Segue da qui.
Il giorno dopo usciamo verso le 9.30 e appena girato l'angolo in direzione della metro, ci perdiamo in una panetteria dove troviamo dei muffin alla frutta che sono la fine del mondo. Segue foto con muffin.
Le foto al cibo stanno diventando il must di questa vacanza, ma vabè. Poi mi lamento che ho la panza, chissà come mai...
Uscite dalla panetteria e pronte ad ingozzarci come maiali all'ingrasso per il cenone di Capodanno, un pazzo maniaco - oltretutto vecchio - ci fa volgari gesti di apprezzamento. Lo guardiamo spaventate e scappiamo via.
Arriviamo di nuovo a Plaza della Catalunya per appropinquarci ad un caffè di Starbucks. Faccio l'ordinazione in spagnolo e mi chiedono il nome da scrivere sul bicchiere. Do il mio nome e stranamente scopro che l'hanno scritto giusto al primo colpo. Evidentemente è un nome spagnolo, altrimenti non si spiega.
Passeggiamo per La Rambla con i negozi ancora chiusi e un barbone ci apostrofa con "Hola guapa! Tienes un culo muy bonito! Guapa! Culo culo!". Beeeeeenissimo. Culo-culo naturalmente diventerà il tormentone della giornata.
Prima tappa: Museo di Picasso. Mezz'ora per capire quale fosse l'ingresso, abbiamo provato ad entrare dall'uscita. Imbocchiamo la via giusta e stiamo quasi due ore a morire di freddo nelle gelide sale del museo. Però ci riempiamo gli occhi di Picasso, il che non è male. Io decido di leggermi le descrizioni all'inizio di ogni sala rigorosamente in spagnolo e ci metto il doppio del tempo della mia amica che le legge in inglese. Però capisco tutto, e quindi mi galvanizzo e mi lancio in chiacchierate in pseudo-spagnolo con chiunque.
Decidiamo di spararci un altro museo, quindi prendiamo la metro e scendiamo alla fermata che dalla cartina sembra la più vicina al Castello del Montjuic. Scopriamo invece di doverci praticamente arrampicare su per la montagna per raggiungere il Museo di Mirò. Naturalmente a due passi c'era un'altra fermata della metro. Durante la scalata ad un certo punto veniamo affiancate da un 40enne che ci chiede dove siamo dirette. Inizia un'escalation di follia, un dialogo delirante con questo tizio che si ostinava a voler conversare e ad un certo punto la mia amica sbotta con un "No te entiendo!". La geniale risposta "Ah sì, neanche io a volte mi capisco ma con la mimica ci si esprime bene". E sottolinea la parola mimica facendo il gesto delle forme femminili. Più volte. E ci guarda con uno strano luccichio negli occhi porcini. Ad un certo punto ci riempie di complimenti, che abbiamo un fisico stupendo, che camminiamo benissimo, che abbiamo un culo da urlo e altre amenità del genere; poi se ne esce con una cosa incomprensibile e mi chiede se ho capito. Ovvio che no, e spero di levarmelo dai maroni. Il maniaco, invece, per spiegarmi cosa voleva dire tira in ballo la "guardia civil" e subito dopo mi dice "El pen. Sabes que es el pen? Pene!". Sì, ok, grazie. Adesso vorrei sturarmi dal cervello questa bruttissima immagine.
Giuro che non ho ancora capito il nesso logico tra guardia civil -> pene. Boh. Comunque il sessomane alla fine ci saluta dicendoci di restare nel barrio e di stare attente agli scippatori, mi raccomando. Toh, buffo uno stupratore che redarguisce sui ladri.
Aspettiamo che vada avanti, facciamo il giro dell'isolato, e riprendiamo la scalata.
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| Dopo l'incontro con il maniaco sessuale |
Arriviamo alle 13:00 al museo di Mirò e naturalmente il museo chiude alle 14:30. Saltiamo l'esposizione temporanea di un artista sconosciuto e ci buttiamo tra le opere di Mirò. Stupendo. Mi sarei fermata 10 minuti davanti ad un quadro quasi completamente nero ad ammirarne le sfumature. Per la cronaca, io sono la pazza che ci ha messo un intero pomeriggio per vedere la mostra temporanea su Mark Rothko alla Tate Modern. Cioè, Mark Rothko, non so se mi spiego.
Siccome è "presto" decidiamo di prendere la teleferica e salire al castello. Sedute a pranzo in una caffetteria tra le mura, racconto alla mia amica di collegaV. Viene soprannominato Mr Oxford immediatamente, e iniziamo a fantasticare su presunti amici dottorandi che dovrò presentarle e con cui andare in vacanza in Kenya a settembre.
Con il senno di poi, credo ci fosse qualcosa di malsano nel cibo di quel posto. Infatti, appena ci alziamo da tavola iniziamo a ridere come due dementi senza aver bevuto niente di alcolico e parte la sagra delle foto idiote. Vabbè, vi risparmio.
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| Foto dementi di questo genere, ecco |
Ultima tappa della giornata: Sagrada Familia. Io avevo passato i due giorni precedenti a dire "Vabbè, non è che dobbiamo proprio entrarci, alla fine. Se devo vedere un'altra chiesa giuro che mi suicido buttandomi dalle mura del Castello del Montjuic".
Mio. Gravissimo. Errore.
La Sagrada Familia è semplicemente... no, non esistono abbastanza parole per descriverne lo splendore e la maestosità. Entrando si sente davvero un'aura di spiritualità, è qualcosa di davvero unico.
Avevamo anche prenotato la salita con l'ascensore. Naturalmente all'ora stabilita ci siamo presentate all'ascensore sbagliato; e la cosa buffa è che l'altro non riuscivamo a trovarlo. Finalmente riusciamo a salire e la cosa bella è che si vede lo stato di avanzamento dei lavori (notare che nel 1926, quando morì, Gaudì riuscì a veder finita solo la prima facciata), che tra l'altro hanno stimato finiranno nel 2040! E' un'opera imponente davvero.
Scendendo a piedi, mi sono affacciata a diverse balconate da cui si potevano vedere altri dettagli della chiesa: la mia amica non ha osato, soffre tremendamente di vertigini e la sensazione era proprio quella di essere nel vuoto.
To be continued.







No, eri sul Montjuic e non sei andata al museo militare?
RispondiEliminaTi sei persa una delle cose più belle in assoluto!
[ Punti di vista: AM ha gli incubi dei soldatini ancora adesso ]
Quanto ai maniaci, noi abbiamo beccato in Plaza de Catalunya alle 8.30 del mattino un 50enne che passeggiava felice e contento, abbronzato, che salutava passanti e commesse che preparavano i negozi.
Era completamente nudo e rasato.
Dev'esserci qualcosa nell'aria.
Museo militare no, grazie. Non siamo molto amanti del genere, anche se la mia amica si è fatta fare foto con qualsiasi cannone al castello.
EliminaComunque mi consolo: è la città ad essere piena di maniaci, non siamo noi che li attiriamo!
1) Sillogismo: se tu hai la panza, io ho il girovita d'un elefante. Seriamente. Giuro che ti porto all'Acqua&Farina e ti costringo a mangiare tutto un Chuleton.
RispondiElimina2) A proposito di demenza, oggi due miei compagni hanno "pranzato" alla festa di Agraria. Ti lascio immaginare come fossero ridotti durante le 4 ore di lezione successive...
3) Maaa... il DesignerPirla?
1) che cos'è un Chuleton? xD
Elimina2) questa festa di Agraria è leggenda, prima o poi devo partecipare anche io ad una...
3) Eeeeeeh 'sto DesignerPirla arriva, arriva. Non vedi l'ora? :D
Nella prossima puntata ci sarà uno scippatore che vi redarguisce sugli stalker/stupratori? E comunque se tu hai la panza io sto con gli hippopotami più di bud spencer, davvero.
RispondiEliminaTocchi un tasto dolente. La mia dieta carboidrati-free è iniziata lunedì! Fidati, è ben nascosto ma un piccolo rotolino davanti c'è! >_<
EliminaComunque, per fortuna non abbiamo fatto incontri ravvicinati del terzo tipo con degli scippatori
Ma che posto di provoloni è?! Assurdo! Cioè, non che non avessero ragione, ma un po' di decenza...! Vabbè.
RispondiEliminaDeliziosa la parte su collegaV, lo informo subito, qualora non abbia già letto... ;)
Mi raccomando, servono taaaanti amici dottorandi di Oxford possibilmente biondi per la mia amica :D
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