Giuro che questo è l'ultimo post. Sono stata via tre giorni ed ho materiale per una settimana, assurdo!
L'ultimo giorno ci siamo alzate con la consapevolezza che avremmo dovuto stipare di nuovo tutti i vestiti nel trolley. E' incredibile come, in soli due giorni, siamo riuscite a colonizzare una stanza. Avevamo cose persino sotto ai letti. Dopo aver giocato a tetris con i vestiti e aver preso a ginocchiate le valigie, decidiamo di uscire a goderci la città facendoci trascinare dall'ispirazione del momento.
Così, seguendo questa ispirazione, chiedo alla receptionist se può indicarmi dove trovare un negozio di Zara, nella speranza che in Spagna costi meno. Scopriamo che c'è un negozio, abbastanza grande, in Plaza della Catalunya, ma va? Ciò significa che ci saremo passate davanti 274859 volte.
Prima tappa: i soliti muffin che ci teniamo da parte per un non meglio specificato dopo.
Seconda tappa: caffè da Starbucks.
Da lì, a piedi fino in Plaza della Catalunya ma lungo la via ci facciamo distrarre da un negozietto di vestiti ed entriamo a dare un'occhiata. Ne usciamo con un paio di scarpe a testa e con la preoccupazione di dover stipare altra roba ingombrante nel trolley già pieno. Fantastico.
Le successive due ore le passiamo dentro il negozio di Zara, perlustrando i reparti, raccogliendo capi appetibili da provare e commentando tutto quel che vediamo. Sembriamo due dobberman rabbiosi che inseguono un coniglietto. Arriviamo al camerino ovviamente con più capi di quelli consentiti ma la commessa, vedendo il nostro sguardo invasato, chiude un occhio e ci fa passare.
I camerini sono qualcosa di favoloso, sembra di stare in un altro negozio addirittura, c'è pure il salottino con divanetti per i poveri disgraziati che solitamente stanno fuori dai camerini ad attendere che la moglie/fidanzata gli prosciughi il patrimonio.
Dopo aver speso *coff coff* € ed esserci portate via 3 vestiti a testa, usciamo e... un altro maniaco! Ci ferma e chiede alla mia amica se ci può fare una foto insieme. All'inizio avevamo capito che voleva fare lui una foto a noi due davanti al negozio, ma poi salta fuori che vuole una foto con ME. Cioè, scusa? -.-
Vabbè, facciamo 'sta foto (che NON vi farò mai vedere perchè tanto il tizio era pure brutto) e stiamo per andarcene quando il tizio insiste per volermi lasciare il suo nome e cognome con la promessa di cercarlo su Facebook. Sì, come no, è stata la prima cosa che ho fatto appena sono arrivata a casa. Già.
Scappiamo dall'ennesimo maniaco e decidiamo che è ora di andare a fare la coda per poter mangiare all'Hard Rock Cafè. Chiediamo e ci dicono, dispiaciutissimi, che purtroppo c'è un'attesa di 10 minuti. Mi è capitato, a Londra, di attendere anche un'ora per un tavolo; quindi arraffiamo gioiose il pager e ne approfittiamo per andare al bagno. Naturalmente non facciamo in tempo ad aprire la porta che quel maledetto coso inizia a suonare, alla faccia dei 10 minuti!
Ci sediamo, ordiniamo, e iniziamo a sparare cazzate a raffica. Arrivano le ordinazioni e...
Come potete notare, quello non è il mio panino! Però me ne sono accorta solo dopo avergli dato un morso che aveva qualcosa di strano. Mmmh. Comunque il tutto accompagnato da un bel bicchiere di vino della Rioja, buttato giù come se fosse acqua ma ad un certo punto i toni della conversazione si sono fatti sempre più strani ed abbiamo capito che forse il vino ci stava un po' dando alla testa. Giusto un po'.
Inoltre, ci siamo trovate dei nomi spagnoli: Pilar e Paloma Escobar. Vi lascio indovinare quale delle due fossi.
Avevamo una cameriera simpaticissima a cui abbiamo chiesto se sapeva dove fossero dei "cosi" per imbucare le cartoline. Uscendo dall'HRC ridendo come pazze, abbiamo trovato poco più in là una di quelle colonnine gialle piuttosto appariscenti e naturalmente le siamo corse incontro urlando "el correo!" e ridendo come due sceme. Immaginatevi la scena.
Ritorniamo in albergo per prendere le valigie e partire alla volta dell'aeroporto.
Ci fermiamo nel bagno dell'albergo a cambiarci, per metterci addosso più vestiti possibili, e cercare di infilare i nuovi acquisti in valigia. Morale: esco con addosso una giacca ed un maglione e la mia amica addirittura si infila TRE paia di mutande! Ed ancora le valigie esplodevano.
In ritardo sulla tabella di marcia, tanto per cambiare, corriamo a prendere la metro, chiedendo informazioni perchè non sapevamo nemmeno come raggiungere l'aeroporto. Ottimo. E' incredibile come in tutti i viaggi che faccio mi trovo sempre a dover correre verso l'aeroporto sperando di non perdere l'aereo e giurando che la volta prossima mi organizzerò per tempo. Seh, come no.
Arriviamo in perfetto orario in aeroporto e al controllo mi fanno togliere le scarpe. Ero a piedi nudi. Ho passeggiato in mezzo a chissà quali malattie, incazzata come una iena, con la mia amica che mi diceva "Vabbè, dai, sssh" ed un signore dietro di noi mi ha anche dato ragione. Eh cazzo, che schifo! Poi avevo le stesse scarpe dell'andata, normalissime Converse, che all'andata non mi hanno fatto togliere.
Mi sono vendicata mollandogli sul bancone il muffin mezzo smangiucchiato che non mi andava più. Tiè.
E così finisce la mia - breve - avventura spagnola.
Besos!


Splendido viaggio! Sabato approfondiamo!!!
RispondiEliminaOh yesss! Sabato ti racconto anche i particolari più "scabrosi" ahah
Elimina1) Paloma?
RispondiElimina2) Sta(v)i benissimo con quel vestito.
1) Nooo, io sono Pilar! Eddaje! :P
Elimina2) Dietro è ancora meglio, lascia scoperta mezza schiena - ovviamente comprato al volo!
Ho letto "pranzo all'hard rock cafè"??*
RispondiEliminama allora sei recidiva.
Seamus
*cmq meglio di McD
L'HRC è un mio must: devo mangiarci in ogni città che visito e comprare una maglietta. Solo che questa volta sono venuta via senza maglietta perchè erano brutte ><
EliminaCon il senno di poi, avrei potuto prenderne una a mio fratello q.q