domenica 22 gennaio 2012

Win Your Life

L'altro giorno alla fermata di Loreto troneggiava una pubblicità gigante che diceva "Win Your Life", e subito ho pensato ad un'altra lotteria vaccata. Invece, leggendo bene, è la nuova campagna della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT).

Mi è arrivato anche a casa il volantino con il bollettino per la donazione (ma sto così poco a casa che è ancora là sulla mia scrivania in attesa di essere aperto - non l'ho cestinato eh!), e siccome è arrivato anche in Studio ho pensato di spendere 10 minuti della mia pausa pranzo per vedere un po' che dicevano.

Ok, il mio interessamento per questa cosa non è casuale, di solito non sono molto interessata a queste associazioni no-profit, e non c'è nemmeno un vero motivo, sono semplicemente diffidente e le vedo come delle realtà distaccate. Senza dubbio sono in torto, ma se dovessi dare soldi a tutte le associazioni non avrei più di che vivere nemmeno io, eh...
Comunque, la ragione del mio interessamento è che in famiglia ho avuto un lutto per colpa di un tumore. Ormai è successo nel 2009 ma per qualche strana ragione nella mia testa è come se fosse ieri, da sempre. Mio nonno materno è sempre stato un po' come un papà per me, perchè mio padre non è mai stato tanto presente nella mia vita e diciamo che mi hanno cresciuta i miei nonni che vivono da sempre al piano di sotto.

Non vi starò a raccontare quanto è doloroso vedere un familiare consumato dalla malattia, la premessa era necessaria per arrivare ad un concetto. Il fatto è che questi volontari portavano le iniezioni di morfina a mio nonno, lo visitavano, ed hanno fornito assistenza a mia madre e mia nonna quando non sapevano dove sbattere la testa. Ci hanno dato tantissimi validi consigli su come affrontare la situazione e, anche se non si è mai preparati abbastanza, almeno ne abbiamo ricavato un po' di conforto.
Da qui il motivo del mio interessamento: ci sono persone che tutti i giorni rendono possibile l'assistenza a questi malati e alle loro famiglie, noi ne abbiamo beneficiato e trovo giusto dare una mano adesso. Così ho fatto la mia - molto modesta - donazione. La verità è che mi piacerebbe anche fare la volontaria, ma ci sono ancora troppi "ma". Forse in futuro.

Già che ci sono, segnalo il blog di un medico che spesso parla di ciarlatani truffatori che costruiscono la propria fortuna alle spalle delle famiglie distrutte da queste malattie: MedBunker. Giusto per fare buona informazione.

2 commenti:

  1. Mi dispiace tanto per la triste, tristissima storia. Spero di non doverla vivere mai, anche se questo non è un mondo che sta andando per il verso giusto, temo.

    Concordo con te sul modo in cui (sicuramente sbagliando) ricordo e prendo mentalmente nota delle associazioni no profit, sopratutto se di matrice non musicale.
    Ma ripeto, sbaglio: qui nel mio paesucolo ce ne sono tantissime e se non ci fossero loro il mondo sarebbe peggiore.
    Dare conforto a chi sta male è veramente meritorio.

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  2. Mi spiace per il post poco allegro, non è il massimo riempire il blog di pipponi esistenziali, ho cercato di ridurre la carica emotiva :P

    E' vero che la maggior parte di queste associazioni si occupano di cose che, per fortuna, sono lontano anni luce dalla nostra realtà di tutti i giorni, ma penso sia bello sapere che invece per qualcuno possono fare la differenza in momenti difficili :)

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