Ho un po' di pesi da togliermi dalla coscienza.
Un bel groppo alla gola, che mi si forma sempre con l'inizio di novembre.
Perchè novembre è il mese della nebbia, del mio compleanno, del freddo, dell'inverno incipiente, e della morte. La morte in generale e la morte nello specifico.
Se ve lo state chiedendo, sì, questo sarà un altro post da depressa cronica che datemi-una-lametta. Poi però passa, eh.
Quattro anni fa, proprio oggi, avevo appena messo piede a Londra nella mia stanza d'albergo. Una modesta singola nel cuore dei Kensington Gardens. In quel momento, a chilometri e chilometri da quella che ho sempre chiamato casa e dalla mia residenza temporanea, l'sms che ricevetti recava le testuali parole "il nonno è morto ciao".
Che detto così sembra una presa per il culo, ma erano semplicemente gli argini di un dolore ancora da vincere. Un dolore che, ça va sans dire, non è mai stato sconfitto.
Ed io ero lì, nel cuore di uno dei quartieri più belli di Londra, con la mia città preferita tutta da esplorare, sull'orlo delle lacrime. Nella tristezza, l'istinto più forte che ho avuto è stato quello di protezione nei confronti di mio fratello e lo chiamai. Una conversazione breve, volevo immaginarmelo a scuola, lontano, al sicuro da quell'angoscia.
"Ciao, come stai?"
"Bene, tu?"
"Bene, sono arrivata a Londra per il convegno"
"Ah ok, bè allora buon lavoro"
"Ma è tutto ok lì? Hai sentito mamma?"
"Sì, tutto ok. No, non l'ho ancora sentita. Perchè?"
"Ah, no, così. Le ho scritto per dirle che sono atterrata. Ora vado, take care"
"Sì. Ci sentiamo"
Londra a novembre è molto triste e molto fredda ma sempre piena di cose da fare, tanto per tenere occupata la mente. Restavano giusto le forze per tornare in albergo la sera, senza cena, e con la sola voglia di rannicchiarsi nel letto ed annullarsi per qualche ora.
Londra a novembre è molto triste e molto fredda ma sempre piena di cose da fare, tanto per tenere occupata la mente. Restavano giusto le forze per tornare in albergo la sera, senza cena, e con la sola voglia di rannicchiarsi nel letto ed annullarsi per qualche ora.
E qualche giorno dopo mio fratello, dall'alto della maturità che può avere un 16enne, si nascondeva tra le pieghe del cappotto di mia madre mentre sussurrava "No, non ce la faccio" e tratteneva le lacrime alla vista della bara che scendeva sotto terra.
Io ero a molti chilometri di distanza da quella che è sempre stata casa, per quanto ne parlassi male, a visitare dio-solo-sa quale stand al WTM. E nessuno abbracciava mio fratello.
Cosa ancor più grave è che, a quell'uomo speciale che mi ha cresciuta, non sono mai riuscita a dire addio.
Sono passati esattamente quattro anni e non è trascorso un solo giorno senza che io mi disprezzassi, per questo.
A me è successa quasi la stessa cosa con mia madre (non sono potuta andarla a trovare in ospedale prima perchè non mi facevano entrare in reparto col pancione, poi perchè c'era la pupa appena nata da badare... e l'ospedale stava a 35 km), quasi perchè sono riuscita ad andare da lei poco prima della fine... ma ai fini pratici tuttora non so se se ne sia nemmeno resa conto. Questo solo per dire che capisco bene come ti senti, e anch'io a distanza di quasi un anno ci sto ancora male.
RispondiEliminaPerò... però so anche che non è stata colpa "nostra". L'intenzione c'è stata, e anche se credo in poche cose sono convinta che in qualche modo loro lo sappiano. E che in qualche modo stiano male se noi continuiamo a soffrirne.
Insomma, non che si possa fare "a comando"... ma l'unica è cercare di voltar pagina e concentrarsi sui ricordi positivi! Scusa il commento-fiume...
ho perso mio nonno il 3 dicembre di due anni fa e anche io ero lontana da casa! Ho ricevuto la telefonata di mio padre a mezzanotte e alle 6 di mattina stavo già cercando un volo!
RispondiEliminaQuando sono arrivata era in una camera mortuaria brutta e sopra un letto di ferro, Lui che era così esteta in una stanza così brutta!
Ciò che conta è che sulle sue labbra c'era un bel sorriso sereno e anche se non sono riuscita a dirgli addio lui resterà nel mio cuore con quell'aria serena!
Un abbraccio virtuale baci :)
Cerchiamo dei dati oggettivi, che andare in depressione richiede un secondo.
RispondiElimina1) Eri all'estero
2) Non potevi farci molto
3) Cinicamente, i morti sono morti.
Che tu sia lì o meno a loro non importa più di tanto.
Sono solo i vivi a farsi problemi, inutili e lamentosi problemi.
Gli sei stata vicina da vivo?
Ottimo.
Per capire il mio senso di colpa c'è un background di questa storia che dev'essere raccontato. E, prima di quello, c'è un'altra storia che serve per comprendere il background di questa.
EliminaSono una cazzo di matrioska, lo so xD
Ma le altre storie purtroppo non credo le leggerete mai.
Sono d'accordo con Valeren.
RispondiEliminaSo che è brutto da dire, ma su questi argomenti io, purtroppo, sono abbastanza cinico.
E te lo dice uno che negli ultimi 3 anni ha perso tre nonni (La quarta è ancora viva e vegeta che zampetta in giardino e mi fa partire l'allarme a random).
Perdere una persona cara è sempre brutto, ma bisogna andare avanti. La vita è così.
So che non sembra ma anche io sono cinica su queste cose. E giuro che per 11 mesi all'anno vado avanti benissimo ma novembre mi prende questa cosa.
EliminaPoi sono quattro anni che la caccio indietro fingendo che vada bene, era logico che sarebbe bastata una spintarella esterna per vomitare fuori tutto.
Ma sono pronta a svegliarmi con il sorriso domani :)
Pensa che invece Novembre è forse uno dei miei mesi preferiti :)
EliminaC'è il mio compleanno, c'è quell'atmosfera da tardo autunno-inizio inverno, freschino ma non freddo, il periodo migliore per ascoltare alcuni CD che ho in casa e che ciclicamente metto nel lettore sempre tra Novembre e Dicembre :P
Ah ah l'allarme a random! :D
EliminaMika: non era colpa tua. Ci si sente in colpa, ma non bisognerebbe.
Non dico per Londra, ma per non avergli detto addio.
Non sappiamo mai come (e quando) va a finire.
L'amore che provi per un caro amico o parente testimonia tutto l'amore che vi siete scambiati da vivi, e questo è quello che conta.
Facile da dire e non da vivere, ma credo sia così. :)
Abbraccio (anche io odio novembre)
Forse tuo fratello non ce l'ha mai avuta con te...ma che te lo dico a fare, tanto non ti toglie il rimpianto, lo so. Ma gliene hai mai parlato?
RispondiEliminaL'ultimo saluto non è quello in chiesa..anche io lo pensavo il giorno del funerale del mio di nonno, ma poi l'ho "elaborato" diversamente = ogni pensiero è un saluto.