mercoledì 8 agosto 2012

Tu sì, tu no! #3

L'ultimo, lo giuro.

Non ci resta che congedarci dalla nostra dimora marittima e ritornare nel grigiume di Milano. Su cui comunque splende il sole e la temperatura media si aggira attorno ai 33°, senza contare il livello di umidità.
Il mio piano originario era di fare l'ultimo bagno in piscina, pranzare, chiudere casa e partire in modo tale da arrivare a Milano in tempo per farsi un aperitivo con amici guardando la finale degli Europei.
Ahah, come no.
Io: "Toh, un amico toscano mi chiede se stasera saremo in piazza Duomo a vedere la partita"
A: "Dai, ma si potrebbe anche fare!"
Io: "Ma... veramente... a me non è che freghi mol--"
A: "Deciso, si va! Il tuo amico ci ha dato proprio una bella idea"
Ma io quand'è che imparo a starmene zitta?

Le cose per il resto vanno quasi come pianificato. Ultimo bagno in una piscina semi-deserta, e facciamo conoscenza con il bagnino giovane. Però brutto. Ma aveva quell'accento toscano che personalmente mi fa impazzire! Comunque era brutto, quindi niente.
Si pranza, ci si svacca un po' e infine iniziamo a fare le pulizie ed i bagagli per la partenza. E' incredibile come in soli due giorni siamo riuscite a colonizzare tutte le stanze della casa pur essendoci portate appresso giusto il necessaire per il weekend. Mah.
Ed ecco che arriva l'idea geniale: andiamo a trovare il barista ed il cameriere della sera prima! Con il senno di poi non era mica tanto intelligente come idea, specialmente considerato che ci siamo incamminate a piedi sul lungomare con il sole esattamente sopra la testa, un caldo allucinante, per andare a trovare due rimbambiti solo perchè "gliel'avevamo promesso". Eh, ho commesso tanti sbagli in vita mia.

Infine, finalmente, partiamo in direzione Milano con l'entusiasmo veramente sotto le scarpe. E' stato un weekend molto spensierato, siamo riuscite ad evitare di parlare di uomini che fanno/hanno fatto parte della nostra vita e stavamo andando alla grande. Ma tornare a casa significa caricarsi nuovamente addosso il peso di tanti problemi che avevamo deciso di accantonare momentaneamente. Quindi potete immaginare che il morale non fosse particolarmente alto.

Abbiamo pure trovato un po' di traffico, il che ci ha costrette a tirar dritto fino a Milano senza passare da casa; abbiamo lasciato la macchina vicina alla metro e siamo andate in centro così.
Era.
Ovviamente.
Fottutamente.
Pieno.
Di.
Gente.
Cazzo.
Lo schermo su cui vedere la partita era minuscolo e non era nemmeno posizionato tanto in alto, quindi ci siamo fatte largo tra la folla per mezz'ora cercando di trovare una posizione da cui la mia amica A potesse vedere qualcosa. Per me il problema non si pone, naturalmente.

Devo dire che ho iniziato a lamentarmi quando ho sentito gocce di sudore che mi scorrevano tra le gambe. E scendevano, scendevano, continuavano a scendere. Faceva troppo caldo per i miei gusti, e c'era brutta gente. E l'Italia stava vergognosamente perdendo. Così dopo aver rotto le scatole fino al limite, la mia amica mi ha portata via. Abbiamo fatto foto stupide in Piazza San Babila e alla Scala come se fossimo due turiste. Mi piace fingere di fare la turista nella mia città, non so perchè.
Poi ci siamo prese un gelato, indugiando ancora un po' nel torpore del fine settimana, con ancora l'odore del mare sui vestiti e tra i capelli. Che la domenica sera porta sempre con sè quell'aria un po' malinconica del lunedì che incombe con le sue preoccupazioni.
Un po' triste, a dire il vero.
Parecchio triste, specie dopo giorni di mare.

Poi sono tornata a casa.
E' stato un weekend che nella mia testa è durato una settimana.

1 commento:

  1. Fare la sauna da turista in una piazza....mi ricorda qualcosa :D
    A parte sudare dove è più antipatico, direi che è stato uno sciallo totale... :))

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