Cerco sempre di essere una persona ottimista e benpensante.
Questo perchè, suvvia, le cose non possono che andare bene se ci si affaccia al mondo con la giusta predisposizione di spirito, no?
Mostrarsi sempre allegra, anche forzatamente, ti rende automaticamente felice. Non funziona forse così?
Di norma questo mi riesce anche piuttosto bene, non sono di quelle che rifiutano la compagnia o escono tutte immusonite se hanno qualche scazzo interno. Io esco, mi diverto e faccio divertire la gente (di solito raccontando le minchiate che faccio, ho molta autoironia, questo lo devo ammettere senza falsa modestia).
Poi torno a casa e piango.
O pianto il muso, lancio le ciabatte per casa in preda al nervoso, me la prendo con Coshuk perchè invece di rispondermi "sì, hai ragione, sono tutti stronzi" cerca sempre di darmi consigli intelligenti. Ma io non voglio cose razionali, voglio sentirmi dire che ho ragione e che il mondo è brutto e cattivo.
Alla fine passa tutto, come sempre.
Ci sono giorni in cui è facile prendere tutto quello che ti dicono/fanno e metterlo da parte come se non contasse nulla, perchè certi giorni in effetti non conta davvero nulla.
Altri giorni, invece, sto qui a domandarmi "Ma ho qualcosa che non va? Sono sbagliata io?" ed in quei giorni la consapevolezza di quello che sono, con tutti i miei difetti ed imperfezioni, pesa come un macigno.
Mi dà fastidio quando le mie colleghe vanno a prendere il caffè senza dirmi niente; quando entro nel loro ufficio per scambiare due chiacchiere e fingono di lavorare per non rivolgermi la parola; quando si organizzano per uscire tra di loro senza invitarmi. Sono stronzate, ma mi fanno rimanere male.
Gente che si è comportata in maniera ingiusta con me innumerevoli volte, facendomi soffrire, e non ha mai chiesto scusa; io forse ho sbagliato una volta, mi sono profferta in svariate scuse, e la risposta ottenuta è stata solo "che non si ripeta mai più" detto con quell'arroganza tipica di chi si sente sempre dalla parte della ragione, sempre superiore.
Ed io, di tutto questo, cosa me ne faccio?
Ho sempre sbagliato se, nella mia vita, ho cercato di crearmi dei legami duraturi? Un circolo di amicizie che fungesse da rete di sicurezza nel caso fossi precipitata. Tutti rapporti che ho cercato di instaurare sono sempre finiti con me che raccoglievo i cocci della mia dignità calpestata perchè io ero quella che c'era sempre, la rete di sicurezza per gli altri, che non si sono mai preoccupati di usarmi la stessa cortesia.
Così, quando è sera e mi assalgono i pensieri tristi, sfoglio mentalmente l'elenco delle persone che conosco domandandomi a chi potrebbe importare abbastanza di me da ascoltare i miei stupidi sfoghi.
In questi momenti, quando mi guardo attorno, c'è sempre un vuoto che non riesco mai a colmare nonostante io tenti di riempirlo di sorrisi. Ed alla fine non conta quello che sei ma quello che appari, poichè a coloro che non piangono mai in pubblico nessuno va a chiedere se va davvero tutto bene.
Coloro che non si lamentano mai non ricevono mai attenzioni.
Ed io sono destinata a passare la vita in secondo piano perchè non so far sentire la mia voce.
Ti dirò, ho il tuo stesso problema ma arrivata ad una certa età ho detto basta, da sola ci so stare benissimo e il detto meglio soli che male accompagnati è una mano santa dopo anni anni anni anni anni anni a farmi trattare da tappabuchi irrilevante e a pesci in faccia da pseudo amici per cui la loro parola è legge e la mia non conta un BIP. Io li mettevo davanti a me e loro mai. Quindi stop. Alla fine ho maturato il seguente modus operandi: guardo come si comportano, se mi danno lo stesso che do a loro, poi concedo un certo numero di possibilità di comportarsi bene o male con me e poi li taglio. Che liberazione. Mi sono tolta un bel po' di problemi dal groppone, così.
RispondiEliminaHai ragione ed hai fatto benissimo! Vorrei poterci riuscire anche io, mi ripeto sempre che sarebbe quella la linea di condotta da adottare ma poi non ci riesco mai.
EliminaPiù che altro mi fa incazzare vedere gente che con me è stata stronza, andare in giro beata e piena di amici quando vorrei solo che un fulmine li colpisse in pieno ><
Lo so, sono una brutta persona carica di risentimento *sigh*
E allora si potrebbe fondre il club delle brutte persone cariche di risentimento. ^__^
EliminaComincio a preparare le spillette :D
EliminaSiiii. Tutte tessere n. 1.
EliminaIl mio numero di telefono ce l'hai e sai che sono sempre disponibile. Il mio problema è che non sono abituata a farmi avanti, e quindi magari non ti scrivo - sbagliando - per non sembrare invadente. E invece... su, su, che domani ciciariamo un po'! :*
RispondiEliminaEh ma vedi, è un cane che si morde la coda!
EliminaIo sono sempre quella che di solito chiama la gente, organizza, partecipa, si fa sentire, si incazza quando gli altri non mi parlano dei loro problemi per "non disturbare"... ma poi sono la prima che si chiude in sè stessa per, appunto, non voler dare fastidio agli altri con le mie paranoie del cazzo.
Sono senza speranza, a 26 anni (coff coff) ormai dubito che cambierò atteggiamento, mi porto sempre dietro la sensazione di essere un peso per chiunque.
DICIAMOLO UNA VOLTA PER TUTTE, ogni tanto quelli che "il mio problema è che non sono abituata a farmi avanti" sono una gran rottura di cazzo.
EliminaOgni tanto sarebbe bello che "signorie vostre" alzassero le chiappine e ci facessero rendere conto che ANCHE NOI siamo importanti.
Io Mika sono come te, mi faccio il 1000 per tutti e molto spesso ricevo ciabattate in faccia quando ho bisogno io.
Perchè noi capiamo quando il prossimo ha bisogno di noi e il prossimo nn lo capisce? Manca la voglia di fare a quelli che " il mio problema è che non sono abituata a farmi avanti"?
Certo scoccia a tutti fare le crocerossine, ma cazzo. forza. sù.
Aloise
E' dura ammetterlo (specie riguardo a persone che conosciamo da una vita e abbiamo sempre reputato grandi amici) ma alla fine non è che non sanno capire se abbiamo qualche problema o che siamo bravi noi a nasconderli. Semplicemente NON VOGLIONO vedere per comodità.
EliminaPerchè, appunto, scoccia fare la crocerossina. E' più facile stare in compagnia di qualcuno che sta bene piuttosto che di qualcuno che ha bisogno di sostegno, no?
E anche se sono persone che abbiamo accanto da una vita, bisogna aprire gli occhi ed imparare ad allontanarle (questo poi porta di solito a farmi sentire in colpa perchè "magari avrei potuto impegnarmi di più per la nostra amicizia" u.u)
E' la storia di sempre: i colleghi bovini che non ci accettano nella mandria perchè sanno (o quantomeno temono) di avere meno numeri di noi, ed in più credono che i confronti possano rovinarli. Partono da pregiudizi sbagliati, giungono a conclusioni insensate, e agiscono da vigliacchi e traditori. Meglio senza. Meglio dargli meno di quel che ci danno. Tanto esiste lo 0,0001% di probabilità che escano dalla loro mandria diventando significativi per noi.
RispondiEliminaPossino andare subito da li mortacci loro.
La Vita è troppo breve per sprecarla con gente del genere.
Il 'secondo piano' (relativamente a loro) non esiste.
La tua voce è assordante, e possiamo fraggare questa massa di imbecilli ^_^
..::COlei::..
Il mio problema è che prima ci passavo 9/10 ore al giorno insieme a questa gente. E che all'inizio hanno fatto tutte le amicone, le "tranquilla con noi ti puoi sfogare", etc etc. Andando avanti mi sono resa conto che il loro è un circolo chiuso di cui io non farò mai parte, non importa quanto mi sbatta per loro, quanto mi interessi alle loro faccende e cerchi di dare consiglio, non importa quanti favori lavorativi e non io gli faccia o quanto mi dia da fare nel lavoro. Non sarà mai a sufficienza per entrare nel "club esclusivo", sarò sempre l'ultima ruota di questo carro.
EliminaE paradossalmente hanno mandato via l'unica persona che con me inizialmente faceva la burbera ma con la quale avevo legato più di tutte (e che capiva perfettamente questa situazione).
Oltre a questo, sto pensando di "chiudere" un'amicizia secolare e vorrei essere sicura di potermi dire, un domani, che io ho fatto tutto il possibile per salvarla.
PS: adoro l'uso del termine "fraggare", era tanto che non lo sentivo <3
E secondo te io in tutti questi anni come ho affinato il mio Animo Ribelle e Acido? nel tempo ho imparato a separar paglia e pula. Di solito tratto male le persone. I furbi almeno se ne vanno subito, gli idioti rimangono a farsi insultare. Ma meglio così, almeno ho una valvola di sfogo (gli idioti, tanto non lo capiscono) e non ammazzo nessuno, anche se tante volte la tentazione è forte (in data odierna avevo tanta voglia di presentarmi nell'ufficio del capo con un badile o un nodoso randello per motivi che non stò a specificare, ma mi son accontentato di insultarlo molto pesantemente al telefono).
RispondiEliminaA 26 anni ragazza mia sei grandicella eh per farti maltrattare! Sù sù sò che puoi tirar fuori il meglio di te, rendimi fiero, sfrutta la Forza dei N3rd eccheddiamine!
E se poi Cociuk si stanca di esser maltrattato io son sempre qui a disposizione...
.... lo sò, sono una brutta persona approfittatrice, ma che ci vuoi fare? Sono un PoMoMoDiFa :D
AM mi ucciderà se mai leggerà queste righe... (impossibile! cancello sempre la cronologia ^_^)
Vedi, il problema per quelli che non si lamentano mai è che, quella volta che fai presente il tuo disagio, vieni tacciato come "oh ma che palle, stai sempre a lamentarti". Questo perchè ormai nessuno è abituato a sentirti lamentare: sei il mulo da soma che fa il proprio lavoro a testa bassa.
EliminaE vale per il lavoro, per le amicizie, per la famiglia, etc etc. Purtroppo.
Temo che mi farò sempre maltrattare da chiunque perchè vivo nella convinzione di non meritarmi niente in questa valle di lacrime <.<
PS: Queste tue affermazioni "libertine" mi lasciano sempre un po' perplessa. Tu presentami la tua signora che ci penso io a dirle di tenerti in riga :P
Non proprio Mika. Anche perchè "si nota" quando uno si lamenta quando solitamente lo vedi zitto/a muto/a rassegnato/a. E "di solito" quando suddette si lamentano lo fan a ragion veduta. Io penso di essere uno di quelli.
EliminaComunque hai sempre la possibilità di "farti valere" l'importante è che _tu stessa_ te ne rendi conto e cominci a sfruttare le occasioni come meglio capita.
Pe quanto riguarda la seconda parte: è il mio carattere! :P Sono un misto di Don Giovanni, Don Chisciotte, Valeren e MK66... fàunnppòttè :D
Nun ce provà proprio a parlare con AM, _PRIMA_ ti sbranerebbe, poi comincerebbe le sue geremiadi con me, e la mia tolleranza a suddette cose è tendente allo 0, quindi i (pochi) rimasugli che rimarrebbero di te dopo che è passata AM me li cucino io a colazione :P Non sò se ti conviene xD
Poi io _NON_ sono libertino! <.< sono di "larghe" vedute no? :P
Il consiglio che posso darti è di applicare un detto che ho letto una volta in un pub (qui in Italia) : "Nel bene i nostri amici ci conoscono, nel male noi conosciamo i nostri amici". Quelli che spariscono quando arriva la burrasca li scrivi materialmente (per ricordartelo quando ti verrebbe da aiutarli anche se non lo meritano) in una agenda nera, gli altri sono amici per cui vale la pena sbattersi
RispondiEliminaE' una santa verità.
EliminaDifficile però essere razionali in questi momenti, specie quando riguarda persone a cui teniamo (forse troppo e forse nemmeno lo meritano così tanto).
Ti capisco. Anche io ho la brutta abitudine di non dire un cazzo a nessuno quando sto male, non mi piace lamentarmi. Sono dell'idea che uno i cazzi suoi se li deve sistemare da solo e basta. E c'è gente che invece lo fa tutti i giorni e tutti a dire "poverina c'ha problemi lei".
RispondiEliminaPoi arriva il momento in cui mi rendo conto che "quella che c'ha i problemi" continua a creare casini a lavoro e i capi chiamano sempre me per rattoppare i buchi come se io non avessi una vita fuori da qua. Perchè io sono quella che lo sa fare, perchè io sono quella che c'è sempre, perchè io sono quella che ama il proprio lavoro e non si fa pesare un turno in più e sorride sempre e dà sempre il massimo.
Ora sono a lavoro a fare pomeriggio quando avevo turno di mattina. Perchè "quella che c'ha i problemi" ieri ha deciso che il pomeriggio oggi non le andava più bene, s'è andata a lamentare col capo e il capo ha la capacità di farmi sentire indispensabile e fighissima e dunque eccomi qui a lavoro, con l'influenza, incazzata come una biscia, con un certificato medico cancellato perchè se non venivo io qui succedeva un casino e dovevano chiudere il servizio, e io non sono capace di sbattermene come fanno i miei colleghi. Però mi sento tanto tanto stupida.
Sai, credo che alla fine dei conti gli stronzi e gli egoisti dichiarati siano quelli che campano meglio.
E sai cosa? Stamattina prima di cancellare il certificato mi sono fatta una domanda: io voglio essere così? Voglio far credere che se voglio sono stronza anche io? No. Non voglio fare come loro. Non voglio creare problemi solo per il gusto di poterlo fare. Voglio guardarmi allo specchio la mattina e sapere che vengo pagata perchè so fare qualcosa e lo so fare bene. E ti assicuro che essere consapevole di questo vale più di una persona finta che mi dice che ho ragione.
EliminaParole sante!
EliminaSono come te e ti capisco, anche io il mio lavoro lo faccio bene e non riesco a fregarmene anche se, come è pensiero comune qui dentro, non c'è il mio nome fuori dalla porta. Passo anche i giorni di malattia e ferie a controllare le mail per assicurarmi che non mi sia sfuggito nulla, nonostante questa cosa dia fastidio a Coshuk.
Ed anche io, come te, sono andata spesso al lavoro malata (fortuna che ultimamente mi ammalo solo una volta l'anno) perchè c'era qualcosa da fare e non si poteva mancare. Adesso che sono sola al pomeriggio, faccio sempre di tutto per organizzarmi le visite mediche ed altre faccende di mattina in modo da creare meno disagio possibile.
Però, vedi, la collega che si fece un anno di maternità e tornò dicendo "No, non prendo il ponte del 2 giugno perchè sono appena rientrata" e poi riuscì a piazzarsi due mesi di ferie luglio-agosto, ha avuto il benservito due anni fa.
Ormai eravamo al punto che i capi non si scomponevano più nemmeno se quella stava a casa un mese o se gli faceva male i lavori, tanto c'era sempre quella disponibile a metterci le pezze e aggiustare tutto.
D'altro canto, sono felice di aver sempre fatto bene e con coscienza il mio lavoro: non ho nulla per cui sentirmi in difetto.
E alla fine io sono ancora qui, lei no. Forse esiste una giustizia, dopotutto.
Tieni duro! :)
Cazzo dovrei essere io a dire tieni duro a te, sei te che scrivi :) ti dico due cose:
Elimina1. io spero ci sia una giustizia anche qui, che questa prima o poi venga licenziata o ripresa o che subisca una punizione esemplare. A dirla tutta però ci credo poco, allora sai che c'è? Tra un anno e mezzo potrò chiedere un nuovo trasferimento, se le cose andranno così male potrò sempre andarmene e fanculo tutti. Lì ci sarà da ridere davvero.
2. tornando a TE, perchè è di questo che si parlava, mi viene da pensare che 'ste tue colleghe facciano così perchè hanno un ruolo diverso dal tuo (mi pare di capire che loro sono avvocati e tu no o una cosa del genere). Mi vien pure da pensare che avvocato o no il lavoro tuo loro non lo fanno e/o non lo sanno fare, quindi ruolo un cazzo, un caffè con te se lo potrebbero prendere lo stesso, 'ste brutte stronze. Anche se tu non hai il nome fuori dalla porta e loro sì.
Se c'ho preso allora mi sa che non ti perdi molto. Non è che se fanno un lavoro diverso dal tuo non potete parlare o non capisci quello che dicono, e se per loro è così allora vuol dire che probabilmente quel lavoro se lo sono guadagnato col culo (e con culo non intendo fortuna) e il loro cervello è davvero piccolo piccolo piccolo. A quel punto non avreste davvero niente di cui parlare, quindi sai che perdita.
Perdona la finezza.
Purtroppo le colleghe di cui parlo sono mie "pari" (nel senso che, come me, sono segretarie) ma siccome lavorano qui da 15+ anni pensano che l'anzianità gli dia diritto ad elevarsi ad uno stadio superiore, a quanto pare. Un club esclusivo a cui io non posso partecipare in quanto ultima ruota del carro, destinata ad appiccicare francobolli sulle buste (quando poi sono qui da sola tutti i pomeriggi a smazzarmi ogni tipo di lavoro).
EliminaIl "non c'è il mio nome fuori dalla porta" è la frase che usano tutti qui dentro per scaricare la responsabilità di quello che fanno perchè tanto lo studio non è di loro proprietà. E così tutti se ne fregano.
Purtroppo io non sono così, vivo nella convinzione che se lo studio va bene io continuerò ad avere un lavoro che mi piace. Che idee balzane, vero? xD
Comunque anche gli avvocati giovani e che si vantano di avere questo rapporto di confidenza con noi perchè "hey, siamo tutti uguali qui dentro!" alla fine lo fanno solo di facciata u_u
In ogni caso... facciamoci coraggio a vicenda, suvvia! :)
E spero che anche la tua collega venga in qualche modo "punita" per il suo comportamento scorretto.
Solo un appunto: "a coloro che non piangono mai in pubblico nessuno va a chiedere se va davvero tutto bene". Vero. Sacrosanto, anzi. E' più comodo, e chi ha voglia di far fatica oggigiorno?
RispondiEliminaPerò non è che a chi si lagna sempre le cose vadano poi meglio: a lungo andare, chi può da questi soggetti se ne scappa a gambe levate... o attacca a dargli ragione (come ai matti) giusto per vedere se la piantano prima di scassar le balle (e poi trovan la maniera di silurare il lagnone).
E giusto un'altra cosa... a lavoro ammalata ci sono andata pure io. E' UN'IDIOZIA: dovesse cascare il mondo o crollare l'ufficio, bisogna starsene a casa, quando si sta male. Il resto del mondo deve imparare ad arrangiarsi anche senza di noi. Ma a questo ci sono arrivata dopo non so quante volte che arrivavo zoppicando, o con la febbre, o con la nausea, o con l'otite, o con diosacosa e non solo di questo non si teneva conto (perchè nessuno pensa "Beh, almeno è qui... non potrà fare tutto, ma ci dà una mano"), ma ci si indispettiva pure se non riuscivo a svolgere il lavoro al top (tipo... magari stamattina che ho 38° di febbre in Tribunale a depositare potrebbe mica andarci qualcun altro di quelli che stan qua a grattarsi? No, eh?).
Insomma, il mio consiglio è: se siete ammalate siete ammalate, se siete in ferie siete in ferie, se siete a lavoro siete a lavoro. Punto. E che le tre cose non si incrocino MAI (soprattutto le ferie con la malattia, via...)! ;)
A quanto pare si comportano tutti nello stesso modo in questo ambiente, vedo. Da noi hanno mandato via la seconda praticante per non-si-sa-bene-quale-motivo e ne è rimasta una che "poverina, non può mica andare in tribunale tutti i giorni". E così indovina con chi deve turnarsi per andare in cancelleria? C'est moi -.-
EliminaDurante il periodo natalizio ho rischiato di doverci andare pure alla vigilia. No comment.
Lo ammetto, siamo un po' stronze noi a voler andare in ufficio anche se siamo malate, spinte dal nostro preponderante senso di responsabilità.
Peccato che, come dici tu, lo sforzo non ci venga nemmeno riconosciuto. Non dico di stendere il tappeto rosso e profondersi in sentiti ringraziamenti, e non chiedo nemmeno un premio, però almeno un "grazie" non mi farebbe schifo.
La prossima volta ci penserò due volte.