venerdì 9 marzo 2012

Pre-weekend post

Anche questo fine settimana sento l'irresistibile bisogno di rendervi partecipi di quel che farò.
Prendo esempio dal mio capo, MFR, e anche questo sabato vado in montagna per cercare di godermi l'ultimo rimasuglio di neve di questa stagione sciistica che ormai volge al termine.

Non curante del fatto che mi fa ancora male una spalla dall'ultima volta (e non ho ancora chiamato il fisioterapista ma prometto che per il prossimo sabato mi prendo l'appuntamento), vado a testare sul campo quanto mi ricordo delle lezioni di un mese fa. Speriamo bene.

Venerdì sera, però, sono stata precettata per la festa di compleanno di un'amica di Torino. La ragazza del migliore amico del mio Vuomo, in sostanza. Che, per carità, con me è carina e simpaticissima ma quando quei due sono insieme provo sempre l'irrefrenabile impulso di prenderli a schiaffi o di mettermi ad urlare. In due parole: sono insopportabili! La serata, per fortuna, sarà di sole donne ed il programma prevede aperitivo offerto da lei in un locale in Piazza Vittorio e successivamente - udite udite - si va ai murazzi a ballare. In discoteca, sì. Wow. Non potete nemmeno capire quanto questo non sia da me. L'unica volta che ho messo piede in quella che si può definire una discoteca è stato al mio compleanno due anni fa, ma era una sala minuscola e il locale era solo per feste private. Ero insieme ad altre 3 festeggiate, illustri sconosciute, e vi dico solo che ero l'unica delle 4 che fosse sopra i 20 anni. Ci hanno costrette pure a ballare YMCA, per la gioia dei nostri amici che non hanno esitato ad immortalare il momento che, grazie al cielo, hanno avuto la bontà di non spiattellare su Facebook.

Capirete, dunque, che la mia idea di discoteca è ancora quella che mi sono fatta quanto avevo 14 anni e le mie compagne delle superiori più "sgamate", eludendo la sorveglianza dei genitori, passavano i sabati e le domeniche pomeriggio in quei luoghi ameni regalandoci poi scabrosi racconti delle sordide relazioni con persone incontrate là. In parole povere: in discoteca si va per rimorchiare in modi poco ortodossi qualsiasi essere vivente (e non). Pratiche come palpare i culi di passaggio e ficcare la lingua in bocca alla prima che ti trovi di fronte sono all'ordine del giorno. Dovendoci andare venerdì sera con una tizia con al seguito amiche sconosciute e notoriamente vacche... Ho. Paura.

Ho bisogno che qualcuno mi smentisca. Ora.

PS: dimenticavo, ho menzionato che inoltre il posto sarà sicuramente pieno di baldracche cubiste (e soprattutto TETTONE) che faranno ricadere sotto le scarpe rigorosamente tacco 12 la mia autostima faticosamente guadagnata in questi mesi di duro lavoro in palestra? >_<

6 commenti:

  1. Discoteca??
    Ci sarò stata 15 volte in 30 anni...
    L'ultima volta domenica sera, con "amici promoter". Nell'ambiente dei promoter, ovvio, io sono la più vecchia. Andiamo in questo locale "very cool" e comincio a bere. Perché se non bevo non ballo. Ubriaca fradicia è dire poco... Il giorno dopo mi sono svegliata con una ventina di richieste di amicizia su facebook e fotografie imbarazzanti con fighi che da sobria non avrei assolutissimamente il coraggio di approcciare!
    Ma si dai.... ogni tanto ci sta! =D

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  2. Io ci vado raramente, solo per la disco anni '70-'80: ma non è che balli molto, mi ritrovo per-fet-ta-men-te nella tua descrizione, derivata dall'adolescenza! Ovviamente nemmeno io ero fra le compagne più sgamate... ;)

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  3. E' lunedì ed io voglio sapere com'è andata.

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  4. @ Valeren: è stata... una merda, come supponevo. Adesso vado a scriverci un post perchè c'è tanto materiale.

    @ D: ecco, anche a me piacerebbe essere un po' più sciolta ed a mio agio, anche perchè sembro sempre un pezzo di legno quando provo a ballare ><

    @ Trantor: uuuuuh anche io voglio andare nelle discoteche anni 70/80!! *_*

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  5. Ma no, dai, in discoteca ci si va per "conoscere gente nuova e per parlare" (<- scusa ufficiale di tutte le mie compagne delle superiori).
    Peccato che le poche volte che mi son lasciata convincere e ci sono andata anch'io (due per discoteca-discoteca, altre due una per festa "metal" nella saletta piccola e l'altra per un Queen Tribute... che almeno la musica era decente) si facesse fatica a capire il nome del tizio che avevi di fianco. Anche dopo 10 volte che te l'aveva ululato in un orecchio e poi sillabato con l'alfabeto muto.
    Parlare, eh? :D
    Vado a leggere il post del resoconto, che mo' son curiosa... ;)

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  6. io vado a ballare alle serate gay. O al massimo al cacao, che se mai avrai un lunedi festivo ti ci porto una domenica sera ( serata gay più figa, con tanto di milanesi che vengono a torino per godersela e rimorchiare) e vedrai come balli. O se non balli almeno ridi guardando le drag sul palco. La discoteca seria NO, NON é CONTEMPLABILE!
    ele.(by bombo)

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