"... Ok, ti leggo le indicazioni di google maps"
"Ok"
E si riparte.
L'ultima cosa degna di nota è l'arrivo a casa di questa ragazza: una cazzo di catapecchia nella periferia più periferia che manco le favelas.
Esce tutta la famiglia per il lieto evento (il taxi, mica il ritorno della figliola prodiga, che avete capito?), padre, madre, zia, zio, nonna, nonno, cuginetta, fratellino, sorella adolescente, altra nonna, altro nonno, uno con un non ben identificato grado di parentela - che ancora mi chiedo come ci stessero tutti in quel buco di casupola - e il padre chiede "Ma quelle tizie le conosci?" "Macchè, sono delle tipe con cui ho diviso il taxi".
Poi spariscono in casa in cerca di banconote da cambiare perchè il tassista maledetto non aveva nemmeno il resto, cazzo, e ritornano dopo 10 minuti.
Tutto finito?
Adesso possiamo andare al nostro fottuto albergo?