Come da titolo.
Se non avete voglia di leggere, potete anche levarvi di culo e vi capirei perfettamente: a volte neanche io vorrei stare a sentire quello che dice il mio cervello. Per dire.
Sono stata in ferie una settimana. In questa settimana le attività che hanno occupato la maggior parte del mio tempo sono state: giocare, dormire, mangiare. E sì, sono in ordine di rilevanza.
Nei ritagli di tempo ci siamo costretti ad uscire di casa per fare la spesa, andare a trovare i rispettivi genitori e fare un giro da Ikea ed un paio di altri negozi per cercare i mobili da mettere in terrazzo (terrazzo che, tra l'altro, ci siamo finalmente degnati di pulire).
Voglio e devo essere totalmente sincera: mi è stato parecchio sui coglioni dover smettere di giocare per uscire a vivere.
Lo so, è una merda sentire una cosa del genere da una ragazza di 26 anni mediamente poco cessa e senza particolari problemi relazionali (ahahah bella battuta, vero?).
Poi torni in ufficio e ti fanno pesare che c'è stato tanto lavoro da fare e loro hanno dovuto cambiarsi i turni per coprire le giornate. Boh, tipo scusate allora se sono l'unica qui dentro che lavora 8 ore (solo sulla carta) e, per inciso, vengo pagata pure meno di chiunque altro.
Passo un'oretta con le colleghe tra chiacchiere sui fatti nostri, aggiornamenti circa la settimana lavorativa e un passaggio di consegne e poi vengo a sapere che Cicì si è lamentata perchè "ho le ore da perdere a parlare dei fatti miei ma non le faccio i lavori urgenti" (il suo "lavoro urgente" era entrare nel suo account di posta, salvarle delle mail e cancellargliele dall'inbox: spiegatemi dove sta l'urgenza).
E già qui un sonoro vaffanculo sarebbe stato più che giustificato.
Ma mi sono trattenuta perchè c'era una cosa ancora più grossa che meritava il mio disappunto e qualche insulto.
La mia "migliore amica" (il virgolettato ormai è d'obbligo), che si lamenta del fatto che non riusciamo più a vederci e che entrambe dobbiamo sforzarci per trovare del tempo per stare insieme, organizza pranzi domenicali a casa sua invitando amiche in comune e... IL MIO EX!
Certo, perchè se devi decidere tra invitare la tua amica-che-non-vedi-mai-e-con-la-quale-hai-promesso-di-impegnarti-per-vedervi-di-più o il suo ex (e, tra le altre cose, sa che non sono contenta che facciano gli amiconi) ovviamente inviterai l'odioso ex. Giustamente, a quanto pare, preferisce passare del tempo con lui piuttosto che con me. Io devo essere disponibile a comando e solo quando aggrada a lei - dato che lunedì pomeriggio si è prodigata di farmi sapere che sua signoria ci sarebbe stata per andare al cinema solo lunedì sera o martedì sera.
Bè, io non ci sono nè ora nè mai.
Mi sono un po' rotta di concedere le decime, undicesime e dodicesime possibilità alle persone.
Mi sono rotta di credere ogni volta che sarà diverso, quando poi quella che ci resta male sono sempre e solo io.
Mi sono rotta di trovarmi ogni volta in queste situazioni a sentirmi patetica e stupida ed a desiderare di riuscire, anche solo per una volta, ad essere meno buona senza dover poi soffrire sensi di colpa.
Perchè poi è a questo che mi spingete: a desiderare di essere meno disponibile, meno buona, meno gentile.
E questo significherebbe essere meno me stessa. Capite? A volte mi fate desiderare di essere qualcun altro e non lo trovo giusto. Non è dannatamente giusto!
Questione di allenarsi ad essere egoisti e a spegnere il telefono e/o ignorare i messaggi. Tocca fare così. Io ci sto lavorando praticamente da anni e non so ancora se riesco a vedere risultati, diciamo che sto meglio con me stessa e so che ci vorrà tempo. Mi sa che stronza ci si nasce e basta, non ci diventa volutamente. Almeno io non ci riesco.
RispondiEliminaMi sento cretina a dirti ogni volta "ti capisco" perchè l'obiettivo sarebbe quello di farti sentire meno sola e di portare l'esempio di una mia esperienza identica, anche perchè abbiamo la stessa età e a quanto pare un carattere simile. Alla fine però mi rileggo e mi sento sempre la donnona vissuta che sa tutto e conosce tutto. Mi dispiace >_<
Ahah no ma figurati! Anzi, mi fa sentire meglio sapere che non sono l'unica che si sente così e che ha passato questi momenti... vuol dire che non sono pazza quanto credevo :P
EliminaIo sono anni che mi ripeto che questa solfa deve cambiare, ma alla fine non mi muovo di una virgola: resto sempre quella che corre al primo squillo (o quella che si angoscia ogni volta per paura di aver fatto restare male la gente).
Ieri sera la mia "amica" mi ha telefonato tre volte, una dietro l'altra. Non ho risposto di proposito perchè non la voglio sentire, avere a che fare con lei ultimamente mi crea solo angoscia ed io voglio vivere tranquilla, non stare male in continuazione u.u
Hai fatto bene a non rispondere! Preparati ad un "cattiva, perchè non mi rispondi?!" oppure "Mika mi odia senza motivo".
EliminaPer ora siamo nella fase del "Mi spiace che tu stia male anche se non so il perchè, sono sempre il tuo punto fisso etc etc". Cose che mi hanno fatta un po' rimanere perplessa perchè a quanto pare non si rende conto di comportarsi da idiota... Ma tanto quando capirà che ce l'ho con lei arriverà a dirmi che non ne capisce il motivo e che faccio la vittima per nulla.
EliminaMi pare ovvio.
EliminaLascia che il vaffanculo scorra possente.
RispondiEliminaPer il restare chiusa in casa rivedo i primi tempi di me ed Elisa a casa nostra, quella voglia di godersi i propri spazi lasciando davvero fuori tutte le rotture dei scatole. Se poi consideri che la mia oscura metà è cresciuta in una casa in cui giocare era visto come una perdita di tempo totale ed un peccato imperdonabile... Altro che indigestione di giochi! :)
Ah ma allora non siamo completamente pazzi!
EliminaAmmetto che ero un po' preoccupata di questo nostro preferire *troppo spesso* stare a casa nostra piuttosto che uscire. E devo dire che purtroppo abbiamo invitato ancora poca gente a casa un po' per il fatto che è piccola e attendiamo di sfruttare degnamente il terrazzo ed un po' perchè abbiamo ancora alcune cose da sistemare (tipo la fucking scarpiera).
Però sì, dopo quasi quattro mesi, ancora preferiamo starcene tranquilli per i fatti nostri a goderci finalmente i nostri spazi come dici tu :)
E purtroppo è una cosa che alcune persone non riescono a concepire perchè non sono capaci di mettersi nei panni degli altri neanche per mezzo secondo, neanche se si tratta di gente che si conosce da una vita.
C'è un particolare che non bisogna trascurare e che contribuisce a tutto questo: io - e anche tu a quanto pare - a casa mia ci sto molto bene, ci trovo quello di cui ho bisogno per rigenerarmi e ricaricarmi. Quello che faccio la sera a casa mia è lo stesso che facevo quando ero ancora a casa dei miei e uscivo la sera con gli amici... Solo che adesso spendo meno! Quando mi va di cambiare aria posso farlo, posso organizzarmi per spostarmi e andare via, a trovare qualcuno o anche solo a bere qualcosa in compagnia, a sentire un concerto o mangiare qualcosa fuori. E la cosa mi piace proprio perché sono io che decido tutto questo insieme alle persone di cui voglio circondarmi.
Elimina(minchia se sono serio oggi, domani dovrò dire solo cazzate per compensare! :D )
Sante parole!
EliminaEsatto! Noi a casa nostra ci stiamo molto bene! Abbiamo uno spazio confortevole per noi, del cibo, della birra, i nostri pc, la musica e abbiamo bisogno di poco altro.
EliminaCerto, non sono mancate le uscite (anche a Pasqua andremo via con amici di Coshuk) però dovendo e potendo scegliere, stiamo anche volentieri a casa nostra. Va da sè che come ho voglia di passarci la domenica sera per conto mio, ho anche voglia di invitarci gli amici per passare la giornata con loro.
E la cosa bella, come dici tu, è che finalmente sono io a scegliere chi entra in casa mia e chi no (dato che uscendo spesso e volentieri mi trovo la presenza imposta di altre persone non gradite <.<).
Non sai quanto invidi per aver trovato una persona con la quale condividere così bene le tue passioni e i tuoi interessi. Io mi sono sempre sentita "sbagliata" perché mi piacevano i giochi o i fumetti... Venivo guardata come la sfigata di turno. ExFidanzatoStorico, che mi ha notata a scuola perché leggevo "Shadow Lady" seduta sulla cattedra in un'epoca in cui le fumetterie nemmeno esistevano fuori Milano/Roma, è stato il primo a "volere" che abbandonassi questo mondo. E mi ci riavvicino solo ora...
RispondiEliminaAvete voglia di stare a casa a giocare? Chissenefrega, fatelo e senza sentirvi in colpa. L'importante è non perdere completamente contatto con la realtà... ma non mi sembra il vostro caso!
E mandala a quel paese quella là!!
:*
p.s. Quando ci vediamo? Devo venire in quel di Milano a pranzo per godere della tua compagnia? Guarda che lo faccio!!
Se ti consola, anche io mi sono sentita una sfigata per tutta la mia vita (a volte ancora adesso, ma spesso riesco a fregarmene xD) perchè gli amici, anche quelli più stretti, non hanno mai capito queste mie "passioni". A quanto pare giocare a videogiochi, leggere fumetti, guardare cartoni animati, etc non sono cose da degnare di attenzione - non importa se facendo queste cose ho conosciuto la persona con cui divido la vita e un sacco di altra bella gente, non conta nulla. Restiamo delle sfigate, pazienza. Almeno siamo in buona compagnia :)
EliminaHo visto su facebook le foto del pranzo, tutti allegri che ridevano e mangiavano cibo cucinato da loro annaffiato da litri di sangria e mi sono chiesta se forse non sono davvero una sfigata per aver passato la domenica a stirare e a giocare a Diablo, senza quasi uscire (il terrazzo conta? xD). Mi sono sentita triste perchè una volta sarei stata inclusa nel gruppo e adesso evidentemente non valgo più la pena.
Poi però mi sono detta sticazzi! Ho anche io degli amici con cui, se voglio, posso organizzare pranzi all'aperto o giornate di cazzeggio!
PS: Lo so, sono imperdonabile! Ci pensavo giusto in questi giorni. Speravo che staccare da tutto in questa settimana di ferie mi avrebbe fatta riprendere dalla mia perenne stanchezza di questo periodo e invece sono forse più stanca di prima... mi piacerebbe riuscire ad organizzare un bell'aperitivo in terrazzo un fine settimana se le giornate reggono! :D
Quoto Gama e quoto D.
RispondiEliminaLe regole sociali non possono spiegarci cosa stiamo veramente cercando.
Le picture sui "social" sono soltanto istanti: possono apparire bellissime anche se in realtà l'andazzo fu pessimo.
Le cibarie sbrodolate in gruppo sono soltanto residui tribali ancestrali: roba praticabile da adolescenti barboni così come da vegliardi milionari.
Il «cazzeggio», che fu proibito dai genitori, viene soddisfatto e (giustamente) perpetuato: la morale è assolutamente relativa.
Ciò che conta(0) veramente(1) è vivere(2) pienamente(3) segmenti(4) di movimento(5) alla ricerca di ciò che vogliamo davvero.
Nel frattempo, ci «casca addosso» la vita sociale medioevale: le regole sono necessarie ma generalmente sono «conservative» quindi occorre «evaderle» per poter attuare la ricerca di ciò che vogliamo davvero (cioè il vero motivo per il quale siamo quì). Ricerca che passa attraverso la meditazione e la comunicazione (quindi anche attraverso la solitudine o un MMORPG).
Chi si accontenta delle cose che questa società civilizzata ha da offrire (cioè chi è spensierato/imbecille - senza offesa -- devo, appunto, precisare), non capirà una beata cippa del senso di questo commento.
Tutti gli altri sentono di appartenere a qualcosa (che è ciò che cercano ma che ovviamente non si trova nelle persone e nei luoghi sbagliati).
"Un altro post emo del cazzo"...
...perchè ancòra non vuoi veramente liberarti dai cazzoni che non ti capiscono.
Morbido
(0) per noi stessi, come scopo/realizzazione personale (che può anche significare la salvezza per gli altri)
(1) nell'universalmente, finora, conosciuto (salve mutazioni genetiche e/o interventi «divini»)
(2) invece di rimpiangere le picture
(3) a compartimenti stagni == no rompic@zzi & distrazioni
(4) cioè molti istanti consecutivi, ma non troppo lunghi perchè, più di tanto, non possiamo reggere
(5) tutti gli atti fisici ma soprattutto quelli neurologici
Le note alla fine del commento sono meravigliose :D
EliminaIo guardo le persone che vivono secondo i "normali canoni sociali" e a volte mi dico che se fossi stata anche io così mi sarei risparmiata un sacco di paturnie. Poi però rinsavisco e sono più che contenta di essere diversa :)
Il problema si pone quando certe persone tentano di farmi sentire inadeguata se preferisco starmene tranquilla per i fatti miei, magari indirettamente e magari senza intenderlo sul serio, ma i sottintesi sono quelli. E ciò che mi fa rabbia è che alla gente manca quella minima dose di empatia per mettersi nei panni degli altri e comprenderne - non accettare ma solo comprendere - che possano piacerci cose diverse.
Tutto questo per dire che sì, devo liberarmi dei "cazzoni che non mi capiscono" :D
Per trattare con certe persone si deve comincia a convincersi per fasi:
RispondiEliminaFase 1: i miei sentimenti contano quanto quella degli altri (e per "altri" si intende quelli che se ne fregano di noi, non quelli a cui vogliamo bene ma soprattutto ci vogliono bene e si comportano di conseguenza con noi)
una volta raggiunto questo grado di consapevolezza si può passare alla
Fase 2: i miei sentimenti contano più di quelli degli altri (gli "altri" sono sempre quelli sopracitati)
Una volta fatto tutto ciò si riesce a passare a concedere un numero di errori limitato agli "altri", superato tale limite li si può mandare a stendere senza troppi rimpianti. Le possibilità sono state ampiamente concesse e amen. Il fegato ne sarà assai felice.
Sono due cose che mi risultano difficili ma posso tentarci.
EliminaIl problema è quando le persone che si comportano così sono quelle che, tecnicamente, ci vogliono bene e si interessano a noi. Con quelle che si fa? Perchè è dura abituarsi all'idea che le cose sono cambiate/stanno cambiando.
Appunto, tecnicamente. Ciò vuol dire che la persona in questione stà (o ha già) superato la linea che divide gli altri dagli "altri".
EliminaLe persone, tutte, sono come dei vasi, quando la capacità di soffrire/gestire i problemi o che trasborda e si supera la capacità di "sopportare", bisogna fermarsi, riflettere e dire basta perchè a lungo andare subentrano altri e maggiori problemi: mal di testa cronici, sbalzi d'umore, attacchi di panico, insonnia, ecc.
Non so se mi sono spiegata a dovere.
Comunque, lascia passare un po' di tempo e quando pensi di farcela, con calma, le dai appuntamento e le dici tutto quello che senti, provi e pensi di come vanno le cose tra di voi. Poi decidi che fare.
EliminaArrivano momenti in cui c'è bisogno di cambiare le carte in tavola...parecchie carte. Se ci costringono ad essere come non siamo e peggio, come non vogliamo essere, è ora di tagliare certi ponti...troveremo sicuramente qualcuno che ci sa apprezzare meglio, le persone vanno e vengono (purtroppo ma anche per fortuna). Non è mai tardi per stringere nuovi rapporti o trovare veri amici.
RispondiEliminaMi sa proprio che hai ragione.
EliminaForse sono stata un po' ingenua io a pensare che certi rapporti fossero incrollabili. Per ora mi prendo un po' di "pausa", poi vedrò se questo silenzio mi farà venire voglia di risolvere o se posso tranquillamente farne a meno.
Niente da aggiungere a quello che ha già scritto Gama: sarebbero tutte ripetizioni.
RispondiEliminaL'amica lasciala per un po' nel suo brodo. Non può dare a te la colpa di tutto solo perchè (la mia impressione è questa) è invidiosa di come è cambiata la tua vita. Tu sbollisci, lei nel frattempo avrebbe l'occasione di farsi viva e magari rimediare... passato un po' di tempo, se ritieni ne valga la pena, fatti sotto tu e cerca di chiarire.
Poi però amen, eh... tu hai fatto tutto il possibile, amicizia non è uno che s'ammazza per far funzionare le cose mentre l'altro fa i cavoli suoi.
Per il lavoro, butto lì un piccolo consiglio: fre-ga-te-ne. Fai il tuo lavoro (e lo fai bene, lo so), lascia che gli altri diano aria alla bocca e quel che ti è entrato in un orecchio fallo uscire dall'altro. Tanto ci sarà sempre qualcuno che tenta di farti pesare le tue sacrosante ferie o che ti romperà i coglioni perchè non ti sei prodigata oltre le tue mansioni per far sì che l*i possa continuare a non fare o non saper fare un ca77o.
Devo essere sincera: al momento non ho nessuna voglia di sentirla/vederla (mi viene proprio l'ansia se penso ad un confronto), per ora sto meglio nel mio silenzio - e forse questo la dice lunga sulla fine che ha fatto il nostro rapporto...
EliminaPer il lavoro... sì, so che dovrei fare un po' spallucce e fregarmene. Però non ci riesco :(
Il punto è che qui siamo partite con una sorta di parità ed amicizia tra noi, un clima di "siamo amiche, oltre che colleghe, ci diciamo tutto, ci confidiamo, yeah yeah" e quindi ultimamente (da quando se n'è andata la Strega) vedo che questa cosa vale solo per le due colleghe rimaste che, conoscendosi da più tempo ed essendo quasi coetanee, si fanno spalla tra loro e praticamente mi hanno ghettizzata.
Siccome ho notato che con me parlano abbondantemente male di Cicì e poi la riempiono di sorrisoni, mi è venuto pure il dubbio che potrebbero comportarsi esattamente nello stesso modo anche alle mie spalle.
Boh, forse devo iniziare a guardare un po' di più al mio e pensare ai cavoli miei!
Rieccomi redivivo!
RispondiEliminaHanno gia detto tutto sopra, il punto fondamentale é capire che le tue scelte non valgono meno di quelle degli altri ( anche se sono di piú, non conta).
Per la tua amica, mi chiedo cosa significa essere amici?
Se é una persona che tiene a te passerá sopra alle differenze, altrimenti é cosí che doveva andare.
Per il lavoro ti rimando al verbo di Zero : http://www.zerocalcare.it/wp-content/uploads/2013/10/3.jpg
Hakuna Matata , che significa Sticazzi!
Ciao e in bocca al lupo!