giovedì 31 ottobre 2013

Like a rolling stone


Sono le 18:58 di questo giovedì sera che sembra già un venerdì.
Perchè domani si starà a casa.
E sono sola.
Chi fa il part-time è già a casa da un pezzo, mentre la Strega... bè, lei è stata licenziata.

La "scusa ufficiale" è la crisi ed il calo di lavoro, ma se fosse vero non mi spiegherei come mai, per sopperire alla sua mancanza, mi sono fatta due ore di straordinario tutti i giorni questa prima settimana senza di lei.
E spero che dalla prossima riuscirò a trovare un equilibrio.

Mi sembra di vivere intrappolata nel giorno della marmotta: ogni volta è sempre la stessa storia, tutto da capo.
L'anno scorso di questi tempi mi sobbarcavo nuove responsabilità a causa del licenziamento della Lemure; quest'anno sono ancora qui a raccogliere altri pesi sulle mie spalle.

Ma la cosa che mi lascia dentro questa sensazione di malinconia è il dover passare tutti i giorni davanti alla scrivania della Strega e vederla vuota, con la consapevolezza che non c'è più quella persona da cui correvo appena mi succedeva qualcosa di cui avevo bisogno di sfogarmi.
Sì perchè ormai lei era la mia confidente, qui dentro, la persona che capiva i miei fastidi e le mie incazzature meglio di tutti. Forse eravamo entrambe brutte persone ed io me ne sono accorta troppo tardi, dopo che già l'avevo battezzata "Strega".

In realtà, appunto, tanto diverse non eravamo. Solo che io quantomeno ho conservato quel minimo di decenza che mi faceva apparire sempre carina e precisa agli occhi dei miei superiori.
Lei si mostrava per quello che era, qualsiasi fosse la situazione.
Ed a volte mi chiedo chi, tra noi due, fosse quella più genuina.
Più giusta.

Non ho mai amato coloro che, raggiunto il tanto agognato posto fisso, si adagiavano convinti che avrebbero dovuto strapparlo dalle loro fredde mani cadaveriche; però non credevo nemmeno che fosse così semplice lasciare a casa qualcuno, dall'oggi al domani.
Una persona che lavorava qui dentro da quasi 13 anni.
Senza nemmeno un "grazie, è stato bello finchè è durato".

E ci sono sicuramente un sacco di motivazioni sensata per questo gesto, ma ci sono molti modi per licenziare la gente e sicuramente questo è stato un modo che la Strega proprio non meritava.

8 commenti:

  1. Solo che io quantomeno ho conservato quel minimo di decenza che mi faceva apparire sempre carina e precisa agli occhi dei miei superiori.
    Lei si mostrava per quello che era, qualsiasi fosse la situazione.
    Ed a volte mi chiedo chi, tra noi due, fosse quella più genuina.
    Più giusta.


    Uno dovrebbe mostrare il proprio carattere insieme alle proprie capacità e farsi apprezzare per quello, o almeno credo che i superiori si aspettino proprio questo, senza farsi troppe domande su cosa sia forzato e cosa no. Poi sta a ognuno rendersi conto se esagera o no e regolarsi di conseguenza.
    Di solito chi ragiona così pensa che la cosa migliore sia sempre essere se stessi, ma il punto è che si può essere rispettosi senza stravolgere il proprio carattere, non c'è bisogno di diventare lecchini o di fingere di essere qualcun'altro
    per farsi apprezzare da chi lavora con noi.

    Non so se si è capito che ho detto XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lei ha sempre detto di essere una che "dice in faccia quello che pensa".
      Ed è così, non è mai stata una che le manda a dire; purtroppo, a volte, specialmente in questo brutto mondo degli studi legali, bisogna essere molto diplomatici.

      Anche solo il fatto che è richiesto un certo tipo di abbigliamento, mentre la Strega ha sempre detto "io sono una da jeans e converse". Che va benissimo, ma nel momento in cui vuoi conservare questo posto di lavoro forse ti conviene un minimo adattarti.

      Alla fine hai ragione tu: non è questo che ci rende meno "noi stessi".
      Anche perchè devo ammettere che in studio mi stanno dando modo di esprimere la mia individualità al di là del mero lavoro e delle restrizioni in fatto di vestiti (tipo che il mio capo mi chiede di raccontagli dei giochi di ruolo e mi incoraggia sempre a giocare di più :P)

      Elimina
  2. Come mi hai detto tu..se si conserva quel minimo di decenza non è essere zerbini ma fare buon viso a cattivo gioco... ;) giusto?
    Non so se è stata poco rispettosa, se ha dato di testa o cosa...
    Comunque dopo 13 anni e soprattutto dopo aver fatto sempre un buon lavoro (cosa che mi sa non basta più), è dura non farsi rodere il chiurlo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A chi lo dici, è proprio la mia situazione.
      Non si sa quando, ma dove lavoro chiuderà entro un anno e mi ritroverò a casa.
      E a 35 anni, senza laurea, è dura trovare un altro lavoro.

      SolitoAnonimoTecnicoLurker

      Elimina
    2. @ MaestraM: Io adoVo quando la gente mi cita *o* Perchè in fondo sono un po' menosa inside ed ho manie di protagonismo. Ma vabè.
      Hai ragione, comunque, e ti ringrazio. Effettivamente zerbina forse un po' lo sono nel momento in cui resto a fare straordinari non pagati senza mai farlo pesare; per il resto, come penso la maggior parte delle persone dotate di buon senso, sorrido al capo e poi magari gli dico dietro che è un cretino xD
      Ma suppongo sia normale amministrazione.

      La Strega, invece, si prendeva un po' più di libertà: sbuffava tranquillamente in faccia al capo se le chiedeva di fare qualcosa che a lei non andava bene, vuoi per mancanza di voglia o anche solo perchè lei riteneva non si dovesse/potesse fare (a sua discrezione).


      @TecnicoLurker: Secondo me un tecnico anche senza laurea va molto più lontano di una come me che è senza laurea ed ha esperienze di massimo 3/4 anni in lavori completamente diversi l'uno dall'altro.
      Immagino sia tremendo avere questa spada di Damocle sulla testa, però considera che nel frattempo hai la possibilità di guardarti attorno, la mia collega è stata messa alla porta dall'oggi al domani senza avvisaglia alcuna.

      Elimina
    3. Ma....per legge non ci dovrebbe essere un minimo di preavviso?? Tipo lettera di licenziamento...cose così....se non lo sa il tuo capo, chi dovrebbe saperlo?

      Elimina
  3. Io non trovo un fottuto lavoro.
    Ma ci sono certe situazioni che, davvero, in certi casi mi fanno pensare che sia meglio così!
    Rendiamoci conto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma secondo me questo è anche il meno peggio, ci sono certe situazioni che sono davvero pesanti.

      Questo licenziamento, tutto sommato, non è proprio ingiustificato. Quello che lascia basito è il modo e la noncuranza che hanno i datori di lavoro verso gente che ha "sacrificato" anni della propria vita.

      Elimina

Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.
...
...
...