No, vabè. Quando commento sui blog degli altri tiro sempre fuori storie che contribuiscono a far capire quanto io sia una persona disturbata.
Raccontavo, sul blog di Trantor, che a volte sono leggermente ipocondriaca. No, ma giusto poco, eh.
Qualche tempo fa soffrivo spesso di mal di testa molto forti che, con il senno di poi, ho capito essere dovuti allo stress del mio precedente lavoro. Fatto sta che, un giorno, preda di questo forte mal di testa, vado su Wikipedia e cerco i sintomi della meningite. Più nello specifico ho trovato i segni di Brudzinski. Non dovrei dirvelo ma mi sono messa a farli. Da sola. Sembravo una cretina, ma almeno non ho la meningite suvvia. Potrei comunque avere un tumore al cervello (questo spiegherebbe alcuni miei comportamenti anomali).
In Grecia, la scorsa estate, una sera dopo cena sulla strada che portava all'albergo vidi un gatto morto che era appena stato investito. Non vi dico la pena che mi ha fatto, mi ha aperto una voragine, ho pianto come una fontana. Non riuscivo a togliermi dalla testa l'immagine di quel gatto che un attimo prima saltellava libero e l'attimo dopo si trovava riverso sulla strada in una pozza di sangue. Scommetto che lo stronzo che l'ha investito non si è manco fermato.
Cosa c'entra questo con l'ipocondria? Da quel momento, ho vissuto un'escalation di follia, pensieri che superavano la paranoia, che però poi sono rientrati nei ranghi quando sono rientrata al lavoro. E poi dicono che lavorare fa male, eh :D
Siamo stati a Salonicco, una città che mi ha mostrato un volto un po' butterato e che mi è entrata dentro con tutto il suo fascino malinconico. Vi confesso che la sera avevo paura, anche se non ce n'era motivo: giravo un angolo e avevo timore di essere aggredita, attraversavo la strada e speravo di non essere investita da pirati della strada, rientravo in albergo la sera e speravo non ci fosse nessuno in camera ad aspettarmi al buio. Ho vissuto giorni densi di angoscia e, quando mi sono trovata seduta sull'aereo di ritorno a casa, da una parte c'era la paura di precipitare e morire ma dall'altra c'era una punta di sollievo per l'imminente ritorno. Non avevo mai provato delle sensazioni così, specialmente in vacanza.
Adesso la situazione è scemata, rientrando nella solità normalità. Che, appunto, normalità non è se, ogni volta che vedo un neo, mi immagino sia un melanoma. Però va bene così, preferisco questo rispetto alle ansie del "gatto morto".
Cosa c'entra questo con l'ipocondria? Da quel momento, ho vissuto un'escalation di follia, pensieri che superavano la paranoia, che però poi sono rientrati nei ranghi quando sono rientrata al lavoro. E poi dicono che lavorare fa male, eh :D
Siamo stati a Salonicco, una città che mi ha mostrato un volto un po' butterato e che mi è entrata dentro con tutto il suo fascino malinconico. Vi confesso che la sera avevo paura, anche se non ce n'era motivo: giravo un angolo e avevo timore di essere aggredita, attraversavo la strada e speravo di non essere investita da pirati della strada, rientravo in albergo la sera e speravo non ci fosse nessuno in camera ad aspettarmi al buio. Ho vissuto giorni densi di angoscia e, quando mi sono trovata seduta sull'aereo di ritorno a casa, da una parte c'era la paura di precipitare e morire ma dall'altra c'era una punta di sollievo per l'imminente ritorno. Non avevo mai provato delle sensazioni così, specialmente in vacanza.
Adesso la situazione è scemata, rientrando nella solità normalità. Che, appunto, normalità non è se, ogni volta che vedo un neo, mi immagino sia un melanoma. Però va bene così, preferisco questo rispetto alle ansie del "gatto morto".
Mai andare in vacanza con la sindrome pre-mestruale.
RispondiEliminaScherzi a parte, c'è stato un periodo di depressione acuta in cui mi auguravo le peggio cose, ora come mi viene un mal di testa (per esempio) penso che tutto quello che ho detto mi si sta riversando contro, anni dopo. Della serie "punizione divina".
Abbracciamoci, su.
il master micio si sarà preso cura di lui e avrà vendicato la sua scomparsa, so che dentro di te lo sai :)
RispondiEliminafinalmente mi hai fatto trovare un aggettivo per salonicco, ci pensavo un po di tempo fa.. è una città che trasmette tutta l'inquietudine della grecia di questo periodo! però per lo stesso motivo era molto affascinante.. se il mitico gibbux riesce a farsi prendere là per lo stage andrò a trovarlo anche per conoscere meglio quello strano posto!
comunque brava, non è facile parlare e affrontare certe cose, e anche se non è vero che è il primo passo per risolvere il problema, è almeno un modo per imparare a conviverci e a somatizzarlo..
Parliamone...io ho paura di aprire l'ascensore e trovarci un cadavere dentro. Ho paura che se vado da sola dal locale alla macchina o anche solo dal posto auto (recintato) alla portina qualcuno mi assalga alle spalle. Ho paura dei pazzi sugli autobus e cambio marciapiede se qualcuno dà segni di pazzia davanti a me. Ho paura che un bambino zingaro possa arrampicarsi fino all'ottavo piano, alzarmi la tapparella ed entrarmi in casa (e io non sono una che inveisce sempre e cmq contro gli zingari...ma quì è colpa di mia nonna, è lei che mi ha terrorizzato con questa storia quand'ero piccola!) Questo piccolo elenco di paure è per dirti che no, non sei sola e non sei neanche pazza...(ti dico solo che a Lanzarote un italiano all'estero spiantato e anche alticcio si è proposto come guida..e voleva che dormissimo a casa sua. Dopo essere riusciti a scaricarlo ho passato i tre giorni dopo nel terrore di rivederlo, anche se non ci aveva fatto nulla!)forse un pochino paranoica, ma fidati dopo un pò ci convivi bene (sempre se il tuo fidanzato non usa la terapia shock come il mio)
RispondiEliminaSulla grecia devo dire che a me è rimasta davvero nel cuore,e ci tornerei mille, duemila volte di fila...è troppo bella, e si Salonicco è butterata e impressionante...siamo sbarcati li dalla nave in pieno giorno e mi ha fatto una certa impressione.